La sconfitta maturata tra le mura amiche, risucchia la Sunshine nel gruppone che occupa la quinta posizione in classifica a 14 punti, ma lascia immutata la distanza dalla zona calda della classifica (6punti).

Alla palla a due il coach dei padroni di casa schiera Compagnoni, Monier, Nicosia, Ordine e l’ex di turno Vranjkovic, il coach dei salentini risponde con Salamina, Cvetanovic, Petraitis, Mocavero e Durini. Sin dalle prime battute di gioco si capisce che sarà una partita giocata principalmente in difesa dove le formazioni in campo cercano di arginare il più possibile gli attacchi degli avversari, infatti a fine gara il punteggio basso e l’alto numero di falli ne danno conferma. Il primo periodo fila via equilibrato fino alle battute finale quando i viestani con Vranjkovic e Ordine (da oltre l’arco) piazza un mini parziale che chiude il quarto sul 13-9.

Il secondo quarto si apre con un altro mini break dei padroni di casa (8-4) che porta i garganici sul + 8 (21-13). L’orgoglio leccese riappare e con una serie di soluzioni da oltre l’arco la Lupa si porta in vantaggio andando alla pausa lunga con un tesoretto di 6 punti (28-34).

Al rientro sul parquet il match sembra mettersi in riga per la Bisanum Viaggi Vieste che con Monier, Ordine e Vranjkovic, piazza un parziale di 9-0 riportandosi in vantaggio. Lecce risponde sul con un controparziale di 5-0 ma Ordine e Vranjkovic limitano i danni chiudendo il periodo sul -1 (45-46) concedendo così al pubblico un ultimo quarto aperto a qualsiasi risultato.

Il quarto periodo è pressoché equilibrato fino all’uscita dal campo per cinque falli di Vranjkovic, che di fatto consegna la vittoria ai padroni di casa.

Sconfitta maturate principalmente per la mancanza di lucidità da parte dei ragazzi della Sunshine e le 19 palle perse ne sono la dimostrazione.

Coach Ciociola commenta così la seconda sconfitta consecutiva: “Abbiamo sciupato un’altra occasione per muovere la classifica, non siamo stati all’altezza del Lecce a livello mentale. Considerando come sono arrivate le ultime due sconfitte, se giochiamo alla pari degli avversari, forse c’è qualcosa da cambiare nella mia squadra.

Adesso la strada si fa ancora più dura considerato le due trasferte consecutive da affrontare, dove andremo ad giocare contro squadre che hanno fame di vittoria.

Domenica prossima c’è il derby con il Manfredonia, partita da vincere assolutamente se non si vuol vedere avvicinarsi paurosamente la zona play out.

Bisanum Viaggi Vieste 57 Lupa Lecce 63 (13-9 15-25 17-12 12-17)

Arbitri Giuseppe Russo e Francesco Anselmi

Bisanum Viaggi Vieste: Vieste ne, Feyzulla ne, Bentrad 1, Nicosia 2, Guzzon, Scozzaro 5, Ordine 17, Monier 17, Vranjkovic 15, Compagnoni.

Lupa Lecce: Calasso ne, Salamina 9, Zezza ne, Cvetanovic 17, Gatta, Petraitis 13, Di Salvatore 4, Mocavero 10, Durini 5, Marinelli 6.

 

 

I RISULTATI

Mola New Basket

82

Valentino Castellaneta

77

 

Bisanum Vieste

57

Pallacanestro Lupa Lecce

63

 

N.P. Monteroni

67

Action Now Monopoli

81

 

Cus Jonico

82

Pallacanestro Molfetta

92

 

Cestistica Ostuni

81

Basket 1963 Francavilla

85

 

Libertas Altamura

Angel Manfredonia

6 FEB.

OE 20,00

 

LA CLASSIFICA

 

LA PROSSIMA

Pallacanestro Molfetta

Mola New Basket

25 Gen 21:00

 

Valentino Castellaneta

Libertas Altamura

26 Gen 18:00

 

Pallacanestro Lupa Lecce

Cestistica Ostuni

26 Gen 18:00

 

Action Now Monopoli

Cus Jonico

26 Gen 18:00

 

Basket 1963 Francavilla

N.P. Monteroni

26 Gen 18:00

 

Angel Manfredonia

Bisanum Vieste

28 gen.

ORE 19,00

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Lunedì, 20 Gennaio 2020 09:41

Vieste/ Il Barone Michele Nobiletti

Riceviamo e pubblichiamo.

