Nel tardo pomeriggio di ieri i militari della Guardia Costiera di Manfredonia, sotto il coordinamento del 6° Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari, hanno portato a termine un’operazione di polizia marittima finalizzata alla tutela del consumatore e della risorsa ittica effettuando il sequestro di un ingente quantitativo di prodotto ittico privo di tracciabilità e sottomisura. L’attività nasce da una serie di verifiche effettuate dai militari sui mezzi stradali adibiti al trasporto di prodotti ittici. Nel corso di un'ispezione ad un furgone, i cui movimenti avevano insospettito la pattuglia i militari operanti notavano alcune cassette di novellame di sarda ovvero il cosiddetto “bianchetto” attentamente nascoste all’interno di un mezzo adibito al trasporto di proprietà di una ditta di Manfredonia. I militari procedevano a scortare il mezzo all’interno del piazzale della Capitaneria di Porto dove si procedeva ad una più approfondita ispezione di tutto il prodotto ittico trasportato.

Al termine delle operazioni di scarico dei prodotti ittici illecitamente detenuti dal conduttore del mezzo, venivano posti sotto sequestro le seguenti specie ittiche per un peso complessivo di kg 180 così suddiviso:

- Kg 72 di novellame di Sarda (Sardina Pilchardus);

- Kg 53 di cicale;

- Kg 40 di mazzancolle;

- Kg 15 di moscardini.

per violazioni in materia di detenzione e trasporto di prodotti ittici sottomisura e di detenzione di prodotti ittici senza documentazione attestante la tracciabilità. Gli stessi, qualora immessi sul mercato, avrebbero comportato un guadagno pari a circa 2.000 euro.

In particolare per quanto concerne il novellame di sarda la normativa di riferimento ne  vieta la cattura, la commercializzazione e la detenzione. Tale pesca, ha un impatto devastante dal punto di vista del ripopolamento dei mari atteso che trattandosi di pesce ancora allo stato giovanile, non riesce a raggiungere il periodo di riproduzione con conseguente ripercussione sulla risorsa ittica.

Il prodotto ittico, veniva ispezionato e ritenuto idoneo al consumo umano dal dirigente medico veterinario della locale Azienda Sanitaria della provincia di Foggia intervenuto sul posto e pertanto, una volta posto sotto sequestro, i militari della Guardia Costiera procedevano a donarlo in beneficienza a due enti caritatevoli che si occupano di prestare assistenza a persone in difficoltà.

Al trasportatore oltre al sequestro dell’intero prodotto ittico trasportato, venivano elevate due sanzioni amministrative per un totale pari a 13.500 euro di cui 12.000 relative al sequestro del cosiddetto “bianchetto” e 1.500 relativo al prodotto ittico non tracciato.

I controlli sull’intera filiera ittica proseguiranno senza soste su tutto il Compartimento marittimo di Manfredonia giuste direttive in tal senso impartite dalla superiore Direzione Marittima di Bari, con tolleranza zero verso quei soggetti che senza scrupoli effettuano attività di pesca illegale, al fine di preservare e proteggere le specie ittiche dai quei comportamenti illeciti che vengono perpetrati a danno della fauna marina ed al fine di tutelare il ceto peschereccio che con sacrificio e passione effettua la propria attività lavorativa nel pieno rispetto delle normative nazionali e comunitarie.

 

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Ha preso fin da subito questo tema l’edizione 2020 del Carnevale di Manfredonia, che animerà la città del golfo dal 23 febbraio al 01 marzo p.v. con un fitto calendario di appuntamenti.

Eventi musicali, iniziative per bambini e ragazzi, rassegne culturali con la partecipazione di artisti locali. Tutti gli spettacoli saranno confermati, con qualche novità in più come l’evento, ancora a sorpresa, in programma in piazza del Popolo Domenica 23 Febbraio durante le ore pomeridiane e serali.

Imponente la macchina organizzativa che si è messa in moto, con l’ausilio di decine di associazioni di volontariato e liberi cittadini che hanno deciso di contribuire gratuitamente, tenuto conto di un budget inesistente dovuto alle difficili condizioni delle casse comunali.

Il coordinamento dei lavori è stato assegnato, su indicazione della commissione straordinaria del Comune di Manfredonia, alla locale Associazione Pro Loco che ha fin da subito costituito un comitato spontaneo formato da volontari cittadini già noti per le loro esperienze in campo organizzativo e che verrà presentato il primo giovedì grasso.

