La fondazione Filippo Turati ha ottenuto dal comune di Vieste il via libera per inizia­re i lavori di realizzazione di un centro diurno per disabili annesso al centro socio sa­nitario sito in località Macchia di Mauro. Il nuovo cen­tro andrà a completare l’of­ferta dei servizi.

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Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore (Peppino Impastato)“.

La legge sulla bellezza mira alla valorizzazione e alla tutela del territorio e delle identità culturali e al riconoscimento della bellezza attraverso la memoria delle comunità, all’equilibrio fra l’opera dell’uomo e l’opera della natura.

La bozza della legge è stata elaborata da un comitato tecnico-scientifico composto da autorevoli accademici, giuristi, rappresentanti degli ordini professionali, esperti d’arte e giovani architetti su iniziativa dell’assessorato alla Pianificazione Territoriale della regione Puglia.

“La bellezza è un sistema complesso, un progetto, una visione, è l’espressione massima della qualità. Io credo, così come sostengono alcuni urbanisti, che esista un vero e proprio diritto alla bellezze delle città e che sia uno dei diritti fondamentali dei cittadini; è il diritto di ogni persona, di tutti i gruppi sociali, di vivere in un luogo piacevole, attraente, dove trascorrere dignitosamente e qualitativamente la propria vita”. Queste le parole alla presentazione della legge dell’assessore Alfonso Pisicchio.

Questa legge contiene un invito a tutti i pugliesi a partecipare alla sua scrittura, l’attività legislativa deve essere completata da tutti: Comuni, associazioni, cittadini, imprese, istituzioni scolastiche.

Per tale ragione a Vieste, mercoledì 20 marzo dalle ore 11,00, presso l’aula magna dell’Istituto IPSSAR Enrico Mattei si svolgerà un’ulteriore tappa di una legge in viaggio, un testo in movimento, che vedrà il coinvolgimento dei docenti, delle studentesse e degli studenti.

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È arrivata martedì scorso la condanna, inflitta a seguito di rito abbreviato dal Tribunale di Foggia agli imputati Troiano Gianluigi, cl.’93, e Langi Vincenzo, cl.’78, entrambi viestani, per il reato di tentata estorsione in concorso. Al primo, condannato anche per ricettazione di un’autovettura rubata e danneggiamento, sono stati inflitti tre anni di reclusione, al secondo, a causa della recidività, quattro mesi in più.

Le pene comminate sono il risultato delle articolate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia e dalla Tenenza di Vieste, iniziate nel mese di dicembre 2017 e culminate nell’arresto dei due malviventi il 20 marzo 2018, in esecuzione di un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere.

All’epoca le attività avevano preso avvio dalla denuncia di un imprenditore di Vieste, che aveva trovato un cero votivo lasciato acceso a bordo di un mezzo di lavoro, all’interno di un cantiere nel quale stava lavorando la sua impresa di costruzioni.

In breve tempo le investigazioni avevano permesso di accertare che Troiano e Langi stavano realizzando un diabolico piano per estorcere del denaro all’imprenditore, impegnato in diversi lavori edili a Vieste, magari anche attraverso l’imposizione di un “servizio” di guardiania su mezzi e cantieri. I due, infatti, avevano pianificato e posto in essere una serie di atti intimidatori volti a far cadere la vittima in un stato di soggezione tale da crollare e cedere al ricatto, pur di poter lavorare.

Nel corso delle indagini si erano verificati anche altre gravi intimidazioni e, anche in questi casi, le indagini avevano permesso di evidenziare la responsabilità dei due condannati.

In particolare Troiano, utilizzando come “ariete” un’autovettura, poi risultata rubata, una notte si era scagliato contro il cancello dell’abitazione dell’imprenditore, danneggiandolo seriamente, per poi abbandonare il mezzo sul posto.

In un’altra occasione i due arrestati, Langi alla guida e Troiano a fianco, a bordo di un’autovettura si erano divertiti a spaventare la loro vittima, sorpresa a passeggiare per Vieste con un amico, sfiorandolo in velocità alla schiena con lo specchietto retrovisore dell’auto.

