Giovedì, 26 Marzo 2020 14:46

Rodi/ Il Comune di Carmine D’Anelli resiste all’epidemia e non abbassa la guardia. A preoccupare è l’economia e il turismo

A differenza dei numeri che vengono dettati alle ore 18 nella consueta conferenza stampa della Protezio­ne Civile con tutto quello che ancora ne deriva, seppur avendo la percezione che ci sia una leggera flessione nei contagi, il tempo sembra essersi fermato.

È come se ci fossero due momenti tem­porali: il tempo che serve per fermare il contagio e quello che tutti stanno aspet­tando per tornare a riempire le piazze, le vie, le spiagge, i luoghi comuni e le chiese.

A lottare contro il tempo sono anche i pri­mi cittadini dei tanti comuni italiani. A Ro­di Garganico, il sindaco, Carmine D’Anelli pur restando in trincea, manife­sta un certo ottimismo per come stanno recependo le norme i suoi cittadini: “Gra­zie a Dio, la situazione è sotto controllo ed è monitorata ‘ventiquattro ore su ventiquattro’ ogni giorno, dal sottoscritto, dai vigili urbani e dai volontari della Protezio­ne Civile, tenendo conto dei mezzi che ab­biamo e di ciò che possiamo fare senza ri­sparmio di energie.

A Rodi Garganico c’è stato il contagio di un operatore sanitario che lavora a Fog­gia ed è ricoverato agli Ospedali Riuniti e speriamo vada tutto bene per riaverlo nel­la nostra comunità e festeggiare con lui.

Le ‘quarantene fiduciarie' erano una deci­na, o poco più, e dopo tre settimane di con­tenimento, sono tutti rientrati regolarmen­te a svolgere le loro attività. In questo mo­mento non inseguo polemiche sterili e tanto meno guardo ad altro.

Stiamo attraversando uno dei momenti più diffici­li per l’umanità dal dopo guerra e nessuno era preparato. C’è ancora chi ricorda la 'spagnola', l'influenza che fece tanti morti, del secolo scorso e questo tipo di epide­mie hanno sconvolto la vita di tutti, spe­cialmente nelle piccole comunità.

Al ter­mine di quest’incubo- ha continuato il sin­daco di Rodi Garganico - ne trarremo gli insegnamenti e segnaleremo le criticità o valuteremo gli errori che di fronte ad un evento eccezionale, inevitabilmente, so­no stati commessi. Certamente abbiamo situazioni di disagio anche da un punto di vista del flusso delle informazioni che ci dovrebbero arrivare in modo più detta­gliato.

O c’è chi si lamenta del fatto che chiamando ai numeri dedicati all’emer­genza coronavirus può capitare che si sentano gli squilli e la risposta stenta ad arrivare. Ma capisco benissimo che sono tutti sotto stress e oberati di lavoro - ha sottolineato con forza D’Anelli - Magari se si riuscisse a migliorare quest’aspetto an­che noi sindaci potremmo circoscrivere e restringere le aree d’interesse. Ci stiamo mettendo animo e cuore per venir fuori al più presto da questa situazione”.

Carmine D’Anelli è attento a tutto ciò che va fatto per poter evitare contagi nel suo comune. "A Rodi c’è disciplina e i cittadini stanno rispondendo ai decreti e alla pro­pria coscienza, al di là dei pochissimi che si sentono autorizzati a stare sopra le ri­ghe.

Non sto avendo, davvero, grosse difficoltà, perché non c’è nessuno in giro. Si esce solo per necessità. I volontari della locale Protezione Civile ci stanno dando una grossa mano. Siamo impegnati tutti, indistintamente, così come i medici che anche a Rodi sono in prima linea per un gran lavoro di squadra. Un comportamento che appartiene anche al governo, secondo me, che sta facendo tutto ciò che può fare e cosi a scalare a livello regiona­le e locale”.

In realtà, dice il sindaco di Rodi, in Italia stanno remando tutti nella stessa direzio­ne per poter sconfiggere questo nemico invisibile che sta compromettendo le rela­zioni sociali e tutto ciò che ne deriva.

Non solo le autorità, quindi: “Siamo noi cittadi­ni che dovremmo essere più osservanti delle regole e disciplinati anche se non siamo in Cina o in Russia, dove si usano altri metodi e bastano poche parole per capire. Non si tratta dì limitazioni alla de­mocrazia e ai diritti della singola persona ma dobbiamo essere convinti che il con­tagio s’interrompe stando in casa e non fa­cendo circolare il virus da persona a per­sona”.

È naturale, durante il discorso, soffermar­si anche su ciò che è il timore, per una cit­tà di mare, di vedere riaprire al più presto gli ombrelloni dei lidi, i ristoranti, le pizze­rie, e tutto ciò che ruota intorno all’estate. Per la qualità delle sue acque di balnea­zione è stata più volte insignita della Bandiera Blu dalla Foundation for Environ- mental Education. Nel 2010 ha ottenuto tre "vele” nell'ambito della campagna del­la Goletta Verde di Legambiente.

Una cit­tà, tra l’altro, nota per la produzione degli agrumi garganici fin dal Medioevo. Tra questi, le arance del Gargano e i limoni “Femminello”, riconosciuti oggi come pro­dotti IGP.

A Rodi Garganico, il porto turistico e la flot­ta peschereccia hanno sempre rappre­sentato una bella fetta dell’economia e anche il sindaco è preoccupato per que­sto aspetto: “Il porto sta aspettando di ri­vedere la sua primavera e per ripartire do­po l'inverno.

Per i pescatori mi dispiace molto. Ma stiamo vendendo di trovare una soluzione a livello regionale per ogni atti­vità commerciale e artigianale, pescatori compreso. La crisi legata all’economia c’è e si sente. Ma ora dobbiamo pensare alla salute. Si tratta di qualcosa di troppo gran­de da arginare ma ce la faremo se restia­mo tutti uniti e l'affrontiamo come un’uni­ca grande comunità nazionale”.

Beniamino Pascale

l’attacco

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