I consiglieri comunali di minoranza Afferrante Domenico e Piracci Francesco 

Vista la grave crisi economica e sociale in cui versa il nostro paese, in ragione del coronavirus

Preso atto delle numerose iniziative che, anche privati, mettono in atto per aiutare i più bisognosi

Preso atto dei provvedimenti nazionali sul punto

Verificata la esistenza di iniziative anche istituzionali, in tal senso indirizzate

Vista la unicità della situazione 

Al fine di meglio coordinare il tutto, per meglio indirizzare gli aiuti ai bisognosi, evitando duplicazioni inutili

Propongono

La costituzione di una unità di crisi, con la presenza di tutte le componenti. Politiche e tecniche, consultabile anche in video conferenza, per aiutare volta per voltai più bisognosi

C’è bisogno di tutti e di necessario coordinamento 

Restano in attesa di riscontro con ossequi

Domenico Afferrante 

Francesco Piracci 

Pubblicato in Coronavirus

Nella tarda serata di ieri l’auto del nostro Segretario cittadino di Peschici, Luigi Forte, ha subito un attacco incendiario. Non è la prima volta che accadono episodi del genere contro i nostri punti di riferimento o amministratori nel centro garganico e ancora una volta noi ribadiamo la solidarietà, il supporto e il sostegno a chi ogni giorno ci mette la faccia per portare avanti politiche serie, senza scendere a compromessi, per cui noi come Dirigenza Provinciale ne andiamo orgogliosi.

Tutta la Lega Puglia, insieme al nostro Europarlamentare Massimo Casanova, si stringe attorno a Luigi Forte e a tutti coloro che sotto il simbolo della Lega portano avanti idee di legalità, concretezza, sviluppo, visione per il futuro del nostro territorio e aiuto alla nostra gente con coraggio e dedizione. La vigliaccheria e la paura non vinceranno mai. Un abbraccio forte da tutta la tua squadra, Luigi. 

Daniele Cusmai

Segretario Provinciale Lega Foggia

Pubblicato in Politica

Riceviamo e pubblichiamo

 In data 24.03.20, in Vico del Gargano, venivo controllato dalla polizia locale ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di emergenza sanitaria (premetto che non ho mai visto la polizia locale effettuare un posto di blocco o di controllo in Vico del Gargano al di fuori dell’emergenza sanitaria). Alla polizia locale compilavo autodichiarazione con l’indicazione dei motivi di assoluta urgenza (madre anziana e non autosufficiente, in quel momento sola e necessitante di mia assistenza) che giustificavano la mia presenza in Vico del Gargano (essendo io residente e dimorante in Peschici).

Nonostante la giustificata autodichiarazione, il comandante della polizia locale sosteneva che non potevo stare in Vico del Gargano, senza, però, indicarne il motivo!  

Il detto controllo nei miei confronti veniva richiesto dal sindaco del Comune di Vico del Gargano (premetto che nella scorsa tornata elettorale ho appoggiato un mio collega candidato in lista contrapposta a quella dell’attuale sindaco).

Nel territorio di Vico del Gargano non sono stati mai emanati provvedimenti restrittivi della libertà di circolazione, oltre quelli prescritti dalle disposizioni attualmente vigenti (che, in presenza di situazioni di assoluta urgenza, consentono di spostarsi in un Comune diverso da quello di appartenenza).

Avendo il comandante della polizia locale di Vico del Gargano annunciato presunte “segnalazioni” (!) a mio carico, ove venga adottato qualsiasi provvedimento nei miei confronti, non solo adirò la competente Procura della Repubblica di Foggia per il delitto di abuso di ufficio, ma chiederò al Comune di Vico del Gargano ogni risarcimento danni e rimborso spese.

Pur sostenendo il popolo di Peschici buona parte dell’economia di Vico del Gargano, attualmente, vista l’emergenza sanitaria, considerato che a Peschici una persona è morta in quanto positiva al coronavirus, sembra che i peschiciani vengano considerati a Vico del Gargano portatori di coronavirus (mi risulta che anche prima delle ultime misure restrittive del Governo persone di Peschici non erano “accette” a Vico del Gargano). Ebbene, se il Comune di Vico del Gargano intende salvaguardare maggiormente la salute della sua popolazione ben può adottare provvedimenti restrittivi in aggiunta a quelli già emanati dal Governo.

Il Comune di Vico del Gargano, però, in assenza di ulteriori misure restrittive, non può impedire ad una persona di Peschici (o di altro Comune) di recarsi in Vico del Gargano in presenza di situazioni di assoluta urgenza.