Ed ancora, i due si erano presentati più volte nei pressi dell’abitazione dell’imprenditore, stazionandovi in bella vista, al fine di intimorire lo stesso e i suoi familiari.

E poi di nuovo, un altro cero votivo uguale al primo era stato collocato nei pressi dell’abitazione di un dipendente della stessa impresa, ed erano state danneggiate tre macchine operatrici di una cooperativa che stava effettuando dei lavori di manutenzione della rete idrica in Vieste, parcheggiate però all’interno di un piazzale di proprietà dello stesso imprenditore vessato.

Le risultanze investigative prodotte dai Carabinieri erano immediatamente state valutate dal Pubblico Ministero di Foggia che ne aveva colto, grazie all’approfondita conoscenza delle dinamiche criminali del territorio, tutta la pericolosità, ed insieme la necessità di porvi un freno, richiedendo al GIP l’emissione dell’ordinanza.

Si ricorda che tutto questo era avvenuto prima del tentativo di omicidio nei confronti di Raduano Marco, che aveva ulteriormente infiammato la guerra di mafia già in corso, innescando una serie di “botta e risposta” che avevano in un brevissimo lasso di tempo portato alla morte di Notarangelo Giambattista, il 06.04.2018, poi di Fabbiano Antonio, la sera del 25.04.2018, ed infine di Pecorelli Gianmarco, il 19.06.2018.

Anche in questo caso l’importante risultato raggiunto con queste condanne è l’esito della straordinaria sinergia tra l’Autorità Giudiziaria e la Polizia Giudiziaria, nello specifico l’Arma dei Carabinieri, ma anche del crescente rapporto di fiducia della popolazione verso le Istituzioni, a Foggia particolarmente coese in un’unica “squadra Stato”, che ha dato la forza alla vittima di ribellarsi, denunciando finalmente quello che nel corso delle indagini è purtroppo apparso come un autentico “sistema”, ma che queste condanne confermano come assolutamente debellabile.

statoquotidiano.it

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Quarta sconfitta consecutiva per la Bisanum Viaggi Vieste, che ha perso anche lo scontro diretto casalingo con il Cus Jonico Ta­ranto ed è condannata ai play-out. Nella penultima gior­nata del campionato pugliese maschile di serie C Gold di pallacanestro, il quintetto biancazzurro si è arreso, in casa, alla formazione taran­tina. Derby che si è concluso con il risultato di 65-71. La gara sul parquet del centro Omnisport, valida per la de­cima giornata di ritorno, ha premiato la squadra ospite, che ha tagliato il traguardo della qualificazione ai play-off. Ai garganici non resta che cercare di ottenere la perma­nenza ai play-out, spareggi in cui Compagnoni e soci se la vedranno con il New Basket Mola. Nel derby Vieste-Taranto, gli ionici hanno concluso in vantaggio sia il primo periodo di gioco (19-18), che il secondo e terzo quarto (34-29,53-47), per poi difendere il vantaggio nell’ultimo segmento di gara e portare a casa la vittoria. Mi­glior marcatore dei viestani Markovic, a referto con 26 punti, seguito da Simeoli (12), Samija (7), Compagnoni (7), Vorzillo (6), Lauriola (5) e De Angelis (2). Tra gli ospiti in doppia cifra Dusels (22 punti), Simaitis (18) e Longobardi (15). Domenica prossima, alle 18, trasferta a Ceglie «Messapica per la Bisanum Vieste. I play-out si disputeranno fra fine marzo e metà aprile. Spa­reggi al meglio delle tre par­tite, con l’eventuale “bella” in casa della squadra meglio clas­sificata al termine della sta­gione regolare.

 

I RISULTATI

Altamura-Mola 82-69

Ruvo-Ceglie 88-72

Lecce-Castellaneta 91-80

Monopoli-Monteroni 101-77

Vieste-Taranto 65-71

Francavilla Fontana-Ostuni 70-56

 

LA CLASSIFICA

 

Lecce 34

Monopoli 32

Ostimi 28

Ruvo e Ceglie 24

Castellaneta, Francavilla Fontana e Altamura 18

Taranto e Monteroni 16

Mola e Vieste 12

 

IL PROSSIMO TURNO - (domenica 17 marzo alle 18)

Castellaneta-Ruvo

Ceglie-Vieste

Ostuni-Lecce

Monteroni-Altamura

Taranto-Monopoli

Mola-Francavilla Fonta­na.   

