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 L’Osservatorio nazionale dei paesaggi rurali, nella riunione di mercoledì 9 settembre, ha favorevolmente esaminato la candidatu­ra del paesaggio storico rurale del feudo Belvedere, per la quasi to­talità appartenente al patrimonio della Asp Zaccagnino, di San Nica­ndro Garganico.

La candidatura è stata pre­sentata nell’occasione dalla pres­idente Patrizia Lusi, accompagna­ta dal direttore generale Augusto Ferrara e dall'archeologo Feliciano Stoico, che ha redatto il relativo dossier e lo ha illustrato all’Osser­vatorio mettendone in rilievo pecu­liarità e valenze.

Dopo l’annuncio del positivo esame della candidatura, la direzi­one ministeriale preposta ha comunicato l’avvenuto inserimento del feudo Belvedere sul sito istituz­ionale della Rete rurale nazionale, in attesa dell’emanazione del con­seguente decreto di iscrizione nel Registro Nazionale.

Si tratta di un auspicato ed importantissimo riconoscimento, fortemente voluto dalla presiden­te dell’Asp Patrizia Lusi, che è ri­uscita così a portare a compimen­to il primo ed essenziale passo di un protocollo di intesa sottoscrit­to il 10 febbraio 2017 tra la stessa Zaccagnino, che ha assunto il ruo­lo di ente capofila, l’Ente Parco Na­zionale del Gargano, l’Università di Foggia - Dipartimento di Scien­ze Agrarie, e i Comuni di San Nicandro Garganico, Apricena, Lesi­na e Poggio Imperiale.

Il feudo Bel­vedere rappresenta “un anfiteatro naturale con un ampio confine vi­sivo sul lago di Lesina e, a coro­na, il sistema dei pendìi arborati che conducono all’altopiano carsi­co dell’area più interna, attraverso valloni più o meno incisi e profon­di”; in un contesto caratterizzato dalle particolari formazioni pro­miscue di pascolo arborato per la presenza dell’olivo (ogliarola garganica), spicca l’allevamento bra­do della razza bovina podolica, in grado di fornire maggiore impul­so a filiere tradizionali le cui pro­duzioni (carne, latte e formaggi) sono oggi assai apprezzate (non­ché presidio del gusto riconosciu­to dall’associazione “Slow Food”).

La significatività dell’area, ricorda la Presidente Lusi, “è legata alla persistenza storica dell’impianto rurale del tenimento teutonico di Belvedere, che vede permanere in­tegra, per otto secoli, la struttura del fondo rustico attraverso gii el­ementi agrari che lo compongono continuando a privilegiare il pas­colo. L’elevato grado di conservazione si evince dalla conservazi­one di tutti gli elementi struttura­li (muretti a secco, aree di pasco­lo, cisterne, alberi monumenta­li, mulini, grangia monastica, cor­si d’acqua, cippi confinari) che fu­rono creati nel medioevo ed anco­ra oggi sono parte integrante del paesaggio del Feudo. Non di meno sono importanti i ruderi di Santa Maria di Selva la Rocca, testimoni­anza di un passato ancora vivo nel­la memoria delle comunità locali e da recuperare alla fruizione pub­blica come bene significativo del­la storia e della religiosità popo­lare.

Lusi ha sottolineato come questo riconoscimento debba es­sere uno sprone tra le istituzi­oni del territorio per agire in sin­ergia, e programmare le iniziative condivise successive a questo pri­mo traguardo. Solo così, ha rimar­cato, sarà possibile “l’effettiva val­orizzazione del sito, sotto i diver­si profili della valenza storica, ambientale, paesaggistica, della tute­la e fruizione dei beni archeologi­ci medievali legati alle vie dei pel­legrini e dei cavalieri teutonici”, e “cogliere ogni opportunità anche ai fini dello sviluppo di una economia sostenibile del territorio”, facendo risaltare adeguatamente gli aspetti agroturis­tici e puntando sulla ricer­ca scientifica legata all’ag­ricoltura per farli divenire attrattori di sviluppo.

Queste azioni, ha poi sottolin­eato Patrizia Lusi, “hanno bisogno del pieno coinvolgimento del terri­torio, nelle sue più ampie espres­sioni - aziende, associazioni, stu­diosi, semplici cittadini - per poter trasformare le potenzialità offerte in concrete occasioni di crescita e di consolidamento della qualità della vita”. A breve, ha infine an­nunciato la Presidente Lusi, “sarà convocato un incontro operativo di tutti i partner per delineare il per­corso futuro da compiersi nella di­rezione indicata”.