È vero che dobbiamo stare tutti a casa (anzi invito tutti ad attenersi scrupolosamente alle vigenti disposizioni), ma è altrettanto vero che un Comune non può oltrepassare le vigenti disposizioni nazionali senza aver adottato alcuna ulteriore misura restrittiva in aggiunta a quelle governative.

L’Avv. Giuseppe FALCONE, illustre sig. sindaco di Vico del Gargano, si reca attualmente a Vico del Gargano solo ed esclusivamente per motivi di assoluta urgenza.

L’Avv. FALCONE, d’altronde, quando faceva politica, ha sempre avuto come priorità la valorizzazione delle attività commerciali di Peschici, non avendo mai condiviso il comportamento di cittadini di Peschici che si recano (soprattutto a Vico del Gargano) anche per fare la spesa.

Invito, quindi, il sindaco di Vico del Gargano e le altre autorità comunali a “chiudere” i confini del Comune, ove ritenuto opportuno. In caso contrario, nessuno, nemmeno il primo cittadino, può essere considerato legibussolutus.  

È vero che i Sindaci hanno a cuore la salute dei cittadini, ma è altrettanto indubbio che anche loro devono rispettare le vigenti disposizioni, non potendo dare direttive contra legem alle polizie locali.

Avv. Giuseppe FALCONE

Pubblicato in Coronavirus

Egregio direttore sento doveroso comunicare al suo giornale il nostro elogio all'arma dei carabinieri di Peschici per la prontezza con la quale hanno provveduto a risolvere il nostro problema di isolamento televisivo dovuto alla rottura dell'antenna televisiva per il forte vento di questi giorni e che per due vecchi come noi, io di anni 85 e mia moglie di anni 76, voleva significare la impossibilità di seguire le vicende create dal coronavirus anche a Peschici.

Sentiamo il dover di ringraziare la pattuglia del  maresciallo Del Russo che nel volgere  di qualche ora ha permesso a noi due di riallacciarti al mondo.

Grazie per la sua attenzione

Distinti saluti

Luigi Bettini 

Pubblicato in Società
Domenica, 22 Marzo 2020 15:31

Peschici ha un cuore immenso!

Le molteplici difficoltà di questo "periodo anomalo", non fermano i cuori pulsanti della generosità dei volontari, i quali svestiti dei loro impegni quotidiani, si fanno "in quattro" per dare conforto ai più bisognosi, senza sosta. 

In occasione di questa Santa Domenica anche un noto ristorante locale ha voluto dare il proprio piccolo contributo, riaccendo per l'occasione i fornelli. 

Qui di seguito riportiamo il testo integrale del post di Facebook, pubblicato da Domenico (detto Demo) Tavaglione, facente parte della protezione civile locale:

"L’assessorato ai servizi sociali e la protezione comunale hanno colto l’invito di Sandro e Dora del ristorante Piazzola Verde... sono stati distribuiti pasti caldi ai più bisognosi... questo gesto mi riempie il cuore e mi porta a pensare alla cara Lina, la sua memoria è stata onorata nel modo migliore."

Questo è il Paese che ci piace!!! 

Segnalato da Francesco D'arenzo.

Pubblicato in Coronavirus

Ieri, nella sua casa di Peschici, tra le braccia dei suoi tesori si è serenamente addormentato nel Signore Matteo Vecera di 74 anni. Un uomo gioioso, umile ed onesto, affamato di lavoro e di vita, una vita dedicata interamente alla famiglia ed agli amici di sempre. La moglie, le figlie, il figlio, i generi, la nuora e i nipoti e la mamma, ne danno il triste annuncio  a tutti i compaesani.

Chi l'ha conosciuto, l'ha amato. 

In queste ore un altro "osso duro" del bel paese ci ha lasciato: Matteo Vecera (conosciuto con l'appellativo, "Mattiucc palmattaij" - d l'ort). Ogni parola, adesso, risulterebbe povera, perché scriviamo di una persona davvero straordinaria, la quale ha vissuto dignitosamente i suoi 74 anni, tra fatiche, salite, successi, soddisfazioni e qualche" amarezza", che purtroppo il destino riserva a tutti. 

Un uomo di "vecchio stampo", dal cuore grande, che si nutriva di educazione, umiltà ed onestà. Amava e coltivava, ininterrottamente, la terra con amore, lo stesso che riversava tra le braccia della moglie Franca e dei suoi 5 figli. Quel piazzale, senza di te, non sarà più lo stesso e quelle verdure, senza le tue mani, non avranno più lo stesso sapore. 

