Ho letto oggi un articolo, messo in bella mostra da amministratori comunali e supporter, ove si plaudeva al fatto che erano stati individuati soggetti abituati a sporcare le strade, lasciando i rifiuti dove gli pareva.

Bene, plaudo anche io e spero siano sanzionati anche dalla amministrazione comunale, non ritengo corretto quanto affermato da qualcuno , che non possa farlo.

Rilevo, però, un silenzio assordante rispetto a notizia ben più importante: è stato sequestrato compattatore (camion) per raccolta rifiuti, perchè perdeva liquidi per strade, così inquinando ed impuzzonendo la nostra cittadina, cosa che ha fatto impunemente per tutta l'estate, nonostante le nostre continue denunzie pubbliche, anche su questa pagina ed ai responsabili del servizio. Questi hanno compiuto illeciti penali. Che dire, scommetto che anche questa volta la responsabilità è dei cittadini, che magari hanno danneggiato il camion...

Quando contesteranno qualche inadempienza a questa ditta che ci ha fatto passare una estate di.....

Penso che dovremo rivolgerci altrove!!!

Domenico Afferrante 

Pubblicato in Politica

Continua senza sosta l'attività del Reparto Carabinieri Parco di Monte Sant'Angelo al fine di prevenire e repri­mere i reati in danno all'ambiente all'interno delle delicate aree del Parco Na­zionale del Gargano, con particolare ri­guardo sulle tematiche inerenti la rac­colta e la gestione dei rifiuti nel territo­rio turistico di Peschici.

I militari delle Stazioni CC Parco di Um­bra e Peschici unitamente a pattuglie di rinforzo proveniente da altre regioni sorprendevano all'interno di un'area pubblica in agro di Peschici un veicolo compattatore adibito alla raccolta dei rifiuti urbani con abbondante fuoriusci­ta di liquame giallastro e maleodorante che si riversava nelle condotte pubbli­che per la raccolta delle acque piovane.

Accertato il reato di abbandono di rifiu­ti liquidi sul suolo, i militari procedevano a sequestrare il velivolo della ditta che gestisce la raccolta rifiuti a Peschici e a denunciare all'Autorità Giudiziaria il responsabile legale della medesima azienda. I militari verificavano la non idoneità del veicolo sequestrato alla raccolta dei rifiuti urbani in quanto non a tenuta sta­gna, provocando fuoriuscita di rifiuti li­quidi e notevole allarme sociale tra i re­sidenti e vacanzieri del posto, il mezzo all'accertamento risultava anche privo di revisione al Codice della Strada.

Pubblicato in Cronaca

Prossimamente il talent-show "Tu sci che val" aprirà le iscrizioni della IV Edizione, dove cantanti, ballerini, maghi, comici, musicisti, imitatori, attori, e...chi più ne ha, più ne metta...potranno esibirsi sul Palcoscenico più amato. 

Tante le novità e le serate previste per la stagione autunno-inverno, 2019/2020. 

Tutti ma proprio tutti potranno partecipare, senza limiti di età.

Il Progetto Artistico-Culturale è firmato da Anna Costante, Francesco D'Arenzo, Mirko Losito, anche organizzatori e conduttori. 

Peschici c'è. 

Pubblicato in Spettacolo

Michel Draicchio colpisce ancora. Il gelatiere peschiciano presente sulla prestigiosa guida del Gambero Rosso valorizza ancora una volta le tradizioni di Capitanata e presenta un gelato originalissimo, quello al pancotto. "Sono orgogliosi di presentarvi il gelato che più rappresenta la nostra terra, un gelato contadino, povero, realizzato con materie prime che molto raccontano di storie vissute dai nostri nonni", dice Draicchio. Il PANCOTTO è un gelato realizzato con pane raffermo,  cime di rape, patata, fagioli, olio evo, aglio, pomodoro, peperone. "Io consiglio di gustarlo in abbinamento al nostro gelato al grano arso Senatore Cappelli con passito di Primitivo di Manduria ed uvetta", consiglia il gelatiere garganico, che ha già realizzato prodotti della tradizione come il gelato al lambascione, alla Burrata di Andria igp, alla ricotta di capra garganics, al pane con l'olio, ai "crustoli", dolce tipico del Natale pugliese e tanti altri. Gli ingredienti sono sempre a chilometro zero ed in ogni caso rappresentano eccellenze territoriali pugliesi e non solo. Il gelato al Pancotto è l'ultimo nato di casa Draicchio, che nella piazzetta del Popolo a Peschici raccoglie oramai consensi internazionali. Esistono oltre cento ricette differenti di questo piatto povero e contadino e nella sua creazione Michel ha provato con orgoglio a raggrupparne alcune. E c'è riuscito anche stavolta.