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Il ministero per le Po­litiche agricole, alimentari e forestali ha comunicato che oggi a Roma, si riunirà l’Os­servatorio nazionale per va­lutare, tra gli altri, il dossier definitivo del Paesaggio agra­rio di olivastri storici “Feudo di Belvedere”, candidato ad essere inserito nell’apposito registro dei paesaggi storici rurali istituito nel 2012.

Viene così a compi­mento il pri­mo passo es­senziale del protocollo di intesa sotto- scritto tra l’Aps “Zacca­gnino”, sog­getto capofi­la, il Parco nazionale del Gargano, l’Uni­versità di Foggia e i Comuni di Apricena, Lesina, Poggio Im­periale e San Nicandro Garganico.

Il via libera all’esame del dossier da parte dell’Osserva­torio e all’auspicato definitivo riconoscimento consegue all’esito positivo del sopral­luogo effettuato il 13 luglio scorso, quando gli esperti in­caricati (un funzionario mi­nisteriale, un dirigente della Regione Puglia e una ricer­catrice del CultLab dell’Uni­versità di Firenze) hanno vi­sionato l’area del comprenso­rio “Bellumvideri” per la ve­rifica dei requisiti di ammis­sibilità.

«Si tratta di un riconosci­mento che, oltre ad eviden­ziare la valenza storico, am­bientale e paesaggistica del si­to - commenta Patrizia Lusi, preside dell’Asp “Zaccagnanino” -, rappresenta un’occasio­ne importantissima per ideare e realizzare iniziative mirate allo sviluppo di una economia sostenibile del territorio, va­lorizzando gli aspetti agrotu­ristici, promuovendo la con­servazione della civiltà rurale tipica, applicando le opportu­nità offerte dalla ricerca scien­tifica alle tradizionali tecniche agricole».

Non a caso l’Osser­vatorio nazionale, nella stessa seduta del 9 settembre, esa­minerà anche il disciplinare del “Marchio collettivo del Paesaggio rurale storico ita­liano”, con relativo logo, ba­sato sulla Classificazio­ne di Nizza (11.ma Edi­zione - ver­sione 2019), marchio che potrà svolge­re una funzio­ne importan­te non solo nella promozione del turismo rurale, ma anche nella valo­rizzazione delle produzioni lo­cali intimamente legate alla presenza dei paesaggi rurali tradizionali o di interesse sto­rico.

Al ministro Teresa Bella­nova va rivolto un particolare ringraziamento, per aver spro­nato il ministero a concludere le istruttorie sui dieci paesaggi candidati, pur dovendo ope­rare nella complessa situazio­ne derivante dall’emergenza sanitaria nazionale; va ringra­ziato Feliciano Stoico, che ha curato il dossier e le inte­grazioni richieste dagli uffici ministeriali, insieme ad Au­gusto Ferrara ed al perito agra­rio Matteo Viggiani, rispetti­vamente direttore generale e responsabile dell’Ufficio tecni­co agricolo dell’Asp, che hanno fornito il supporto ammini­strativo e tecnico indispensa­bili per il perfezionamento del­la candidatura e per le ve­rifiche che ne sono conseguite.

«Siamo convinti e fiduciosi - conclude Lusi - che l’Osservatorio nazionale confermerà la valenza e il pregio del feudo Belvedere, disponendone l’au­spicata iscrizione nel Registro nazionale dei Paesaggi storici rurali, che fungerà da sprone per tutti gli enti e le istituzioni partner dell’intesa a porre il massimo impegno e cogliere anche questa occasione nel programmare le azioni siner­giche che occorrono per la- sviluppo del territorio».

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Nei giorni scorsi, i Carabinieri di San Severo, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia” , nell’ambito di una vasta attività di controllo delle aree rurali, hanno arrestato un italianocon precedenti di polizia, colto nella flagranza del reato di coltivazione illecita di sostanze stupefacenti.

Nel prosieguo delle stringenti attività di monitoraggio delle vastissime aree rurali della parte nord della Capitanata- in un terreno di San Nicandro Garganico, molto battuto in questo periodo, i Carabinieri si sono imbattuti in una piantagione di marijuana, circa 40 piante del tipo “indica sativa” alte circa 1,50 metri, iniziando una attenta e paziente attività di osservazione, che ha avuto esito positivo dopo qualche ora. Infatti, i militari notavano sopraggiungere un soggettocon autovettura monovolume che si fermava proprio all’altezza del tratturo che porta alla piantagione, nascosta dalla vegetazione.