 

ra.fi

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Un gruppo di giornalisti, influencer, food e travel blogger provenienti da tutta Italia, dal 14 al 19 marzo, racconterà con parole e immagini il press tour che li condurrà alla scoperta di Vieste, Mattinata e Monte Sant’Angelo. Il press tour su “Il Fuoco e la Montagna Sacra” è promosso dal Comune di Vieste, con l’adesione dei comuni di Mattinata e Monte Sant’Angelo. L’iniziativa è finanziata dalla Regione Puglia, nell’ambito del Programma operativo Regionale FESR-FSE 2014-2020 “Attrattori culturali, naturali e turismo”, Asse VI-Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali – Azione 6.8 Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche.

LA FANOJA DI SAN GIUSEPPE. L’evento centrale del press tour è la Fanoja di San Giuseppe, la tradizione millenaria dei falò, che sabato 16 marzo a Vieste sarà al centro di un ricchissimo programma di iniziative con sfilate in costume dei gruppi folk, musica e danze della tradizione, il grande concerto dell’Orchestra Notte della Taranta di Melpignano, l’apertura di stand enogastronomici e mercatini dell’artigianato locale. La Fanoja di San Giuseppe è il perpetuarsi di una tradizione antichissima, un rito collettivo attraverso il quale si salutava l’inverno e ci si preparava alla primavera, una stagione di rinascita e rinnovamento. L’evento, a partire dal 2011, è stato riscoperto e valorizzato in chiave turistica. Marina Piccola, spettacolare “palcoscenico” sul mare nel cuore di Vieste, per un giorno si veste d’antichità, facendo compiere a cittadini e visitatori un viaggio indietro nel tempo, con allestimenti, costumi e attrezzi da lavoro ispirati a quelli in uso nell’Ottocento.

LA MONTAGNA SACRA. Prima e dopo il suggestivo accendersi della Fanoja nel cielo di Vieste, i giornalisti, gli influencer e i travel blogger giunti da tutta Italia visiteranno i luoghi d’interesse storico, culturale e ambientale della Montagna Sacra, la Montagna del Sole, gigante verde che abbraccia il mare, creando uno dei paesaggi più rari e straordinari del mondo, un ampio fazzoletto di terra dove alberga uno degli ambienti più ricchi di biodiversità di tutto il pianeta. Natura e cultura, la storia e le testimonianze di un incredibile caleidoscopio di civiltà, fedi e tradizioni culturali: il press tour metterà in evidenza e promuoverà anche le chiese, i santuari, i luoghi sacri del Gargano, meta non solo dei fedeli di tutto il mondo, ma anche di turisti affascinati dal racconto millenario di luoghi capaci di restituire il significato universale della spiritualità e della bellezza.

IL RACCONTO SOCIAL. Oltre che sui blog, le testate giornalistiche e gli account social di giornalisti e blogger ospiti del press tour, la settimana de “Il Fuoco e la Montagna Sacra” sarà seguita e raccontata giorno per giorno dalla pagina https://www.facebook.com/ilfuocoelamontagnasacra/, “diario digitale” quotidiano che attraverso foto e video promuoverà l’itinerario costruito attorno all’antica tradizione della Fanoja.

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Si trova in svariati continenti, dallʼAmerica allʼAsia ed è stata importata in Europa intorno al 1740. La magnolia è sempre stata considerata il fiore di buon augurio, per questo veniva piantata nei giardini di casa in quanto si pensava potesse portare forza alla casa e ai suoi abitanti fortuna e prosperità. Simbolicamente, questo fiore rappresenta dignità e perseveranza e ne si può trarre il motivo dʼispirazione per tutta la comunità scolastica. Lʼassociazione cuochi ha voluto donare simbolicamente questa pianta allʼistituto che ha reso possibile la loro crescita professionale. La piantumazione è stata preceduta da una benedizione del vice parroco Gesù Buon Pastore don Maurizio Guerra che ha recitato la preghiera del santo protettore dei cuochi, San Francesco Caracciolo. A conclusione, il dirigente scolastico ha ringraziato lʼassociazione cuochi del Gargano e di Capitanata e tutti coloro che hanno contribuito e preso parte allʼevento.