Pubblicato in Società

L’orgoglio c’è, pulsa nel cuore. La voglia di esporsi me­no, ma non importa. Non è nel suo Dna. Dopo la promozione in Seconda categoria di tre me­si fa (e dopo oltre un decennio di assenza dalla categoria), il capitano (e manager) del Pe­schici Vincenzo Borgia, rial­laccia il discorso da dove l’ave­va terminato. Le urla di gioia, da quella vittoria del torneo di Terza categoria, sono finite, il tempo per la lunga festa è or­mai tramontato. Ma è da quell’entusiasmo, da quel ge­neratore d’energia positiva, che il capitano granata vuole ripartire per la prossima sta­gione ormai alle porte (la pri­ma di campionato è prevista per domenica 6 ottobre). «Le neopromosse devono vo­lare sull’entusiasmo - esordi­sce Borgia - giocheremo per meritarci questa categoria guadagnata sul campo. E’ un anno storico, va iniziato come si deve». Poche indicazioni, messaggi chiari. Conta lo spirito, l’al­chimia, l’incrocio di sguardi d’intesa. Da subito, perchè la Seconda categoria con squadre blasonate non aspetta. La pre­parazione è iniziata: al “Maggiano” sono in tanti a voler indossare quella maglia, la so­cietà sta cercando ancora qual­che uomo di categoria. Il pre­sidente Gianni Ranieri, i di­rigenti Francesco Mongelluzzi, Leo Angelicchio, Rocco Acerra. Domenico e Matteo Mastromatteo sono al lavoro da gior­ni. Serve un Peschici più im­ponente della scorsa stagione: chi l’ha visto all’opera qualche mese a, parlava di una squadra granitica, tosta, sempre pro­positiva, brava a proporre la manovra con tanti uomini e a serrare le fila con altrettanti. Un po’ all’olandese, un Peschi­ci ‘totale’, per scomodare un aggettivo certamente ardito. Proverà a non scomporsi an­che in Seconda un organico che può e deve fare del collettivo la sua forza. Bisogna capire co­me, ma quello è il compito del tecnico Teodoro Vlassis. Quan­do si tratta d’intuizioni, d’al­tronde, il capitano Vincenzo Borgia difficilmente sbaglia. Quello del pompiere è un com­pito che gli si addice come pochi. «Lo zoccolo duro è ri­masto, stiamo inserendo gente di categoria, più qualche giovane - conclude -, nello spo­gliatoio verrà trasmesso lo stesso credo della stagione pas­sata».