L’uomo iniziava tranquillamente a irrigarele piante attingendo l’acqua daun serbatoio all’interno di una Fiat Multipla e a controllare lo stato di crescita. Con una manovra repentina e coordinata, tutto il personale circondava l’area dove vi erala coltivazione e, con una rapida incursione, gelavano ogni possibilità all’uomo di reagire, che veniva quindi bloccato e tratto in arresto.

Sul posto venivano sottoposte a sequestro tutte le piante coltivate. Gli arboscelli, a seguito di verificheal Laboratorio di Analisi delle Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia, avrebbero potuto fruttare circa 3.000 dosiper un guadagno di circa 20.000euro.A seguito del rito per direttissima, l’uomo è stato condannato a un anno e 4 mesi di reclusione e al pagamento di 4000 euro di multa. La sostanza e il materiale utilizzato verranno distrutti.

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Ancora un furto con scasso ai piedi di Torre Mileto. Questa volta a farne le spese una coppia di turisti della Repubblica Ceca di passaggio sul Gargano per la loro luna di miele. Venerdì sera i giovani sposi avevano parcheggiato la loro auto ai piedi della torre aragonese, spostandosi verso gli scogli per ammirare uno degli splendidi tramonti che fanno spettacolo sul piccolo promontorio.

Al ritorno l'amara sorpresa: un vetro dell'auto rotto e una gomma squarciata si sono rivelati il minimo danno. I malviventi - che da tempo scorazzano indisturbati e impuniti nell'area - avevano saccheggiato l'interno del veicolo delle cose più care: un borsello con circa 1.900 euro in contanti utili alla vacanza, la valigia della donna con tutti gli effetti personali e gli abiti e qualsiasi cosa avesse un valore, documenti inclusi.

I malcapitati, sotto shock e in preda al panico, sono stati soccorsi da alcune persone di San Nicandro Garganico, che hanno subito chiamato i Carabinieri e mediato l'appuntamento in caserma per la denuncia di rito, la mattina seguente, grazie ad un traduttore automatico, dato che i due giovani parlano a stento un po' di inglese.

"Erano shockati, in lacrime - ha detto a sannicandro.org Stefania, sannicandrese residente a Milano - Ci siamo fermati per chiedere loro cosa fosse successo e con nostro stupore e soprattutto dispiacere abbiamo appreso che erano stati appena derubati di tutti i loro averi. Documenti, denaro, carte di credito, cellulari". Il giorno seguente la coppia è stata poi messa in contatto con l'AVERS Protezione Civile dal presidente dell'associazione AMG Francesco Ferrazzano, che ha provveduto a sue spese a trovare un alloggio e dei vestiti per i poveri malcapitati.

Che ora hanno un problema serio: non avendo documenti e denaro non possono rimettersi in viaggio e dal consolato hanno fatto sapere che riavranno nuovi documenti non prima di trenta giorni. Intanto, grazie alla generosità dei volontari dell'AMG e dell'AVERS e di qualche persona vicina all'associazione è stato possibile riparare la macchina e i due vengono ospitati nella speranza che si ritrovino almeno i documenti per consentire loro di ritornare in patria.

L'appello, perciò, è che chiunque sappia qualcosa o trovi la refurtiva non di valore (documenti e effetti personali che solito vengono abbandonati dai malviventi), faccia riavere almeno i documenti ai due giovani. La cui vicenda scrive, comunque, ancora una pagina nera a danno del buon nome e dell'accoglienza del Gargano.


sannicandro.org

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Tre coltivazioni di canapa indiana, per circa 4.200 piante in località Bosco Rosso, al confine tra San Nicandro Garganico e San Marco in Lamis, sono state poste sotto sequestro dalla Guardia di Finanza di Foggia.
 

I militari hanno estirpato e poi distrutto 2.500 piante di cannabis indica e 1.700 di cannabis sativa, tutte in fase di piena fioritura, mature per essere sottoposte alla successiva fase di essiccazione, che avrebbe reso centinaia di migliaia di dosi da spacciare sulle piazze del Gargano.
    I mancati guadagni per l'organizzazione criminale sono stati stimati tra i 2,5 - 3 milioni di euro. Sono in corso accertamenti per individuare i responsabili delle coltivazioni illegali.