Infatti, il programma della manifestazione sarà proposto alla città e alla stampa Giovedì 23 gennaio alle ore 19,00 presso l’auditorium “Cristanziano Serricchio” al Palazzo dei Celestini dove interverranno tutti gli attori della kermesse: istituti scolastici, Gruppi mascherati, cartapestai, associazioni e artisti. Mentre Venerdì 17 Gennaio per le vie del centro storico, una sfilata goliardica di “bellezze sipontine” annuncerà l’inizio dei festeggiamenti.

“Il Carnevale di tutti e per tutti” sarà un’occasione per mostrare la forza dei sipontini e come la città si può rialzare grazie all’amore e all’attenzione dei propri cittadini, come già dimostrato per la festa patronale e per le festività del Natale appena trascorse.

La città è pronta ad accogliere gli ospiti che vorranno visitarla in quei giorni di festa, assaporando il gusto di un Carnevale spontaneo e popolare e godendo delle meraviglie degli attrattori culturali presenti in città che per l’occasione resteranno aperti e fruibili.

Anche quest’anno il Carnevale di Manfredonia contaminerà il territorio con i colori e i sorrisi della sfilata delle Meraviglie, punto di forza del nostro Carnevale, che si terrà Domenica 23 Febbraio insieme ai gruppi mascherati riconosciuti, alle scuole superiori e ai gruppi spontanei. Martedì 25 Febbraio si svolgerà la sfilata dei gruppi mascherati della Golden Night con importanti novità, mentre Sabato 29 Febbraio ci sarà la meravigliosa sfilata della Notte Colorata che coinvolgerà nuovamente tutti i partecipanti.

Come da tradizione non mancheranno gli appuntamenti dedicati agli sportivi in stretta collaborazione con la UISP – comitato di Manfredonia.

Unanime l’invito a mettersi in maschera, a divertirsi, come lo spirito del carnevale insegna, esorcizzando le difficoltà quotidiane.

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Revocati gli arresti domiciliari, torna in libertà anche il secondo mare­sciallo della Capitaneria di porto arrestato dai colleghi nel blitz «Saturno» del 13 dicembre 2019 su presunti favoritismi a proprietari di pescherecci, barche da diporto e commercianti di pe­sce.

Il Tribunale della libertà di Bari ha accolto il ricorso difen­sivo e rimesso in libertà Luigi Maiolo 41 anni di Manfredonia: come avevano già fatto a inizio anno per il collega che si trovava nella stessa situazione proces­suale, i tre giudici del «Tdl» hanno sostituito i domiciliari con la so­spensione per un anno dal ser­vizio.

Nel ricorso per la rimes­sione in libertà del sottufficiale, gli avvocati Francesco Santangelo e Annachiara Datti hanno posto l’accento soltanto sull’attenuazione/cessazione delle esi­genze cautelari. Interrogato dopo l’arresto dal gip del Tribunale di Foggia che firmò l’ordinanza cautelare, il maresciallo Maiolo si avvalse della facoltà di non ri­spondere alle domande.

L’inchiesta «Nettuno» di Capi­taneria e Procura foggiana su presunti favoritismi conta 23 in­dagati tra personale della Capitaneria e privati cittadini, per fat­ti della scorsa estate: in conco­mitanza con il blitz di dicembre, la Procura firmò anche gli avvisi di conclusione delle indagini atto che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Il blitz fu contrassegnato dall’emis­sione di 4 ordinanze cautelari da parte del gip di Foggia (arresti domiciliari per due sottufficiali della Capitaneria: sospensione per 1 anno di due colleghi).

L’in­chiesta riguarda presunti favo­ritismi nei confronti di proprie­tari di barche da diporto sotto forma di «bollini blu» rilasciati a chi non avrebbe avuto tutta la documentazione in regola; sconti su multe a imbarcazioni e pe­scherecci; facilitazione per or­meggi; rivelazione di notizie co­perte dal segreto su ispezioni a campione da effettuare a carico di natanti e commercianti ittici.

Sono 22 le imputazioni contestate a vario titolo dai pm ai 23 indagati dell’inchiesta: falso per lo più, ma anche abuso in atti d’ufficio, ri­velazione di segreti d’ufficio. La Procura chiese al gip l’emissione di 17 misure cautelari: carcere per 2 indagati (tra cui Maiolo e il collega rimesso in libertà a inizio anno); arresti domiciliari per al­tri 7; sospensione dal servizio per 7; obbligo di dimora per 1 donna. Il gip dispose invece gli arresti domiciliari per 2 marescialli e la sospensione per altri 2.