A. V.

Pubblicato in Sport

Salvatore D’Arenzo, attuale presidente del consiglio comunale, uomo “forte” della Lega a Peschici, che in assise conta una nutrita pattuglia di consiglieri comunali, è il nuovo delegato del Comune peschiciano presso la comunità dell’ente Parco nazionale del Gargano. Comunità che, come è ben noto, raggruppa i diciotto sindaci dell’area protetta, più i due enti sovracomunali vale a dire Provincia e Regione (prima, ai tempi della disciolta Comunità montana del Gargano, il numero dei membri ammontava a ventuno). La delega a D’Arenzo è stata firmata nei giorni scorsi dal sindaco Franco Tavaglione, per cui il presidente dell’assise peschiciana potrà fare il suo esordio già a partire dalla prossima seduta dell’organismo dei sindaci del Parco, che sarà convocata a breve. D’Arenzo dallo scorso 20 agosto ricopre inoltre anche la carica di delegato alle aree protette del consiglio provinciale, organismo del quale fa parte dallo scorso 1 agosto (è subentrato, surrogando membri non eletti). Con lo sbarco a Monte Sant’Angelo di D’Arenzo, la comunità dei sindaci comincia così a tingersi “di verde” (sinonimo di Lega): dopo Apricena (Antonio Potenza) anche Peschici. Qui la Lega dal luglio 2018 conta una vasta rappresentanza in consiglio comunale (ben sei esponenti su undici della maggioranza). Jonathan Caputo, Domenico D’Amato, Nicola Martella, Salvatore D’Arenzo, Nicola Tardivo e Rocco Vecera, ufficializzarono il passaggio al partito di Matteo Salvini, a distanza di quasi un mese dalla tornata elettorale amministrativa del 10 giugno 2018. Intanto D’Arenzo si è già messo all’opera: alla notizia di un nuovo attacco dei lupi denunciato sul Gargano ha chiesto, insieme al segretario provinciale della Lega, il vichese Daniele Cusmai, la convocazione di un tavolo tecnico sull’emergenza predatori. “Mi farò portavoce presso l’ente Parco Nazionale del Gargano – ha rivelato - affinché si convochi un tavolo tecnico - operativo con Provincia, Parco e rappresentanti delle varie categorie”. “Ancora una volta un’azienda del Gargano è stata presa di mira da lupi che ne hanno sbranato un puledro e due vitelli. Diamo la nostra solidarietà – è stata la dichiarazione di Daniele Cusmai, vichese, segretario provinciale della Lega- all’attività colpita e ribadiamo la nostra posizione a tutela e vantaggio di queste categorie, vittime di politiche di un ambientalismo da salotto cieco e sordo che non difende il lavoro, lo sviluppo e la serenità delle aziende locali, ormai sotto continui attacchi di cinghiali e lupi”. “Siamo fiduciosi in un cambio di passo che vada incontro alle esigenze del territorio – l’auspicio del segretario- grazie al neo presidente del Parco Nazionale del Gargano, Pasquale Pazienza, e alle attività che svolgerà sul territorio il nostro consigliere provinciale Salvatore D’Arenzo con deleghe attinenti alla risoluzione di queste problematiche”.

Francesco Trotta

Pubblicato in Ambiente

Open door dedicato alla scoperta della necropoli di Monte Pucci e deLe sentinelle del Mare”.

Sabato 7 settembre 2019, Piazza Pertini, Peschici.

Il borgo marinaro di Peschici sarà la tappa settembrina degli appuntamenti “Di lago in mare”, il ciclo di eventi organizzato dal Gal Gargano Agenzia di sviluppo.

Sabato 7 settembre – dopo aver esplorato Vieste, la Perla del Gargano – gli open door porteranno i più curiosi alla scoperta della bella Peschici, arroccata su una rupe a picco sul mare, da dove domina una delle baie più suggestive d’Italia.

Sul litorale di Peschici il sole sorge e tramonta, regalando scenari incantevoli, impreziositi da grotte, torri costiere e riflessi variopinti, in uno scenario unico, tra storia, natura e buona tavola.

Sarà Piazza Pertini a fare da location ai diversi momenti di vitalità sociale e culturale – tra visite guidate, degustazioni di prodotti tipici, workshop e show cooking – che hanno l’obiettivo di promuovere l’Economia blu e i suoi pilastri: pesca/acquacoltura, turismo, diportismo, buono stato ambientale del mare e delle lagune.

Si parte alle 10.00 con attività di informazione e animazione a cura del Gal Gargano e con l’open door (l’appuntamento è al Porto di Peschici) “Il Gargano scoperto dal mare: visita guidata all’ambiente marino costiero”. Lo sguardo dei partecipanti si perderà tra i pini d’Aleppo che abbracciano la costa e le torri d’avvistamento che accompagnano la scoperta del litorale paradisiaco, da Cala del Turco alla spiaggia di Sfinale, passando per gli incantevoli trabucchi, sistema tradizionale di pesca ancora usato dai peschiciani, diffusi soprattutto verso Manaccora e Cala Lunga.