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(5 gennaio 2020) - I militari della Stazione Carabinieri di San Nicandro Garganico, coadiuvati altresì da personale del Nucleo Operativo e Radiomobile di San Severo, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di un 28enne pregiudicato del posto, per i reati di violenza, resistenza e minaccia a P.U. in concorso.

In particolare, il 9 dicembre scorso, il Comandante della Stazione Carabinieri di Cagnano Varano, Maresciallo FOSCHI Graziano, libero dal servizio ed in abiti civili, si era recato, nella mattinata, presso il locale Ufficio Postale di San Nicandro Garganico, per delle incombenze di carattere personale.

Nel raggiungere tale ufficio Postale, il militare in questione notava però nelle immediate adiacenze dello stabile dove è ubicato lo sportello Postamat la presenza sospetta di due fratelli, noti pregiudicati locali, presumibilmente in procinto di compiere qualche atto criminoso. Il militare, al fine di capire il motivo della loro presenza in quel punto, li monitorava per qualche minuto, ma dopo poco, uno dei due fratelli, il 28enne per l’appunto, lo riconosceva e, sentendosi in qualche modo “scoperto”, improvvisamente,lo aggrediva fisicamente, dandosi poi alla fuga con il fratello.

Il militare aggredito nonché già ferito richiedeva quindi immediatamente ausilio ai colleghi della Stazione CC di San Nicandro Garganico, che inviavano così sul posto una pattuglia capeggiata in quel frangente dal Maresciallo Gabriele MARRA, Vice Comandante del citato Comando Stazione CC. Gli operanti, che iniziavano senza indugio le ricerche nelle adiacenze dell’Ufficio Postale in menzione, dopo pochissimo, riuscivano ad intercettare, per strada, i due fratelli e si adoperavano conseguentemente per bloccarli.

Mentre uno dei due fratelli riusciva a guadagnarsi la fuga, l’altro, il 28enne, invece, veniva inizialmente bloccato dal Maresciallo Gabriele MARRA, continuando però a divincolarsi selvaggiamente e a tentare quindi di colpire il militare per poter scappare, fino a quando non ha sbilanciato e spintonato brutalmenteil militare con cui aveva ingaggiato la colluttazione, che perdeva l’equilibrio, rovinando poi a terra e riportando anche la frattura della clavicola. Anche il secondo malfattore riusciva quindi a far perdere le proprie tracce. Entrambi i militari venivano successivamente soccorsi e trasportati per le cure del caso presso l’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, in conseguenza delle gravi lesioni personali patite.

Le immediate ricerche attivate in quell’area per ricercare i due malviventi, protrattesi per lungo tempo, consentivano di individuare uno dei due fratelli che, sentendosi ormai “braccato”, decideva di presentarsi spontaneamente e così costituirsi presso la Stazione CC di San Nicandro Garganico, dove ammetteva le proprie responsabilità, mentre il fratello, il 28enne, nel frattempo si rendeva di fatto irreperibile.

La Procura della Repubblica di Foggia, nel condividere gli esiti di tutti gli accertamenti e delle indagini espletate dagli investigatoridell’Arma nella grave circostanza, richiedeva infine all’Ufficio G.I.P. una misura cautelare custodiale nei confronti del 28enne, che veniva accordata ed eseguita in queste ore.

A meno di un mese quindi dal deprecabile episodio di vile aggressione contro appartenenti dell’Arma dei Carabinieri è arrivata la ferma risposta dello Stato, assicurando difatti i responsabili alla Giustizia.

Esito processuale e richiesta di rettifica

 

(26 luglio 2020)

Vi evidenzio che in relazione al fatto già raccontato anche dalla Vostra redazione nei vari articoli susseguitisi sulla vicenda (sopra riportata) evidenzio che il 24.7.20 il gup Bencivenga ha assolto uno dei due fratelli imputati, quello che aveva richiesto di definire il procedimento nelle forme del rito abbreviato condizionato, rinviando a giudizio l'altro fratello.

Contrariamente a quanto riportato inizialmente dalle varie redazioni giornalistiche,  entrambi i fratelli mi risultano essere incensurati e non pregiudicati (vi inviterei pertanto a rettificare i precedenti vostri articoli)

L'imputato assolto il 24.7.20 è quello nei cui confronti vi erano più elementi di prova contro (l'altro fratello, per il quale si è scelto il rito ordinario, infatti, si è sempre dichiarato estraneo a tutti i fatti, non avendo rivestito parte attiva nella vicenda).

