Silvestri gas

Tolla Parise di questa terra d'ischitella dice essere moglie di Antonio Chiarito di età sua d'anni 35 in circa inteso come detto testimone con giuramento inteso ed espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso che sa esso testimone della carcerazione di Antonio Chiarito di lui marito eseguita da chi ,come,quando .dove d'ordine di chi,e per quale causa d'ordine ,qualche verità io so sopra quanto mi si domanda e come nell'anno prossimo passato 1758 essendosi da Antonio Chiarito mio marito tenuto in affitto uno dei due forni di quest'Università e propriamente quello sito in questo abitato per l'annuo estaglio di ducati 116 :30 verso la fine di Agosto di detto anno 1758 il predetto Antonio mio marito mi disse che andando debitore di 6 ducati al Mag.co Gio Batta Visconti di questa terra allora Sindaco per l'intero pagamento dell'estaglio di detto forno gli era stato ordinato da Michele Paolino a non doverli pagare a detto Visconti ,ma all'illustre Marchese di Giuliano,e perciò unì ducati 4 ed egna 8 e li portò a pagare al suddetto Michele Paolino allora mastrodatta di questa corte ,da cui mi disse di non aver ritirato la ricevuta e verso il tardi di un giorno della fine di Settembre del del detto prossimo passato annuo non sovvenendomi il preciso per la lunghezza del tempo ,stando io in casa mia si conferì ivi Caterina Cignidoro mia paesana e conoscendo la quale mi disse che Antonio Chiarito si ritrovava carcerato ,e per poter essere scarcerato mi mandava a dire ,che gli avessi portato qui denaro,che stava dentro la cassa senonchè intesi da me immediatamente presi carte denaro di monete d'argento che stava in detta cassa e mi conferii nelle carceri di questa terra ove avendoci trovato ristretto il suddetto Antonio Chiarito mio marito gli domandai la causa della sua carcerazione- segue.

 

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

 

Un processo al Visconti a Ischitella nel 1758   (193° parte).

portò in mano mia carlini 19 ed egna 2 che disse essere il resto che andava dovendo suo marito per l'estaglio del forno dell'Università che aveva affittato per il quale motivo credeva di essere seguita la carcerazione di detto di lei marito ,ed io giudicando ,che tal denaro doveva all'Ill.re Marchese Giuliano e che del medesimo era stato l'ordine della carcerazione del riferito Antonio Chiarito ,stimai di ricevermi carlini 19 ed egna 2 ed immediatamente li portai a detto Ill.re Marchese,.il quale mi disse che l'avesse dati al suddetto Michele Paolino e che esso non aveva ingerenza in tale affare ,onde portai detti carlini 19 ed egna due in mano al nominato Michele Paolino da cui mi fu ordinato la scarcerazione di detto Antonio Chiarito e così dopo essere stato carcerato poche ore ,lo escarcerai ,nè altro di questo io so ed è la verità in causa scientis.

Inteso dal constituito detto Sig.re Antonio Chiarito può deporre la sua carcerazione e quando il Michele Paolino mi diede l'ordine non ne era altra persona presente come non vi fu nemmeno quando diedi il denaro all'Ill.re Marchese.

Io Pietro Cassa ho deposto come sopra.

Dell'Acqua Presidente.

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Ricevuto nello stesso giorno e stesso luogo.

Caterina Cugnidoro di questa terra d'Ischitella dice essere moglie di Michele Parise d'età sua di anni 32,circa come testimone con giuramento inteso espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso che sa esso testimone della carcerazione seguita in persona di Antonio Chiarito di questa terra d'Ischitella da chi,come,quando,dove d'ordine da chi,e per quale causa detto Sig.altro non so sopra quanto mi si domanda e se non che verso l'ora 22 in circa dell'anno dei giorni della fine del mese di settembre dell'anno prossimo passato 1758 essendomi trovata a passare avanti le carceri di questa terra d'Ischitella mia patria mi intesi per le cancelle della medesima chiamarmi per nome e vidi ,che vi stava carcerato Antonio Chiarito mio paesano e conoscente ,il quale mi pregò che fossi andato a casa sua ,ed avessi detto alla moglie Tolla Parise ,che esso si trovava carcerato ,e che per poter essere scarcerato l'avessi portato quel denaro ,che stava nella casa,ed io siccome gli promisi ,che l'avrei servito ,così mi conferii subito in casa di esso Chiarito ,ed avendovi trovata la moglie gli feci l'ambasciata ,ne so la causa per cui era stato carcerato ,nè d'ordine da chi,nè altro di questo io so ed è la verità in causa scientis.