A proposito della decisione di chiudere il passaggio demaniale tramite il quale si arriva, da sempre, alla penisola di San Lorenzo per, secondo il Barone, “impedire il parcheggio delle auto nell’area adiacente il trabucco” mi sovviene che il Barone si preoccupa di questa situazione, guarda caso, proprio da quando quel trabucco è tornato totalmente funzionante e attivo accogliendo centinaia di visitatori.

La ragione sta nel fatto che il Barone ha recentemente scoperto che l’area dove insiste il Trabucco di San Lorenzo (da prima di me, di mio fratello Michele, di mio padre Enzo, di mio nonno e – incredibile a pensarsi – anche da prima del Barone stesso), come normalmente tutto ciò che insiste a pochi metri dal mare (nel caso specifico praticamente sul mare) appartiene al demanio marittimo, quindi allo stato, quindi alla comunità tutta.

Figurarsi l’ira del Barone nello scoprire che quel trabucco storico (sul quale magari ci starebbe benissimo un ristorante, un’aperitiveria, una pizzeria al taglio, etc), la costa sulla quale da secoli poggia e, magari, il mare stesso non rientrano come il resto della penisola di San Lorenzo nella sua proprietà esclusiva e privata.

Tale oltraggio va certamente vendicato, pensa il Barone. Ma come fare?

Per il trabucco di San Lorenzo esiste regolare autorizzazione demaniale (maledetto ordinamento giuridico democratico!) e il Signor Barone sa che, anche se alle spalle del trabucco c’è la sua proprietà privata (se di proprietà privata si tratta), è reato (penale) impedire l’accesso e la fruizione (che sia con i carri come accadeva in passato, a piedi o in macchina) del demanio marittimo (Art. 1161 Cod. nav.).

Quest’ultima è in pratica, Signor Barone (e lo scrivo sottovoce così nessuno ci sente), la parte che recita “..entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico..” che dell’articolo del codice civile sulla tutela della proprietà privata che ha citato si è dimenticato di commentare. Tranquillo, succede.

Ma attenzione. Il Barone sa, l’avrà capito spiando giornalmente, magari nascosto fra gli anfratti delle rocce o appostato con un binocolo sul tetto della chiesa di San Lorenzo (anche quella parrebbe sua) che per condurre la giornaliera manutenzione sul trabucco di San Lorenzo il custode Michele Spalatro deve avvicinarcisi in macchina (per dire, la nuova rete installata nei giorni scorsi pesa, non armata, quasi duecento kg).

Ed ecco, dunque, l’astuto piano del Barone illuminato:

1) Fingo che tutto a un tratto mi interessi la sicurezza della penisola di San Lorenzo (cosa della quale fino a ieri non me ne è fregato una beata mazza).

2) Mi faccio autorizzare dalla Soprintendenza dei Beni Culturali (la stessa che ha autorizzato lo sventramento del Castello di Manfredonia, per intenderci) a spaccare con martello pneumatico e colare di cemento per mettere i miei bei pali di alluminio e la mia rete zincata.

3) Nella sostanza e come fine ultimo però, chiudo il passaggio a Michele Spalatro così non potrà più fare manutenzione.

In questo modo prima o poi, conclude il Barone, lui e quei mariuoli dell’associazione cederanno e consegneranno il trabucco a chi delle rocce, delle colline e financo del mare è il legittimo proprietario.

Così agiscono i Baroni. Non è colpa loro, sono proprio fatti così.

Devo, per rispondere alle tante accuse mosse ai terribili Spalatro e all’associazione che si occupa dei trabucchi, informare il Signor Barone del fatto che:

1) Essere un’associazione onlus non significa non poter gestire denaro. Si vada a vedere i bilanci milionari di organizzazioni no profit molto più grandi (e meritorie) della nostra. Tutto questo chi ha il vezzo di dirsi commercialista dovrebbe dirlo (o saperlo?).

2) Nello specifico, gli introiti estivi derivati dalle guide a pagamento (svolte sul trabucco di San Lorenzo per un totale di 6 ore/settimana a fronte 70 ore/settimana di apertura gratuita) servono a operare manutenzione, interventi straordinari (la rete di cui sopra è costata 2500 euro). In quel conto rientrano anche i (purtroppo scarsissimi se paragonati alle ore di fatica e impegno dedicate alla causa) rimborsi spese ai custodi come Michele Spalatro, anche se rei (mi rendo conto incredibile per il suo tipo di mentalità) di non approfittare del reddito di cittadinanza.

Chiudo dismettendo per un momento il tono ironico (solo perché è stata tirata in ballo direttamente la mia famiglia) consigliando al Barone Nobiletti di constatare e rassegnarsi al fatto che l’ottocento è finito (da noi in ritardo ma è finito).

