Martedì, 10 Dicembre 2019 09:01

I 20 anni di Slow Food. Celebrato l’anniversario dell’istituzione del primo Presidio. Dal Gargano ai Monti Dauni: 4 le postazioni sul territorio a difesa delle tipicità.

Celebrato il ventennale dell’istituzione del primo Presidio Slow Food; la Capitanata (con le condotte di Manfredonia,Foggia e Monti Dauni, Gargano e Gargano Nord) ha riunito la comunità degli appassionati e i produttori dei 4 presìdi locali: gli agrumi del Gargano, la fava di Carpino, il caciocavallo podolico del Gar­gano, la capra garganica, la vac­ca podolica del Gargano.

A sancire l’importanza dell’evento - in uno con la par­tecipazione del rappresentante legale di Slow Food Puglia Mar­cello Longo accompagnato da Luigia Ciuffreda, referente re­gionale per la provincia di Fog­gia - è stata la presenza di Piero Sardo, che da Bra ha portato la sua esperienza di presidente della Fondazione Slow Food per la biodiversità.

In un periodo storico carat­terizzato da un crescente inte­resse per le politiche che met­tono al centro l’ecologia e il fu­turo sostenibile del pianeta, so­no le iniziative concrete che danno speranza e certificano la necessità di tener viva e desta l’attenzione. E, in questo, Slow Food vanta un’esperienza or­mai più che ventennale e diffusa ovunque nel mondo. Anche con i Presìdi che, come dichiarato da Antonio Lauriola, fiduciario della Condotta di Manfredonia, «col sostegno alle produzioni tradizionali a rischio, oltre a salvare dall’estinzione le razze autoctone e le varietà di ortaggi e frutta, valorizzano i territori e rilanciano gli antichi mestieri e le tecniche di lavorazione. Un lavoro che, sull’identità e la sto­ria di un popolo, progetta un futuro migliore».

La giornata, cominciata con un momento di incontro e con­fronto tra tutti i partecipanti, ha messo in evidenza, tra le altre cose, le soddisfazioni dei pro­duttori che, dopo il lungo e spes­so faticoso processo di certifi­cazione, rilevano con gioia co­me i risultati del mercato stiano dando risultati molto positivi, con importanti risposte da par­te di un mercato di consumatori sempre più attenti ed informati. Il menù ha ovviamente messo al centro le ricchezze del territo­rio: alla colazione a base di latte di mucca munto alla mattina, ha fatto seguito il pranzo con pasta di grano duro al ragù di vacca podolica, muscisca e ta­gliata di vacca podolica e carne di capra garganica alla brace. Chiusura affidata alle crostate e al panettone agli agrumi canditi del Gargano.

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