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Venerdì, 22 Maggio 2020 09:42

Foggia/ La marcia dei migranti davanti la Prefettura: «Mancano i diritti»

«A partire da oggi se il Governo non darà delle risposte, la stagione di raccolta sarà caratterizzata da altri scioperi. Ma gli scioperi che faremo non saranno gli scioperi dei braccianti ma del consumo e della spesa».

Lo ha detto poco fa Aboubakar rappresentante dell’USB - Unione sindacale di base - che in compagnia di una trentina di braccianti agricoli ha protestato davanti alla prefettura di Foggia, brandendo in mano ortaggi di stagione, perchè «Nelle campagne mancano i diritti e non le braccia».

La protesta, che è contro le nuove disposizioni del governo in materia di regolamentazione dei braccianti, è cominciata in tarda mattinata quando circa duecento migranti sono sfilati in corteo nelle vicinanze del ghetto di Rignano che si trova nelle campagne tra Foggia e San Severo. Poi un gruppo di loro, a bordo di un pullman, ha raggiunto la prefettura. A quanto si apprende i manifestanti consegneranno una lettera al Prefetto di Foggia, Raffaele Grassi. 

A LUGLIO ASSEMBLEA NAZIONALE -  «A luglio se dal Governo non avremo risposte convocheremo, qui nel Foggiano, un’assemblea nazionale dei braccianti provenienti da tutta Italia». Lo ha annunciato Aboubakar dell’Usb - dell’Unione sindacale di base - nel corso della protesta davanti alla Prefettura di Foggia contro le nuove norme sulla regolarizzazione.

Una trentina di braccianti guidati dal sindacalista, ha manifestato, mostrando ortaggi, melanzane carciofi e cavoli, contro il nuovo provvedimento governativo in materia di regolarizzazione temporanea dei braccianti in agricoltura.

«Noi - dice Aboubakar - contestiamo di questo provvedimento fatto dal Governo, alcuni elementi: il primo riguarda l’aver riservato la regolarizzazione soltanto a chi si spacca la schiena nelle campagne, senza preoccuparsi della salute dei braccianti, senza preoccuparsi che questi operai lavorano 24 giorni al mese e i datori di lavoro ne dichiarano 4 - 5 perché così non versano i contributi». «Il secondo punto - continua -  riguarda il fatto di aver stabilito che possono richiedere il rinnovo del permesso di soggiorno direttamente negli uffici delle questure, persone che abbiano un permesso di soggiorno scaduto a partire dal 31 ottobre 2019.

Dal Governo non hanno avuto il coraggio di eliminarmi decreti sicurezza che creano insicurezza e che sono fabbriche di costruzione degli invisibili. Terzo punto che contestiamo è quello di aver subordinato il permesso di soggiorno al contratto di lavoro. Noi riteniamo che uno dei drammi dei braccianti sia la legge Bossi-Fini» .

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