Nella nostra epoca (finalmente) l’approccio padronale e privatistico (al limite del ricattatorio) alle questioni inerenti la fruizione di beni di diritto della comunità, siano questi storico-culturali che ambientali, non può che finire (si indigni pure quanto vuole) con esposti, denunce e sacrosantissima rabbia della parte sana della comunità.

Tutto questo a prescindere dall’esistenza o meno degli Spalatro. Se ne faccia una ragione.

P.s: essendo già sceso sufficientemente in basso non replicherò ulteriormente sulla questione.

 

Giovanni Spalatro

Fieramente socio dell’Associazione Onlus

La Rinascita dei Trabucchi Storici

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AT San Severo-Barletta 1922 0-1

67' Procida

Atl. Vieste-Deghi 1-1

Audace Barletta-UC Bisceglie 0-3

55' Dispoto, 66' e 80' Musa

Corato-San Marco 2-0

55' Di Rito, 75' Leonetti

Gallipoli-Martina 1-0

14' Tardini

Ugento-Fortis Altamura 1-1

55' De Santis (A), 73' Regner (U)

Vigor Trani-Orta Nova 0-0

dom. h 16

Molfetta-Otranto 0-0


CLASSIFICA

Molfetta 42

Corato 40

Vigor Trani 34

Audace Barletta 28

Martina, Barletta 1922 e Ugento 27

Gallipoli e Otranto 25

UC Bisceglie 24

Altaura 23

e Vieste 22

Deghi 21

Orta Nova 20

San Marco 18

AT San Severo 9

 

PROSSIMO TURNO
(26.01.2020 h 15 – giornata n. 20  5a rit.)

UC Bisceglie-AT San Severo
Barletta 1922-Atl. Vieste
Orta Nova-A. Barletta
F. Altamura-Corato
San Marco-Gallipoli
Deghi-Molfetta
Otranto-Ugento
Martina-Vigor Trani

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A chiarimento di uno scritto senza senso, che non ha né capo e né coda, tipico di chi ha fatto della propria esistenza il niente …… tante tante tantissime chiacchiere. Si alternano scritti elementari e comprensivi con pause filosofiche che neanche Socrate sarebbe stato in grado di decifrare. In poche parole si parte da un appiglio per attaccare il sistema politico locale, fatto in un modo a dir poco da sciacalli.

Il Sindaco di Vieste ed il suo team a volte sbagliando e a volte facendo bene, sono a spaccarsi la schiena nel cercare soluzioni ad una città lasciata al degrado e alla deriva, dove per anni ha imperato: che il tutto era possibile. L’illegalità in questo territorio ha fatto da padrona per anni, ed oggi se ha rialzato la testa deve dire grazie anche a chi con coraggio ci ha messo la faccia e non si è nascosto.

Ma difficile trovare solidarietà da gente ingrata, che sa sciorinare solo dottrine e filosofie. Il cugino del Sindaco, che scrive, e viene tirato in ballo per bizze politiche è dedito unicamente al proprio lavoro che onestamente conduce da anni e senza l’ausilio di favori politici e/o soldi pubblici.

Premesso quanto sopra, veniamo ai fatti:

- La proprietà privata : Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico (non lo dico io, ma il codice civile); la proprietà privata è un diritto reale che né un Sindaco e neanche un Presidente possono opinare o cambiare.

Nel caso che ci compete e che sta sollevando un polverone con inutili incomprensioni, il cugino del Sindaco (come erroneamente chiama il DOTTO Lazzaro che poi cugino non è), per preservare il luogo e mettere in sicurezza i fruitori del trabucco stava valutando di impedire il parcheggio delle auto nell’area adiacente il trabucco ma senza alterare i luoghi e senza impedire l’accesso ai fruitori a piedi e quindi di godersi in pieno quel luogo.

Nelle more di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie, ha inteso delimitare la zona con dei pali posticci da mt. 1 (prontamente divelti dai barbari) così da rendere provvisoriamente l’area più sicura in un luogo tra l’altro disastrato per la sconnessione del terreno ed in totale assenza di sicurezza e di incolumità per le persone.

L’autorizzazione in itinere contempla unicamente dei pali fissi alti circa un metro, e non cancelli - tali da impedire unicamente alle auto di non arrivare nell’area adiacente il trabucco di San Lorenzo. In estate come tutto l’anno, oltre ai PADRONI assoluti del trabucco di San Lorenzo (gli SPALATRO & Co.), parcheggiano camper, auto, furgoni e addirittura c’è anche chi ne approfitta per scaricare a mare prodotti da discarica. Mi chiedo, in altri posti si arriva direttamente in auto in musei e luoghi da visitare oppure si mette l’auto a parcheggio e si fanno i percorsi per raggiungere le attrattive.

