Venerdì, 01 Febbraio 2019 10:19

Manfredonia/ La protesta dei pescherecci contro le nuove norme dell’UE. Consegnati i documenti di bordo dei natanti alla Capitaneria di Porto

Dopo Bari, Manfredo­nia. I pescatori del compartimento marit­timo di Manfredonia ai quali si sono uniti quelli delle marinerie limitrofe, dopo il sit in a Bari dinanzi la prefettura, hanno prose­guito la protesta dandosi appuntamento di­nanzi la sede della Capitaneria di porto per manifestare ancora una volta la loro con­testazione nei confronti di regole fuori dal­la realtà adriatica sulla pesca imposte dalla Unione europea, dei controlli tropo pressan­ti, delle sanzioni esageratamente pesanti. Qualche centinaio di pescatori in assem­blea pacifica, con in mano ciascuno i do­cumenti di bordo pronti a consegnarli all’au­torità marittima per dimostrare il loro mal­contento per tutta una serie di norme che ci costringono a dover stare dietro a delle in­combenze burocratiche che ci distolgono dalle già tanto delicate e gravose operazioni di pesca con conseguenziale stress aggiun­tivo alle preoccupazioni del lavoro. Hanno chiesto e ottenuto un incontro col comandante della Capitaneria di porto, ca­pitano di fregata Silvio del Casale, al quale hanno esposto le ragioni della loro ferma presa di posizione. Una serie di osservazioni riguardanti i compiti imposti dai regolamen­ti e dalle ordinanze cui è tenuto l’equipaggio di ogni peschereccio. “Non sappiamo più - reclamano - se dobbiamo stare più attenti ad osservare tutta la serie di prescrizioni am­ministrative imposte e sono ben sedici per ogni battuta di pesca, o dobbiamo pensare al lavoro che richiede attenzione e applicazio­ne”. Quello dei controlli esasperati è tra le lamentele più assillanti. Ribadiscono che non sono contrari ai controlli. “Che si facciano - hanno esposto - ma con le dovute attenzioni nei confronti di persone che lavorano”. E poi le sanzioni, la nota dolente e condizionante. “Parliamo di migliaia di euro ad ogni pur minima infrazione. Penalità salatissime che scattano ad ogni piccolo errore che sia la mancata comunicazione alla Capitaneria dell’uscita dal porto, o la pesatura del prodotto, o la compilazione del Log Book, o l’etichetta­tura del pescato, o la dichiarazione di sbarco, insomma tutto quanto che non ha niente a che fare con l’attività essenziale che ci dà il pane quotidiano”. Tra i motivi di controversia la larghezza delle maglie delle reti da pesca. “Le dimensioni europee - spiegano mostrando un pezzo di rete - sono commisurate alla taglia dei pesci del mare del nord; nell’Adria­tico la pezzatura media è di molto inferiore, i pesci se ne sfilano”. Insomma, da una parte la realtà come vissuta da chi opera nella pratica; dall’altra le leggi e chi è chiamato a doverle applicare. Il comandante Del Casale ha peso buona nota delle osservazioni e richieste avanzate dalla categoria dei pescatori per inoltrarle a chi di competenza attraverso i canali gerarchici riservandosi di esaminare con i pescatori quegli aspetti sui quali è possibile interve­nire limando talune prescrizioni. E’ stato convenuto di indire una conferenza nella quale esaminare le varie problematiche.

Michele Apolonio

Pubblicato in Ambiente

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