BISANUM VIESTE            81

CASTELLANETA  73

 

BISANUM VIAGGI VIESTE Guzzon 8, Nicosia 2, Monier 20, Compagnoni 9, Ordi­ne 26, Vranjkovic 1,6, Vieste

NE, Feyzulla NE,Tavaglione NE, Sentrad.

All. Ciociola.

 

CASTELLANETA De la Cruz 10, Moliterni5, Ricciardi, Mascoli 13, Gaudiano 9, Budrys 15, Malalu 7, Pancallo, Lonardelli NE, Ianuale 14.

All. Leale.

 

ARBITRI Calisi e Stanzione.

 PARZIAL1: 15-16; 37-38, 60-58, 81-73

 

I RISULTATI

Pallacanestro Lupa Lecce

83

Angel Manfredonia

73

 

Libertas Altamura

80

Pallacanestro Molfetta

83

 

Bisanum Vieste

81

Valentino Castellaneta

73

 

Cestistica Ostuni

81

N.P. Monteroni

61

 

Mola New Basket

69

Action Now Monopoli

79

 

Cus Jonico

84

Basket 1963 Francavilla

72

 

 LA PROSSIMA 2° DI RITORNO

 

Valentino Castellaneta

Pallacanestro Lupa Lecce

12 Gen 18:00

 

Action Now Monopoli

Libertas Altamura

12 Gen 18:00

 

N.P. Monteroni

Cus Jonico

12 Gen 18:00

 

Basket 1963 Francavilla

Mola New Basket

12 Gen 18:00

 

Pallacanestro Molfetta

Sunshine Basket Vieste

12 Gen 19:00

 

Angel Manfredonia

Cestistica Ostuni

12 Gen 19:00

 

 Classifica

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Lunedì, 06 Gennaio 2020 09:37

6 Gennaio/ LE PORZIONI DEI POVERI

La gente santifica le feste: i ricchi sedendosi a tavola, i poveri digiunando.

 SYDNEY G. SMITH

Le feste natalizie con l'Epifania si avviano al loro epilogo. In tutte le religioni il far festa comprende anche un aspetto conviviale che è espressione della comunione tra anima e corpo e delle persone tra loro. Nella Bibbia, al termine della lettura della Legge davanti al popolo ebraico riunito alla Porta delle Acque di Gerusalemme, il sacerdote Esdra e il governatore Neemia così esortano il popolo commosso e pentito per le proprie colpe: «Questo giorno è consacrato al Signore, non fate lutto e non piangete... Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che non hanno nulla di prepara­to, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattri­state perché la gioia del Signore è la nostra forza!» (Neemia 8,9-10).

Significativo è quell'appello a «mandare porzioni» ai poveri, per­ché tutti, e non solo i benestanti, possano festeggiare. Purtroppo spesso, anche tra i cristiani, l'egoismo e il quieto vivere hanno il so­pravvento e, con la scusa che non si può pensare a tutti né sfamare ogni misero della terra, ci si mette a tavola senza remore (le abbuffa­te sono, infatti, il solito tema dei servizi televisivi natalizi).

A ricor­darci il digiuno dei poveri durante le feste è la battuta sopra citata del poeta scozzese (ma nato nel 1915 in Nuova Zelanda) Sydney G. Smith, morto nel 1975. Certo, la nostra piccola rinuncia, il gesto mo­desto è solo una goccia nell'oceano della miseria di tante persone. Ma è proprio di gocce che è fatto anche il mare del bene e della gene­rosità: se nessuno facesse mancare la sua goccia, esso sazierebbe l'immensa distesa arida della povertà.

Gianfranco Ravasi

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Con il Concerto del Nuovo Anno in programma oggi 6 gennaio a Vieste inizia una nuova stagione culturale che vedrà anche il ritorno del grande teatro Con la rassegna “Adriatico in scena”. Ne abbiamo parlato con l’assessore alla cultura Grazia Maria Starace

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UGENTO Esposito, Indino (34' pt Pardo), Iannone, Solidoro, Pasca, Signore, Lamin, Sansò, Sciacca (24' st Castri), Regner, Lucasa.

A disp. Merone, Pino, Alessandri, Mosca, Congedi, Corciulo, Ma­rasco.

All. Oliva.