L’intenzione, mi ripeto, è solo quella di rendere sicuro quel luogo (che purtroppo piaccia o meno è di proprietà privata). Come lo sono tanti posti a Vieste, di imprenditori turistici e non che in quanto frontisti di mare hanno anche porzioni di territorio adiacente di proprietà.

Fatevi una passeggiata su tutto il litorale Sud lungomare E. Mattei e Nord Lungomare Europa e poi fate anche km in auto sui litorali per vedere quanti cancelli e quante recinzioni delimitano le proprietà direttamente a mare.

Bisogna aspettare, per caso, che qualche malcapitato distrattamente precipiti a picchio sulle rocce direttamente a mare ? O forse è meglio per tutti rendere un posto così bello fruibile e sicuro ? Il dotto Lazzaro, amico per la pelle di Spalatro Michele e f.llo, mi hanno dato il là per dire le cose come stanno:

- Al signor Spalatro Michele rode, fare alcuni passi in più per mettere la propria auto in parcheggio per recarsi nella sua pseudo proprietà (trabucco di San Lorenzo), infatti è unico gestore dove l’associazione funge solo da paravento, ma tutti i proventi sono intascati di sana pianta da lui che è custode, conoscitore e sostenitore della rinascita dei trabucchi. Ma dietro a questa pseudo veste, intasca gli introiti che a detta Sua divide con il fratello (infatti un giorno mi disse: qua non campo solo io) ……………. e mi chiedo, una onlus per definirsi tale dovrebbe essere senza fini di lucro o no?

- Chiedete al signor Spalatro come campa, non ha fatto neanche richiesta di reddito di cittadinanza perché sempre a suo dire, sarebbe poi costretto a fare tutto l’iter per ottenere un lavoro e lui il lavoro già ce l’ha ed infatti sostiene : che gli bastano i soldi del trabucco per tirare avanti; Preciso che tale lavoro, viene espletato senza un assicurazione infortunistica e neanche previdenziale.

Cari concittadini di Vieste, il cugino del Sindaco, non ha mai impedito a nessun viestano, turista o chicchessia di recarsi sul costone roccioso, sul trabucco di San Lorenzo ed anche per la festa dell’ottavario dove il popolo di Santa Maria attende l’imbrunire per riprendere la processione (anche quella proprietà privata).

Mai una volta, un solo concittadino si è recato a sporgere denuncia perché privato della libertà di recarsi sui posti menzionati (anche se privati), altresì non ha impedito eventi e matrimoni che si sono svolti direttamente nella proprietà del cugino del Sindaco di Vieste cioè nell’area adiacente il trabucco.

Chiedete, però alle autorità del Comune di Vieste, quando frana un costone di roccia tale da impedire la sicurezza alla circolazione di persone ed auto a chi si rivolge per la sistemazione dell’area ? ve lo dice il cugino del Sindaco, ……… proprio al cugino del Sindaco.

Voglia, pertanto, il plurilaureato dotto Lazzaro Santoro congiuntamente all’amico del trabucco Spalatro chiedere documentazione direttamente al cugino del Sindaco e/o a recarsi presso gli uffici pubblici al fine di verificare la proprietà di quell’area a chi è intestata ANZICHE’ PARAFRASARE e FARSI DOMANDE A VUOTO.

Inoltre, voglio anche ricordare che gli eredi Spalatro hanno disatteso la memoria del padre Vincenzo (Enzo) il quale aveva sottoscritto un comodato gratuito “dell’area trabucco e di porzione del trabucco” sia con la attuale proprietario ed in passato addirittura con la proprietà Petrone precedente intestatario di tutta l’area citata. Tutta la documentazione è registrata e tenuta nei pubblici registri.