Inteso io constituito detto Sig.lo stesso Antonio Chiarito può deporre quanto di sopra. Continua.

Per segno di croce.                           Dell'Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Ricevuto nello stesso luogo e nello stesso giorno.

Pietro Cassa della città di Monte S.Angelo al presente nella terra d'Ischitella dice fare il guardiano di età sua di anni 32, inteso come detto testimone con giuramento inteso ed espressamente sopra la presente informazione.

Inteso se esso testimone avesse mai proceduto alla carcerazione di Antonio Chiarito "alias Di Blasio" di questa terra d'Ischitella come quando,dove,d'ordine di chi e per quale causa detto Sig.re la verità che io so sopra quanto mi si domanda è questa come trovandomi io a servire da vario tempo in qualità di guardiano dell'illustre Principe d'Ischitella prima nel suo feudo di Peschici da un anno a questa parte in questa predetta terra d'Ischitella come sin dal mese di Novembre dell'anno 1757 si conferì ad abitare l'Ill.re Marchese di Giuliano figlio dell'Ill.re nominato Principe con ordine espresso che avessimo dovuto obbedire a quanto ci sarebbe stato comandato dal Gov. e mastrodatta di questa Corte,con tale occasione mi ricordo che in uno dei giorni della fine del mese di settembre dell'anno prossimo passato 1758 in atto che io uscivo dal palazzo baronale calò da esso Michele Paolino che allora faceva il mastrodatta di questa corte e mi ordinò,che capitandomi davanti Antonio Chiarito "alias di Blasio" l'avessi carcerato senza spegarmi la causa per la quale mi ordinava tale carcerazione onde io in esecuzione di tal ordine stando nello stesso giorno sopra la stanza solita ,ove abitavano i guardiani sotto della quale è situato il carcere e propriamente dirimpetto al palazzo baronale in occasione che uscii fuori la porta di detta stanza vidi passare per coà avanti detto Antonio Chiarito ,e perchè non solo lo chiamai in essa chiamandolo gli dissi che fosse venuto nella stanza predetta come quello fece ,e lo restrinsi carcerato sotto chiave in detto carcere e stando colà carcerato detto Antonio Chiarito intesi,che per una donna la quale non mi sovviene chi,fosse stata ,mandò a chiamare sua mogle che essendo colà venuta- Continua.

Giuseppe Laganella

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proposta affittazione ,ove glieli consegnai ,ed esso ne fece la ricevuta assecondandomi la dilazione di pochi giorni per pagarli gli altri 19 carlini ed egna due in compimento di ducati 6 ,ma non essendomi trovato a soddisfarli verso la fine del mese di Settembre di detto anno 1758 non sovvennandomi il giorno preciso essendo stato di passaggio per accordi alle carceri di questa terra ,sopra delle quali e sita la stanza del guardiano di detto Marchese ,fui chiamato in essa stanza da Pietro Cassa uno dei guardiani predetti ,che vi si trovava davanti alla porta di quella, ed andatovi mi pose carcerato sotto chiave in detto carcere dicendomi che tale era l’ordine di detto Ill.re Marchese ,atteso voleva essere pagato di qualche cosa lo andava dicendo .Intesosi ciò essendomi trovato a passare per avanti detto carcere opportunatamente Caterina Cugnidoro mia paesana e conoscente che abita nel casale la pregai che si fosse conferita fino alla casa mia che avesse detto a Tolla Parisi mia moglie che avesse preso quel denaro ,che stava nella casa e me l’avesse portato per poter essere io scarcerato ,infatti dopo poco tempo essendo venuta mia moglie avanti alla cancella di detto carcere mi disse che aveva portato i 19 carlini e due egna che io andavo dovendo e fatto chiamare il guardiano da sopra la stanza glieli feci consegnare ,e così dopo due o tre ore carcerazione fui scarcerato ,né altro di questo io so ed è la verità in causa scentis.

Inteso che può deporre le cose suddette detto Sig.re i nominati Michele Paolino, Pietro Cassa, Caterina Cugnidoro,e Tollo Parisi mia mogie possono rispettivamente deporre quanto di sopra.

Per segno di croce.                                 Dell’Acqua Presidente.

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La cosa è pressochè sconosciuta, ma va aventi da almeno tre anni. Il fautore di una promozione turistica del Gargano è l’imprenditore turistico D’Errico Giuseppe d’Ischitella, proprietario di un B.B sulle rive del fiume Varano, denominato “torre del lago” a due passi dalla foce del lago di Varano. L’imprenditore turistico ci racconta che: ” Tutto è nato circa tre anni fa quando insieme a mia moglie facemmo un viaggio in Lituania. In quell’occasione ebbi modo di pubblicizzare il mio Gargano di cui i lituani rimasero affascinati e vollero anche conoscere i nostri piatti gastronomici.