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Due distinte operazioni di polizia demaniale sono state portate a termine da parte dei militari della Guardia Costiera di Manfredonia e dell’Ufficio Locale Marittimo di Lesina appartenenti all’aliquota del  nucleo operativo di Polizia Ambientale (NOPA) della direzione marittima di Bari.

Nella prima operazione i militari di Manfredonia hanno proceduto, su conforme avviso della Procura della Repubblica di Foggia, al sequestro di parte di un stabilimento balneare presente in localita’ Siponto nel Comune di Manfredonia e al deferimento del titolare per reati relativi all’occupazione abusiva.

Sulla vicenda pendeva un ricorso al Consiglio di Stato presentato dal concessionario e finalizzato ad ottenere l’autorizzazione al mantenimento annuale delle strutture.

I giudici di Palazzo Spada  rigettavano il ricorso presentato dal concessionario  sancendo di fatto l’obbligo allo smontaggio di  tutte le strutture di pertinenza dello stabilimento.

L’attivita’ posta in essere ha visto anche la collaborazione da parte del locale ente civico e della soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia.

Nella seconda operazione i militari dell’ufficio locale marittimo di Lesina procedevano alla verifica di una villetta in localita’ “Schiapparo” nel comune di Lesina. L’attenzione dei militari operanti nasceva da alcune lavorazioni edili in fase di effettuazione sulla stessa.

Da un controllo documentale piu’ approfondito emergeva come la villetta interessata dai lavori fosse priva di qualsivoglia titolo autorizzativo sia sotto il profilo demaniale (in quanto parte ricadente sul Demanio Marittimo) sia sotto il profilo edilizio e paesaggistico. Anche in questo caso, sentito il PM di turno presso la Procura del capoluogo Foggiano si procedeva al sequestro dell’intero stabile unitamente ad un’area di circa 2.500 mq a servizio della stessa.

L attivita’ di verifica di eventuali abusi demaniali da parte della Capitaneria di Manfredonia proseguiranno lungo il litorale di giurisdizione con il puntuale coordinamento da parte della Procura della Repubblica di Foggia.

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Mercoledì, 08 Gennaio 2020 18:44

"Sai che a Manfredonia esiste il Museo Diocesano?

Ti stai chiedendo cos’è questo Museo e cosa contiene al suo interno?

Il Museo Diocesano è un nuovo polo culturale nato nel 2016 con l’obiettivo di trasportare il visitatore nel nostro passato, conta di sette spazi espositivi, denominati in base ai reperti contenuti, che spaziano nel tempo, dall’antichità al medioevo, dall’età sveva al gotico internazionale, sculture appartenenti all’arte dell’XI secolo quali i leoni stilofori, il trono vescovile di Siponto, l’aquila reggi-leggio.

La galleria ospita anche un millennio di storia che passa attraverso la vita dei vescovi che hanno operato  nella diocesi sipontina, tre dei quali divenuti papi, e conta sulla presenza di argenti e paramenti sacri, alcuni donati alla diocesi di Manfredonia da Benedetto XIII (Card. Orsini), che considerava la città sua “prima sposa”.

Sito nell’edificio dell’episcopio, il museo diocesano ha molto da offrire al visitatore, e per tal ragione l’Associazione Turistica Pro Loco di Manfredonia, grazie al placet concesso dal Vescovo Padre Franco Moscone e la collaborazione di Padre Ciro Mezzogori e del segretario della Curia Massimo Verderosa,  da il via ad una serie di visite guidate gratuite aperte a tutta la cittadinanza e agli ospiti presenti.

Il primo appuntamento e raduno è sabato 25 Gennaio alle ore 17.00, davanti la cattedrale.

Partecipare è davvero semplice, basterà mandare una mail contente nome e cognome del partecipante oppure telefonare o contattare personalmente recandosi all’ufficio dell’Info Point, sito in Piazzetta Mercato. 

Le visite guidate sono organizzate in collaborazione con il Gal DaunOfantino e il Touring Club Italia - Club di territorio di Manfredonia

Per  info o prenotazioni:

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0884.271903 (info point)

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Il Polo Museale della Puglia comunica che, da lunedì 6 a venerdì 10 gennaio, a partire dalle ore 20.20, su RAI 3 andranno in onda 5 puntate della trasmissione televisiva “GenerAzione Bellezza”, condotta dal giornalista Emilio Casalini con la regia e le riprese di Davide Rinaldi.

