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Nella giornata di ieri sono pervenute alla sala operativa di questo Comando diverse segnalazioni relative alla presenza di scie di acqua color rossastro lungo il tratto di mare compreso tra i Comuni di Manfredonia e quello di Mattinata. Lo stesso fenomeno si era verificato lo scorso 10 aprile 2019 con una entità minore.

A seguite delle citate segnalazioni questa Capitaneria, unitamente ad altre forze di polizia, si è attivata al fine di verificare la natura di tale fenomeno e scongiurare qualsivoglia pericolo per la salute pubblica.

Personale specializzato appartenente al Nucleo Operativo di polizia ambientale di questa Capitaneria ha proceduto ad effettuare diversi campionamenti di acqua mare interessati dalla presenza di scie rossastre consegnandoli successivamente al personale dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la protezione dell’Ambiente - Dipartimento di Foggia per le analisi di laboratorio del caso.

La sopracitata Agenzia regionale a seguito delle analisi di laboratorio, ha comunicato che trattasi di una fioritura massiva algale denominata “noctiluca scintillans” appartenente alla classe Dinoficee.

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“Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Nessuno può salvarsi da solo”.  Dirompente e commovente: il discorso di Papa Francesco ha scosso le già provate coscienze del pianeta (anche quelle dei non credenti), alle prese con la pandemia del Covid 19, che sta creando il quadro (sanitario ed economico) più difficile e complesso del secondo dopoguerra.

Un richiamo ed una situazione rispetto ai quali è davvero impossibile restare indifferenti ed inermi per chi, in qualche modo, può dare il proprio utile contributo di solidarietà.

Come riportato in una comunicazione ufficiale di qualche giorno fa, sono, infatti, ben 27 le Associazioni ed i privati che hanno volontariamente preso parte alla gara di solidarietà per supportare le terapie intensive al Policlinico Riuniti di Foggia.

Tra di essi anche il Gruppo Gelsomino di Manfredonia (Gelsomino Ceramiche, Regiohotel Manfredi, Gelsomino Home Collection, Marina del Gargano – Porto Turistico di Manfredonia) – da oltre trent'anni operante imprenditorialmente sul territorio di Capitanata - che, con il contributo unanime dei vertici societari e di tutti i collaboratori, ha provveduto all'acquisto di due ventilatori polmonari donati al Policlinico Riuniti di Foggia e all'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (quest'ultimo apparecchio dedicato alla memoria del compianto dott. Antonio Manfrini, Primario del Pronto Soccorso).

“Se c’è una cosa buona che possiamo imparare da questo momento di grande tensione – dice il direttore generale del Policlinico Riuniti di Foggia Vitangelo Dattoli - è che gli italiani sono un popolo generoso e solidale quando c’è necessità di  dimostrare di avere un unico grande cuore. Esprimo gratitudine, a nome mio e di tutto il personale medico e non, per questi gesti di grande altruismo collettivo. Gesti come questo del Gruppo Gelsomino – sottolinea Dattoli – esprimono estrema sensibilità da parte di chi li compie, una partecipazione contagiosa dove prevale l'unione, altruismo e condivisione, in un momento di estrema difficoltà con quello che stiamo vivendo rappresentano per noi una spinta ad operare con maggiore vigore ed entusiasmo”. 

"In questi momento storico siamo tutti chiamati alla nostra responsabilità sociale. Il ringraziamento va a tutti i componenti del gruppo Gelsomino. Non abbiamo fatto altro che sommare le coscienze di tutti per ottenere un risultato più grande" dichiara il portavoce del gruppo Gelsomino ringraziando tutto il personale medico-sanitario per l'instancabile ed impagabile lavoro a supporto di un'Italia ferita e sofferente come non mai, ma pronta con orgoglio a rialzarsi e ripartire quanto prima, come dimostrato proprio dai sacrifici di medici ed infermieri, veri eroi di questa battaglia.

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Non si ferma la missione del Comitato Regionale Puglia della Croce Rossa Italiana nella lotta al COVID-19. La richiesta avanzata dal Direttore Generale di “Casa Sollievo della Sofferenza” è stata accolta dal Presidente Regionale Ilaria Decimo e, grazie all’impegno del Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca, in meno di 48 ore, è stata allestita e resa disponibile un’ambulanza con barella di alto biocontenimento.

Quest’ambulanza fa parte del reparto di sanità pubblica della Croce Rossa Italiana e ha una tecnologia di ultima generazione, ma può anche essere usata come una normale ambulanza.

Tale mezzo è già a presso la “Casa Sollievo della Sofferenza”, messo a disposizione dal Comitato di Manfredonia della Croce Rossa Italiana, territorialmente competente.