Tiziana Vescera

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E’ venuto a mancare ieri. Aveva 85 anni. Papà e nonno premuroso e affettuoso. La redazione tutta si stringe alla famiglia. Un pensiero particolare alla signora Carmela, a Matteo, Tonino, Lelluccio, Agata e a nostro “fratello” Carmine. “Franchino era un brav’uomo”, il sospiro dei suoi storici amici. Educato e signorile nei modi non dimenticheremo la sua compostezza.

I funerali, domani 14, alle ore 10.00 presso la Parrocchia Gesù Buon Pastore.

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Al quarto processo è arrivata la con­danna... giusta - 3 anni e 6 mesi - per l’ex vigilante di Vieste Matteo Dies di 47 anni, arrestato il 20 giugno 2015 dalla Polizia quale custode di un arsenale. La corte d’appello di Bari ha inflitto all’imputato da tempo a piede libero 3 anni e 6 mesi, ossia la condanna che l’avvocato Paolo D’Ambrosio aveva chiesto di patteggiare nel corso delle indagini, scon­trandosi però con il «no» della Procura che la ri­tenne troppo lieve. Ma i 5 anni inflitti inizialmente in primo e secondo grado a Dies una volta scontati del terzo della pena previsto dal patteggiamento - obiettava in Cassazione l’avv. D’Ambrosio e i giudici furono d’accordo - comportano proprio una pena di 3 anni e 6 mesi, ossia quella proposta dalla difesa. Il 20 giugno 2015 i poliziotti per­quisirono a Vieste in via Dante un appartamento in uso a Dies che fu così arrestato in flagranza dopo il rinvenimento di un arsenale: 6 fu­cili, 1 carabina, 6 pistole, munizio­ni anche per mitra Kalashnikov: in una teca c’era anche un pitone reale. Il prosieguo delle indagini sfociò il primo ago­sto 2015 nell’arresto di Marco Raduano, ritenuto il capo di uno dei due clan coinvolti nella guerra di mala viestana che ha contato dal 2015 ad oggi una quindicina di agguati con morti ammazzati e mi­racolati, sul presupposto che l’arsenale fosse suo e Dies l’insospettabile che lo nascondeva. Raduano fu assolto in appello a Bari (in primo grado gli furono inflitti 6 anni) e scarcerato: l’assoluzione divenne definitiva, il presunto boss è di nuovo in cella dall’agosto 2018 per traffico di droga aggravato dalla mafiosità e armi. Quanto a Dies, scontata la sua responsabilità visto che le armi erano in locali nella sua disponibilità, i processi hanno ruotato sull’entità della pena. L’avv. D’Ambrosio propose il patteggiamento: partì da una pena di 2 anni e 6 mesi sino ad arrivare a proporre una condanna a 3 anni e 6 mesi, ma sempre ot­tenendo il «no» della Procura che riteneva la pena troppo bassa a fronte della gravità dei fatti. In primo grado, sentenza del Tribunale di Foggia del 26 febbraio 2016, Dies fu condannato a 5 anni per detenzione illegale di armi e munizioni; sentenza confermata dalla corte d’appello di Bari il 6 febbraio 2017. Il difensore dell’ex vigilante ricorse in Cassazione, la­mentando che la condanna a 5 an­ni inflitta equivaleva alla proposta di 3 anni e 6 mesi se fosse stato riconosciuto l’abbattimento di un terzo previsto dal patteggiamento; la Suprema Corte il 10 maggio 2018 accolse la tesi difensiva, annullando con rinvio la sentenza d’ap­pello e ordinando la celebrazione di un nuovo pro­cesso di secondo grado. Che si è ora concluso a Bari con la condanna del custode delle armi a 3 anni e 6 mesi: per questa vicenda Dies ha scontato oltre due anni di carcerazione preventiva tra carcere e do­miciliari, che furono revocati nel luglio del 2017.

gazzettacapitanata

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