Martedì, 14 Gennaio 2020 11:54

Pagamenti in contanti: stipendi, soglie e sanzioni, tutte le novità del 2020

Nella Legge di Bilancio 2020 il Governo ha deciso di abbassare a 2.000 euro la soglia per i pagamenti in contanti a partire dal 1° luglio 2020 (oggi il tetto per il pagamento in contanti è di 3 mila euro, come introdotto dalla legge di Stabilità 2016 sotto il governo Renzi). Dal 1° gennaio 2022 il limite scenderà ulteriormente a mille euro. La decisione si inserisce all’interno del cosiddetto «Piano per la rivoluzione Cashless» per incentivare la tracciabilità dei pagamenti e fa parte della strategia di lotta all’evasione fiscale. Questo comporterà una riduzione progressiva anno dopo anno del denaro circolante. Qualsiasi cessione di denaro superiore ai 2 mila e poi ai mille euro dovrà avvenire tramite canali come il bonifico bancario, le carte di credito, etc.
 
 
 Le sanzioni per chi aggira il limite al contante

In caso di inosservanza del limite di 2 mila euro nell’utilizzo del denaro contante, è prevista una sanzione amministrativa che può andare dai 3 mila euro ai 50 mila. Nella violazione sono coinvolti entrambi i soggetti, quindi sia chi cede il denaro che chi lo riceve. Questo vale anche per donazioni e prestiti (anche tra parenti). In questo limite però non rientra il prelevamento o versamento per cassa in contanti dal proprio conto corrente perché non si tratta di un trasferimento tra soggetti diversi.

I pagamenti tracciabili consentiti

Nella Legge di Bilancio l’art. 23 si occupa dei «Pagamento con mezzi diversi dal contante» e stabilisce le seguenti modalità di pagamento ammesse: bancomat o carte di debito; carte di credito; carte prepagate; assegni bancari e circolari; altri sistemi di pagamento tracciabile come ad esempio il bonifico.

Le detrazioni fiscali con obbligo di tracciabilità

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto una norma sulla tracciabilità delle detrazioni fiscali del 19% (art. 15 del Tuir), vietando il pagamento in contanti. Dal 1° gennaio 2020 i contribuente è dunque obbligato a effettuare i pagamenti delle principali detrazioni fiscali esclusivamente tramite assegni, bancomat, carte di credito, carte prepagate, etc.

Spese sanitarie detraibili con o senza obbligo di tracciabilità

La Legge di Bilancio (nel comma 680, art. 1, legge 160 del 2019) specifica che solo alcune spese detraibili possono avvenire in contanti e si tratta delle “spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale”. In sostanza, dal 1° gennaio 2020 sono detraibili con pagamento in contanti solo i medicinali e i dispositivi medici come occhiali, lenti a contatto, siringhe, termometri, test di gravidanza, ecc, e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSN.
Tutte le altre spese mediche e di assistenza specifica, spese chirurgiche e prestazioni specialistiche rese da strutture private non accreditate al SSN, sono detraibili al 19% (art. 15 del Tuir) con l’“obbligo di pagamento con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”.

Il divieto di pagare lo stipendio in contanti

Un anno e mezzo fa, ovvero il 1° luglio 2018, è entrata in vigore la legge che obbliga qualsiasi azienda o professionista a corrispondere a un dipendente o collaboratore la retribuzione solo tramite una procedura tracciabile. L’obbligo interessa chi ha un contratto di lavoro subordinato; un contratto di collaborazione; o lavora in una cooperativa con soci. Le uniche forme di pagamento accettate sono i bonifici con Iban, i pagamenti elettronici, gli assegni bancari o postali e i versamenti in contanti presso la banca o la posta. Il divieto sembra escludere, almeno per il momento, i rimborsi spese per le trasferte e gli anticipi di spese per conto del datore di lavoro o del committente.

Le riserve della Bce

La Banca Centrale Europea ha espresso qualche riserva sull’abbassamento della soglia per i pagamenti in contanti. Il limite rischierebbe di penalizzare le persone meno abbienti (la Bce potrebbe intendere coloro che non hanno un conto corrente) e gli anziani. Inoltre, la Bce sottolinea che «mentre in uno Stato membro possono esistere in generale altri mezzi legali di estinzione dei debiti pecuniari diversi dai pagamenti in contanti, la loro disponibilità in tutti gli strati della società a costi comparabili con i pagamenti in contanti dovrebbe essere verificata con attenzione dalle autorità nazionali competenti» e che i metodi di pagamento alternativi al contante «possono non costituire delle alternative del tutto equivalenti».

Massimiliano Jattoni Dall’Asén

corrieredellasera

Pubblicato in Economia
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