ATL. VIESTE Equestre, Sicuro, Ricucci, Gallo (13' st Raiola), Sollitto. Caruso, De Vita (41' st. Tantimonaco), Albano, Andrada (37' st. Prencipe), Colella, Prieto.

A disp. Innangi, Trotta, Rinaldi, Lucatelli, Gramazio.

All. Bonetti.

ARBITRO Montanaro di Taranto.

RETI 20' pt De Vita, 36' Lamin; 16' st Ricucci, 28' st Prieto, 31' st An­drada.

Inizia con un pesante ko casalingo il 2020 dell'Ugento, che scivola fuori dalla zona playoff. La compagine salentina cade in­fatti sotto i colpi di un Atletico Vieste che conquista tre punti pesantissimi e ridà nuovo ossigeno alla propria classifica. Dopo un inizio equilibrato sono i foggiani ospiti a passare in vantaggio con De Vita. La reazione dei giallorossi di casa si concretizza in chiusura di prima frazione con la segnatura di Lamin. Nella ripresa, però, l'Atletico cambia passo. È siglato da Ricucci il nuovo van­taggio del Vieste. La reazione dell'undici guidato in panchina da Mimmo Oliva stenta a concretizzarsi e gli avversari ne approfit­tano per mettere al sicuro il risultato e chiudere i conti in maniera definitiva. A sigillare la contesa arrivano le segnature di Prieto e Andrada.

 [m.g.]

 

I RISULTATI

Audace Barletta-F. Altamura 0-2

23' Ciriolo, 90' Abrescia

Corato-Barletta 1922 1-1

33' Zingrillo (B), 90' Leonetti (C)

Gallipoli-Deghi 1-0

30' Cortese

Orta Nova-Martina 0-0

Ugento-Atl. Vieste 1-4

20' De Vita (V), 35' Dieme (U), 61' Ricucci (V), 73' Prieto (V), 75' Andrada (V)

UC Bisceglie-San Marco 1-1

81' Zinetti (UC), 90' Ricci (SM)

Vigor Trani-Otranto 0-0

Ore 16,00

Molfetta Calcio-AT San Severo 2-0

23' Pinto, 35' Ventura

 

CLASSIFICA

Molfetta 40

Corato 36

Trani 30 (-3)

Martina 27     (-1)

Audace Barletta 25

Ugento, Barletta 1922 e Otranto 23

Altamura 22

UC Bisceglie 21

Deghi 20

Gallipoli 19

San Marco e Atl.Vieste 18

Orta Nova 16

AT San Severo 9

 

PROSSIMO TURNO
(12 gennaio ore 14.30 – giornata n. 18 3a rit.)

Atl. Vieste-AT San Severo
Martina-A. Barletta
Otranto-Corato
F. Altamura-Gallipoli
Barletta 1922-Molfetta
Deghi-Ugento
Orta Nova-UC Bisceglie
San Marco-Vigor Trani

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Domenica, 05 Gennaio 2020 10:12

5 Gennaio/ OCCHI NUOVI

A volte, più che di un mondo nuovo, c'è bisogno di occhi'nuovi per guarda­re il mondo.

CLAUDIO BAGLIONI

Ho ascoltato per caso solo qualche volta le canzoni di Claudio Baglioni e capisco come possa la sua voce essere gradita a molti. Ora mi imbatto nella citazione di una sua frase, mentre leggo una rivista, e mi piace condividerla con chi forse conosce più di me le sue canzoni. La frase contiene una verità spesso affermata in forme diverse nella storia del pensiero, anche se con ragionamenti più complessi.

C'è una realtà oggettiva che è fondamentale, ma esiste anche una sogget­tività che è decisiva nella percezione di quella realtà. Spesso si ricorre all'immagine delle lenti che, se scure, obnubilano l'intero orizzonte. Il mondo talvolta ci pare tutto brutto e malvagio perché è il nostro sguardo a non essere più abilitato a cogliere i colori e le diversità.

C'è una sorta di daltonismo spirituale che assegna il grigio a tutta la realtà rendendola odiosa e insopportabile. Gli occhi dell'anima sono, quindi, decisivi per giudicare la realtà. Lo scrittore inglese Chesterton nella sua opera più importante, Ortodossia (1908), evoca­va la battuta di una bambina che diceva: «Un ottimista è un uomo che vi guarda gli occhi, un pessimista un uomo che vi guarda i pie­di».