Il servizio è partito con  venti volontari Croce Rossa, per lo più appartenenti al Comitato di Manfredonia / U. T. San Giovanni Rotondo, che si alterneranno nel trasporto degli ammalati, con la possibilità, se necessario, di ampliare il reclutamento agli altri comitati regionali della Puglia.

«Conosciamo bene tutto quello che Casa Sollievo sta facendo in questi giorni difficili – ci ha spiegato Raffaele Di Sabato, avvocato, volontario e responsabile regionale del Servizio di Alto Biocontenimento della CRI presso Casa Sollievo –. Siamo molto felici, assieme agli altri volontari e al presidente regionale, di poter contribuire in questo momento così delicato, grazie anche alla concessione dei mezzi pervenuti con l’approvazione del presidente nazionale Francesco Rocca».

 

#CroceRossa #CRIManfredonia #CRIPuglia #GiovaniCRI #GiovaniCRIPuglia #UTSanGiovanniRotondo

                                     

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La pandemia da coronavirus si è ripercossa pesantemente sull’eco­nomia italiana; tutti i settori sono stati colpiti e tra questi quello della pesca, uno dei tramanti dell’economia di Manfredonia anche se da an­ni in profonda crisi.

Forte preoccupazione per le conseguenze che si prospettano, è stata espressa da Donato Fanizza, presidente dell’associazione Unci provinciale. «Le con­seguenze di questa crisi di cui non si conosce la durata» ha detto Fanizza «si abbattono pe­santemente sui settori pesca e agricoltura. In particolare su quello della pesca fortemente provato da criticità strutturali che hanno cau­sato la riduzione del numero delle imbarca­zioni da pesca e del numero degli addetti.

Nella fase attuale, il contagio fa paura dal punto di vista sanitario ma crescono i timori per le conseguenze economiche derivate dalle azioni di contenimento. Se l’epidemia dovesse con­tinuare, le conseguenze sarebbero devastanti per l’economia italiana e locale».

Quello della pesca è un settore portante dell’economia di un vasto territorio che fa capo al compartimento marittimo di Manfre­donia che si estende dal mare del golfo a tutto l’arco costiero del Gargano fino a Lesina e Capoiale. «L’Unci provinciale» ha aggiunto Fanizza «ritiene necessario dare risposte con­crete attraverso un provvedimento ponte che dia agevolazioni economiche o crei opportu­nità di welfare per fronteggiare le conseguenze della crisi sanitaria del Covidl9».

Sono oltre tre mila gli addetti ai vari ambiti del settore operanti nel Compartimento marittimo di Manfredonia. Le unità di pesca di stanza a Manfredonia, sono 200 che raddoppiano se si considera l’intero compartimento. Ci sono poi gli allevamenti per la produzione di pesci e molluschi. «Ma quando si parla del settore pesca» ha sostenuto il vicepresidente dell’Unci Lelio Delaurentiis «occorre considerare l’in­dotto: commercianti di prodotti ittici all’ingrosso e al minuto; trasformazione del pro­dotto ittico; ristorazione; officine navali; ne­gozi del settore navale; cantieri navali; tra­sporto prodotti ittici».

Le grosse distribuzioni, i commercianti non solo di Manfredonia ma dell’intera provincia, non hanno ritirato il pesce pescato che è pertanto rimasto inven­duto. Anche per gli allevamenti sia di pesci che di molluschi, ima trentina tra quelli ubicati in mare, al lago di Varano e a terra con alcune centinaia di addetti, la prospettiva non è rosea. In mancanza di vendita, il prodotto si am­massa negli impianti e rischia l’asfissia.

Una eventualità che aumenta con il sopraggiun­gere del caldo. «Il decreto “Io resto a casa” le cui finalità sono condivisibili, provoca pur­troppo» ha concluso Fanizza «effetti collaterali per i nostri operatori che hanno bisogno più che mai anche loro del supporto dello Stato: se restiamo in casa e non consumiamo, anche se ci riducono le tasse, l’economia non riparte».

Michele Apollonio

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Robusto servizio di controllo del territorio: 2 arresti, 2 denunce in stato di liberta’, materiale rubato recuperato e 105 punti patente decurtati.

I servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Foggia, con lo specifico obiettivo di intercettare anche leesigenze delle periferie e più in particolare di “arrivare” fino alle località di campagna, solitamente meno frequentate ma comunque talvolta nelle mire dei ladri, hanno permesso ai Carabinieri di Manfredonia, rinforzati dai Carabinieri Cacciatori e delle unità cinofile, di rinvenire materiale rubato occultato all’interno di masserie e appezzamenti di terreno.