Auspico che chi ha letto l’articolo del dotto Santoro e che conosce la famiglia Nobiletti Michele (figlio di Girolarmo di professione camionista) voglia avere il buon senso di non farsi abbindolare da gente che giace al sole fino al suo calare almeno 9 mesi, aspettando il sol leone estivo che consente loro di intascare proventi dei turisti e parlo dei Padroni del Trabucco. Così come auspico che chi ha scritto certe corbellerie si vergogni nello sparlare a destra e a manca del Sindaco e del cugino del Sindaco senza averne minima cognizione di che tratta.

firmato Nobiletti Michele

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Toccherà all’Otranto di mister Gigi Bruno andare a fare visita alla capolista Molfetta nel posticipo delle 16 della diciannovesima giornata di Eccellenza pugliese nella quale, tra le altre, il Gallipoli ospiterà i ragazzi del Martina e la Deghi è attesa da un Atletico Vieste fiducioso e deciso a dare una spallata alla classifica. L’undici viestano è in salute, pronto anche per la finale di andata della coppa Italia Puglia di giovedì. Approcci da non sbagliare assolutamente. L’Ugento se la vedrà in casa con la Fortis Altamura, con l’obiettivo di muovere la classifica e di ritrovare, magari, il successo sul proprio terreno che manca da due mesi e mezzo.

Squadre in campo, per l’ultima domenica, alle ore 14.30. programma e arbitri:

dom. 14.30

AT San Severo-Barletta 1922: Riccardo Tropiano di Bari (Errico-Grimaldi)

Atl. Vieste-Deghi: Stefan Arnaut di Padova (Nero-Prigigallo)

Audace Barletta-UC Bisceglie: Alessandro V. Ancona di Taranto (Spagnolo-Latini)

Corato-San Marco: Nico Valentini di Brindisi (Bono-Magnifico) – a Ruvo di Puglia

Gallipoli-Martina: Giorgio Caldararo di Lecce (Battista-Miccoli)

Ugento-Fortis Altamura: Luca Vittoria di Taranto (Salvemini-Desiderato)

Vigor Trani-Orta Nova: Niccolò Salomone di Bari (Coviello-Massari)

dom. h 16

Molfetta-Otranto: Luigi Lacerenza di Barletta (Mele-Alessandrino)


CLASSIFICA

Molfetta 41

Corato 37

Vigor Trani 33

Audace Barletta 28

Martina 27

Ugento 26

Barletta 1922 e Otranto 24

Altaura e Gallipoli 22

UC Bisceglie e Vieste 21

Deghi 20

Orta Nova 19

San Marco 18

AT San Severo 9

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Sabato, 18 Gennaio 2020 11:17

Vieste/ Cattivissimo Me

Riceviamo e pubblichiamo

Il trabucco e le punte di San Lorenzo appartengono alla comunità? E allora perché il sindaco Nobiletti non intraprende l’accertamento della reale ed effettiva esistenza della proprietà privata rivendicata dal cugino di tutta la costa di San Lorenzo? Non potrebbe trattarsi di demanio civico? Si parte dal cancello e si finisce come alla Chianca o al Crovatico o come a Campi? Per le Dogane, evidentemente, la costruzione del cancello non costituisce un ostacolo alla zona di vigilanza doganale ma rimane la curiosità, che deve essere di tutta la comunità, di leggere l’autorizzazione in questione. L’accertamento sostanziale della reale ed effettiva esistenza della proprietà privata, da parte del Comune di Vieste, che rappresenta tutta la comunità, dev’essere consequenziale al rilascio al cugino del sindaco dell’autorizzazione per la costruzione del cancello. E’ semplice capire il perché. Da sempre la fruizione delle punte di San Lorenzo rientra nei diritti di tutti i cittadini di Vieste. In secondo luogo, colui che rivendica la proprietà privata è il cugino del sindaco.

Il sindaco, vincitore dell’audizione di Legambiente, parcheggiatore nelle notti estive di veicoli alimentati da combustibile fossile nei parcheggi a pagamento, una volta Marine Yacht, Terminal Crociere nei sogni e proclami delle splendide Minions circa la portualità turistica, artefice della delocalizzazione del capolinea in periferia per non toccare il centralissimo parcheggio a pagamento di veicoli alimentati da combustibile fossile, ha dichiarato guerra alla plastica!

Ogni piazzola di sosta per cassonetti R.S.U. è un centro comunale di rifiuti potenzialmente riciclabili, che grazie alla coerenza e solidarietà di molti cittadini vengono recuperati, riparati e donati a chi è in stato di necessità, come ad es. passeggini, scarpe, ma la quantità di prodotti riutilizzabili sprecata è enorme perché viene conferita nei cassonetti, dove spesso finisce materiale prezioso ma anche molto pericoloso.

In termini percentuali, la città di Herat raccoglie più plastica della città di Vieste. Neanche la rimozione dei tronchi sulle spiagge, in inverno, consiglia la costruzione di opere di ingegneria naturale per prevenire l’erosione degli arenili. Ai Quattro Palazzi sembra di trovarsi sulle alture del Golan dove l’esercito israeliano muove le sue ruspe per proteggere i propri militari. Ad ogni fiato di tramontana, i lavori sono di somma urgenza dai tempi di Cristo e i portafogli dei fortunati appaltatori si gonfiano di soldini. La Minion con straordinarie competenze e professionalità in materia contabile, una montagna di voti alle ultime elezioni amministrative, ha vinto un posto al cimitero! Non fiata!