L'uomo vero e realista dovrebbe essere capace di passare dai piedi al volto, di cogliere le variegate sfumature dell'essere e della vita. Più che aggrapparci a vagheggiamenti illusori di trasformazio­ne radicale del mondo, considerandolo sotto il segno del Maligno, proviamo a purificare il nostro occhio intorbidito per scoprire il be­ne in azione, come suggeriva anche santa Caterina da Siena: «Occor­re levare la nebula dell'intenebrimento della malizia e dell'amor proprio, levare questa nebula affinché il vedere rimanga chiaro».

Gianfranco Ravasi

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Dopo la pausa natalizia, oggi il cam­pionato di serie C Gold di basket maschile toma in campo per la prima giornata di ritorno. Per l’oc­casione, sul parquet dell’Omnisport di Vieste, la Bisanum Viaggi affronterà il Castellaneta, attual­mente penultimo a pari punti con la Silac Angel e il Monteroni.

Ciò non significa che si tratti di un avversario da prendere sottogamba, conside­rato il roster di cui dispone in cui spiccano il play De La Cruz, che viaggia con una media di 12 pun­ti a partita, a sua volta coadiu­vato dalla guardia Gaudiano e dalle ali piccole Mascoli e Pancalli, più le ali forti, Budrys e Ianuale.

L’unica novità, la sostituzione del loro giocatore più pericoloso per problemi personali, quel Marshall che viaggiava con una media di quasi 23 punti a partita, con il centro olandese Malalu, che po­trebbe essere tra i protagonisti del match. In casa Bisanum, invece, è certa la defezione di Scozzare, in permesso per il grave lutto che lo ha colpito in questi giorni, mentre tutti gli altri, al rientro dalle vacanze, si solo allenati per prepararsi al meglio.

Come al solito, a parlarci di questo match, è Gian­pio Ciociola. «Sarà una gara importante, questa contro il Castellaneta e per due motivi - chiarisce il coach -: pri­mo, non possiamo permetterci di dilapidare punti casalinghi, considerato che il calendario del girone di ritorno ci metterà di fronte a gare impegnative sia in casa che in trasferta; secondo, abbiamo bisogno dei due punti per tenere a distanza la griglia play out.

Il Castellaneta è a sole quattro lunghezze da noi in una classifica che in quattro punti rac­chiude ben otto squadre. Mettiamoci pure che non sarà una gara tatticamente semplice da affrontare, visto il roster del Castellaneta, una squadra capace di posizionare elementi che possono giocare in­ differentemente in tutte le posizioni». Telegrafico, il commento di Francesco Compa­gnoni. «Finalmente ricominciamo col girone di ritorno - commenta il capitano della Bisanum - che sarà sicuramente molto difficile in cui tutte le squadre proveranno a raccogliere più punti pos­sibili per la salvezza o per una buona posizione play off”.

 

IL PROGRAMMA

Libertas Altamura-Pall. Moffetta

Bisanum Vieste-Valentino Bk Castella­neta

Lupa Lecce-Silac Manfredonia

Ostuni-Monteroni

Mola New Basket-Action Now! Monopoli

Cus Jonico Taranto-Basket Francavilla

 

LA CLASSIFICA

Action Now! Monopoli 18

Moffetta 16

Cus Jonico Taranto 14

Lupa Lecce, Mola New Basket, Bisanum Vieste, Libertas Altamura 12

Cestistica Ostimi 10

Silac Manfredo­nia, Valentino Bk Castellaneta, Monteroni 8

Fran­cavilla 2

Michelangelo Guerra

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Riparte il torneo di Eccellenza pugliese che potrebbe perdere una delle sue protagoniste, il Martina, alle prese con una lotta contro il tempo per evitare la seconda rinuncia consecutiva e l’esclusione dal campionato. Oggi la formazione itriana è attesa a Orta Nova, sul cui campo potrebbe presentarsi con la formazione Juniores. Comunque vada la situazione Martina, il torneo di Eccellenza ne ha già subito (e ne subirà) gli effetti. Tra le gare di oggi spicca il derby tra Gallipoli e Deghi. L’Ugento ospita il Vieste. Atletico determinato a portare a casa punti che servono per la salvezza. L’Otranto si recherà a Trani.