“GenerAzione Bellezza” è il racconto dell’Italia che prende la bellezza nelle mani e la rende valore, occupazione, tutela e valorizzazione del territorio. E’ il racconto di chi lotta contro il degrado e lo trasforma in sviluppo, di chi racconta i musei in modo ludico, di chi arricchisce la narrazione dell’archeologia con l’aiuto dell’arte.

La puntata di mercoledì 8 gennaio sarà dedicata al sito più a nord del Polo Museale della Puglia, il Parco Archeologico Santa Maria di Siponto.

Partendo da Roma e passando dal MANN di Napoli, il racconto terminerà in Puglia, nella Terra di Capitanata. Qui il conduttore televisivo, Emilio Casalini, insieme al direttore del Parco Archeologico di Siponto, Alfredo de Biase, parleranno agli spettatori del suggestivo contesto culturale che li circonda.

Un racconto imperdibile, una preziosa opportunità per scoprire ancora una volta le innumerevoli meraviglie che questa terra propone.

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Sciolta e liquidata la SpA che ha finora gestito l’Oasi Lago Salso. E’ l’ultima novità in ordine di tempo che arriva dalla zona umida sulla riviera sud di Manfredonia. Con atto notarile datato 20 dicembre 2019 il socio di maggioranza (l’ente Parco Nazionale del Garganoche deteneva il 96per cento delle quote, 4per cento al CSN, Centro Studi Naturalistici) ha dato corpo ai suoi propositi.

Un azzeramento propedeutico però al rilancio del sito naturalistico: “L’Oasi Lago Salso non chiude – puntualizza infatti il presidente dell’area protetta Pasquale Pazienza - ma si avvia verso una fase di profondo cambiamento e di riorganizzazione, resisi necessari dopo una gestione, sia attuale che passata, caratterizzata da forti criticità, che hanno compromesso la possibilità di assicurare un’effettiva fruizione pubblica dell’area basata su una concreta e corretta valorizzazione delle valenze naturalistico-ambientali in essa contenute.

” A vuoto pertanto il tentativo (sotto forma di proposta) avanzato qualche settimana fa dal socio di minoranza – il CSN - che si era detto disponibile a rilevare l’intero pacchetto delle azioni. “Proposta – precisa il presidente Pazienza – non presa in considerazione per oggettivi vincoli legislativi e contrattuali.”

Si è così compiuto il destino - nell’arco di poco meno di 40 giorni - della SpA in piedi dal 2015. E’in sostanza il tempo trascorso tra il 12 novembre, giorno della seduta del consiglio direttivo (che approvò all’unanimità la mozione di scioglimento e liquidazione presentata dal Presidente Pazienza in sella da poco più di 4 mesi) e il 20 dicembre, giorno dell’atto notarile che ha messo il tutto “nero su bianco”.

Rispettata quindi in pieno la road map fissata in quella circostanza: indizione di un’assemblea straordinaria, approvazione del bilancio al 31 dicembre e contestuale avvio della procedura di messa in liquidazione entro fine anno.

Ma vi è un’altra novità: la zona umida è finita nel mirino dei Carabinieri,i quali,nei giorni scorsi hanno bussato al cancello dell’oasi sulla strada statale 141 delle Saline al km 7.2 (tra Manfredonia e Zapponeta)per una capillare azione di controllo, i cui esiti saranno resi noti a breve. L’Oasi Lago Salso, ricordiamolo, è un territorio di straordinaria importanza naturalistica che si estende per oltre mille ettari.

Rientra nel perimetro del Parco Nazionale del Gargano, è inoltre una zona SIC (Sito d’Importanza Comunitaria), oltre che Zona di Protezione Speciale (ZPS). Nel 2015 per via di una legge sulla razionalizzazione delle società partecipate, il Comune di Manfredonia trasferì la proprietà dell’86% delle quote che possedeva della società di gestione (non la proprietà dell’area) all’ente Parco Nazionale del Gargano chepassò così dal 10% al 96% del pacchetto azionario del capitale. Con l’atto notarile di 10 giorni fa, quella fase,dopo 4 anni,è andata in archivio.

Oggi per la zona umida è tempo di “nuovi orizzonti”: sono infatti in calendario a breve diverse visite istituzionalifinalizzate alla programmazione dei necessari passaggi da compiere per la intera riorganizzazione della gestione dell’oasi.

Francesco Trotta

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A sette mesi dal suo insediamento la Commissione straordina­ria al comune di Manfredonia inviata dal ministero dell’Interno dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni criminali, traccia un primo bilancio del lavoro svolto.