Le postazioni degli Hezbollah a sud del Libano a confronto con le recinzioni e cancelli in località Chianca, che impediscono l’accesso al mare dai tempi dei Dauni, sembrano disegnate dal prestigiosissimo studio di Zaha Hadid. Cosa difendono? Da chi? Le forze dell’ordine per accedere alla spiaggia per accertarsi, ad esempio, dell’integrità ambientale, chiedono le chiavi a qualcuno? A chi? Meglio le scalinate della legalità in paese…

Che senso hanno i fortini di lamiere zincate arrugginite, alte oltre quindici metri, sulle dune di Scialmarino? Cosa difendono? Da chi? Le postazioni degli Hezbollah, quelli di prima, hanno un impatto visivo molto migliore. Perché due lidi balneari devono circondarsi di lamiere zincate arrugginite per otto mesi l’anno? Chi li ha autorizzati? Che senso ha rimuovere i rifiuti da quella spiaggia e tollerare tali scempiaggini?

Il canale artificiale in località Imbarcadero, Umbra Mare per intenderci, d’estate, è chiuso da una cancellata ricoperta da un telo bianco per ricordare ai turisti che affollano il lido, che insiste su un’area demaniale marittima alla foce del canale, che non si trovano alla foce di una canale che raccoglie le acque alluvionali di mezzo Gargano. Geniale!  

La rimozione continua durante tutto l’anno delle plastiche dalle spiagge, scogliere e fondali marini, è un atto dovuto da parte di una comunità che prospera grazie all’integrità ambientale sempre più minacciata. E’ un atto dovuto, di impatto limitato ma sicuramente ha un suo significato perché le plastiche vagano da spiaggia a spiaggia, lasciando sui loro percorsi le micro plastiche, che fanno strage di tartarughe e finiscono nella catena alimentare. E’ anche una questione di civiltà, perché chi ha l’abitudine di passeggiare sugli arenili di fatto passeggia tra i rifiuti, spesso anche molto pericolosi, come testimonia il recente ritrovamento di un ordigno bellico al fosforo bianco sulla spiaggia di Scialmarino. Che senso ha ripulire le spiagge a Natale quando passeggiamo sulle spiagge tutti i giorni? Per i turisti? Si rassegni l’altra splendida Minion; passato settembre, Vieste non attrae nessuno.

E’ tempo per il sindaco di ritirare un altro premio.

Lazzaro Santoro

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"Lo scenario criminale del Gargano continua ad essere contraddistinto da una forte instabilità sulla quale incide in modo determinante la cruenta contrapposizione tra i clan Romito e Li Bergolis, che si riverbera su tutta la criminalità locale e, in particolare, a Vieste, nella faida tra i clan Perna e Raduano. 

Risultato di quanto detto, nel periodo in esame, sono i ferimenti e i tentati omicidi culminati negli agguati del 21 marzo 2019, a Mattinata, e del 26 aprile 2019, a Vieste - in cui sono stati rispettivamente uccisi il reggente del clan Romito e il capoclan Perna. Il primo era un elemento di spicco dello scenario mafioso del Gargano, come hanno dimostrato le numerose inchieste che lo hanno visto coinvolto ed aveva assunto il ruolo di reggente dei Romito all’indomani della strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017, nella quale era stato ucciso il cugino, boss del sodalizio.

L’uomo era già scampato ad un agguato, il 26 gennaio 2016, evento che coincise con l’inizio dell’escalation della faida di Vieste. Non è da escludere che l’omicidio possa avere una duplice chiave di lettura: da un lato quella riconducibile ad ordinari meccanismi di vendetta, dall’altra, quella che richiama ad una più ponderata strategia del clan Li Bergolis di approfittare delle contingenti difficoltà della cosca avversa per estrometterla dalla gestione delle attività illecite.

Anche il capoclan Perna era già stato oggetto di due tentati omicidi e, oltre a ricoprire il ruolo di vertice del gruppo Perna-Iannoli, era una figura di rilievo dell’intero panorama criminale garganico per la sinergia con il clan Li Bergolis di Monte Sant’Angelo ed il suo reggente.

Proprio i Li Bergolis stanno conservando un ruolo centrale nell’area garganica grazie alla capacità di catalizzare elementi provenienti da altri gruppi dell’area e di conciliare l’ambizione di crescita criminale delle nuove leve con il desiderio di vendetta nei confronti della famiglia Romito indebolita dalle attività investigative e giudiziarie.

