Proposte di nuovo sviluppo turistico per i piccoli centri del Gargano e le Isole Tremiti fuori dai circuiti di massa. Una nuova sfida per offrire turismo esperienziale e umano al passo coi tempi e per soddisfare le esigenze del visitatore slow e ambientale. Sono le nuove scommesse 4,0 presentate e a analizzate nel convegno sul tema: "Nel Gargano: luoghi, isole e territori" svoltosi a Foggia e organizzato dal Laboratorio del Mare Marlin Tremiti e dall'agenzia di comunicazione e marketing CDP Service di San Severo con il Comune di Foggia e il Parco Nazionale del Gargano con il patrocinio di Regione Puglia e Pugliapromozione. Il primo di una serie di iniziative da mettere in campo per delineare nuove strategie di marketing in un contesto prettamente ambientale ed emozionale.

Dopo i saluti e l’introduzione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Foggia, Anna Paola Giuliani, si sono susseguiti gli interventi alla presenza di un grande numero di partecipanti, molti giunti della Puglia, ma anche dal Molise e dall'Abruzzo. Il presidente del Parco Nazionale del Gargano, ha aperto gli interventi evidenziando le criticità strutturali del territorio ma nello tempo l’impegno al suo sviluppo in un ottica di “sostenibilità ambientale”.

Una sfida che può essere vinta costruendo le giuste sinergie con tutti gli interlocutori sul territorio.
Si sono poi susseguiti gli interventi dei docenti universitari Rosanna Russo (Foggia), Silvia Zamponi (Camerino), Mario Berrettoni (Bologna), Francesco Mastrototaro (Bari) ed Emilio Miccadei (Chieti). Le esperienze e le potenzialità del territorio sono state commentate da Adelmo Sorci del Marlin Tremiti. In questo contest, sono state descritte alcune attività che possono essere ampliate ed intensificate sul territorio, con il coinvolgimento degli Atenei e degli studenti.

Attività che, oltre a valorizzare angoli di Gargano meno conosciuti, favoriranno le sviluppo socio economico di tutti gli operatori del posto che, con grande dedizione cercano di emergere e far sviluppare luoghi, isole e territori Turismo 4.0 e tendenze per il futuro sono stati gli argomenti illustrati da Adelmo Sorci del Marlintremiti che vede proprio nei territori del Gargano, apparentemente in ritardo sotto il profilo strutturale e logistico rispetto ad altre località nazionali, ma proprio per questo con la maggiori potenzialità di sviluppo economico e occupazionale. Idee, entusiasmo ed energia, è la sintesi di un evento che ha voluto trasmettere agli operatori del settore turistico, fruitori e amministratori e la giusta carica ricordando che il nostro territorio è uno dei più belli del mondo.

Nuovi mercati, dunque, che hanno nel turismo emozionale le future frontiere di una offerta sempre più appetita dai circuiti e dai tour operator. Proprio perché richiesti e apprezzati da chi vive il Gargano e le Tremiti, oltre il mare e il sole. Riferimenti ovvi ai percorsi naturalistici e ambientali sulla "montagna del sole" ma anche a quelli fideistici lungo eremi e grotte votive. L'altra faccia del Gargano, fatta appunto di emozioni e momenti.

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Si è concluso da poco il più importante appuntamento del turismo, la Fiera Bit 2020, andata in scena da domenica 9 a martedì 11 febbraio presso Fieramilanocity. L'evento ha visto ben figurare, in particolare, 2 piccole realtà della Puglia: le Isole Tremiti e il Museo di San Paolo di Civitate che sia nella prima giornata aperta a tutti i visitatori, sia nelle due successive riservate a professionisti del settore del turismo, hanno distribuito materiale informativo per farsi conoscere dal grande pubblico.

I due piccoli Comuni della provincia di Foggia hanno puntato entrambi a migliorare la ricettività turistica stimolando i visitatori presenti. Le Tremiti si sono pubblicizzate con una Brochure, realizzata grazie al contributo delle principali strutture ricettive, e sopratutto con un gradito omaggio ai visitatori: un "santino" con la foto della statua immersa di Padre Pio che si trova nei fondali dell'arcipelago pugliese.