LA 17° GIORNATA

Oggi h 14.30

Audace Barletta-F. Altamura: Francesco Mallardi di Bari (Bono-Cantatore)

Corato-Barletta 1922: Luca Vittoria di Taranto (Favilla-Spalierno) – a Ruvo di Puglia

Gallipoli-Deghi: Nico Valentini di Brindisi (Miccoli-Salvemini)

Orta Nova-Martina: Riccardo Gagliardini di Macerata (Grimaldi-Latini)

Ugento-Atl. Vieste: Salvatore Montanaro di Taranto (Spagnolo-Santoro)

UC Bisceglie-San Marco: Roberto Aratri di Bari (Massari-Errico)

Vigor Trani-Otranto: Antonio Spera di Barletta (Battista-Desiderato)

 

Ore 16,00

Molfetta Calcio-AT San Severo: Luca Schifone di Taranto (Nero-Miceli)

 

CLASSIFICA

Molfetta 37

Corato 35

Trani 29

Martina 26

Audace Barletta 25

Ugento 23

Barletta 1922 e Otranto 22

Deghi e UC Bisceglie 20

Altamura 19

San Marco 17

Gallipoli 16

Orta Nova e Atl. Vieste 15

AT San Severo 9

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Sabato, 04 Gennaio 2020 10:28

4 Gennaio/ COME SE NON ESISTESSI

Dio, sorprendendo Adamo ed Eva, disse loro: «Continuate, ve ne prego; non disturbatevi per me. Fate come se io non esistessi!».

JACQUES PRÉVERT

«Padre nostro che sei nei cieli, restaci!»: dissacrava così il Padre no­stro Jacques Prévert (1900-77), poeta francese anarchico, divenuto fa­moso come paroliere (per Juliette Gréco e Yves Montand) e sceneggia­tore cinematografico.

A lui si deve anche la sarcastica deformazione della scena della Genesi che ora abbiamo citato. In verità egli con que­ste provocazioni faceva balenare una situazione reale in cui versa oggi la religiosità e che intacca anche i cosiddetti credenti. Non si ha più il desiderio di combattere Dio, di espellerlo con veemenza dalla storia e dalla vita personale, non ci si imbatte se non raramente (e spesso in forme patetico-folcloristiche) nell'ateismo militante. Dio semplicemente lo si ignora, lo si lascia fuori dell'uscio di casa e dell'esistenza.

«Fate come se non esistessi»: sembra sia ormai questa la scelta che gli attribuiamo. Egli non ci deve disturbare coi suoi comandamenti, non deve interferire nei nostri affari, ci deve lasciar liberi dalla sua ingombrante presenza, relegandosi nel suo cielo dorato.

È la stagio­ne non della morte di Dio ma della sua inerzia e assenza, e questa concezione è per certi versi più pericolosa perché non inquieta, non costringe a una presa di posizione, non richiede argomenti. È la ma­lattia dell'indifferenza che da Dio si estende fino a tutti i valori, la­sciando all'uomo quell'illusoria libertà di continuare a fare quello che gli pare senza imbarazzi o rimorsi.

Il risultato è in quel grigiore in cui è immersa la società, è nella regressione al caos morale. È, però, anche il segreto affiorare di una nausea e di un'insoddisfazio­ne che forse sono il primo gradino di un ritorno a Dio e all'autenti­cità dell'esistenza nel suo impegno etico.

Gianfranco Ravasi

Pubblicato in Società

Ieri pomeriggio, a Vieste, i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato su ordine di esecuzione della Procura della Repubblica di Foggia – Ufficio Esecuzioni Penali – RADUANO Antonio, 70enne zio paterno del noto RADUANO Marco. L’uomo, un pensionato, è stato così ristretto in regime di detenzione domiciliare presso la propria abitazione di Vieste per una condanna per furto aggravato riferibile a fatti, risalenti al 2015, commessi in Vieste. Il 70enne, già noto alle Forze dell’Ordine per reati comuni, dovrà in particolare espiare una condanna definitiva di un anno di reclusione e di 1000 euro di multa. In particolare, nel luglio del 2015 a RADUANO Antonio venne contestato dai Carabinieri il reato furto aggravato di energia elettrica, per cui si è appunto arrivati a tale condanna definitiva.