Il clan Ricucci-Romito-Lombardi, operante tra i comuni di Manfredonia, Monte Sant’Angelo (frazione di Macchia) e Mattinata, è dedito al traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, rapine ai portavalori e riciclaggio di denaro di provenienza illecita in attività commerciali. Il sodalizio rappresenta il risultato delle rimodulazioni interne realizzate, dopo i cruenti eventi che hanno colpito il clan Romito, con la scalata ai vertici del gruppo dei capiclan Ricucci e Lombardi, nonché di altri elementi di spicco nel territorio di Mattinata, dove da sempre risiede un’importante frangia operativa degli stessi Romito.

La cosca Ricucci-Romito-Lombardi è stata così denominata per la prima volta nel provvedimento cautelare eseguito nei confronti di due elementi apicali della consorteria ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso, di un omicidio perpetrato a Monte Sant’Angelo, il 21 marzo 2017 (nonché di detenzione e porto illegale di armi, aggravati dall’art. 416bis 1 c.p., e di favoreggiamento personale). 

Le indagini avrebbero chiarito come il movente del delitto fosse da individuare nell’esigenza di ripristinare gli equilibri di forza sul territorio, messi in discussione da una banda di rapinatori, legati ai clan Li Bergolis e Perna-Iannoli di Vieste, che aveva consumato una violenta rapina ai danni di una gioielleria di Monte Sant’Angelo, nonostante questa fosse sotto la protezione dei Ricucci-Romito-Lombardi. Con l’omicidio di uno degli esponenti della banda, i “Manfredoniani” hanno voluto rendere evidente il loro controllo del territorio, ristabilendo la propria posizione negli assetti criminali del Gargano a partire da Monte Sant’Angelo, roccaforte dei Li Bergolis.

Il gruppo è legato ad alcune cosche calabresi ed ha rapporti con i clan Trisciuoglio e Moretti di Foggia, con la malavita di Cerignola ed altri sodalizi del promontorio garganico. In particolare, a Vieste, è schierato a favore dei Raduano, che ne costituiscono un altro braccio operativo. 

Peraltro, negli ultimi mesi il clan è stato duramente colpito da importanti operazioni di polizia proprio nelle sue articolazioni operative di Mattinata e di Vieste. Più nel dettaglio, il 25 gennaio 2019, nell’ambito di un’indagine che ha ricostruito l’asse criminale tra Gargano, basso Tavoliere (Cerignola) e BAT nel settore degli assalti ai blindati, due elementi di vertice del gruppo di Mattinata sono stati arrestati715 perché ritenuti responsabili dell’assalto ad un portavalori compiuto a Bollate (MI), il 15 ottobre 2016.

In connessione con la conclamata contrapposizione tra i Romito ed i Li Bergolis, è da inquadrare anche la cruenta faida di Vieste, tra i Raduano ed i Perna. Nell’ambito dell’operazione “Scacco al Re” eseguita il 3 giugno 2019, sono state ricostruite le responsabilità del capoclan Perna quale mandante del tentato omicidio, del 21 marzo 2018, ai danni del capoclan Radano. L’indagine ha ricostruito il clima di tensione determinato dalla faida tra i clan, in lotta non solo per il controllo delle attività illecite e la gestione delle piazze di spaccio, ma anche per la sopravvivenza stessa dei rispettivi sodali.

Il clan Perna-Iannoli è dedito al traffico di sostanze stupefacenti, alle estorsioni, alle rapine ai portavalori ed al riciclaggio di denaro di provenienza illecita in attività commerciali. In particolare, l’operazione 'Ultimo Avamposto' ha confermato come le coste del Gargano siano state utilizzate come terminal per le rotte dei trafficanti di marijuana provenienti dall’Albania, da smerciare anche su scala nazionale. L’attività di indagine, svolta tra marzo 2017 e giugno 2018, ha fatto luce su un gruppo composto da elementi del clan Perna-Iannoli che contava su articolazioni territoriali per rifornire le piazze di spaccio, anche extraregionali, come quella in Abruzzo capeggiata da un elemento di spicco della cosca.

Nell’area garganica assumono un ruolo sempre più strategico i territori di San Marco in Lamis, Rignano Garganico, San Nicandro Garganico e Cagnano Varano con le incisive presenze di gruppi locali tra loro contrapposti ed il ritorno dei Tarantino, cui si aggiungono nuove figure criminali che sono riuscite a diventare punti di riferimento in zona per i sodalizi di Foggia, San Severo e Gargano.