Il Comune di San Paolo di Civitate, invece, grazie all'idea del Sindaco Francesco Marino, per far vedere le bellezze del Museo Civico Archeologico e i prodotti d'eccelenza del luogo, ha puntato sulla tecnologia di un "QR Code" stampato su un piccolo volantino e distribuito tramite hostess, oltre che presso lo stand della regione Puglia.

I due piccoli Comuni si sono messi in gioco tra i grandi per cercare di far conoscere al mondo le bellezze dei loro territori, che nel caso di San Paolo di Civitate, sono in bella vista presso il suo Museo Civico Archeologico dove si possono ammirare svariati reperti del Neolitico e l’armamento di un guerriero di Tiati.

Definite invece "un museo a cielo aperto", sono le Isole Tremiti, che andrebbero però valorizzate dal punto di vista storico, anzichè essere apprezzate solo per le acque cristalline che le rendono il sogno di molti viaggiatori amanti delle vacanze in Italia. Mare e cultura a pochi chilometri di distanza... magari i due piccoli Comuni hanno involontariamente offerto spunto per un nuovo itinerario per le prossime vacanze estive o viste le temperature di questi giorni, anche un'idea per una piacevole gita fuori porta.

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“Nel Gargano: luoghi, isole e territori” è il titolo del convegno sull'importanza di un polo di studio e di esperienze per un nuovo sviluppo turistico organizzato da Comune di Foggia, Parco Nazionale del Gargano, Marlin Tremiti e Cdp Service con il patrocinio di Regione Puglia e Pugliapromozione e in collaborazione con le Università degli studi di Foggia, Bari, Camerino e Chieti. Appuntamento sabato 15 febbraio 2020, alle ore 10, presso la Sala Mazza del Museo Civico di Foggia.

Dopo i saluti di Anna Paola Giuliani, assessore alla cultura del Comune di Foggia, sono previsti gli interventi di Pasquale Pazienza, presidente Parco Nazionale del Gargano ("Cambiamenti climatici, sostenibilità ambientale e sviluppo turistico"); Rosanna Russo dell'Università di Foggia ("Il senso dei luoghi: il Gargano tra esperienze didattiche e percorsi di ricerca"); Mario Berrettoni dell'Università di Bologna e Silvia Zamponi dell'Università di Camerino ("La qualità dell'aria: un valore aggiunto"); Francesco Mastrototaro dell'Università di Bari - MarlinTremiti ("Au pair research: Uniba-MarlinTremiti"); Enrico Miccadei dell'Università di Chieti ("Geologia e Turismo in Italia Centrale"); Adelmo Sorci direttore del Laboratorio del mare "MarlinTremiti" ("20 anni di esperienza per capire le nuove tendenze del turismo"). I lavori saranno moderati da Antonio D'Amico, giornalista della "Gazzetta del Mezzogiorno".

Obiettivo del meeting saranno le nuove frontiere per l'offerta turistica in provincia di Foggia per individuare offerte capaci di soddisfare le esigenze delle piccole realtà rimaste fuori dai grandi circuiti di promozione. Proposte da perseguire utilizzando forme di turismo esperienziale e sostenibile, attraverso la mobilità lenta, i cammini, l'eno-gastronomia, la cultura. In questo contest trovano spazio la geologia, la geografia, l'ambiente: con questi percorsi il viaggio del turista diventa uno strumento di evoluzione e scoperta. Una esperienza che lo porterà a essere un viaggiatore consapevole e non un contenitore. Per registrarsi al convegno basta cliccare su https://www.marlintremiti.com/event-details/nel-gargano-luoghi-isole-e-territori

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"Si realizzi una struttura portuale anche minima, ma che garantisca l'approdo di almeno un'ottantina di imbarcazioni in piena sicurezza in ogni condizione meteomarina, altrimenti la comunità residente è destinata a scomparire".

E' l'appello per le Isole Tremiti lanciato da Assonautica Italiana, che ha chiesto un 'incontro urgente' al governo, premier Giuseppe Conte compreso, e al governatore della Puglia, Michele Emiliano, dopo "la violenta mareggiata che ha colpito la Puglia e in particolare le Isole Tremiti con l'affondamento di quattro imbarcazioni da lavoro e mettendo a rischio tutti i mezzi rimasti in acqua", siano di pesca, soccorso, polizia, Protezione civile o naviganti in transito.
   

