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Venerdì, 17 Agosto 2018 08:19

Un processo al Visconti nel 1758 a Ischitella (157° e 158° parte).

Ricevuto nello stesso giorno e stesso luogo.

Domenico Imparato della città di Napoli al presente in questa terra d'Ischitella dice essere cameriere dell'illustre Marchese Giuliano d'età sua di anni 38 in circa come detto testimone con giuramento inteso ed espressamente sulle cose infrascritte.

Inteso se esso testimone sa se a Gio.Batta Visconti fosse stata tolta qualcosa d'argento da chi,come,quando dove che cosa sia stata,e per quale causa detto Sig. ritrovandomi a servire l'illustre Marchese Giuliano in qualità di cameriere ed essendo il medesimo venuto in questa terra d'Ischitella da Napoli, venne incontro con esso nel mese di Novembre dell'anno 1758 e quando facemmo il giorno là da Foggia venne ad incontrare detto illustre Marchese Gio Batta Visconti di questa suddetta terra per tale attenzione usata il medesimo Illustre Marchese cominciò a trattarsi con confidenza la quale giunse a segno ,che continuamente vi scherzava e burlava e se non ricordo se allora fosse verso la fine di di aprile o principi di Maggio dell'anno prossimo passato 1758 in una mattina stando io nel quando assegnato per mia abitazione nel Palazzo Principale fui chiamato sopra le stanze dove abita l'ill.re Marchese se non so non fo errore da Tomaso Protano aggiustante di camera e conferitomi nella stanza da letto ove stava tuttavia il medesimo Ill.re Marchese e non si era ancora alzato ne trovai il suddetto Gio Batta Visconti col magnifico Michele d'Avolio ,e Tomaso Protano i quali ridendo e scherzando vidi che Michele d'Avolio teneva afferrato il Gio Battita e Tomaso Protano gli levò le fibbie d'argento dalle scarpe e le altre dai calzoni ,e mi accorsi che ciò era avvenuto per burla e scherzo che detto Ill.re Marchese l'aveva fatto come-

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Un processo al Visconti nel 1758 a Ischitella (158° parte)

Soleva. Dopo ciò il Gio Batta disse anche scherzando,che non poteva andare senza fibbie alle scarpe ,il medesimo ill.stre Marchese ordinò a me che avessi prese quelle delle sue proprie scarpe e le altre dei suoi calzini delle quali doveva far uso quando andava in campagna e gliele avessi date come eseguii ed il medesimo Visconti se le pose rispettivamente alle sue sue scarpe e calzoni. Dopo poco altro tempo essendo uscito ell'anticamera, vidi che vi venne anche il Viscontiil quale si mandò con le persone che cui erano della confidenza che gli dava detto Ill.re Marchese ,con accordi fatta la seguente burla e seguito in appresso a trattare con detto Ill.re Marchese colla stessa confidenza ,nè altro di questo io so ed è la verità di causa conoscente.

Inteso da costituito detto Sig. quando da me si è seposto si può anche deporre dal Sig. Michele d'Avolio e Tomaso Protano.

Io Domenico Imparato ho deposto come sopra.

Dell'Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

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