Dopo aver esplorato il litorale e la costa, alle 12.45 in piazza Pertini ci sarà il Coffee Break con la degustazione di prodotti tipici della pesca e dell’acquacoltura. Attraverso l’assaggio di questi prodotti sarà possibile scoprire sapori antichi e ricette tipiche, a volte “dimenticate” dell’area del GAL, e diffondere la conoscenza dell’eccellente qualità del pesce del mare e della laguna.

La giornata continuerà alle ore 17.00 (partenza dalla Stazione ferroviaria di Calenella) con la visita guidata alla necropoli di Monte Pucci, sito paleocristiano probabilmente utilizzato sin dal III secolo d.C., gli scavi condotti tra il 1955 e il 1963 collocano la necropoli tra il IV e il VII sec d. C..

La necropoli si compone di circa un migliaio di loculi, organizzati attorno ad almeno ventisei ipogei articolati in una serie di intricate gallerie che sfociano in ambienti più vasti destinati al culto stesso dei morti. Le tombe sono un’importantissima testimonianza della vita cristiana e funeraria delle popolazioni garganiche.

Alle 19.00 sempre in Piazza Pertini, dopo i saluti istituzionali, il Gal si presenterà alle comunità costiere con due interessanti workshop. Alle 19.30 è in programma quello a cura della dott.ssa Monica Contegiacomo su “Consumo consapevole dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura: come leggere l’etichetta e riconoscere i marchi”; alle 20.30 quello della dott.ssa Antonella Mirizzi sulle proprietà nutrizionali del pesce povero.

Alle 20.30 seguirà l’incontro con la prof.ssa Teresa Maria Rauzino sul tema “Le sentinelle del Mare” – racconti sul patrimonio architettonico costiero. Perché l’impiego di strutture fortificate lungo la costa pugliese costituì, sin dal medioevo, un importante baluardo contro gli assalti dal mare. Le città costiere furono fortificate con mura e  castelli, lungo i litorali vennero costruite torri di avvistamento.

Tra gli insediamenti fortificati di cui è rimasta traccia nel Gargano, i più importanti e degni di nota sono: Torre di Campi, Torre dell’Aglio, Torre di San Felice, Torre Gattarella, Torre di Portonuovo, Torre di Porticello, il castello di Vieste, Torre di Sfinale, Torre Usmai, Torre di Calalunga, Castello e mura di Peschici, la Torre di Montepucci, la Torre di San Menaio, il Castello e le mura di Rodi Garganico, Torre Sanzone a Lido del sole, le due torri del Varano, Torre Calarossa, Torre Mileto.

La giornata si concluderà con lo show cooking, a partire dalle 21.30, a cura di esperti del settore gastronomico che porteranno i presenti alla scoperta dei sapori e delle ricette tipiche dell’area marino costiera lagunare.

L’open door e la visita guidata sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per la prenotazione, che è obbligatoria, inviare una email (completa di nome, cognome, luogo e data di nascita, cellulare) all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare i numeri 0884.568245 e 0884.564164 entro le ore 18.00 del 6 settembre 2019.

Il progetto vanta il patrocinio dei comuni di Isole Tremiti, Cagnano Varano, Ischitella, Rodi Garganico, Vieste, Peschici, Lesina; di AMP Isole Tremiti – Riserva Naturale Marina, del Parco Nazionale del Gargano e di Puglia Promozione.

“Di lago in mare” è un’attività realizzata nell’ambito dell’Intervento 2.3 della Strategia di Sviluppo Locale del del GAL Gargano  Agenzia di Sviluppo –  PO FEAMP 2014/2020 – Misura 4.63.

Pubblicato in Manifestazioni

Chiusura del Peschici Jazz con il concerto di Fabio Concato & Paolo Di Sabatino Trio. La melodia della migliore canzone d’autore italiana rivisitata dall’autore in chiave jazz. Da non mancare, questa sera sull’Arenile del Porto di Peschici dalle ore 21. Ingresso libero.