In particolare, dopo aver svolto la necessaria attività informativa sul territorio e aver localizzato una masseria, i militari nel corso di una perquisizione hanno rinvenuto materiale oggetto di furto, tra cui generatori di corrente, un trapano, un televisore, un decespugliatore, una cesoia, due taniche d’olio e diverso altro materiale trafugato alcuni giorni addietro da un’abitazione di campagna. Il materiale, riconosciuto dal proprietario, che incredulo ha ringraziato l’Arma, è stato messo a disposizione dell’AG nell’attesa di poter essere restituito. Nel corso della perquisizione, i militari hanno rinvenuto anche altro materiale di verosimile provenienza furtiva (una motozappa Honda e un decespugliatore, custoditi presso la Compagnia Carabinieri di Manfredonia) per il quale sono in corso attività e ricerche finalizzate a identificare i proprietari.

Tutto il materiale rubato è stato trovato nella disponibilità di una donna rumena, classe 1971, con numerosissimi precedenti di polizia, che è stata denunciata per ricettazione e che alle domande dei militari ha risposto di aver acquistato, non si sa per quale scopo, tutto il materiale da un venditore ambulante.

Nel corso del medesimo servizio sono stati arrestati:

  • un 80enne, con precedenti per tentato omicidio volontario, perché a seguito di perquisizione domiciliare effettuata in conseguenza di minacce indirizzate da questi nei confronti di un'altra persona di Manfredonia, alle quale avrebbe detto “ti sparo”, è stato trovato in possesso di un fucile cal. 12 a canne mozze, nascosto sotto il materasso;
  • un rumeno classe 1989 sul conto del quale pendeva un provvedimento di cattura e per il quale dovrà scontare 3 mesi di reclusione presso il carcere di Foggia.

Inoltre un 28enne manfredoniano è stato deferito in stato di libertà, poiché a seguito di perquisizione veicolare è stato trovato in possesso diun bastone in bambù della lunghezza di 60 cm, occultato all’interno della propria autovettura e posto sotto sequestro.

Non sono mancati i controlli alla circolazione stradale, nel corso dei quali diversi conducenti, 25 in totale, sono stati trovati alla guida delle proprie autovetture senza l’uso delle cinture di sicurezza. 3 sono stati i veicoli sequestrati poiché sprovvisti di copertura assicurativa. 105 i punti decurtati dalle patenti degli utenti della strada.

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Una presenza ingombrante, non solo dal punto di vista fisico, quella dell’edificio sco­lastico comunale di via Dante Ali­ghieri che ha ospitato l’Istituto Nau­tico di Manfredonia, ma abbando­nato a se stesso dopo il trasferimento della scuola presso il nuovo poli­valente di proprietà della Provincia di Foggia in cui già avevano preso sede il «Geometra» e «l’Industriale». Sulla destinazione d’uso dell’immo­bile l’amministrazione comunale ha fantasticato per anni senza, tuttavia, mai arrivare a stabilire se dovessero o potessero andarci i carabinieri, la polizia di stato, il «Coc»; o se riu­tilizzarlo per uffici comunali ovvero trasformarlo in altro contenitore fruibile dalla comunità.

L’assenza di interventi di manu­tenzione ha determinato l’inevitabile decadimento dell’edificio, aggravato dai furti e dalle incessanti spedizioni vandaliche che hanno reso la vita impossibile anche ad alcune asso­ciazioni culturali le quali avevano ottenuto dall’Ente l’autorizzazione a utilizzare dei locali come laboratori per la realizzazione dei costumi di carnevale. Ora, l’intera area è di­ventata letteralmente terra di nes­suno e se al riparo dei muri dell’edi­ficio - come riferiscono anche i re­sidenti della zona - potrebbe svolgersi di tutto, all’esterno viene notato il continuo via vai di bambini e ado­lescenti che si portano pericolosa­mente fin sul terrazzo e sulla som­mità della rampa antincendio.

E’ proprio su quelle scale di emer­genza che nella tarda mattinata di domenica 8 marzo una pattuglia del nucleo operativo delle Guardie Am­bientali Italiane di Manfredonia, coordinate dal responsabile Alessan­dro Manzella, ha avvistato la pre­senza di tre ragazzini tra i 10 e i 13 anni. I volontari, insospettiti dal can­cello principale che affaccia su via Dante trovato completamente aper­to, hanno voluto effettuare un con­trollo più accurato intorno alla strut­tura, tra rifiuti e erbacce, ed hanno notato, alle spalle dell’edificio, i mi­norenni che sostavano a parecchi metri d’altezza col rischio reale di cadere nel vuoto.