A San Giovanni Rotondo si registrano, altresì, segnali di una ricomposizione del tessuto criminale locale, favorito dalla presenza di soggetti particolarmente attivi nel mercato degli stupefacenti e capaci di catalizzare nuove leve.

Il forte controllo del territorio da parte della criminalità di quell’area emerge anche dagli esiti dell’operazione 'Wonderland', che ha fatto luce su un sistema fraudolento nel settore agro-rurale, attraverso il quale una famiglia di pregiudicati, originaria di Sannicandro Garganico e contigua alla criminalità organizzata locale, ha percepito per oltre 15 anni indebite erogazioni pubbliche".

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Sabato, 18 Gennaio 2020 10:12

18 Gennaio/ OSTINAZIONE

Questo voglio, così ordino: la mia volontà valga al posto delle ragioni addotte.

GIOVENALE

Leggo che il Kaiser Guglielmo II nel 1893, ricevendo un ritratto che gli era stato presentato da un pittore, avesse scritto di suo pugno sul retro questa frase che in latino è ancor più lapidaria: Hoc volo, sic iubeo: sit prò ratione voluntas.

A scriverla era stato il poeta latino Gio­venale (55-135 ca), che nelle sue Satire aveva sferzato i vizi della Ro­ma imperiale. In realtà questa considerazione sul ricorso all'imposi­zione invece dell'argomentazione egli la applicava a una moglie petulante.

Tuttavia la volontà dispotica che prevarica sfregiando ogni ragione e ogni logica è una caratteristica equamente ripartita tra fem­mine e maschi, caso mai con una prevalenza per questi ultimi.

Talvolta si rimane stupiti di fronte all'ostinazione di chi non vuole sentire ragioni e adotta come unico metro il suo volere ottuso e ca­parbio. Lo si dice spesso dei bambini che, una volta intestarditi, di­ventano insopportabili.

Ma questo comportamento, che spesso è se­gno di impotenza e di consapevolezza inconfessata del proprio torto, è rintracciabile in ogni fase della vita e in ogni tipo di persone, che rivelano così un'immaturità sostanziale, illusoriamente amman­tata di sicurezza e forza.

Procedendo per questa via, si può giungere fino all'estremo: era ancora un latino, il retore e avvocato Quintilia­no, contemporaneo di Giovenale, a ricordare che «i delitti non han­no cervello». Per questo è sapiente e coraggioso il monito di Cristo a «non opporsi al malvagio...: se ti costringe a fare un miglio, tu fanne due con lui»: mai, infatti, riusciresti a convincerlo con la ragione.

Gianfranco Ravasi

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Travisato e armato di pistola, irrompe in un negozio del centro storico e si fa consegnare sotto minaccia l’intero incasso.

E’ accaduto martedì mattina a Vieste. Un giovane, con il volto coperto dal cappuccio del giubbotto e con occhiali da sole indossati, impugnando una pistola nella mano destra, è entrato in un negozio gestito da cinesi e dopo aver minacciato la donna che era alla cassa, che è rimasta sotto shock, si è fatto aprire il registratore di cassa ed è fuggito con un bottino di 145, 00 euro, facendo perdere le proprie tracce per le vie del centro.

I Carabinieri della locale Tenenza, allertati direttamente dalla vittima, sono immediatamente intervenuti ed hanno visionato le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza collocate all’interno dell’esercizio commerciale e subito si sono messi alla ricerca del rapinatore.

Dopo una breve ma intensa ricerca per le piccole vie del centro, i militari hanno intercettato l’autore della rapina e lo hanno bloccato. Perquisito nell’immediatezza, è stato trovato in possesso dell’intero incasso, che aveva abilmente nascosto all’interno degli slip, ma senza la pistola con la quale aveva consumato il reato.

Per questo motivo i carabinieri hanno esteso la perquisizione sia a casa dei genitori del soggetto, dove hanno trovato la scatola d’imballaggio dell’arma, sia a casa del fratello, dove questi si era trasferito da qualche giorno. Proprio lì, infatti, è stata rinvenuta una pistola a gas, priva di tappo rosso, identica per dimensioni e fattezze ad una vera arma, impossibile da riconoscere anche per un occhio esperto, figuriamoci brandeggiata da un uomo travisato durante una rapina.

Con l’accusa di rapina aggravata, è stato tratto in arresto L. F., viestano, classe 1996, incensurato, il quale su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato collocato agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida, che tenutasi in data 16.01.2020 ha convalidato l’arresto sottoponendolo agli arresti domiciliari.            

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