Accettai l’invito e mi offrii a cucinare per loro i nostri piatti di cui loro vollero imparare le ricette per presentarle nei loro ristoranti lituani. Da allora ogni anno c’è uno scambio turistico con i lituani loro vengono da me ed io vado da loro.

Domani volo a Vilnius capitale della Lituana per continuare questo splendido discorso”.

Un esempio da eseguire da altri imprenditori garganici perché solo così si riesce a fare promozione delle nostre bellezze e peculiarità gastronomica a 360°. Inoltre c’è un imprenditore lituano che a breve aprirà una casa di riposo a Carpino.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Turismo

benestante di questo paese ,il quale non partendosi mai da questo abitato si poteva far trovare pronto i pagamenti che si domandavano ed infatti con tale regolamento non ci sono mai ritrovati impuntuali con detta Università ; e perciò avevano sempre seguitato a depositare il denaro in potere di detto Mag.co Saverio Agricola ,col quale non avendo fin ora fatto il conto dell'introito e dell'affitto,non so se detto suddetto denaro depositato in lui potere ne abbia pagata qualche somma all'Ill.re Marchese di Giuliano rimettendomi però a quallo che lui aveva eseguito ; nè altro io so ,ed è la verità in causa scentis.

Inteso dai costituiti detto Sig.re i nominati ag. Michele d'Avolio e Nicola di Monte possono anche deporre quanto di sopra.

Per segno di croce.

Dell'Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Ricevuto nello stesso tempo e stesso luogo.

Domenico Valente di questa terra d'Ischitella dice essere uomo di campagna di età sua di anni 40 circa come detto testimone con giuramento inteso ed espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso se esso testimone avesse mai tenuto in affitto qualche corpo di rendita di questa Università d'Ischitella e se dal ritratto di essa ne fosse stata pagata qualche somma all'Ill.re Marchese Giuliano da chi,come quando dove quale corpo di rendita ,e che somma sia stata d'ordine da chi e per quale causa setto Sig.re la verità che io so sopra quanto mi si domanda ,è questa come nel mese di Agosto dell'anno 1757 ad estinto di candela presi in affitto unitamente col Mag.co Michele d'Avolio e Nicola di Monte di questa terra d'ischitella miei paesani e conoscenti la Padula dell'università del medesimo luogo ove si prende pesce attaccato al lago detto di Varano principiando l'affitto predetto dal primo di settembre di detto anno 1757 e finendo all'ultimo di agosto del 1760 per l'annuo estaglio di ducati 442 da pagarsi al Mag.co governatore protempore di questa Università giorno per giorno ,mese per mese e terzo per terrzo secondo l'assegnamento ;che ne sarebbero stati fatti da detti Mag.ci governatori ,come apparisce dall'obbligo che ne fu stipulato in questa Corte locale.Attenti le condizioni e patti contenuti in detto obbligo ,io e gli altri due affittatori Mag.co Michele d'avolio e Nicola di Monte per ritrovarmi sempre puntuali ai pagamenti che si richiedevano dai governatori protempore di questa Università determinammo ed eseguimmo di depositare tutto quel denaro ,che si ricavava da tempo in tempo dai pesci che si vendevano presi da detta Padula in potere del Mag.co Saverio Agricola-Continua.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Ricevuto nello stesso luogo e stesso posto.

Nicola di Monte di questa terra d'Ischitella dice essere uomo di campagna di età sua di anni 33 circa come detto testimone con giuramento ed esaminato sopra il presente interesse e prima.

Inteso se esso testimone avesse mai tenuto in affitto qualche corpo di rendita di questa terra d'Ischitella e se nel ritratto di essa ne fosse stata pagata qualche somma all'Ill.Marchese di Giuliano, da chi,come, quando,dove,quel corpo di rendita e che somma sia stata d'ordine di chi, e per quale causa detto Sig.re la verità che io so sopra quanto mi si domanda è questa come nel mese di Agosto dell'anno 1757 ad estinto di candela presi in affitto unitamente col Mag.co Michele d'Avolio,e Domenico Valente di questa terra d'Ischitella miei paesani e conoscenti la Palude dell'Università del medesimo luogo ove si prende pesce attaccato al lago detto di Varano principiando l'affitto predetto del prossimo febbraio di detto anno 1757e finendo all'ultimo di agosto dell'anno 1760 per l'annuo estaglio di ducati 442 da pagarsi al Mag.co governatore protempore di questa Università giorno per giorno mese per mese e terzo per terzo secondo l'assegnamento che ne sarebbero stati fatti dai detti mag.ci governanti come apparisce dall'obbligo che ne fu stipulato in questa corte locale attinente le condizioni e patti contenuti in detto obbligo io e gli altri due affittatori Mg.Giuseppe d'Avolio e Domenico Valente per ritrovarci sempre puntuali ai pagamenti che si cercavano dai governanti pro tempore di questa Università determinammo ed eseguimmo di depositare tutto quel denaro che si ricavava dal censo in tempo dai pesci che si vendevano presi da detta Palude ,in potere dal Mag.co Saverio Agricola- continua