I tre commissari Vittorio Piscitelli, Francesca Crea e Alfonso Soloperto hanno tracciato il quadro della situazione, tutt’altro che edificante: «E’ un comune in condizioni di numerose criticità. Abbiamo ereditato una situazione abba­stanza complessa che stiamo affrontando con una serie di misure per far fronte alla debitoria in cui è stato lasciato il comune con un Piano di riequilibrio finanziario con molte lacune tant’è che il Ministero ci ha chiesto di integrarlo con una serie di chia­rimenti per le quali è stato necessario fare delle indagini approfondite. Siamo impe­gnati in una sfida ardua», dicono i com­missari che non escludono il dissesto eco­nomico finanziario per il Comune di Man­fredonia, altra tegola dopo lo scioglimento per mafia: «E’ un pericolo che incombe.

Fino a quando non avremo visto gli esiti dell’at­tività avviata. Gli effetti si vedranno da adesso in poi. Dobbiamo augurarci che i cittadini paghino con sollecitudine cartelle che riceveranno. Il Piano di rientro è ancora sotto esame: non è stato respinto ma nean­che approvato». Insomma, la spada di Damocle continua a pendere sul Municipio.

In una città già alle prese con gravi problemi di ordine sociale ed economico e con una ripresa enorme dell’immigrazione soprattutto giovanile, per mancanza di lavoro certamente, ma anche per le condizioni complessive di vivibilità della città sipontina epicentro, peraltro, della violenta mafia garganica con Vieste, Mattinata e Monte Sant’Angelo. Pro­prio i commissari si rivolgono ai giovani: «I giovani devono dimostrare più attenzione e interesse per la res pubblica, verso la po­litica, verso tutto quello che riguarda il loro futuro. Devono scendere in campo, ci de­vono mettere la faccia. Non rassegnarsi, non essere spettatori ma essere protagonisti del proprio tempo».

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Nuova ordinanza della Capitaneria di porto che regolamenta alcune operazioni dei pescherecci impegnati nella attività di pesca. Una sorta di armistizio tra i pescatori che da tempo si lamentano su quelle che ritengono eccessive misure di controllo sui movimenti dei natanti e il personale della Capitaneria di porto che applica le misure previste dai regolamenti marittimi e le fanno rispettare.

Di qui continui contrasti e con­testazioni. La nuova ordinanza rappresenta pertanto un deciso passo che riporta pace e tranquillità in un settore irto di difficoltà. A determinare la svolta in una vicenda ingarbugliata, l’azione combinata tra il com­missario prefettizio, Vittorio Piscitelli al quale si erano rivolti i pescatori, il prefetto di Foggia Raffaele Grassi, il comandante della Capitaneria di porto, capitano di fregata Giu­seppe Turiano, e l’avvocato Pierpaolo Fi­schetti in rappresentanza dei pescatori.

«L’adozione della nuova ordinanza - spiega Fischetti - oltre a recepire quanto rappre­sentato dalla categoria dei pescatori, garan­tisce che le manovre di ingresso ed uscita dal porto avvengano nel rispetto delle previste regole sulla sicurezza della navigazione ov­vero nel corretto svolgimento delle attività di polizia marittima che la Capitaneria di porto svolge a tutela della risorsa ittica».

La nuova ordinanza a far data dal 1° gen­naio 2020 abrogherà le ordinanze n° 13/2010 e n° 2/2019 e regolamenterà, come detto, le mo­dalità di chiamata per i pescherecci che effettuano l’ingresso e l’uscita dal porto di Man­fredonia. Per quanto concerne i pescherecci che non usufruiscono della deroga di cui all’art.2 comma 3 del decreto ministeriale dell’1 marzo 2012, ovvero quelli dotati di ap­parato “blue box”, saranno esonerati dalla chiamata di ingresso/uscita dal porto di Man­fredonia fermo restando l’obbligo di segna­lare alla Capitaneria eventuali avarie dell’ap­parato.

In ogni caso è stato modificato l’orario di presentazione del logbook da parte delle motopesche che rien­trano in porto, con la possibilità di consegnarlo entro h24 ovvero inviarli tramite posta elettronica.