Il presidente di Assonautica Italiana, Alfredo Malcarne, ha fatto sapere di aver sentito il sindaco delle Tremiti, Tonino Fentini, che ha fatto il punto delle criticità per "gli abitanti delle isole, ridotti a duecento a causa della mancanza degli elementi strutturali minimi per la sopravvivenza".

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Alle Tremiti ci vuole un porto degno in grado di ospitare almeno un centinaio di imbarcazioni, che sia confortevole e, soprattutto, si­curo. E’ l'ennesimo appello lancia­to dal sindaco delle Isole Tremiti, Antonio Fentini, all'indomani della burrasca, con mare forza 8, che si è abbattuta sulle Isole, provocando l’affondamento di almeno sette im­barcazioni. “Manca un porto, tur­istico o commerciale”, denuncia il primo cittadino, che ha inoltra­to al prefetto di Foggia la richiesta di un incontro urgente.

L’idea del sindaco è la realizzazione di un porto tra lo scoglio del Cretaccio e l’Isola di San Nicola, in un pun­to più riparato dalle mareggiate sospinte dalla tramontana. Attualmente, c’è solo una piccola darse­na a Cala degli Schiavoni, vicino al molo di attracco delle navi, a San Domino, del tutto inadatta a prote­ggere le barche in caso di ondate violente.

“La battaglia del segre­tario della Lega delle Isole Tremi­ti Gabriele Fentini è anche la mia. Ieri per il fortissimo vento di tra­montana una imbarcazione tremitese è andata perduta, inghiottita dalle onde.

Gli ormeggi volanti e precari mettono a serio rischio gli abitanti e gli operatori che devono convivere con le mareggiate. Tut­to questo avviene per l'impossi­bilità di creare un porto che met­ta in sicurezza barche e viaggiato­ri. Una impossibilità dettata da un gruppo di ambientalisti che reputano più importante la sopravvivenza della Posidonia rispetto a quel­la di chi abita e rende vive le isole”.

Si esprime così l’avvocato Joseph Splendido, dirigente regionale del­la Lega Salvini Premier, respons­abile del tesseramento regionale e prossimo candidato al Consiglio regionale in Puglia.

“È vero che l’ancoraggio di barche danneggia le praterie di Posidonia e scalza le piante e mettendone a nudo il sub­strato- aggiunge- ma in tante local­ità costiere si è cercata una medi­azione tra ambientalismo fonda­mentalista e le esigenze di chi opera in mare e resiste alla tentazi­one di emigrare in luoghi più confortevoli e meno ostili. Va studia­to un modo su come utilizzare le risorse legate al mare senza dete­riorare in modo definitivo l’ambi­ente marino, senza distruggere la prateria.

Proprio in Puglia i ricer­catori salentini hanno sviluppato delle tecnologie di costruzione con calcestruzzo derivante dalla Posidonia. Cerchiamo soluzioni inte­grate, senza arrecare danni irreparabili alla incolumità dei residen­ti e all’economia delle Isole”.

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Questo il grido di dolore lanciato dal Sindaco delle Tremiti, Antonio Fentini, al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Fentini ritiene che: “Le caratteristiche tecniche della M/n Carloforte non le consentono di ottemperare a quanto contrattualizzato e comunque di assicurare un servizio adeguato alle esigenze dei residenti, in quanto i tempi di percorrenza sono lunghissimi e rendono impossibile il disbrigo di qualsivoglia incombenza.

Il disservizio segnalato è ancor più grave nelle giornate dedicate al trasporto delle merci pericolose, la “Carloforte” a ciò autorizzata solo in deroga, in quanto non consente “stranamente” l’imbarco di alcun passeggero nella tratta pomeridiana di andata e ritorno Termoli-Tremiti.

Molto determinato il Sindaco, preoccupato per i suoi concittadini e per quanti si recano alle Tremiti, per questa incresciosa situazione.

Conclude la sua missiva, indirizzata ai vertici del Ministero, ribadendo che “l’inadeguatezza della Motonave “Carloforte”, discrimini i cittadini delle Isole Tremiti, sollecitando di voler porre in essere con immediatezza, l’adozione di ogni utile provvedimento volto a ripristinare dignitose condizioni di collegamento, al fine di assicurare i più elementari diritti dei cittadini tremitesi e degli ospiti, che mi onoro di rappresentare”.

