Silvestri gas
Giovedì, 12 Marzo 2020 10:10

Manfredonia/ L’ex Istituto Nautico nuovo simbolo di degrado. Naufragato tutte le ipotesi di destinarlo a caserme o altre scuole, ora è diventato un pericolo.

Una presenza ingombrante, non solo dal punto di vista fisico, quella dell’edificio sco­lastico comunale di via Dante Ali­ghieri che ha ospitato l’Istituto Nau­tico di Manfredonia, ma abbando­nato a se stesso dopo il trasferimento della scuola presso il nuovo poli­valente di proprietà della Provincia di Foggia in cui già avevano preso sede il «Geometra» e «l’Industriale». Sulla destinazione d’uso dell’immo­bile l’amministrazione comunale ha fantasticato per anni senza, tuttavia, mai arrivare a stabilire se dovessero o potessero andarci i carabinieri, la polizia di stato, il «Coc»; o se riu­tilizzarlo per uffici comunali ovvero trasformarlo in altro contenitore fruibile dalla comunità.

L’assenza di interventi di manu­tenzione ha determinato l’inevitabile decadimento dell’edificio, aggravato dai furti e dalle incessanti spedizioni vandaliche che hanno reso la vita impossibile anche ad alcune asso­ciazioni culturali le quali avevano ottenuto dall’Ente l’autorizzazione a utilizzare dei locali come laboratori per la realizzazione dei costumi di carnevale. Ora, l’intera area è di­ventata letteralmente terra di nes­suno e se al riparo dei muri dell’edi­ficio - come riferiscono anche i re­sidenti della zona - potrebbe svolgersi di tutto, all’esterno viene notato il continuo via vai di bambini e ado­lescenti che si portano pericolosa­mente fin sul terrazzo e sulla som­mità della rampa antincendio.

E’ proprio su quelle scale di emer­genza che nella tarda mattinata di domenica 8 marzo una pattuglia del nucleo operativo delle Guardie Am­bientali Italiane di Manfredonia, coordinate dal responsabile Alessan­dro Manzella, ha avvistato la pre­senza di tre ragazzini tra i 10 e i 13 anni. I volontari, insospettiti dal can­cello principale che affaccia su via Dante trovato completamente aper­to, hanno voluto effettuare un con­trollo più accurato intorno alla strut­tura, tra rifiuti e erbacce, ed hanno notato, alle spalle dell’edificio, i mi­norenni che sostavano a parecchi metri d’altezza col rischio reale di cadere nel vuoto.

Con estrema calma e senza allar­mare gli adolescenti, Manzella è riu­scito a convincerli a scendere e ad accompagnarli all’uscita, spiegando i motivi e raccomandando di non tor­nare più in quel luogo. Sul posto è intervenuta, su richie­sta del responsabile del locale gruppo di Guardie ambientali, anche una pattuglia della polizia municipale che ha fatto le verifiche del caso e ha preso atto della necessità di mettere in sicurezza l’area ad iniziare dal cancello d’ingresso che andrebbe op­portunamente chiuso, ma che do­vrebbe attuarsi anche con ulteriori interventi che impediscano l’accesso all’interno dell’immobile.

Anna Maria Vitulano

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