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Alla palla a due coach Ciociola mette in campo il solito quintetto con Compagnoni in cabina di regia coadiuvato dalle guardie Monier e Scozzaro e con Ordine ad aiutare Vranjikovic sotto i tabelloni. Il coach degli ospiti Olive risponde con Di Diomede, Bricis, Longobardi, Grosso e Dusels.

Il match viene aperto da un canestro di Scozzaro subito pareggiato da Dusels e fila via senza strappi nel punteggio e si chiude sul 24 – 25 con Vranjikovic per i padroni di casa e Dusels per gli ospiti già in doppia cifra.

In apertura del secondo periodo i ragazzi della Sunshine trovano il vantaggio con Nicosia e Compagnoni, ma è il giovane Guzzon a dare il primo strappo alla partita piazzando un parziale di 5 a 0 e portando i garganici sul 33 -27. Sotto le plance è bellissimo il duello tra Ordine e Dusels che non si risparmiano. Dopo una serie di liberi e un canestro del solito Dusels e di nuovo Alessandro Guzzon a dare un altro colpo al risultato con 5 punti consecutivi che valgono il più 8. Sono Longobardi e Dusels a riportare sotti gli ospiti che chiudono il quarto in svantaggio di 3 soli punti sul 44 – 41 per la Bisanum Viaggi Vieste.

Dopo l’intervallo lungo 2 punti di Didiomede e un libero di Bricis riportano la gara sul 44 pari, ma i locali non ci stanno e con 2 bombe di Ordine, una di Monier e 2 punti di Vranjikovic piazzano un 11 a 0 di parziale. Ed è proprio con un vantaggio in doppia cifra che si chiude il terzo quarto sul 66 – 55.

Ultimi 10 minuti di gioco, Vieste vuole la vittoria, ma gli ospiti non ci stanno e con parziale di 12 a 2 si portano a – 1 costringendo il coach dei locali a chiamare time out. Dopo il minuto a colloquio con gli allenatori arriva il contro parziale (10 a 0) dei padroni di casa con Monier e Vranjikovicche taglia definitivamente le gambe ai Tarantini. Il match si chiude con una Bomba di Monier che fissa il risultato sul 88-73.

Coach Ciociola commenta così questa bella vittoria: “È stata una bella gara ben giocata da entrambe le squadre. Noi forse abbiamo avuta dalla nostra la voglia di portare a casa i primi due punti casalinghi. Il merito è tutto dei ragazzi che hanno avuto una compattezza mentale per tutti e 40 i minuti. Bisogna continuare a tenere i piedi per terra perché sappiamo che siamo una gruppo che solo lavorando quotidianamente in palestra può avere dei risultati.”

Una prova di squadra evidente da parte della Bisanum Viaggi Vieste evidenziata dai tabellini che vedono ben 4 giocatori in doppia cifra.

Bisanum Viaggi Vieste 88 CUS Jonico Taranto 73. Parziali 24-25 20-16 22-14 22-18.

Arbitri Maurizio Ceo e Lino La veneziana.

Bisanum Viaggi Vieste: Tavaglione e Vieste ne, Bentrad, Guzzon 13, Nicosia 9, Ordine 14, Scozzaro 4, Monier 18, Compagnoni 9, Vranjikovic 21.

Cus Jonico Taranto: Di Diomede 6, Salerno 5, Berzins 1, Cito Charles ne, Bricis 11, Longobardi 20, Dusels 26, Pannella, Grosso 4, Bitetti.

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Si avvisano i candidati interessati che hanno presentato domanda di partecipazione al Servizio Civile Universale, che nella giornata di oggi, 19/11/2019 alle ore 9:00 presso l'ufficio Servizio Civile Universale del Comune di Vieste, verranno effettuate le selezioni per i volontari dei progetti "ATREO" e "EQUAL".

La mancata presentazione sarà considerata rinuncia alla richiesta di partecipazione a rispettivo progetto.