Ciao Amico. 

F.D.

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Giovedì, 19 Marzo 2020 16:56

Peschici piange la Maestra buona, Filomena!

Oggi, 19 marzo 2020, la Comunità peschiciana si è svegliata con una triste notizia: la scomparsa della Maestra Filomena, simbolo dell'istruzione scolastica. 

In queste ore, tanti i messaggi di stima che si leggono sui social, soprattutto da suoi ex alunni, come quello che riportiamo qui di seguito, scritto da Giovanna Jervolino. 

Testo integrale preso dalla sua pagina Facebook:

Oggi per me non è un giorno triste perché la mia Maestra Filomena di Padova non c'è più, ma è un giorno di gioia! Ora è libera di volare, giocare a carte con la sua amica Claudia, rivedere l'amato marito .

È stata una maestra speciale, diversa dalle altre, un po' pazza ma professionalmente ed umanamente impeccabile! Per noi andare a scuola non era un peso, ma una gioia, poiché era capace di unire l'utile al dilettevole con leggerezza e professionalità! Ci faceva cantare, disegnare, suonare, recitare, passeggiate nella natura ma ollo stesso tempo organizzava gare di grammatica e matematica con le classi "avversarie"...purtroppo per loro, vincevamo sempre noi...eravamo il suo orgoglio! Aveva fede e le nostre lezioni iniziavano sempre col segno della croce .Le preghiere finivano così: "Dolce cuore di Gesù, fa che io ti ami sempre più. Dolce cuore di Maria, siate la salvezza dell'anima mia!" Era una donna a 360 gradi, un po' estrosa si ...ma tutti i suoi alunni lo sono  e di questo le saremo sempre grati. 

Grazie Maestra

Giovanna Jervolino

Articolo segnalato da Francesco D'arenzo

Pubblicato in Personaggi
Mercoledì, 18 Marzo 2020 14:49

Peschici: è "poesia"!

Golfi, cale, calette

Grotte che stringono

rami di mare in ruvidi abbracci.

Sgusciano via, a ritrovare

l'azzurra, immensa distesa

bianca di onde ridenti.

Un po' capricciose,

come bambine

in grembo alla madre.

La case bianche di Peschici

guardano dall'alto, stupite e orgogliose,

come gelose guardiane di tanta bellezza,

di tanto azzurro cangiante.

Non ho mai amato tanto il mare

come oggi, in questo pezzo di Gargano

stupefacente.

(Franca Maria Bagnoli)

Sento il bisogno di tirare fuori dal cassetto una poesia di Bagnoli, dedicata al nostro bel paese, per stare vicino a tutti i miei amici-compaesani, che momentaneamente posso salutare ed abbracciare solo virtualmente. 

A questi emozionanti versi, allego una cartolina, che a guardarla, ti riempie il cuore di gioia e di speranza. 

Ci rialzeremo più forti di prima! 

#iorestoacasa #celafaremo #andràtuttobene

Peschici c'è. 

Francesco D'arenzo 

Pubblicato in Coronavirus

Riceviamo e pubblichiamo.