Si è quindi definitivamente chiusa, con l’arresto da parte dei Carabinieri e la restrizione domiciliare del 70enne, tale vicenda giudiziaria.

Pubblicato in Cronaca

Il breve articolo che segue non vuole annoiare i seguaci facebookiani, ma ampliare il suo raggio d’azione in una riflessione che esula dai post dispettosi. Il tono sarà quanto più lineare e diretto possibile, senza retorica e ironia, a discapito di una lettura prevenuta.

Conclusi i resoconti dell’anno passato e gli auspici per quello nuovo, bisogna tornare alla concretezza di ogni giorno, ma solo per abbandonarla: i singoli mattoni, senza un progetto, non fanno una casa. Nella nostra città è in atto una campagna denigratoria, col beneplacito dei più.

Ma no, non ai danni dell’amata amministrazione comunale! Ad essere attaccata è la libera espressione. Purtroppo, mi toccherà una riflessione molto personale, la cui sede più adatta non sarebbe certo il giornale della comunità, se proprio questo non fosse assoggettato alle simpatie di vari politicanti.

Prima, però, una precisazione: che esistano testate fortemente schierate per questa o quella fazione a livello nazionale è indubbio e sacrosanto, ma trasporre la tifoseria nell’unico mezzo di informazione che esiste in un paese come Vieste è vile e ingiustificato.

Gli auguri personalizzati del nostro Istituto Luce, dati agli imprenditori del risentimento, sono una caduta di stile indegna, sintomo di una cultura istituzionale carente e di una politica da mercato. Frignare per gli effetti di una piattaforma come facebook, dopo una perenne campagna elettorale fondata sui social, rasenta l’assurdo e l’ingratitudine. I facili slogan, che pur possono soddisfare la pancia di alcuni, sono degli insulti all’intelligenza di tutti.

Eppure, lo slogan viene utilizzato tanto per sponsorizzare i propri eventi, quanto per screditare qualsivoglia opposizione: così la questione degli esposti e degli usi civici diventa una “stupidata”, così #lechiacchiereseleportaviailvento, così ogni critica è una castroneria, così una fascia della popolazione diventa buona e gli altri diventano quelli che odiano Vieste. Ma quale status consente di giudicare l’amore che un cittadino nutre per il proprio paese? Quale metro misura un sentimento così particolare, facilmente soggetto a banalizzazioni, quali il campanilismo esasperato, l’amor cieco o, peggio, la mercatizzazione? Perché amate Vieste?

Del paese voi amate i soldi che vi porta o il profumo del mare? Amate le scalinate colorate o la luce bianchissima che taglia le strade? Amate la casa vista mare o la collina di ulivi? Voi non amate il luogo, ma il profitto. Bisognerebbe accettare che la bellezza di Vieste è qualcosa che va molto al di là degli addobbi e delle trovate turistiche, che Vieste è più bella senza i viestani, che la sua natura non ci appartiene, che qualsiasi aggiunta umana ha potuto solo deturpare un territorio aspro e sperduto.

Se una voce ventenne lamenta la costruzione di interi villaggi turistici sulle dune delle spiagge, non lo fa perché non ha ricevuto la propria fetta di torta, o perché tifa per qualche altra fazione; lo fa perché crede davvero nella bellezza, quella disinteressata. Se lamenta un’ingiustizia per gli usi civici, lo fa perché crede nella giustizia e non si spiega come sia possibile che ad un contadino vengano richieste tasse per un terreno artigianale anziché agricolo, mentre i soliti nomi detengono la ricchezza viestana.

Se lamenta l’arroganza di un’oligarchia nient’affatto aristocratica è perché crede nel diritto d’opposizione, crede che la politica sia un’attività comunitaria volta al raggiungimento di un bene che sia realmente comune. Se contrasta un’iniziativa come Vieste in Love è perché crede che l’amore non sia mediocre, che parlare di amore per un amplesso in vacanza sia quanto di più ingiurioso si possa fare anche solo nei confronti delle grandi voci che hanno provato a trattare l’argomento (meglio non scavare oltre). Se non sopporta la parola cultura usata come giustificazione è perché sa che la cultura non sono quattro tappi, un cuore, due posate romane o l’intrattenimento domenicale; sa che la cultura senza lo spirito si sgretola in eventi passeggeri e paroloni; perché sa che solo una talpa può dire che “a Vieste nessuno si dedica alla cultura”.