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VIESTE         88

TARANTO   73

 

BISANUM VIESTE Monier 18, Compagnoni 9, Ordi­ne 14, Vranjkovic 21, Scozzare 4, Guzzon 13, Nicosia 9, Vieste NE, Tavaglione NE, Bentrad,

Coach: Ciociola.

TARANTO Di Diomede 6, Bricis 11, Lon­gobardi 20, Dusels 26, Grosso 4, Saler­no 5, Betzins 1, Cito NE, Pannella, Bitetti.

ARBITRO Maurizio Ceo di Bari e Lino La­veneziana di Monopoli (BA).

PARZIALI 23-25, 21-16, 22-14, 22-18, 88-73

 

I RISULTATI

Pall.Molfetta – CestisticaOstuni 87-70

Libertas Altamura - MolaNew Basket 83-88

Pali. Lupa Lecce - Np Monteroni 92-90

Valentino BkCastellaneta - Ac­tion Now! Monopoli 93-80

Bisanum Vieste - Cus Jonico Taranto 88-73

Silac Manfredonia - Basket Francavilla 80-59

 

LA CLASSIFICA

Pallacanestro Molfetta 14

Ac­tion Now Monopoli 10

Mola, Cus Jonico Taranto, Bi­sanum Viaggi Vieste e Pallacanestro Lupa Lecce 8

Silac Manfredonia, Cestistica Ostuni, Libertas Altamura 6

Valentino Castellaneta e N.P. Monteroni 4

Basket Francavilla 2

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AT San Severo-Gallipoli 0-1

Atl. Vieste-Orta Nova 0-2

25' Tusiano rig., 55' D'Introno

Barletta 1922-Martina 2-2

24' e 89' Di Rito (M), 59' e 64' Pignataro (B)

Corato-Vigor Trani 2-1

30' Agodirin, 38' Picci (T), 40' Falconieri (C)

Deghi-San Marco 2-1

7' Augelli, 82' Libertini rig. (D)

Otranto-F. Altamura 1-0

90' Cisternino

Ugento-A. Barletta 0-2

44' Lomuscio, 75' D'Onofrio

Ore 16

Molfetta-UC Bisceglie 5-0

5' Morra


CLASSIFICA

Corato 25

Barletta 24

Molfetta 22

Martina 21

Vigor Trani 20

Ugento 18

Otranto e Altamura 14

Gallipoli 13

Barletta 1922 e Deghi 12

Vieste e San Marco  11

UC Bisceglie e Orta Nova 10

San Severo 7

 

PROSSIMO 12°TURNO
(24.11.2019 ore 14.30 )

  1. Barletta-Barletta 1922
    Corato-Ugento
    Gallipoli-Molfetta
    Martina-F. Altamura
    San Marco-AT San Severo
    Orta Nova-Otranto
    UC Bisceglie-Deghi
    Vigor Trani-Atl. Vieste
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L’IPEOA “Enrico Mattei” di Vieste conquista con Vincenzo Rubino la medaglia d’argento al tradizionale concorso internazionale organizzato dall’Associazione Europea delle Scuole Alberghiere (AEHT) che quest’anno si è tenuto a Spalato, in Croazia. Vincenzo Rubino, alunno della classe V Eno B, si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento nella categoria “Culinary arts” svolgendo la sua prova in  team con  colleghi provenienti dal Belgio e dalla Slovena. Per la prova hanno preparato un antipasto freddo, uno caldo e un piatto principale, utilizzando almeno due tecniche di cottura per ciascuna portata. Il team italo-belga-sloveno ha conseguito il secondo posto, sfiorando il successo, confrontandosi con preparatissimi studenti provenienti da tutta Europa in una competizione che ha visto la partecipazione di 20 squadre che si sono date battaglia preparando gustose pietanze.