Signor Presidente,
Il mio nome è Matteo Elia Martella e sono un cittadino italiano. In quanto tale mi sento di rivolgerle un accorato appello affinché si faccia garante della Nostra Costituzione in questo tempo in cui l’Italia tutta si trova a dover combattere una dura battaglia contro un’entità tanto invisibile quanto mortale rappresentata dal virus battezzato Covid-19.
Un giovane cittadino qualunque dunque, possessore di un piccolo ristorantino di famiglia che si trova in un altrettanto noto anche se piccolo paesino pugliese che s’affaccia sul mare chiamato Peschici (Foggia).
Il DPCM dell’11 marzo 2020, con le sue necessarie restrizioni, ha sicuramente lasciato il tempo a molti di riflettere su quanto sta accadendo in questi giorni.
E sono proprio queste riflessioni che hanno prodotto questa lettera, scritta di mio pugno e tutta d’un getto.
Riflessioni che, a loro volta, hanno aperto il varco ad innumerevoli domande a cui vorrei che qualcuno dei tanto famigerati ‘piani alti’ trovasse delle risposte, senza cogliere alcun retrogusto di polemica alcuno.
Forse è proprio alle vostre coscienze, ammesso che ne abbiate una, che dovrebbero essere indirizzate queste poche righe.
Signori che governate il popolo italiano, nella mia piccola comunità, così come più o meno accade nel resto dell’Italia, mancano e sono del tutto irreperibili mezzi di prevenzione e protezione fondamentali per fronteggiare quest’emergenza.
In particolare vorrei sottolineare con forza che qualunque entità operante sul territorio, sanitaria e non, adempie ai propri doveri svolgendo il proprio lavoro con decoro e coraggio senza l’ausilio del primo strumento atto a contenere questa pandemia, ossia le mascherine. E il tutto si verifica sotto l’occhio vigile ed attento di quello che tutti chiamano Stato.
Ebbene mi chiedo come sia possibile che tutto questo stia davvero accandendo.
Una palessissima ma silente violazione dell’Art. 32 della Costituzione Italiana ove testualmente si legge che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti (...). La Cina,primo paese al mondo ad essere interessato da questa epidemia, è stata,a mio modesto parere, esemplare nel dispiegare le proprie forze al fine di contenere i contagi. Costruendo interi ospedali nel giro di poche settimane, disponendo repentine opere di sanificazione continue e diffuse, imponendo rigidi regolamenti sociali al solo scopo di tutelare la sopravvivenza di un’intera nazione.
Lo Stato Italiano invece?
Stando a quanto trapela dai mass media la Lombardia, prima regione rossa italiana, è stata completamente travolta dall’emergenza anche a causa della mancanza di misure idonee a prevenire il collasso delle strutture sanitarie presenti. Parlo di insufficienza sia per quanto concerne i posti letto in rianimazione che del numero di medici ed infermieri a disposizione.
Per non parlare della completa mancanza di controlli e seri provvedimenti nei confronti di organizzazioni o singoli che si sono prestati a squallide opere di sciacallaggio riguardanti materiale protettivo di estrema necessità,dalle mascherine alle soluzioni igienizzanti per le mani.
Come si può non provare ribrezzo per una situazione simile? Come ci può sentire al sicuro? Come ci si può sentire fieri di essere italiani?
La verità è che nel baratro l’Italia ci è appena caduta. E Il tanto in voga hashtag #andratuttobene lascia solo trapelare le dubbie certezze su come quest’emergenza andrà via via scemando.
Lo scetticismo regna sovrano e talvolta mi sembra così lampante persino nelle espressioni di tutta quella gente politica che va in televisione in prima serata a perdersi in numeri di statistica ed esortazioni ad intonare l’inno d’Italia tra i viottoli di casa. Talvolta mi chiedo se la più grossa ingiustizia commessa nel nostro paese sia quella di riconoscere uno stipendio del tutto inadeguato a personale sanitario o appartenente alle forze armate, rispetto alle copiose paghe di contro elargite agli occupatori delle tanto ambite poltrone rosse. Gli eroi contro i pagliacci, mi verrebbe da suggerire.
E non ho ancora detto tutto. Altrettanto inevitabile credo sia volgere oltre lo sguardo, quando tutto questo potrà dirsi acqua passata. Dopo aver finito i contare i morti, cosa succederà in un Stato usuraio come l’Italia dove esiste una pressione fiscale complessiva del 68%?
Verosimilmente il tracollo dovuto al Covid-19 sfocerà in una carneficina economica che inghiottirà i piccoli possessori di partita IVA che vedranno abbassate per sempre le saracinesche delle loro attività, che non potranno più dar lavoro ai propri dipendenti, o più semplicemente tutti quei padri di famiglia che non saranno più in grado di dar da mangiare ai propri figli.
Come ci si può sentire pervasi dal senso di italianità quando chi ci governa sembra ripararsi dal peggio con simpatici hashtag o elemosinando quasi aiuti dai paesi dell’Unione Europea?
Avrei Io un altro hashtag da suggerire quando l’Italia avrà vinto questa battaglia, ossia #ipoliticiacasa.
Spero che il senso di questa lettera possa essere recepito a pieno e libero dall’accezione di ricerca di consensi o like.
Quello che vorrei è che rimanesse un segno indelebile nelle coscienze di chi governa e ci suggerisce il da farsi nella speranza che questo produca interventi precisi e mirati che salvino ogni singola categoria di lavoratori dal declino.
Con la speranza che il Tricolore Italiano torni a sventolare alto,libero e fiero concludo augurando a Tutti buon lavoro.
Viva l’Italia,sempre.

In fede

Matteo Elia Martella

Pubblicato in Società
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