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Dichiarazione dell’europarlamentare Massimo Casanova

 

Su doglianza del segretario cittadino delle Isole Tremiti, Gabriele Fentini, sentita la segreteria provinciale guidata da Daniele Cusmai, mi preme evidenziare le problematiche con cui convivono i residenti dell’isola ogni anno.

In questo periodo, con durata di non meno di un mese, i tremitesi sono costretti a vivere i disagi che la sostituzione del mezzo di trasporto da parte della Compagnia di Navigazione Tirrenia Cin (che lavora in convenzione statale) comporta.

L’Amministrazione ha più volte segnalato agli uffici preposti l’incongruità della nave M/N V Carloforte, sostitutiva della HSC Isola di Capraia ( via per manutenzione), la quale non corrisponderebbe in alcun modo ai parametri censiti nell’allegato A della convenzione tra Ministero dei Trasporti e Compagnia di Navigazione. Questi ultimi precisano che: “la Società deve provvedere al noleggio di un mezzo HSC avente caratteristiche equivalenti o traghetto convenzionale avente caratteristiche equivalenti ma velocità minima di 24 nodi”. La M/N Carloforte viaggia, invece, ad una velocità di 11 nodi, il che equivale a dire che i tempi di percorrenza non sono inferiori a 2 ore e 30 minuti. Va da sé l’enorme disagio che tale situazione comporta.

Come europarlamentare mi faccio portavoce di una situazione inaccettabile nel 2020, né è ammissibile non avere alcun riscontro alle richieste inviate dai Tremitesi, che hanno il diritto ad una mobilità adeguata e consona rispetto ai tempi (moderni) in cui viviamo.

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In questi giorni si è realizzato un primo passo per la sua salvaguardia, ma bisogna far presto per troppo tempo la chiesa abbazia di Santa Maria a Mare sull’isola di San Nicola alle Tremiti è stata abbandonata a se stessa.

Tutti gli immobili appar­tenenti al demanio storico artistico delle Diomedee sono stati trasferiti a titolo gratuito al comune delle Tremiti e ora si potranno finalmente utilizzare i 20 milioni di euro che a suo tempo il MIBACT, cioè il ministero della Cultura e del Turismo per opera del ministro Franceschini mise a disposizione, di questi 11 dovevano servire proprio a mettere in sicurezza l’abbazia di Santa Maria.

Ora è tempo di intervenire, poiché i tempi geologici non attendono quelli amministrativi e nell’ipotesi peggiore il complesso abbaziale sulla sommità dell’isola di San Nicola potrebbe cedere implodendo su se stesso. Le prime av­visaglie sono concrete, basta entrare nella chiesa - e noi lo abbiamo fatto - e «ammirare» le lunghe crepe sulle colonne per capire che qualcosa di molto serio sta accadendo.

Il problema non è tanto all’esterno, ma sotto, istintiva­mente batto il piede sull’antico mosaico pavimentale con il grifone centrale (per bellezza secondo solo a quello della cattedrale di Otranto) e immagino le cavità che sono in basso, qui il rischio è dato dalla natura della roccia e dalle grotte che i monaci hanno aperto una ad una. Andarci sarebbe rischioso, ma da un documento inedito che pubblichiamo in esclusiva per la «Gaz­zetta» si può capire be­ne cosa avviene lag­giù.

Leggo e rileggo la breve relazione del Club Alpino Italiano Sezione di Bari Gruppo Speleologico «Vespertillo» che documenta una visita effettuata dal 22 al 25 aprile dello scorso anno alle isole Tremiti. Il 23 aprile eccoli all’ingresso delle ampie cavità sotto l’abbazia. «I crolli sono considerevoli - racconta una speleologa del gruppo Emanuela Derossi se». Riportiamo qui alcuni stralci della relazione del Club Alpino di Bari in modo che questa situazione sia all’at­tenzione delle Istituzioni e di chiunque abbia a cuore l’Abbazia.