Irrefrenabile la felicità di Vincenzo, ma anche quella delle sue compagne di avventura, Vivian Garofalo e Federica Loseto, impegnate rispettivamente nelle prove di Front Office e di Wine Service, e dei docenti accompagnatori Mariangela Rosiello, Michele Castriotta e Michele Granatieri.

Grande gioia anche della Dirigente Prof.ssa Ettorina Tribò che esprime la propria soddisfazione per l’ottimo risultato conseguito, frutto dell’impegno degli studenti e della professionalità e competenza del personale docente, che accredita l’IPEOA di Vieste tra le migliori scuole d’Europa.

 secondo posto AEHT 2019

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Il pm della DDA Ettore Car­dinali ha chiesto la condanna a 18 anni di reclusione a testa dei cugini viestani Gio­vanni e Claudio Iannoli di 33 e 43 anni. Nel processo «Scacco al re» sono accusati del tentato omicidio aggravato da preme­ditazione e mafiosità del capo clan rivale, Marco Raduano di 36 anni.

Rimase ferito la sera del 21 marzo 2018 dai colpi di arma da fuoco esplosi da tre killer appostati sotto casa: l’agguato è collegato alla guerra di mala con il clan rivale (capeggiato sino a qual­che mese da Girolamo Perna assassinato lo scorso 26 aprile), che a Vieste dal gennaio 2015 ad oggi ha contato 10 omicidi, 1 lupara bianca e 6 agguati falliti.

DETENUTI PER DUE BLITZ - Il processo si celebra con rito abbreviato davanti al gup di Bari Luigia Lambriola che ha rin­viato l’udienza a gennaio per le arringhe degli avvocati Salvatore Vescera (difende Claudio Iannoli) e Michele Arena (assiste Giovanni Iannoli). I due imputati hanno assistito all’udienza in videoconferenza dalle carceri di Temi (Claudio Iannoli) e Siracusa (il cugino).

I due viestani, ritenuti esponenti di spicco del clan Pema, sono detenuti dal 21 agosto 2018; attualmente sono in attesa di giudizio anche nel pro­cesso «Agosto di fuoco», che pure si celebra con rito abbreviato davanti ad un altro gup del Tribunale di Bari, e in cui la Dda ha chiesto la condanna di 20 anni a testa per traffico di droga .aggravato dalla mafiosità, porto e detenzione illegale di armi: si di­cono innocenti in entrambi i processi. An­che Raduano, vittima mancata dell’aggua­to, è detenuto dall’8 agosto 2008 per un altro blitz antidroga: per lui la Dda in un ul­teriore processo abbreviato in corso ha chiesto la condanna a 20 anni per traffico di droga aggravato dalla mafiosità, spaccio e armi.

LA MAFIOSITÀ - L’inchiesta «Scacco al re» coordinata dalla Dda sfociò nel blitz di squadra mobile e carabinieri del 3 giugno scorso con l’arresto dei due cugini su or­dinanze cautelari che furono notificate in carcere in quanto erano già detenuti dopo il fermo dell’agosto 2018 nel blitz antidroga «Agosto di fuoco». Claudio e Giovanni Ian­noli sono ritenuti al vertice dell’ex clan Perna rivale del gruppo Raduano. Que­st’ultimo fu affrontato da tre sicari mentre rincasava e nonostante plurime ferite d’ar­ma da fuoco riuscì a scappare e salvarsi.

I due imputati sono accusati di concorso in tentato omicidio aggravato sia dalla pre­meditazione sia dalla mafiosità «per aver commesso il fatto per agevolare la com­pagine criminale facente capo a Girolamo Perna nell’ambito della violenta guerra di mafia intercorsa con la fazione contrapposta facente capo a Raduano, e mirante ad acquisire il controllo criminale del terri­torio viestano e l’assunzione del monopolio nella gestione e commercio degli stupe­facenti e delle altre attività illecite così da acquisire risorse necessarie per garantire la sussistenza e l’espansione del clan» con­testano i pm della Dda.

