Sabato, 18 Gennaio 2020 11:17

Vieste/ Cattivissimo Me

Riceviamo e pubblichiamo

Il trabucco e le punte di San Lorenzo appartengono alla comunità? E allora perché il sindaco Nobiletti non intraprende l’accertamento della reale ed effettiva esistenza della proprietà privata rivendicata dal cugino di tutta la costa di San Lorenzo? Non potrebbe trattarsi di demanio civico? Si parte dal cancello e si finisce come alla Chianca o al Crovatico o come a Campi? Per le Dogane, evidentemente, la costruzione del cancello non costituisce un ostacolo alla zona di vigilanza doganale ma rimane la curiosità, che deve essere di tutta la comunità, di leggere l’autorizzazione in questione. L’accertamento sostanziale della reale ed effettiva esistenza della proprietà privata, da parte del Comune di Vieste, che rappresenta tutta la comunità, dev’essere consequenziale al rilascio al cugino del sindaco dell’autorizzazione per la costruzione del cancello. E’ semplice capire il perché. Da sempre la fruizione delle punte di San Lorenzo rientra nei diritti di tutti i cittadini di Vieste. In secondo luogo, colui che rivendica la proprietà privata è il cugino del sindaco.

Il sindaco, vincitore dell’audizione di Legambiente, parcheggiatore nelle notti estive di veicoli alimentati da combustibile fossile nei parcheggi a pagamento, una volta Marine Yacht, Terminal Crociere nei sogni e proclami delle splendide Minions circa la portualità turistica, artefice della delocalizzazione del capolinea in periferia per non toccare il centralissimo parcheggio a pagamento di veicoli alimentati da combustibile fossile, ha dichiarato guerra alla plastica!

Ogni piazzola di sosta per cassonetti R.S.U. è un centro comunale di rifiuti potenzialmente riciclabili, che grazie alla coerenza e solidarietà di molti cittadini vengono recuperati, riparati e donati a chi è in stato di necessità, come ad es. passeggini, scarpe, ma la quantità di prodotti riutilizzabili sprecata è enorme perché viene conferita nei cassonetti, dove spesso finisce materiale prezioso ma anche molto pericoloso.

In termini percentuali, la città di Herat raccoglie più plastica della città di Vieste. Neanche la rimozione dei tronchi sulle spiagge, in inverno, consiglia la costruzione di opere di ingegneria naturale per prevenire l’erosione degli arenili. Ai Quattro Palazzi sembra di trovarsi sulle alture del Golan dove l’esercito israeliano muove le sue ruspe per proteggere i propri militari. Ad ogni fiato di tramontana, i lavori sono di somma urgenza dai tempi di Cristo e i portafogli dei fortunati appaltatori si gonfiano di soldini. La Minion con straordinarie competenze e professionalità in materia contabile, una montagna di voti alle ultime elezioni amministrative, ha vinto un posto al cimitero! Non fiata!

Le postazioni degli Hezbollah a sud del Libano a confronto con le recinzioni e cancelli in località Chianca, che impediscono l’accesso al mare dai tempi dei Dauni, sembrano disegnate dal prestigiosissimo studio di Zaha Hadid. Cosa difendono? Da chi? Le forze dell’ordine per accedere alla spiaggia per accertarsi, ad esempio, dell’integrità ambientale, chiedono le chiavi a qualcuno? A chi? Meglio le scalinate della legalità in paese…

Che senso hanno i fortini di lamiere zincate arrugginite, alte oltre quindici metri, sulle dune di Scialmarino? Cosa difendono? Da chi? Le postazioni degli Hezbollah, quelli di prima, hanno un impatto visivo molto migliore. Perché due lidi balneari devono circondarsi di lamiere zincate arrugginite per otto mesi l’anno? Chi li ha autorizzati? Che senso ha rimuovere i rifiuti da quella spiaggia e tollerare tali scempiaggini?

Il canale artificiale in località Imbarcadero, Umbra Mare per intenderci, d’estate, è chiuso da una cancellata ricoperta da un telo bianco per ricordare ai turisti che affollano il lido, che insiste su un’area demaniale marittima alla foce del canale, che non si trovano alla foce di una canale che raccoglie le acque alluvionali di mezzo Gargano. Geniale!  

La rimozione continua durante tutto l’anno delle plastiche dalle spiagge, scogliere e fondali marini, è un atto dovuto da parte di una comunità che prospera grazie all’integrità ambientale sempre più minacciata. E’ un atto dovuto, di impatto limitato ma sicuramente ha un suo significato perché le plastiche vagano da spiaggia a spiaggia, lasciando sui loro percorsi le micro plastiche, che fanno strage di tartarughe e finiscono nella catena alimentare. E’ anche una questione di civiltà, perché chi ha l’abitudine di passeggiare sugli arenili di fatto passeggia tra i rifiuti, spesso anche molto pericolosi, come testimonia il recente ritrovamento di un ordigno bellico al fosforo bianco sulla spiaggia di Scialmarino. Che senso ha ripulire le spiagge a Natale quando passeggiamo sulle spiagge tutti i giorni? Per i turisti? Si rassegni l’altra splendida Minion; passato settembre, Vieste non attrae nessuno.

E’ tempo per il sindaco di ritirare un altro premio.

Lazzaro Santoro

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