Se si lamenta della legalità è perché sa che non basta dipingere Falcone e Borsellino sulla scuola, se poi non si paga il lavoro di un artigiano o di un dipendente. Se ogni scusa è buona per punzecchiare il lavoro dell’amministrazione, non è perché ha qualcosa contro Tizio o Caio, ma perché reputa inaccettabile una minaccia di querela (per interpretazioni frettolose), messaggi privati denigratori e commenti censurati; perché reputa assurdo che i cittadini vengano fermati per strada con l’avvertimento “mi hanno detto che ci hai criticato” oppure “quella ragazza è volgare” e quant’altro; perché reputa sbagliato il controllo poliziesco dei like, delle amicizie, delle opinioni.

Se si lamenta, è perché le regole non le ha capite e non sa che le cose in cui crede sono tutte fantasticherie su un uomo non umano. Ma il diritto a lamentarsi è pur sempre un diritto, soprattutto quando si abbandona la concretezza del singolo episodio e si cerca un riferimento più alto, parlando di umiltà, giustizia e spirito. Una maggiore onestà intellettuale porterebbe ad accogliere le critiche senza ricorrere all'alibi delle proposte.

Una maggiore sensibilità estetica e culturale ridurrebbe drasticamente le critiche, ma la sensibilità, per quanto discriminante, non è un merito o un demerito: la stessa manifestazione può essere al tempo stesso un grande evento e una porcheria, dipende dalla qualità degli occhi e del cuore. La critica nasce dalla sensibilità, non da un intento denigratorio nei confronti di singole personalità della politica locale.

La critica non nasce dalla volontà di dire “io sono meglio di te”, ma è un’insoddisfazione che scaturisce naturalmente da una situazione che non si confà al proprio animo, che è semplicemente “diverso” per ogni persona. Il diritto alla lamentela nasce dal diritto alla diversità, soprattutto se questa diversità è ostacolata da un regime di massa animato da intenzioni e aspirazioni totalmente opposte.

Lo spirito di comunità non consiste nella concordia degli ordini soggiogati, ma nel rispetto delle individualità e, come tale, manca più facilmente alle maggioranze che alle minoranze. Costringere alla condivisione di un “pensiero” unico significa appesantire la nostra città di ulteriori zavorre che mai le faranno spiccare il volo, sempre che per volo non si intendano ulteriori guadagni economici, ma voli spirituali e culturali.

Lucia Ruggieri

 

Sicuramente la rivoluzione digitale ha trasformato, spesso in meglio, il nostro modo di vivere e di produrre. Ha ridotto drasticamente le distanze tra gli uomini e le donne delle diverse parti del mondo, ha introdotto tecnologie che rendono le nostre esistenze più semplici. Ha permesso a tanti piccoli produttori e a tanti innovatori di far conoscere globalmente i loro prodotti e le loro creazioni senza grandi spese.
Ma c’è anche l’altro lato della medaglia, quello che lei sottolinea.

(…) una riflessione – tiene a precisare - che esula dai post dispettosi…

Perché lei ne ha letti mai qualcuno di affettuoso?

Ma, la Sua riflessione, conferma, della valanga di “imprenditori del risentimento” che circolano su facebook, altrimenti non ci avrebbe scritto. L’evidenza (purtroppo) è che i social spingono sempre a un giudizio istantaneo, spesso infondato, fazioso e lontano dalla realtà. Hanno una parola, e spesse volte un insulto, praticamente su tutto. Fanno sentire onnipotenti e in grado di attaccare anche chi ne sa su un argomento molto più di noi.

Una bolla autoreferenziale molto negativa come la Sua stucchevole tiritera sul “giornale della comunità assoggettato alle simpatie di vari politicanti” figlia della gran confusione che si fa tra le notizie e le opinioni. Figlia, dei “miei desideri” che se non diventano “diritti” sono cacca…
Infine sul nostro martoriato Paese.

Le segnalo, una mia modesta analisi neLa grande implosione”.

Il libro lo troverà in edicola o alla cartolibreria Di Santi. Meglio se passa dalla nostra redazione, così glielo regalo.

E poi ne parliamo.

ninì delli Santi

 

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