 DUE SOSPETTATI MORTI - Lo stesso Perna era indagato per l’agguato fallito al presunto rivale Raduano, tanto che la Dda ne aveva chiesto l’arresto quale presunto mandante: richiesta revocata dopo l’omi­cidio, ancora ad opera di ignoti, di Perna assassinato sotto casa la sera del 26 aprile dopo che a settembre 2016 e marzo 2017 era sfuggito ad altri due agguati. I cugini Ian­noli sono ritenuti gli esecutori materiali del ferimento di Raduano, e con loro avreb­be partecipato all’agguato - ipotizza l’ac­cusa - anche Gianmarco Pecorelli gio­vane viestano poi assassinato il 19 giugno 2018 nell’ambito della guerra viestana.

LE INTERCETTAZIONI - La Dda aveva chiesto e ottenuto inizialmente dal gip di Bari il processo immediato per i cugini Iannoli, che serve a saltare l’udienza pre­liminare, e che si sarebbe dovuto svolgere davanti alla sezione collegiale del Tribu­nale di Foggia. I difensori a quel punto avevano optato per il giudizio abbreviato che comporta lo sconto di un terzo della pena, e gli atti erano sta­ti così trasmessi al gup di Bari Luigia Lambriola. L’accusa contro i due presunti pistoleri pog­gia essenzialmente su intercettazioni ambien­tali, soprattutto quelle a carico di Giovanni Ian­noli, da cui emergereb­be - nell’ottica accusatoria - il coinvolgi­mento dei due imputati nell’agguato fallito al presunto capo clan rivale.

TREGUA FINITA - Marco Raduano la sera del 21 marzo 2018 rincasava in con­trada «Piano Piccolo» alla periferia di Vie­ste quando tre sicari appostati in zona fe­cero fuoco con un mitra Kalashnikov e un paio di fucili calibro 12: Raduano fu rag­giunto dai colpi a torace, braccio e avambraccio destro, spalla destra, mano, gluteo e caviglia ma riuscì a scappare e rifugiarsi nella vicina casa del suocero: venne soc­corso dai medici, trasportato all’ospedale «Casa sollievo della sofferenza» di San Gio­vanni Rotondo, operato e dimesso dopo sei giorni. L’agguato fallito a Raduano segnò la fine della tregua tra i clan rivali che durava dal luglio 2017: al tentato omicidio del pre­sunto boss seguirono infatti tra aprile e giugno 2018 tre agguati con altrettanti mor­ti ammazzati (tra cui come detto Pecorelli sospettato del ferimento Raduano) e due scampati su entrambi i fronti in guerra.

gazzettacapitanata

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Riuscirà la Bisanum Vieste a sfatare il tabù delle vittorie interne? Quanto meno i ragazzi di Gianpio Ciociola, dovranno fare un tentativo. Al­trimenti non avrebbe senso, vincere in trasferta ma lasciare a bocca asciutta i propri sostenitori. Dun­que, ogni pensiero e sforzo dovrà essere indirizzato al Cus Jonico Taranto e, possi­bilmente, batterlo. Fosse anche per un solo punto.

«Sto vivendo questa vigilia esattamente come tutte le prece­denti - il primo commento del coach -. Quando ho accettato di guidare questa squadra, sapevo di dover intraprendere un per­corso lungo e difficile. Oggi ci toc­ca il Cus Jonico Taranto, una squadra destinata a fare il cosiddetto salto di categoria e composta da dieci rotazioni.

Ha come cardini, i due stranieri, e poi ha, come metronomi, i due esterni. E credo che sia già sufficiente a spiegare la loro forza». Av­versario a parte, ci vorrà dunque la migliore Bi­sanum per fronteggiare e come detto in apertura, possibilmente battere il quintetto tarantino.