Con estrema calma e senza allar­mare gli adolescenti, Manzella è riu­scito a convincerli a scendere e ad accompagnarli all’uscita, spiegando i motivi e raccomandando di non tor­nare più in quel luogo. Sul posto è intervenuta, su richie­sta del responsabile del locale gruppo di Guardie ambientali, anche una pattuglia della polizia municipale che ha fatto le verifiche del caso e ha preso atto della necessità di mettere in sicurezza l’area ad iniziare dal cancello d’ingresso che andrebbe op­portunamente chiuso, ma che do­vrebbe attuarsi anche con ulteriori interventi che impediscano l’accesso all’interno dell’immobile.

Anna Maria Vitulano

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I militari della Guardia Costiera di Manfredonia hanno portato a termine un’operazione di polizia marittima finalizzata alla tutela del consumatore e della risorsa ittica, effettuando il sequestro di un quantitativo di prodotto ittico sottomisura e privo di tracciabilità ai danni di due venditori ambulanti.

A seguito di una segnalazione pervenuta alla sala operativa i militari si recavano presso una pubblica via del centro cittadino dove accertavano due persone intente alla vendita abusiva di novellame di sarda, ovvero il cosiddetto “bianchetto”, nonché di murici, cozze, mormore e saraghi sparaglioni.

Il prodotto ittico veniva posto sotto sequestro e, una volta trasportato all’interno dei locali della Capitaneria, veniva ispezionato da parte del personale veterinario prontamente intervenuto sul posto.

Al termine delle operazioni, veniva posto sotto sequestro circa 42 kg di prodotto ittico vario.

Venivano altresì elevate sanzioni amministrative per un importo pari a circa 3.000 euro.

Il prodotto ittico non veniva ritenuto idoneo al consumo umano e pertanto veniva disposta la distruzione dello stesso.

In particolare per quanto concerne il novellame di sarda la normativa di riferimento ne vieta la cattura, la commercializzazione e la detenzione, in quanto tale pesca ha un impatto negativo dal punto di vista ambientale, nonché devastante per la continuazione della specie ittica in questione ma, sottolinea la Guardia Costiera, occorre anche evitare l’acquisto di prodotti ittici (facilmente deteriorabili) presso venditori non autorizzati atteso che gli stessi contravvengono alle più elementari norme igieniche e potrebbero arrecare danni seri alla salute degli eventuali consumatori.

All’interno del Porto commerciale proseguono i controlli da parte del personale della Capitaneria per quanto concerne le violazioni relative alla circolazione stradale. Nel corso dell’ultimo periodo sono state elevate circa 50 sanzioni amministrative per un importo totale che si aggira intorno ai 5.000 euro.

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Viaggiava da solo a bordo di una Toyota Yaris, quando una pattuglia dei Carabinieri che stava effettuando un robusto controllo della circolazione stradale sulla SS 89, all’altezza della galleria Monte Saraceno, ha deciso di fermarlo per un controllo.

Quello che però inizialmente era un accertamento di routine, viste le circostanze, è diventato invece un accurato controllo. L’uomo, 48enne, viestano, insospettabile, ha mostrato evidenti segni di nervosismo e insofferenza all’ordinario controllo dei Carabinieri, che a quel punto hanno deciso di approfondire l’ispezione personale del soggetto e della sua autovettura, all’interno della quale, occultati dentro il cassetto posto sotto il sedile del lato passeggero, erano nascosti ben  20 panetti di hashish dal peso di 100 gr ciascuno.

I 2 kg di droga, molto probabilmente, vista la direzione dell’auto e il luogo di residenza del soggetto, erano diretti al mercato viestano.
Oltre l’hashish, sono stati sequestrati 345,00 euro, verosimile provento dell’attività illecita, nonché l’autovettura a bordo della quale viaggiava il soggetto, utilizzata per il trasporto della droga.

L’arresto, effettuato dai Carabinieri di Manfredonia nella tarda serata del 26 febbraio, ha sicuramente permesso di bloccare un importante rifornimento di droga, il cui valore all’ingrosso si aggira intorno ai 6.000 euro circa, mentre al dettaglio  avrebbe fruttato 20.000 circa.
Dopo il rito direttissimo, celebrato l’altro ieri presso il Tribunale di Foggia, il soggetto è stato associato presso la casa circondariale di Foggia.

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Cari fratelli e sorelle,

la Quaresima è il tempo privilegiato

del pellegrinaggio interiore verso

Colui che è la fonte della verità e della giustizia.