L'imputato assolto, nel corso dell'abbreviato condizionato, ha ammesso di aver tirato uno schiaffo al carabiniere senza però essere consapevole della qualifica che costui rivestiva. Alla reazione del Carabiniere di CagnanoVarano, che chiedeva rinforzi ai colleghi di Sannicandro Garganico, l'imputato fuggiva semplicemente; pertanto, la frattura riportata dall'operatore di PG era il frutto di una caduta accidentale derivata dal tentativo maldestro di rincorrere l' imputato fuggitivo. 

L'imputato giudicato con il rito abbreviato condizionato ha poi chiesto di sottoporsi a perizia psichiatrica, il cui risultato - inizialmente - è stato quello di una perfetta capacità d'intendere e di volere, con un giudizio di grave pericolosità sociale. Innanzi a tale esito negativo della perizia,  la sottoscritta difesa, previo illuminanti indicazioni e suggerimenti ricevuti dalla collega avv. Giada Ficarelli, ha eccepito le incongruenze delle conclusioni del perito nominato dal Giudice, ottenendo che il Giudice disponesse una seconda perizia,  nonostante l'avviso contrario del PM e dei difensori dei carabinieri che si sono costituiti parti civile.

Il secondo perito ha così ribaltato il giudizio del primo risultato peritale, riconoscendo l'imputato incapace d'intendere e di volere al momento dei fatti, con una pericolosità sociale decisamente attenuata. 

Al Giudice,  pertanto,  non è restata altra possibilità che assolvere l'imputato che aveva scelto il rito abbreviato, disponendo la sua immediata scarcerazione, nulla riconoscendo ai carabinieri costituitisi parte civile, rinviando a giudizio il fratello che aveva scelto il rito ordinario (nel corso del quale avrà occasione di dimostrare la propria innocenza rispetto si fatti contestati).

Avv. Antonio Gabrieli 

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Il G.I.P. del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo dauno che ha diretto e coordinato le indagini condotte da militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, ha disposto l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di due coniugi imprenditori agricoli di San Nicandro Garganico, per aver percepito indebitamente e con manovre truffaldine erogazioni pubbliche dal 2009 al 2018. Contestualmente, è stato loro notificato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e disponibilità per un ammontare pari a 130.000 euro.

Si tratta di P.T., pluripregiudicato di 49 anni, elemento di spicco della criminalità rurale e pastorale garganica, posto agli arresti domiciliari, e di sua moglie, D.R. di anni 48, interdetta per un anno dall’esercizio di attività d’impresa e professionale.

Le indagini sono state condotte dai finanzieri della Tenenza di San Nicandro Garganico sulla base di una segnalazione del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie di Roma e dello S.C.I.C.O. (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza.

Hanno permesso di appurare che P.T., già colpito dalla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e da diverse condanne definitive, anche per delitti in materia di stupefacenti e armi, seppur gravato da precedenti penali che, in base alla normativa antimafia, negano qualsivoglia erogazione da parte dello Stato, di altri enti pubblici o dell’Unione europea, dal 2009 al 2018 ha fraudolentemente chiesto ed indebitamente ottenuto finanziamenti e contributi – dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura a titolo di contributo PAC e per l’acquisto di gasolio agricolo quale Utente Motori Agricoli - a favore dell’impresa agricola di cui è titolare e di quella fittiziamente intestata alla moglie, amministrata dallo stesso pregiudicato.

Sono state invece bloccate le contribuzioni che il P.T. aveva già avanzato per entrambe le imprese per il 2019.

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Deplorevole episodio ieri sera nel cimitero di San Nicandro Garganico, dove qualcuno ha incendiato delle bare che si trovavano in una zona isolata dalle cappelle ed erano pronte per essere smaltite in quanto rifiuti da stumulazione. I carabinieri indagano, intervenuti anche i vigili del fuoco. 

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La panchina sarà inaugurata domenica 8 marzo alle ore 11.30 in Piazza IV Novembre con la partecipazione dell’on. Piera Aiello,prima parlamentare testimone di giustizia, si è ribellata al sistema mafioso.


L’iniziativa è promossa dall’on. Marialuisa Faro del Movimento 5 stelle  con la collaborazione del Comune di San Nicandro Garganico (Fg). La panchina sarà inaugurata domenica 8 marzo, alle ore 11.30, in Piazza IV Novembre. La panchina rossa rappresenta “il posto occupato” da una donna vittima di violenza e femminicidio, un segno tangibile collocato in uno spazio pubblico visibile a tutti. Un modo per dire, tutto l’anno, No alla violenza sulle donne.