«Per quanto ci riguarda - sottolinea Ciociola - innanzi tutto dobbiamo riscattare le sconfitte casalinghe che finora hanno contraddistinto appunto il per­corso interno. Di conseguenza, daremo il massimo per poter portare a casa questa vittoria che ci consegnerebbe i primi due punti della stagione conquistati sul campo amico». Altrimenti, non avrebbero senso le parole dette in settimana da Francesco Compagnoni, dopo l’exploit in casa dell’Ostuni.

In quella circostanza, infatti, Compagnoni fu chiaro e preciso nell’affermare: «Siamo entrati in campo senza pau­re, senza timori riverenziali ed abbiamo giocato come sappiamo fare mettendo in pratica tutto quan­to avevamo preparato durante la settimana ed alla fine abbiamo dimostrato quanto meno di essere pari a loro.

Alla fine, infatti, senza mai abbassare la guardia, siamo riusciti a portare a casa il successo. In tal modo, inoltre, penso che sia stato mandato anche un chiaro messaggio a tutte le altre squadre del torneo. Purtroppo non riusciamo a vincere in casa, ma non siamo da meno agli altri e possiamo dire la nostra in ogni momento». Parole schiette ma intrise di una forte determinazione e voglia di coni battere contro qualsiasi avversario.

IL PROGRAMMA

Pall.Molfetta-CestisticaOstuni

Libertas Altamura-MolaNew Basket

Pali. Lupa Lecce-Np Monteroni

Valentino BkCastellaneta-Ac­tion Now! Monopoli

Bisanum Vieste-Cus Jonico Taranto

Silac Manfredonia-Basket Francavilla

 

LA CLASSIFICA

Pallacanestro Molfetta 12

Ac­tion Now Monopoli 10

Cus Jonico Taranto 8

Bi­sanum Viaggi Vieste, Mola New Basket, Cestistica Ostuni, Libertas Altamura e Pallacanestro Lupa Lecce 6

Silac Manfredonia e N.P. Monteroni 4

Basket Francavilla e Valentino Castellaneta2

m.g.

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Undicesima e quintultima giornata del girone d’andata oggi pomeriggio per il torneo di Eccellenza pugliese. Otranto, Deghi e Ugento impegnate tra le mura amiche, lunga trasferta per il Gallipoli, atteso a San Severo. Posticipo a Molfetta.

Le quattro foggiane, nel campionato di Eccellenza pugliese, cercano punti salvezza. Le daune sono in piena zona play-out e cercano di evitare la retrocessione diretta. Ed è su­bito scontro diretto tra il Vieste (11 punti) e l’Orta Nova (7 e pe­nultima in classifica). Gara ca­salinga per il San Severo (ultimo con 6 punti) ed il Gallipoli (poco più su a 10).

Altro scontro che vale tanto è quello che si dispu­terà in Salento tra il San Marco ed il Deghi Lecce (entrambe terz’ultime a 10). Insomma una giornata in cui le foggiane, con una malaugurata sconfitta, po­trebbero precipitare ancora di più e complicarsi definitiva­mente la stagione. Al “Riccardo Spina” a Vieste scende un’Orta Nova che non riesce a prendere le misure a questo torneo. Mentre l’Atletico è alla ricerca del suo equilibrio. Palla a centro alle ore 14,30.

 

L’XI GIORNATA – GLI ARBITRI -

AT San Severo-Gallipoli: Antonio Spera di Barletta (Errico-Spadavecchia)

Atl. Vieste-Orta Nova: Niccolò Salomone di Bari (Cantatore-Miccoli)

Barletta 1922-Martina: Francesco Mallardi di Bari (Miccoli-Massari)

Corato-Vigor Trani: Andrea Palmieri di Brindisi (Turco-Rizzi) – a Ruvo di Puglia

Deghi-San Marco: Nico Valentini di Brindisi (Spagnolo-Sindaco)

