Mercoledì, 12 Febbraio 2020 16:40

Peschici/ Presunti abusi edilizi sono 8 gli avvisi di garanzia. C’è il responsabile UTC e la direttrice del Parco Strizzi

C’è anche la direttrice facente funzioni del Parco Nazionale del Gargano, Carmela Strizzi, tra gli otto destinatari de­gli avvisi di garanzia-notificati nei giorni scorsi in relazione a due vicende annose riguardan­ti Peschici, che sono state unite nel medesimo procedimento dalla Procura di Foggia. I due fascicoli del 2019 e del 2020 sono stati riuniti dal pm Marco Gambardella lo scorso 17 gen­naio ‘‘per ragioni di collegamento investigativo”.­

Le due distinte ipotesi di abusivismo edilizio, oggetto di accertamenti investigativi da parte del NIPAF dei Carabinieri Forestali di Foggia, corroborati da una preliminare relazione tec­nica del consulente tecnico nominato dal pm, fanno riferimento al residence “Sogno d’esta­te’’ dell’avvocato Gianni Maggiano e all’im­mobile ricostruito sulla spiaggia dai coniugi Vescia-Apruzzese.

“L'attività di indagine fin qui svolta ha consen­tito di acquisire preliminari indizi di reato”, sot­tolinea il pm Gambardella nel decreto del 29 gennaio con cui ha ordinato l’ispezione nei luo­ghi. La prima vicenda per cui si indaga riguar­da l’ipotesi di realizzazione abusiva di opere edilizie inerenti l'ampliamento della struttura turistico ricettiva denominata Sogno d'estate, sita in via Marina n.5, che per il pm sarebbe “oggetto di provvedimenti autorizzativi che presentano profili di illegittimità nonché ripor­tanti attestazioni che in base ai preliminari ac­certamenti risultano ideologicamente false”.

Con riferimento a tale immobile risultano in­dagati Gianni Maggiano (che negli scorsi anni fu tra quanti sì proposero perla presidenza del­l’ente Parco nazionale del Gargano), sua mo­glie Donatella Delti Muti, il dirigente dell'Uffi­cio tecnico comunale e architetto Massimo d'Addazio e l’istruttore tecnico e geometra Rocco Elia Tavaglione.

La seconda vicenda concerne l'ipotesi di rea­lizzazione abusiva di opere edilizie inerenti un manufatto in località porto turistico di Peschici (in prossimità della struttura ricettiva denomi­nata Hotel Elisa): stando alla Procura la rico­struzione dell'Immobile sarebbe “oggetto di provvedimenti autorizzativi che presentano profili di illegittimità nonché riportanti attesta­zioni che in base ai preliminari accertamenti ri­sultano ideologicamente false”.

Con riferimento a tale vicenda risultano inda­gati il proprietario Matteo Elia Vescia, il diri­gente d’Adduzio, la direttrice facente funzioni dell’ente Parco Strizzi e due funzionari del­l'Agenzia delle Dogane-Ufficio delle Dogane di Foggia, Enrico Massimo De Conciliis e Walter Antonio De Vito.

Il pm ha ordinato l’ispezione (prevista per domani)“al fine di ricostruire compiutamente i fatti e verificare l’effettiva sussistenza degli abu­si edilizi segnalati dalla polizia giudiziaria ope­rante”. “In particolare”, continua, “occorre effettuare una attività ispettiva degli immobili al fine di verificare se siano stati effettivamente realizzati interventi edilizi e in cosa gli stessi consistano, anche per analizzare dettagliatamente i singoli provvedimenti autorizzativi, da acquisire presso i competenti uffici tecnici”. Dai destinatari degli avvisi di garanzia emer­gono numerose perplessità, a cominciare dal­la scelta della Procura di riunire due casi diffe­renti.

Del primo immobile, il residence dei Maggiano, l’Attacco scrisse a ottobre 2017. Con atto 42/2016 del 4 novembre del 2016, il Comune di Peschici aveva rilasciato in favore di Giovanni Maggiano il permesso di costruire in deroga al PdF per l’ampliamento della strut­tura turistica-ricettiva Sogno d’estate, sita in via Marina n. 5. “La Commissione esprime parere favorevole in quanto l’intervento ri­guarda un ampliamento in deroga ai sensi dell’art. 14 del D.P.R. n. 380/2001, di una struttura turistico-ricettiva preesistente che ben si inserisce nel contesto paesaggistico ove è posto inoltre, vista la particolare orografia del sito interessato, caratterizzato da un gradone sulla cui sommità è presen­te la S.S. n. 89, non modifica le visuali pa­noramiche poiché il manufatto è comunque contenuto al di sotto dell'altezza della scarpata”.

Alcuni concittadini di Maggiano riteneva­no che il raddoppio della struttura potesse invece modificare, eccome, la visuale dello splendido panorama peschiciano. “Il Parco Nazionale del Gargano ha espresso con ap­posita nota e per una richiesta analoga e del tutto simile alla presente, la propria “comuni­cazione di non competenza” all’eventuale ri­lascio di apposito parere in quanto “esso è di sola competenza comunale non rientran­do tra gli interventi previsti dalla “Misure di salvaguardia” al DPR 05/06/1995”, si legge ancora nel permesso di costruire, a firma del responsabile del 2° Settore, l’architetto d’Adduzio.

Il residence è posizionato a pochi metri di di­stanza dalla villetta che venne demolita a mag­gio 2017 su ordine della Procura di Foggia, im­mobile di proprietà di Matteo Elia Vescia e di sua moglie Donatella Apruzzese. “E’ stato uno dei pochissimi casi di abbattimenti a Peschici", commenta un beninformato del paese garganico. “Tant’è che quando è stato ricostruito ne­gli scorsi mesi è stato rifatto esattamente co­me prima, memori di quello che era avvenuto”. Un immobile condonato, eppure demolito a maggio 2017 nonostante le proteste dei pro­prietari e un giudizio allora in corso in Cassa­zione.

I Vescia tentarono inutilmente di oppor­si alle ruspe spiegando che si era in attesa del­la pronuncia della Cassazione, ma riuscirono solo a portar via alcuni oggetti e mobili dalla lo­ro abitazione. La demolizione avvenne, però, quando l'immobile conteneva ancora diverso mobilio e suppellettili varie.

L’abbattimento avvenne coi fondi messi a di­sposizione dal Parco, cui oltre un decennio fa il Ministero attribuì mezzo milione di euro pro­prio per consentire la lotta all’abusivismo edi­lizio in area protetta e il ripristino dello status quo ante.

Nel 2014 venne siglata una conven­zione tra l'Ente Parco del Gargano e la Procu­ra di Foggia, finalizzata ad un Piano di inter­vento per abbattere le opere realizzate abusi­vamente nell'area protetta del promontorio. Ma l’immobile è stato poi ricostruito anche sul­la base di due provvedimenti favorevoli della Cassazione ed è anche rispetto a quest’ultimo capitolo della lunga vicenda che sono partiti gli avvisi di garanzia.

Lucia Piemontese

l’attacco

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