Gli speleologi sono scesi negli «ipogei» (i sotterranei della cattedrale) attra­verso una scalinata che introduce al primo ambiente detto «Primo Celliere». Da qui si accede ad una serie di cavità che portano ad altri ambienti comuni­canti e li hanno esplo­rati uno ad uno. Questi ambienti si sviluppano quasi interamente al di sotto del corpo dell’Ab­bazia, ne sono le fondamenta.

«Una particolare attenzione - si legge nella relazione - va dedicata ai crolli, molti dei quali abbastanza recenti, come desumibile dalla consistenza e dall’aspetto poco alterato della roccia crollata». Si nota come la cavità sia già stata oggetto di interventi di conso­lidamento poiché lungo il percorso si trovano dei puntelli in ferro. «Ma – si legge ancora – la presenza dei puntelli non rassicura anche a causa dell’ele­vato stato di ossidazione che li ca­ratterizza, da attribuire molto proba­bilmente all’elevata percentuale di umi­dità e all’elevata concentrazione in essa della salsedine».

Quanto più rilevanti sono gli effetti sulla Basilica che sono puntualmente descritti. «I problemi di natura strut­turale che hanno interessato tutt’ora gli ipogei hanno determinato gravi pro­blemi strutturali anche alla soprastante Abbazia. Il successivo sopralluogo, in­fatti, realizzato nel Santuario ha messo in evidenza che sia il pavimento, sia le colonne che sostengono il soffitto della chiesa sono fortemente indebolite ed in più punti lesionate con evidenti segni di cedimento».

E ancora: «A tal proposito si segnala la presenza di ima enorme crepa che attraversa dal basso sino al soffitto la colonna collocata tra la na­vata centrale e la navata sinistra. La presenza di vetrini per crepe sulle colonne indicano degli interventi di mo­nitoraggio già in atto. Il solo moni­toraggio però mancante di interventi di consolidamento ad esso associati non da garanzia di sicurezza della strut­tura».

Della visita c’è un’ampia documen­tazione fotografica che può costituire una prima fonte di informazione di­retta. «Ma è necessario - conclude il documento - verificare al più presto lo stato dell’intero complesso dell’Abbazia - Fortezza procedendo quanto prima agli interventi consolidativi che pos­sano mettere in sicurezza tanto gli ipogei quanto il santuario patrimonio storico di fondamentale importanza non solo per la comunità delle Tremiti ma per l’intero patrimonio artistico e culturale regionale e nazionale».

Questa relazione era già stata inviata a suo tempo alle istituzioni comunali, regionali e nazionali, ma non ne frat­tempo non si è proceduto neppure a misure urgenti che appaiono, invece, quantomai indispensabili. Quello di San Nicola alle Tremiti è un altro pezzo importante del nostro patrimonio le­gato all’Adriatico e al Mediterraneo oggi a rischio, che non bisogna perdere, e si deve operare in fretta.

Lasciamo Santa Maria a Mare con un senso si sconforto, anche il grande e prezioso crocifisso duecentesco, un giovane Cri­sto vivente con due ricciolini sulla fronte sembra chiedere aiuto.

 

 

NICOLÒ CARNIMEO

gazzettemezzogiorno

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«Oggi è una giornata storica per il nostro Comune! Finalmente dopo anni di lavoro, è stato raggiunto un ulteriore grande risultato. Tutti gli immobili appartenenti al Demanio Storico Artistico dello Stato siti nell’Isola di San Nicola, sono stati trasferiti a titolo gratuito al Comune di Isole Tremiti. Sono molto soddisfatto e non nascondo la mia felicità per quello che potrà rappresentare per il futuro dell’intero arcipelago!»

Questo il primo commento del sindaco Antonio Fentini, dopo la firma dell’atto di trasferimento.

In virtù delle somme ricevute dal Ministero della Cultura e del Turismo - Fondo Sviluppo e Coesione - FSC 2014-2020, sarà possibile completare l’intero recupero dell’isola, un progetto ambizioso che sono certo riusciremo a raggiungere.

L’idea progettuale, innovativa, farà diventare l’Isola di San Nicola un vero e proprio laboratorio artistico - culturale, con rilevanti dinamiche di sviluppo economico e sociale, con un interesse che varcherebbe i confini dell’isola per diventare punto di riferimento dell’intero Adriatico.