Otranto-F. Altamura: Alessandro V. Ancona di Taranto (Battista-De Pandis)

Ugento-A. Barletta: Gabriele Sciolti di Lecce (Alessandrino-Favilla)

 

Ore 16

Molfetta-UC Bisceglie: Bruno Spina di barletta (Miceli-Desiderato)


CLASSIFICA

Corato 22

Barletta 21

Vigor Trani e Martina 20

Molfetta 19

Ugento 18

Altamura 14

Barletta 1922, Otranto, Deghi e Vieste 11

UC Bisceglie, San Marco e Gallipoli 10

Orta Nova 7

San Severo 6

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Far collidere gli universi della qualità e della bellezza è cosa ardua. Occorrono testardaggine, ideali inossidabili ma soprattutto follia. Ne ha avuta tanta Enrico Baldin e la sua compagnia Nadia Nicoli dando vita ad una cantina atta a spumantizzare le uve di 3 preziosissimi ettari a Le Mesnil. Si tratta di Champagne Encry - Veuve Blanche Estelle il famoso "champagne italiano".

Avremo modo di assaggiare la storia di Enrico Baldin coccolati dalla risacca del mare di Vieste e dalle prelibatezze del Capriccio Vieste Ristorante di chef patron Leonardo Vescera e sua Moglie la Maitre de Maison Barbara Corso per l'occasione coadiuvato da Gegè Mangano eclettico chef patron di Monte Sant'Angelo dal Suo Ristorante Li-Jalantuùmene

Vieste, il Gargano e la Regione Puglia intera avranno dunque l'occasione di prestare i loro scenari da favola ad un marchio di prestigio in uno scambio d'amorosi sensi: quello della qualità e quello della bellezza.

Mario Bolivar

I Viaggi di Rana & Bolivar

PRENOTAZIONI

Ristorante Il Capriccio
Località Porto Turistico - Vieste –
tel 0884 705073 –

EURO 75 A PERSONA
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Sabato, 16 Novembre 2019 10:12

FERDINANDO II, RE E UOMO

Circa 30 anni dopo la “Storia”di de’ Sivo, quando ormai il processo unitario si era consolidato e aveva superato la cruenta prova della lunga e violenta guerra civile e sociale che il popolo del Sud aveva sostenuto con vigore e con accanita resistenza, Raffaele De Cesare pubblicava nel 1895, utilizzando lo pseudonimo “Memor”, «La fine di un Regno: dal 1855 al 6 settembre 1860»[1].

Raffaele De Cesare era un pugliese nato a Spinazzola nel 1845. Laureatosi a Napoli in Scienze politiche, esperto di economia politica e problematiche agricole, di commercio e dogane, da giornalista aveva collaborato con il “Corriere della Sera. Più volte eletto deputato, in Parlamento faceva capo all’estrema Destra, difendendo spesso gli interessi delle popolazioni meridionali. Nel 1910 fu nominato senatore e fece parte del gruppo politico di Benedetto Croce. Morì a Roma nel 1918.

Nessuno meglio di De Cesare è riuscito a descrivere la figura di re e di uomo di Ferdinando II, giunti alla vigilia del 1857. Secondo lo scrittore, giornalista e uomo politico, il Re «contava 47 anni, ma pareva ne avesse sessanta.

Le emozioni del 1848 e del 1849, e l’attentato di Agesilao Milano, avevano lasciati in lui segni profondi». Ormai preferiva la Reggia di Caserta a quella di Napoli e passava una parte dell’anno a Gaeta; alle feste e alle cerimonie anteponeva la vita casalinga. Dopo il 1848, «il pensiero che tanti soffrissero per lui doveva riuscirgli molesto, e togliergli quella pace dello spirito, che ebbe intera nei primi anni del suo regno».

