Lunedì, 06 Aprile 2020 12:04

Turismo - HOTEL ALLA PROVA PIÙ DIFFICILE

Sono stati i primi a fermarsi e dovranno elaborare strategie per una nuova offerta, ma chiedono aiuto: al Governo per investimenti e alla società civile per rilanciare in maniera molto forte il turismo italiano -----------------

Quello degli hotel è il settore che ha pagato per primo lo stop ai viaggi e le perdite calcolate sono pesanti, sull'ordine del 45-55 per cento dei volumi di clientela. Le richieste del comparto si concentrano su azioni immediate e su investimenti a sostegno della ripresa accanto a una politica di promozione particolarmente incisiva per supportare il rilancio

Fin dall'inizio di questa situazione di emergenza, è emerso chiaramente che uno dei prezzi più alti della crisi economica che purtroppo accompagna la pandemia da coronavirus la pagheranno gli alberghi. Sono stati i primi a fermarsi e come scelta obbligata moltissimi, in tutta la Penisola, hanno dovuto chiudere i battenti.
Il calo sui volumi, secondo uno studio di Thrends, società di consulenza specializzata nell'analisi nel settore turismo e hospitality, andrà dal 45 al 55 per cento.
A fronte di dati come questi, e in alcuni casi anche più allarmanti, il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca ha inviato una lettera aperta ai giornali per sollecitare una presa di coscienza collettiva. "Il turismo è uno dei settori più colpiti dall'emergenza coronavirus. Gli albergatori hanno tuttavia manifestato un grande spirito di collaborazione e solidarietà mettendo a disposizione il loro unico bene, ovvero le proprie strutture, per le esigenze del Paese. Volendo pensare al futuro, nel progetto per l'Italia il turismo deve senz'altro ricoprire un ruolo di primo piano".

Le richieste sul tavolo
Gli albergatori chiedono allora alle istituzioni, in un momento in cui il lockdown non consentirà la riapertura al turismo neppure nelle festività pasquali, di investire sul turismo. "Lo diciamo a gran voce: bisogna investire sul turismo italiano. Noi faremo la nostra parte, studiando offerte mirate nel tentativo di incentivare il movimento turistico interno. Ma per ‘premiare l'Italia' è necessario fare anche di più. Il Governo dovrà sostenere concretamente il comparto con misure incisive".
Il presidente degli albergatori elenca una serie di misure che gli hotel chiedono siano messe in campo: "Noi abbiamo presentato una serie di proposte che speriamo possano essere accolte. A partire da un credito di imposta per gli italiani che decideranno di fare le vacanze in Italia. Ma non è tutto. Essenziale sarà impostare al più presto politiche di promozione. Siamo pronti a farci parte di una task force per il rilancio del Paese. Lanciamo l'appello ai creativi, agli intellettuali, ai grandi imprenditori italiani, alle università, agli italiani all'estero, a tutta la società civile".

Parlano le Regioni
Dalla pancia del turismo italiano, le questioni si fanno anche più pratiche. Alessandro Giorgetti, presidente di Federalberghi Emilia Romagna, non ha dubbi su quali debbano essere le risposte del Governo: "È fondamentale - dice - riconoscere alle aziende un credito d'imposta o un contributo diretto per il mancato incasso. Abbiamo bisogno di misure concrete per ripartire". Ma è complicato anche prevedere il momento della ripartenza. "In una fase tanto incerta ogni previsione è azzardata. Noi, però – ha assicurato -, siamo pronti. Non abbiamo dimenticato come si fa il nostro mestiere e, anche se gli scenari e i paradigmi dovessero cambiare, siamo sicuri di avere la capacità di adeguarci".
Adeguare l'offerta è anche il pensiero di Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna: "Una volta superata l'emergenza - dice - si tornerà a viaggiare, ma, almeno nella fase iniziale, le strutture ricettive dovranno essere in grado di garantire standard nuovi e far sentire i clienti più sicuri".
Sarà un nuovo scenario, dice Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi Puglia. "Dovremo ripartire da zero e muoverci in uno scenario completamente nuovo. E come in tutti i settori, bisognerà fare debito e rimboccarsi le maniche. E anche lo Stato dovrà fare la sua parte e metterci nelle condizioni di ripartire".

(fonte: TTG ITALIA MAGAZINE)

 

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