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Giovedì, 16 Gennaio 2020 15:06

NOTIZIE UTILI/ Anche un abbraccio forzato può essere violenza sessuale. Aumentalo le multe per chi usa lo smartphone alla guida. Abbonamenti-biglietti: guai per le società di calcio.

Un abbraccio forzato, ottenuto con l’inganno, attirando rapida­mente verso di sé la persona offesa, mentre tende la mano per un sa­luto, è violenza sessuale, stante an­che il contatto fisico con la vittima. Queste le conclusioni della Cas­sazione che ha condannato un im­putato ritenuto colpevole di aver approfittato di una stretta di mano per abbracciare una signora. Gli Ermellini hanno ribadito infatti che «integra il reato di violenza sessuale anche la condotta repen­tina e subdola, senza prima accer­tarsi del rifiuto espresso della vit­tima. Non è necessario quindi che violenza impedisca al soggetto di opporre resistenza». È sufficiente che il soggetto agente compia in modo «insidiosamente rapido» i suoi atti «tanto da superare la vo­lontà contraria del soggetto pas­sivo».

 In dirittura di arrivo le modi­fiche al nuovo Codice della Strada. Tra le nuove norme che riguardano la sicurezza strale previsto un forte aumento delle multe per chi guida con lo smartphone (da 422 a 1697 euro, e sospensione della patente fino a tre mesi in caso di recidiva. Il codice prevede inoltre l’obbligo di cinture di sicurezza per gli scuolabus, a partire dal 2024, e la distanza di sicurezza la­terale di 1,5 metri quando si supera una bicicletta.

Sempre riguardo al­la scuola, nel testo ci sono una serie di misure quali l’istituzione da parte dei Comuni delle zone sco­lastiche, ossia strade intorno alle scuole in cui limitare la velocità a trenta chilometri orari, almeno durante gli orari di entrata e usci­ta. Tra le novità previste anche la possibilità di attraversamenti pe­donali rialzati ad altezza marcia­piede, con conseguente rallentamento delle auto; o ancora la pos­sibilità, per i Comuni di fare uso delle bande sonore sulle strade per far rallentare la velocità.

Arrivano i progetti utili alla col­lettività organizzati dai Comuni e i primi ad essere coinvolti saranno i beneficiari del Reddito di Cittadi­nanza .Tutti sono tenuti a offrire, nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale, la propria disponibilità per la par­tecipazione a progetti a titolarità dei Comuni, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, arti­stico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il medesimo comune di residenza. La mancata adesione ai progetti utili da parte di uno dei componenti il nucleo familiare comporta la decadenza dal reddito di cittadinanza, con obbligo di se­gnalazione. Non sono tenute agli obblighi: le persone occupate, con reddito da lavoro dipendente o au­tonomo superiore a 8.145 per la­voro dipendente ed 4.800 per la­voro autonomo; le persone fre­quentanti un regolare corso di stu­di; i beneficiari della Pensione di cittadinanza; i componenti con di­sabilità. La domanda della carta acquisti, sui siti internet di Inps, Poste Italiane, e del Ministero dell'Economia e delle Finanze e Ministero del Lavoro e delle Po­litiche Sociali.

 80 euro ogni due mesi per i genitori dei bambini di età inferiore ai tre anni e gli anziani di età superiore a sessantacinque an­ni: questa è la carta acquisti, una carta di pagamento elettronico per fare acquisti nei negozi conven­zionati che riportano il simbolo del carrello della spesa e la dicitura «Carta Acquisti» prevista dal Go­verno. Per fare domanda occorre avere determinati requisiti sogget­tivi, reddituali e patrimoniali e dal primo gennaio 2020 essere titolari di un reddito Isee, aggiornato all’importo di 6.966,54 euro.

Arrivano le prime multe per i pedoni che passano col semaforo rosso. La sanzione amministrativa varia da quarantuno a 168 euro. È dunque pericoloso farlo, non so­lo per i veicoli che circolano di­rettamente sulla carreggiata, ma anche per i pedoni quando l’attra­versamento è loro inibito dall'ac­censione dal semaforo.

C’è tempo fino a venerdì 31 gen­naio per presentare la domanda di esonero dal pagamento del canone tv per tutto il 2020. Per inviare la richiesta di esonero, basta: scari­care il Modulo o dal sito dell’Agen­zia delle Entrate o dal sito dedi­cato: inviare il Modulo tramite l’applicativo web dell’Agenzia del­le Entrate che prevede il possesso delle credenziali di accesso tele­matiche o dell’agenzia o dello Spid, i Caf o gli intermediari abilitati, gli sportelli postali con raccomandata (meglio a/r), senza busta, all’in­dirizzo: Agenzia delle Entrate Uf­ficio di Torino 1, S.A.T. - Sportello abbonamenti tv-Casella Postale 22-10121 Torino.

 Quattro milioni e ottocentomila euro questa la multa inflitta dall’Antitrust a Telecom. L’Auto­rità ha rilevato che Telecom da giugno 2018 non ha fornito infor­mazioni chiare ed immediate nella promozione di offerte «personaliz­zate» di winback per i servizi di telefonia mobile rivolte ad ex clien­ti. Questi venivano contattati pre­valentemente tramite sms o cali center, limitandosi ad indicare le sole condizioni del piano tariffario proposto in termini di prezzo men­sile e traffico incluso ed omettendo nel messaggio e nel corso della te­lefonata di dar conto di ulteriori costi o di vincoli di fruizione delle offerte.

Le società di calcio Atalanta, Ca­gliari , Genoa, Internazionale Mi­lano, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese sono sotto inchiesta da parte dell’Antitrust. Avrebbero penalizzato i tifosi all’atto dell’ac­quisto dell’abbonamento annuale e del biglietto per la singola par­tita. Le società non avrebbero ri­conosciuto il diritto dei consuma­tori ad ottenere il rimborso di quo­ta parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso di chiusura totale o parziale dello Stadio; ad ottenere il rimborso del titolo di accesso per la singola gara in caso di rinvio dell’evento, sia per fatti imputabili alla società, sia quando tale circostanza prescinda dalla responsabilità di quest’ultima; a conseguire il risarcimento del danno qualora tali eventi siano direttamente imputabili alla socie­tà.
 
Dopo la storica sentenza del Tar che ha decretato che i dati de­gli utenti che Facebook ha raccolto e utilizzato hanno un valore eco­nomico, Adiconsum ha attivato una class action con cui si chiede un risarcimento di 285 euro per ogni anno d’iscrizione al social network. A rispondere all’appello sono stati 12.5000 consumatori. Il social nètwork, secondo l’associa­zione, non ha informato dell’utilizzo dei dati i suoi iscritti al mo­mento dell’iscrizione, né li ha in­formati sul modo in cui ha ne tratto profitto. Secondo il giudice ammi­nistrativo, gli operatori che trag­gono profitto dai dati degli utenti devono rispettare quegli obblighi di chiarezza, completezza e non ingannevolezza delle informazioni nel momento in cui acquisiscono i dati. Il consumatore deve essere informato dello scambio di presta­zioni che avviene a seguito della sua iscrizione al social network.

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