Diventato sospettoso, tutti gli affari di Stato dovevano passare per le sue mani e teneva direttamente la corrispondenza e i rapporti con diplomatici, vescovi e intendenti provinciali, mentre la sua segreteria particolare fungeva da «primo dei ministeri», dando istruzioni e ordini di cui spesso neppure i ministri erano a conoscenza. Pienamente consapevole delle cospirazioni contro il suo regno, alimentate in particolare a Torino e Parigi, confidava che «lui vivo, nessuna novità pericolosa si sarebbe tentata».

Diventato re a 20 anni aveva dovuto interrompere gli studi; fornito di una prodigiosa memoria e di una dinamica intelligenza, «dotato di spirito beffardo e motteggiatore, come ogni napoletano, preferiva il sarcasmo alla lode; e, se questa concedeva, non la scompagnava da una leggiera tinta d’ironia».

Sentiva una decisa avversione verso gli scrittori che definiva «pennaruli» e detestava i «dottrinari», in particolare Saliceti, Scialoja e Poerio. Dopo il periodo delle rivoluzioni, era entrato «in una via senza uscita, e la percorse non deviando un istante […] mostrava coraggio e dignità nel rispondere alla Francia e all’Inghilterra […] e si mostrava indifferente, quando i due ministri partirono da Napoli» (il contrasto con Francia e Gran Bretagna era tale che, dopo aver minacciato di attaccare Napoli con la flotta navale, si limitarono ad ordinare che gli ambasciatori Brenier ed Elliot lasciassero Napoli), non che «non intendesse la gravità del caso», ma convinto che «aprir le prigioni e mandar tutti i prigionieri per il mondo era accrescere i pericoli». Peraltro, gli era «impossibile abdicare, non facendo egli alcun conto del figliuolo, giovanissimo».

Ferdinando II mal sopportava la compagnia di persone colte, non amando rinunciare al suo dialetto, essendo poi «un principe tutto napoletano, ma di altri tempi» assumeva un atteggiamento protettivo verso gli ultimi, i poveri:

«Il suo ideale era quello di governare con un’aristocrazia relegata fra le cariche della corte; una borghesia impaurita e una plebe soddisfatta di aver da vivere, e che lo inneggiasse, perché, Re assoluto e potente, ma familiare e popolano […] Non era italiano, perchè non aveva il sentimento nazionale, né ambizione di conquiste e avventure».

Se il re poteva essere soggetto a critiche per tanti aspetti, era quasi impossibile muovere appunti all’uomo: «Ottimo marito e affettuoso padre di molta prole, temperante in tutto, non si seppe mai che egli tradisse il talamo», ben diversamente da Vittorio Emanuele II. Della prima moglie, Maria Cristina, austera e fredda, morta pochi giorni dopo aver dato alla luce il 16 gennaio 1836 Francesco Maria Leopoldo, il futuro re, Ferdinando soleva dire: «La Regina non è del nostro gusto, ma è una bella donna». Più che una famiglia reale, quella di Ferdinando II sembrava una famiglia dell’alta borghesia napoletana e la tavola reale era del tutto ordinaria, in perfetto stile napoletano, con i maccheroni preferiti e cibi comuni quali « il baccalà, il soffritto, la caponata, la mozzarella, le pizze e i vermicelli al pomodoro». Al principe ereditario, il futuro Francesco II, soprannominato “Lasagna”, era stata inculcata una rigida educazione religiosa, «non viaggi, non conoscenza del mondo, non esercizi del corpo, non amore delle armi, nessuna educazione civile»; un’educazione perfettamente in linea con lo spirito della monarchia borbonica, che illustra e spiega meglio di tanti trattati il comportamento politico tenuto durante gli ultimi anni del Regno delle Due Sicilie[2].

Michele Eugenio Di Carlo

 

[1] R. DE CESARE (Memor), La fine di un Regno: dal 1855 al 6 settembre 1860, Città di Castello, S. Lapi tipografo-editore, 1895.

[2] Cfr. Ivi, p. 75.

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