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Domenica, 14 Luglio 2019 10:42

Aeroporto/ Trasparenza sui lavori alla pista. Il Comitato “Vola Gino Lisa” chiede inoltre alla Regione di accelerare per le compagnie.

«Terminata la bagarre delle elezioni ammi­nistrative e prima ancora che cominci ufficialmente anche quella per la formazione del nuovo Consiglio Regionale, confidiamo di avere nei prossimi giorni, sempre dalla Regione Puglia, nella persona del Pre­sidente, e da Aeroporti di Puglia Spa, ma anche dal Comune di Foggia, nella persona del Sindaco rie­letto, ognuno per sua competenza, chiarimenti circa lo stato di avanzamento dei programmati lavori di allungamento della pista di volo del nostro aero­porto “Gino Lisa”. » Il comitato Vola Gino Lisa non va in ferie ed incalza le amministrazioni locali per conoscere lo stato dell’arte dei lavori. «L’ultima risposta di aggiornamento, di seguito al nostro puntuale sollecito, lo ricordiamo, riguardava l’avvio della programmata e necessaria bonifica dei terreni interessati dai lavori, ancora a rischio per i residui bellici della seconda guerra mondiale. Nulla si diceva, già allora, in merito ai tempi di chiusura della fase degli espropri di competenza di Aeroporti di Puglia Spa. Nonché sarebbe importante anche comprendere, da parte nostra, se sussistono dei vin­coli imposti alla navigazione aerea da parte di Enac e se questi sono stati rispettati o se dovranno essere effettuati degli interventi di merito con precisazione del soggetto chiamato a rispondere. Oggi ribadiamo, con forza, a distanza di diverse settimane da quella risposta ufficiale, e di ben tre mesi dalla posa della prima pietra, la necessità di mantenere una linea di trasparenza sui vari passaggi che ancora dovranno essere sviluppati, in questo arco di tempo residuo, per completare l’iter di allungamento della pista, come da termini di appalto. Confidiamo, oltre che in questa trasparenza, dovuta per legge ma anche per i noti precedenti negativi che hanno da sempre ca­ratterizzato l’iter della vertenza, che sia stato anche già programmato e prenotato dai responsabili del progetto esecutivo un collaudo finale sulla nuova pista e ovviamente su ogni accessorio di pertinenza alla medesima, e se è stato altresì previsto dalla Regione, da Aeroporti di Puglia SpA o da Enac, chiaramente ognuno per il suo bilancio, una spe­cifica voce di spesa a copertura dell’intervento», rimarca ancora il Comitato che aggiunge: «In ultimo chiediamo se sia stato programmato, dalla Regione e da Aeroporti di Puglia Spa, un nuovo accordo con Enav, sottolineando anche se per questo passaggio ci siano fondi disponibili in bilancio per la gestione della TWR dello scalo, anche in modalità remota, stante la necessità di una modifica dell’attuale sistema di controllo del traffico aereo per una corretta ed effettiva riattivazione dei voli civili anche nelle ore dopo il tramonto. In merito alla futura pro­grammazione dei voli civili, così come da noi da sempre auspicata, vorremmo anche degli utili ag­giornamenti sull’esito non solo della richiesta del Presidente Emiliano nei confronti della nota com­pagnia aerea Ryanair, proprio sulla possibilità di attivare dei voli nazionali dallo scalo di Capitanata ma anche sui programmi, sugli investimenti e sulle promozioni predisposte da Aeroporti di Puglia in vista della riapertura. Altresì ci chiediamo ancora per quale motivo il Presidente Emiliano si sia li­mitato a guardare nella direzione della sola com­pagnia irlandese, che dispone dei Boeing 737, non sondando anche la disponibilità di altre compagnie low cost, come ad esempio Easy Jet, che con i suoi Airbus 319 e 320, certamente appare più idonea oggi per l’utilizzabilità piena della futura pista.»

«Come è noto il Comitato ha presentato anche un suo piano industriale per la stagione 2020, sul quale sussiste, allo stato, il solito assordante e disinte­ressato silenzio politico, oltre che tecnico, tanto da indurci nuovamente a dubitare su quali siano le reali intenzioni della Regione e del gestore unico, chiaramente in ottica di sviluppo della vocazione turistica e commerciale nel cosiddetto quarto ae­roporto del sistema pugliese che, lo ribadiamo, non può essere confinato alla sola vocazione di soccorso. Vocazione che, oltretutto, è ancora offuscata dall’as­soluta mancanza di un effettivo, trasferimento di personale e mezzi della protezione civile in Capi­tanata. In merito alla vocazione turistica, da pro­grammare seriamente, ci chiediamo se è stata pre­vista una formazione del futuro personale di scalo necessario per gestire i voli civili dal Gino Lisa oltre che per la protezione civile; nonché se sussiste già un contratto di servizio che tenga conto proprio di questa esigenza. Ci rivolgiamo, in conclusione, an­che al Sindaco Landella, affinché mantenga alta l’attenzione sulla vertenza trasporto aereo, chie­dendo chiarimenti alla Regione ed impegnandosi, nuovamente, per quanto di competenza al fine di rimuovere o anche solo segnalare, a chi di com­petenza, ogni ostacolo illegale, oltre che program­mare poi le eventuali operazioni di esproprio dei terreni interessati dal piano rischio aeroportuale; tutti atti amministrativi di competenza comunale necessari per ripristinare le condizioni ottimali del­la zona», conclude il comitato Vola Gino Lisa.

Pubblicato in Economia
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