Dai risultati statistici si evince che le forme di violenza fisica, verbale, economica, sessuale  subite dalle donne sono un problema serio nel nostro Paese, la violenza di genere non è solo l’aggressione fisica di un uomo contro una donna, ma include anche vessazioni,ricatti, minacce compiute da un uomo contro una donna in quanto donna. A volte sfocia, nella sua forma più estrema, in femminicidio.

«Serve riscrivere la grammatica delle relazioni uomo donna, ripartire dall’educazione, dalle bambine e dai bambini, per insegnare loro come la negatività di certi stereotipi della virilità e della femminilità vanno cambiati. Un segno tangibile, come la panchina che sarà inaugurata domenica, serve a questo, è un piccolo simbolo utile a ricordare che abbiamo un grande problema che spesso è stato sottovalutato- dichiara la parlamentare Marialuisa Faro. Serve certamente  potenziare progetti nazionali sul tema delle pari opportunità, ma il coinvolgimento dei cittadini è  un importante  stimolo in tal senso».

All’inaugurazione parteciperà l’on. Piera Aiello, deputata del M5s e componente della Commissione parlamentare antimafia, prima parlamentare testimone di giustizia, si è ribellata al sistema mafioso. Ha vissuto con due identità per ventisette anni, incontrando i genitori in segreto. L’elezione alla Camera dei Deputati nel 2018 ha messo fine alla copertura. È stata definita la “candidata fantasma” per aver svolto la campagna elettorale a volto coperto.
Interverranno, oltre all’on. Faro, Costantino Ciavarella, sindaco di San Nicandro Garganico, le deputate del M5s Carla Giuliano e Rosa Menga, la consigliera regionale del M5s Rosa Barone e Costantina Di Leo, assessore politiche sociali del Comune di San Nicandro Garganico.

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Si è spento alla veneranda età di 104 anni Nazario Cataluddi, di San Nicandro Garganico, uno degli uomini più longevi d’Italia. A darne notizia è lo SPI Cgil Foggia, il Sindacato dei Pensionati che, due anni fa, al “nonno” sannicandrese aveva consegnato una targa premio per celebrare un suo tesserato ultracentenario, con tanti anni di lavoro e di impegno all’attivo.“Vogliamo ricordare Nazario perché per noi è stato un esempio positivo”, ha dichiarato Franco Persiano, segretario provinciale dello SPI Cgil Foggia. La storia di Nazario Cataluddi iniziò il 25 maggio del 1915, quando nacque a San Nicandro. Bracciante agricolo sin da giovanissimo, s’impegnò al fianco degli altri braccianti nelle lotte per la bonifica dei terreni nell’area della laguna.

“A quei tempi, lottare per diritti e sviluppo non era affatto una cosa semplice e scontata, significava correre dei seri rischi anche per la propria incolumità”, ha aggiunto Persiano.Due anni fa, quando all’ultracentenario sannicandrese si chiedeva quale fosse il segreto della sua longevità, lui rispondeva con parole semplici ma piene di significato: “mi nutro di cose buone e genuine, cercando di evitare gli alimenti ricchi di grassi e di zuccheri; mi piace camminare, in modo da tenermi sempre in movimento e quando sto a casa cerco di leggere il più possibile, di informarmi, così da tenere allenata e attiva anche la mente”.

Negli ultimi anni, lo SPI Cgil Foggia ha premiato numerosi ultracentenari, donne nella maggior parte dei casi. “Abbiamo premiato quelle persone per dare il giusto rilievo a esempi di vita che esprimono valori importanti come il lavoro, l’impegno politico e sindacale, il senso di appartenenza a una cultura contadina che ha fatto la storia della provincia di Foggia, contribuendo alla lotta per l’emancipazione dei lavoratori e delle lavoratrici”, ha dichiarato Persiano. “Se fosse stato ancora vivo, certamente Nazario avrebbe partecipato con noi all’iniziativa che venerdì 6 marzo terremo proprio nella sua amata San Nicandro Garganico: le nuove piante d’ulivo che metteremo a dimora nell’ambito del progetto Piantiamo il Futuro saranno dedicate anche alla sua memoria. A nome dello SPI Cgil, esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai familiari di Nazario e a quanti gli hanno voluto bene. Ciao Nazario”.

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