Pubblicato in Spettacolo

Un selvaggio, bellissimo Gargano emerge dalle note di viaggio di chi lo percorse in lungo e in largo nel corso del Novecento: giornalisti, letterati, storici dell’arte. Il gusto della scoperta antropologica si unisce alla descrizione delle bellezze naturali che stupiscono anche i più “scafati” osservatori. Come Francesco Rosso, una «firma» di prima grandezza de «La Stampa». I suoi reportage sono vere e proprie inchieste sociali: raccontano i fermenti delle popolazioni africane avviate alla difficile indipendenza o ancora afflitte dal colonialismo; parlano di Cuba e della rivoluzione castrista, del Centro e Sud America scossi da sanguinose rivolte e da fermenti populisti; indagano l’Asia afflitta dalla fame, il Medio Oriente agitato dai tumulti di Bagdad, Damasco, Gerusalemme e Ankara.

Nel volume “Gargano magico” (Torino, Teca, 1964), Rosso descrive la realtà complessa dello Sperone d’Italia. Un Gargano dalla bellezza ancora intatta, in cui Peschici rappresenta il “porto sepolto” dove egli desidera rigenerarsi prima di chiudere una vita tumultuosa:  «Un mattino – scrive nello struggente incipit –  lo so per certo, mi sveglierò nell’inquietante stato d’animo della predisposizione all’ultimo consuntivo, pronto a riconoscere che, forse, ho sbagliato tutto. Il foglio bianco, la macchina per scrivere, gli aerei, i transatlantici, i viaggi nei paesi lontani non potrebbero essere soltanto una finzione in cui  soltanto io e quelli che mi sono intorno ci siamo ostinati a credere? Quel mattino, non molto lontano se giudico dal malessere che monta, se fossi saggio accatasterei nella valigia un abito e scarsi indumenti, un solo libro per le ore disperate, e salirei su un vagone di seconda classe diretto a San Severo di Puglia. Col trenino Garganico raggiungerei la pastorale quiete di Calenella. Da qui, solcando il soave silenzio della baia, la cigolante corriera mi porterebbe a Peschici nel viaggio delle rinunce definitive, verso l’ambiente che mi è congeniale. Trascorrerei le ore al bar di Rocco, seduto in cerchio con gli altri uomini, in lunghi silenzi. A completare il silenzio, giungerebbe talvolta Manlio (Guberti), scontroso pittore ravennate chiuso in libera solitudine nella casina immersa fra i pini verso la baia di Calenella. Verrebbe (Romano) Conversano, fortunato fra gli uomini per la trasfiguratrice pittura e per il castello proiettato con l’arduo sperone di Peschici nella luminosità senza orizzonti, nel quale mi invita spesso ad un tuffo nell’infinito dalla finestra del suo studio, un largo oblò spalancato su cielo e mare senza riferimenti con la terra. Forse verrebbe anche Libero (Montesi), lo scrittore; si è costruita la casa a Procinisco, oltre Peschici, sul versante deserto affacciato alla pineta di Manacore».

Ma Francesco Rosso, in questo suo ultimo viaggio, non vuole ricostituire questo facile sodalizio intellettuale. Stavolta vuole mescolarsi alla gente del Gargano, immergersi in un’esistenza sensuale, fatta solo di elementari necessità che mettano a tacere le sue inquietudini. Vuole conoscere il Gargano vero: senza veli né ipocrisie, povero ma civile. Un continente umano contraddittorio e bellissimo, elementare e complesso. Per scoprirlo bisogna “violentarlo” dolcemente, accostarsi ad esso senza destare sospetti, penetrandone le pieghe intime come e meglio di tanti garganici, inconsci del loro selvaggio Eden. Una scoperta ricca di sorprese: «I contatti col mondo slavo e arabo – osserva Rosso – sono evidenti, gli scambi con la vicina Balcania, la Grecia e quelli meno desiderati con i corsari saraceni si riscontrano nell’aspetto fisico e nel temperamento della gente che, alle antiche influenze islamiche di costumi rigidissimi, alterna improvvisi abbandoni dionisiaci di sapore ellenico».

Da attento analista del presente,  Rosso osserva che “Il Gargano sembra popolato da donne, vecchi e bambini”. I giovani, gli uomini validi vanno a cercar lavoro in Svizzera e Germania, Francia e Belgio, Milano e Torino. Tornano a casa per la festa patronale, lasciando alle mogli il ricordo del loro passaggio con l’attesa di una nuova maternità. Ripartono pochi giorni dopo, tornando a consolare le compagne lasciate a Lione, Amburgo, Berna, Charleroy.