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Un processo al Visconti nel 1758 a Ischitella 187 a parte.

benestante di esso paese il quale come non partendosi mai da questo abitato si poteva trovare pronto a fare i pagamenti che si domandavano ;ed infatti con tal regolamento non si furono mai ritrovati impuntuali con detta Università e perciò avevano sempre seguitato a depositare il denaro in potere del Magnifico Saverio Agricola col quale non avuto più ora fatto il conto dell'introito,e dell'esito ,non so se il suddetto denaro depositato in di lui potere nè abbia pagato qualche trancia all'Ill.re Marchese di Giuliano li mettevano però a quello che avrà seguito;nè altro io di questo so ;ed è la verità di causa.

Inteso dai consituiti Sig. li niminati li medesimi Michele d'Avolio e Domenico Valente possono anche deporre di questo di quanto di sopra. Continua

Per segno di croce.

Dell'Acqua Presidente

Giuseppe Laganella

Giuseppe Laganella

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Tempo dai dazi che si vendevano presi da detta Palude in potere del Mag.co Saverio Agricola benestante di questo paese che non si muoveva mai da questo abitato ,ed infatti con tale regolamento non si sono mai ritrovati inpuntuali nei pagamenti con detta Università e perciò avevano sempre seguitato a depositare il denaro in potere di detto Mag.co Saverio Agricola dal quale seppi che verso il mese di Settembre del prossimo passato anno 1758 essendogli stato ordinato da Michele Paolino all'ora mastrodatta di dover pagare del denaro da noi depositati in di lui potere per pagarsi l'estaglio al Mag.co Governatore ,ducati dieci all'Ill.re Marchese di Giuliano ,essendogli stata fatta la cessione dal Sindaco Mag.co Gio Batta Visconti ,egli l'Agricola aveva già pagato in mano di detto Ill.re Marchese ;suddetti ducati 10 pe averli in maggio la somma esitata all'accomodo fatto fare della via detta della Costa ,nè altro di questo io so ,ed è la verità in causa scientis.

Inteso dai constituiti detto Sig.re il Mag.co saverio Agricola può deporre più distinta medesima di quanto di per persona.

Io Michele d'Avolio deposito come sopra .

Dell'Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Ricevuto nello stesso temo e stesso luogo..

Il Mag.co Michele d'Avolio di questa terra d'Ischitella dice vivere di suo di età sua di anni 33 circa e come testimone con giuramento per interesse e espressamente sopra la presente informazione di prima.

Inteso se esso testimone avesse mai tenuto in affitto qualche corpo di vendita di questa università d'Ischitella e se dal ritratto di essa fosse stato pagato qualche somma all'Ill.re Marchese di guliano di età sua ,quando dice quel corpo di vendita e che somma sia stata d'ordine e di chi e per quale causa detto Sig,re la verità che io so sopra quanto mi si domanda e questa come ,nel mese del seguente anno 1757 ad estinto di candela prese in affitto unitamente con Nicola di Monte e Domenico Valente di questa terra d'ischitella miei paesani e conoscenti " La Padula" dell'Università della medesima che è luogo di pesca di pesci ,attaccata al lago detto di Varano principando l'affitto dal primo di Settembre del detto anno 1757 e finendo all'ultimo di agosto dell'anno 1760 per anno e taglio di ducati 442 da pagarsi al Mag.co Governatore pro tempore di questa Università per giorno ,mese e mese e terzo secondo l'assegnamento che ne sarebbero stati fatti da detto Mag.co Governatore ,come apparisce dall'obbligo, che ne fu stipulato penes acta di questa Corte locale attestante le condizioni e patti contenuti in detto obbligo io e gli altri due ufficiali Nicola di Monte e e Domenico Valente per ritrovarci smpre puntuali ai pagamenti che si richiedevano dal Governatore protempore di questa Università determinanmmo ed eseguimmo di depositare tutto questo denaro che si trovava da tempo in-Continia.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura
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