Un centro di eccellenza, dunque, con la nascita di un nucleo di ricettività e di ospitalità, un centro museale a supporto di attività culturali e turistiche. Una vera «Isola pilota», una scommessa nata a novembre del 2016, e che a distanza di tre anni ha già dato i primi risultati.

Infatti su diciotto interventi previsti, il primo cantiere avviato è un incoraggiante segnale!

«Il risultato raggiunto, conclude il sindaco Fentini, è frutto di un impegno congiunto che ha visto coinvolti il Segretariato Regionale del MIBACT per la Puglia e la Direzione Regionale Puglia e Basilicata dell’Agenzia del Demanio, oltre che gli uffici comunali.

E’ doveroso un ringraziamento al Ministro Dario Franceschini da sempre attento alle eccellenze Italiane e al rilancio dei tesori del nostro bel Paese. Ulteriori ringraziamenti di cuore sono per il dott. Vincenzo Capobianco, Direttore dell’Agenzia del Demanio, che mi è stato a fianco con determinazione credendo fortemente nel progetto, all’ing. Domenico Giordano per la sua alta professionalità e sincera disponibilità e a tutti i suoi collaboratori dell'Agenzia del Demanio, alla dott.ssa Eugenia Vantaggiato del Segretariato Regionale, e non ultimi gli uffici comunali e all'arch. Francesco delli Muti responsabile unico del procedimento e a quanti hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato, che spero possa essere solo la prima tappa del traguardo che intendiamo raggiungere».

 

Nella Foto

Antonio Fentini Sindaco

Vincenzo Capobianco direttore dell'Agenzia del Demanio

ing. Domenico Giordano dirigente dell'Agenzia del Demanio

arch. Francesco delli Muti Responsabile Ufficio Tecnico Comunale

dott. Antonio Coccia Segretario Generale del Comune di Isole Tremiti

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Presto bonificati i fondali dell’isola di Pianosa, l’unica al momen­to non visitabile dell’arcipe­lago diomedeo. Un angolo di straordinaria bellezza dell’Area Marina Protetta ge­stita dal Parco nazionale del Gargano off limit per immer­sioni e attività' di trekking. Una vera e propria isola fi­nora dimenticata, ultimo lem­bo Italiano nel Mare Adriatico (prima c’era anche l’isola di Pelagosa poi ceduta all’ex Ju­goslavia e ora terra croata. Un isolamento che, di fatto ha trasformato Pianosa in una discarica abusiva, com­plici l’uomo e le correnti ma­rine.

Sì, batte bandiera Tricolore questo scempio che da più di mezzo secolo non ha mai visto "nessuno” preoccuparsi di tu­telarla, valorizzarla, bonifi­carla e/o perlomeno attivarsi per una campagna di pulizia delle sue calette e della sua ridotta superficie. Sulla pic­cola isola anche i resti di una nave affondata, il "Panayiota” da ben 32 anni, tonnellate di plastica, tra sacchetti, botti­glie, contenitori, migliaia di frammenti di cassette di po­listirolo, blister, reti per la coltivazione dei mitili, stovi­glie usa e getta, stracci, scar­pe, tronchi e rami di legno, e tutto quello che il mare ac­cumula da anni sulle basse coste dell'isola e che il vento poi spinge all’interno.

Sul fondo e tutto attorno all'isola ci sono 29 bombe di tipo "demo'' della Seconda guerra mondiale, cariche di "tnt" (trinitrotoluene). Pur­troppo, logorandosi, la sostan­za trinitrotoluene (tnt) lascia in mare i suoi prodotti di degradazione, decisamente in­quinanti.

Le 27 bombe d’aereo osser­vate in immersione (su 29) sono state classificate, secon­do quanto riportato nella do­cumentazione dallo Stato maggiore della Marina mi­litare, come di tipo "demo" da 100/125/250/500 libbre. Gli or­digni sono stati suddivisi se­condo il loro stato di con­servazione e il loro posizio­namento è stato determinato sulla base della batimetria e del rilevamento di punti cospicui. Ora la bonifica sperando in tempi brevi per la rimozione degli ordigni che, di fatto, impedisce di sbarcare sull'isolotto o di immergersi nelle acque circostanti, sogno re­presso di diportisti e su e sub.

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