È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna

attraverso il deserto della nostra

fragilità, sostenendoci nel cammino verso la

gioia intensa della Pasqua. Dio ci custodisce

anche nella valle oscura della vita e non permette

che il buio del cuore spadroneggi nel

nostro territorio.

Come Pastori delle Chiese che sono in

Provincia di Foggia, dinanzi ai recenti avvenimenti

criminosi, facciamo nostre le parole

del Profeta Isaia: “Per amore del nostro popolo

non possiamo tacere!” (cf Is 62,1).

Gli episodi gravi e inquietanti a cui assistiamo

(omicidi, tentati omicidi, sparatorie, atti

intimidatori ed estorsioni, furti e riciclaggio di

denaro proveniente da spaccio e ogni tipo di

malaffare) rendono l’intero nostro territorio

ad alta esposizione mafiosa e impongono di

convertirci ad un modo di vivere più trasparente,

caratterizzato da onestà, rettitudine e

legalità, promuovendo una società più giusta

e fraterna.

Tra noi, la “cultura della minaccia” corrisponde

all’agire della mafia e della criminalità

organizzata in genere; mentre la “paura” è la

risposta omertosa e malata della società civile,

che pensando di difendersi, si dà per sconfitta

difronte al male. In questo modo, giorno dopo

giorno, assistiamo all’impoverimento del

nostro territorio, sempre più caratterizzato da

meno servizi, meno infrastrutture, meno lavoro

e meno prospettive per tutti. Questa situazione

causa una “desertificazione strisciante”,

ossia la fuga dei giovani dal sud Italia.

Come risposta a tale situazione, la Chiesa

si sente impegnata a risvegliare le coscienze,

educare al senso civico, formare persone che

abbiano il coraggio di assumere la responsabilità

di essere onesti cittadini, promuovere la

missione della politica e costruire modelli sani

di imprenditorialità.

Riteniamo importante, perciò, affermare e

testimoniare anche in contesti ardui e problematici

come il nostro, che è possibile costruire

un futuro diverso che semina e raccoglie frutti

di legalità, sconfiggendo le “strutture di peccato

e innescando alleanze positive per riedificare

nella giustizia la casa comune della nostra

Terra di Capitanata.

Fratelli e sorelle, coraggio!

Non ci manchi il coraggio di fare un serio esame

di coscienza, di denunciare, reagire e agire.

Chiediamoci, fin dal giorno in cui riceveremo

sul nostro capo l’austero simbolo delle

ceneri che inaugura il tempo di Quaresima:

“La mia vita cammina nella giustizia e nella

legalità? Cosa faccio per il bene e per il cambiamento

di questa situazione?”

Impegniamoci quindi ad abbandonare il

desiderio di dominare gli altri e impariamo a

guardarci a vicenda come persone, come figli

di Dio, come fratelli, che testimoniano quella

cultura dell’incontro così da non ignorare i

deboli, scartare i più fragili e gli ultimi, idolatrare

il denaro.

Fissiamo le nostre città con lo sguardo di

Dio, presente già a Foggia, Cerignola, Lucera,

Manfredonia, San Severo, come nell’intera

Capitanata.

Il Signore ci darà il coraggio e sosterrà il

nostro desiderio di conversione, la rivoluzione

che più ci serve, quella della giustizia e

della legalità. Ci faccia essere più attenti alla

vita delle nostre città, con uno stile di partecipazione

democratica che sappia parlare

il linguaggio del “noi” e non frantumarsi in

molteplici egoismi, che prendono il posto

del diritto, rendendo quasi invisibile il confine

tra legale e illegale.

Capitanata, non lasciarti rubare la speranza.

Possiamo rialzarci solo se camminiamo

insieme, ciascuno per la propria parte, evitando

scontri o contrapposizioni, creando

alleanze con tutti coloro che amano le buone

pratiche e i comportamenti virtuosi.

Saremo, così, Chiesa in uscita, la società

che guarda al suo futuro, i cittadini che pensano

a lasciare alle generazioni future una

casa comune, solida e ricca di prospettive,

in questo meraviglioso territorio.

Pubblicato in Società

Italia Nostra, con una nota della dirigenza nazionale, re­gionale e provinciale, lancia l’allarme sulla situazione am­bientale in Capitanata. In par­ticolare dopo l’arresto dei sei imprenditori che sversavano rifiuti nell’area protetta del Parco del Gargano, in agro di Manfredonia.

Per Italia Nostra, che ricorda di aver pre­sentato varie denuncie, c’è una situazione allarmante anche nel resto della provincia di Fog­gia, dai Monti Dauni al Ta­voliere, mentre viene rimar­cata la necessità di procedere all’abbattimento dei manufatti abusivi, soprattutto nelle aree protette e lungo le coste.

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