Il paese più povero del Gargano è Carpino. Mezzo nascosto nella stretta valle tagliata nelle pietrose profondità garganiche, è il risultato di una gara anarchica, un gioco urbanistico che alla fine ha trovato una perfetta, compiutissima unità». Un miracolo di cui sono stati artefici contadini e muratori analfabeti. Una civiltà del gusto imparata dall’armonia del paesaggio in cui questa gente vive, fra montagna, pianura, lago e mare.

Rosso sfata un dannoso stereotipo che grava sullo “scenografico” villaggio: esso gode l’immeritata fama di paese insicuro. Gliela procurò un libro, tradotto in film, che ha denigrato l’intero Gargano. Il riferimento è al romanzo di Roger Vailland “La Loi”, vincitore di un premio Goncourt. Il regista Jules Dassin ne aveva tratto un film, ma neppure interpreti come Yves Montand, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, erano riusciti a riscattarlo dalla desolante mediocrità narrativa. «Nel romanzo dello scrittore francese – scrive Rosso – non c’è un personaggio pulito: prostitute, ruffiani, pervertiti, aguzzini si rincorrono in lubrico carosello nel perfetto scenario garganico ruotando attorno al tema di un vecchio      gioco ormai in disuso, appunto “La legge”. E’ un vecchio, abusato cliché cui ci ha abituati la letteratura sull’Italia Meridionale, ma il Gargano non può entrare nel gusto di scrittori criminal-folcloristici, nella sua storia non ci sono tradizioni fosche». I carpinesi sono sì uomini di scorza ruvida, spinosi come i giganteschi fichi d’india che crescono nella pianura spalancata verso il lago, forse inclini all’abigeato di capre, giumente, muli, sorpresi liberi nel pascolo, ma basta conoscerli per capire che sarebbero generosi, ospitali, se soltanto lo potessero.

La chiusa di Francesco Rosso racchiude tutto il “senso della vita” di un paese del Sud condannato ad un triste destino precarietà: «Carpino è un paese bellissimo e malinconico. Qui nessuno canta, nemmeno le donne che al tramonto, strette nell’ombra avara delle case basse, rammendano panni lavati e rattoppati fino allo spasimo. L’esistenza non è gioconda per questi uomini, persino le cantilene per addormentare i bambini sembrano tramate di pianto; echeggiano la tristezza congenita di questa gente che ha come scenario il fantasioso villaggio arroccato sul pinnacolo di una collina battuta dal vento e folgorata dal sole. Sono nenie che parlano di morte già vicino alla culla, una preparazione all’esistenza dura, quasi disumana, da incominciare subito; coloro che sono appena giunti devono abituarsi presto alla realtà della fatica tremenda cui, per sopravvivere, saranno dannati nel paesaggio di struggente seduzione, ma ostile all’uomo».

Riflessioni profonde, che disvelano il senso esistenziale delle suggestive ninne-nanne del vetusto cantore Antonio Piccininno. Scoprono alle radici l’identità e la vera essenza del ricco patrimonio musicale del Gargano, portato oggi all’attenzione nazionale dal Carpino Folk Festival.

Teresa Maria Rauzino

Pubblicato in Cultura

Il violinista, pluristrumentista e compositore Alessandro Quarta suona questa sera a Peschici (arenile del Porto) insieme al pianista Giuseppe Magagnino, presentando al pubblico il suo ultimo album Alessandro Quarta Plays Astor Piazzolla, un tributo al grande compositore del tango nuevo argentino.
Domani, gran finale, con il concerto di Fabio Concato.

Ingresso libero

Pubblicato in Spettacolo
Pagina 1 di 51

retegargano.it supplemento on line de Il Faro settimanale.- Reg. Tribunale Foggia n.6 dell'11 giugno 1996
p.zza Kennedy, 1 - Vieste (FG) - info@retegargano.it
Direttore responsabile: ninì delli Santi

- Rete Gargano - Notizie dal Promontorio -