La categoria dei pescatori ha espresso apprezzamento per le mi­gliorie stabilite e tramite il proprio rappresentante Fischetti, ha ringra­ziato il prefetto di Foggia e il com­missario straordinario Piscitelli per la disponibilità e l’attenzione mostra­ta nei confronti di una categoria fon­damentale per l’economia cittadina, e il comandante della Capitaneria di porto Giuseppe Turiano per la comprensione e la considerazione delle problematiche espresse dai pescatori con i quali ha attivato un confronto edificante. «I pescatori hanno dimostrato - ha ribadito Fi­schetti - di voler evitare conflitti e contrap­posizioni ma al contrario di invocare l’aiuto dello Stato nelle sue varie articolazioni, con­vinti che l’unione e la legalità sono i capisaldi essenziali per la soluzione dei problemi. Una confortante premessa per affrontare e risol­vere altre problematiche che affliggono la categoria».

Michele Apollonio

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San Pietroburgo, Natale 1875. Al club degli artisti è in corso una scintil­lante festa di Natale, durante la qua­le molti dei presenti cercano di mettersi in mostra e di sembrare più belli e intel­ligenti.

Un uomo in disparte, guardando con attenzione la scena e i volti degli in­vitati, nota che tutti si divertono ma che in realtà nessuno è veramente contento, allora decide di smascherare il gioco: «La disgrazia è che voi ignorate quanto siete belli. Ognuno di voi potrebbe subi­to rendere felici tutti gli altri in questa sala e trascinare tutti con sé.

La vostra disgrazia è nel fatto che vi sembra inverosimile». Fédor Do­stoevskij racconta l’episodio nel suo Diario di uno scrittore e mostra che se l’uomo smette di credere nella presenza di qualcosa di trascen­dente dentro e fuori di sé, diventa insi­curo e comincia a disprezzare sé e/o gli altri.

Al fatto di cronaca lo scrittore fa poi seguire un racconto. Alla vigilia di Nata­le, in un gelido scantinato, un bambino di sei anni, infreddolito e affamato, cer­ca di svegliare invano la madre. Allora esce per le strade innevate di Pietrobur­go con indosso pochi stracci: chi lo in­contra finge di non vederlo per non do­versene occupare.

Egli si rifugia in una casa piena di persone che festeg­giano, ma viene cacciato con la magra elemosina di una mo­neta che gli cade di mano per­ché ha le dita congelate. Si rin­cuora osservando una vetrina piena di giocattoli ma viene colpito e inseguito da un ra­gazzaccio. Scappa e si nascon­de dietro una catasta di legna. Dopo un po’ di tempo final­mente non ha più freddo e sente una voce misteriosa che gli dice: «Vieni alla mia festa di Natale, bambino».

Così si ri­trova in un luogo caldo, lumi­noso e pieno di bambini: ad accoglierlo c’è la madre sorri­dente. L’indomani, dietro la legna, i proprietari trovano il cadavere del bambino.

Finisce così il racconto II bambino alla festa di Natale da Gesù, e la festa in cui il pic­colo si ritrova è l’eternità.

Per Dostoevskij, Dio passa accanto a noi in infiniti modi ma so­prattutto nelle creature fragili, come i bambini... Non saremmo liberi se non fosse così, e chi non è libero non può amare.

Gli invitati alla festa «si di­vertono ma nessuno è conten­to» perché hanno smesso di credere al Padre che li ama senza riserve: chi non si sente amato, così com’è, fatica ad amare sé e gli altri. Lo vediamo tutti i giorni. Ed è anche la triste storia di Giuseppe da Manfredonia.

"Non ce la faccio più- ha gridato giorni fa- mi stanno tutti prendendo in giro da anni. Solo promesse e messaggi di solidarietà. Non so che farmene, voglio solo una casa per poter vivere in modo dignitoso con il mio papà. Qui fa freddo e quando piove entra l'acqua nel nostro piccolo container".

E' l'ennesimo sfogo di Giuseppe Pio Quitadamo, il ragazzo disabile di Manfredonia, costretto a vivere in una fatiscente casa mobile nella palude di Siponto insieme al papà Matteo, anch'egli in cattivo stato di salute. Ancora oggi solo chiacchiere.. e senza distintivo! Giuseppe è ancora più solo.

“Molti cercano di mettersi in mostra e di sembrare più belli e intel­ligenti. Ma, domani è Natale, non voglio niente – e piangendo rimarca - voglio solo che Gesù Bambino mi ascolti e mi regali una casa con il riscaldamento, l'acqua e un bagno. Nulla di più. Io e mio padre meritiamo solo questo".

Do­stoevskij crede fermamente che Dio passa vicino a ognuno di noi in vesti non appariscen­ti, chiedendoci di collaborare con lui. L’augurio di ricono­scerlo. «Non fatevi sfug­gire il momento in cui il Si­gnore fa la sua mossa».

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