Domenica, 29 Dicembre 2019 11:36

SanitàPuglia/ Arriva il nuovo CUP. “Da aprile sarà unico”. Prenotazioni di esami e visite anche oltre la provincia del paziente

L’idea è di ampliare l’of­ferta, rendendo disponibili al cit­tadino le strutture pubbliche e pri­vate dell’intera Puglia: chi ha bi­sogno di una visita cardiologica a Bari, per esempio, potrà sapere che a fronte dei 40 giorni di attesa (po­niamo) del Policlinico potrà otte­nere la stessa prestazione in tre giorni a Foggia.

L’ok del ministero della Salute al finanziamento da 25 milioni ha permesso alla giunta regionale di approvare il piano per l’ammodernamento dei Centri unici di prenotazione predisposto dall’assessorato alla Salute con il dirigente Vito Bavaro: entro aprile i Cup saranno tutti collegati in rete tra loro.

Il modello scelto dalla Puglia è il Cup integrato: significa che Asl e Policlinici continueranno ad ave­re il proprio centro di prenotazio­ne, ma si collegheranno a un ser­ver regionale «orchestratore» che metterà in comune le agende in materia che Bari possa vedere Brindisi (e viceversa). Il sistema è già in fase di test con tutte le Asl (tranne Lecce), Policlinico di Bari, Riuniti di Foggia e Irccs di Ca­stellana.

Entro febbraio dovrebbe­ro unirsi Asl Lecce e Irccs di Bari, ed entro aprile anche i tre ospedali ecclesiastici. Nel frattempo ciascu­na Asl dovrà fare in modo che nel meccanismo rientrino anche i pri­vati. A Bari, ad esempio, ci sono già, mentre a Foggia e nella Bat diverse strutture accreditate non passano dal Cup.

C’è comunque un limite impor­tante: il Cup regionale non potrà vedere le agende di tutte le specialità ma, almeno nella prima fa­se, solo quelle oggetto di monitoraggio dei tempi di attesa. «Par­tiamo con le prestazioni più rile­vanti - spiega il direttore del di­partimento Salute della Regione,

Vito Montanaro - con l’obiettivo di fare dei test prima di condividere tutte le agende di tutte le aziende». Ci sono una serie di casi partico­lari che vanno esaminati, e una serie di esami e prestazioni (la car­diologia, ad esempio) in cui è ne­cessario un intervento massiccio sui tempi. L’approccio di Monta­naro - condiviso dal ministero, che ha approvato il Piano della Puglia per la riduzione delle liste d’attesa - è di partire dalla riorganizzazione del sistema per poterne identifi­care le criticità.

Ma bisogna, ad esempio, inserire nei Cup anche tutte le agende dell’intramoenia (l’attività libero professionale a pa­gamento), che ancora troppi repar­ti gestiscono in proprio. E questo anche per poter implementare i cosiddetti «percorsi di tutela»: se il sistema pubblico non è in grado di garantire la prestazione richiesta nei tempi massimi previsti per cia­scuna categoria, al cittadino dovrà essere offerta la visita in intramoe­nia o dal privato pagando soltanto il ticket.

Ma per arrivarci, appun­to, serve che il sistema sia real­mente integrato. «Bisogna partire dalla riorganizzazione dei sistemi informatici - conferma Montanaro - poi potremo capire le misure necessarie per la riduzione delle liste d’attesa, l’ultima delle quali è il potenziamento del personale».

Il tema del potenziamento dei sistemi informatici riguarda an­che il cittadino. La Puglia è dotata del fascicolo sanitario elettronico e teoricamente è già possibile pre­notare una visita anche attraverso Internet: ma il sito e la app «Puglia Salute» sono ancora molto rudimentali.

La strada più semplice è che siano il medico di base o il pediatra ad effettuare direttamen­te la prenotazione della visita richiesta dal paziente: il software già lo prevede, ma per far partire la novità manca l’accordo sindacale.

Massimiliano Scagliarini

gazzettamezzogiorno

Pubblicato in Sanità

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