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Venerdì, 06 Settembre 2019 14:39

Turismo/ Nessuna località pugliese ha strappato a Vieste lo scettro di capitale regionale delle vacanze

Se una certezza esiste, ancor prima dei dati numerici de­finitivi dell’estate 2019, è che nessuna località puglie­se ha strappato a Vieste lo scettro di capitale regiona­le delle vacanze. La città del Pizzomunno, tra le prima venti destinazioni turistiche italiane, ha la più ampia capacità ricet­tiva e ora sta lavorando per andare oltre il tradizionale pro­dotto mare in maniera da destagionalizzare. Il 2018 si era chiuso per Vieste - senza contare il considerevole sommer­so - con 291.117 arrivi e 1.922.034 presenze, da distinguere tra italiani (236.675 arrivi e 1.591.470 presenze) e stranieri (54.442 arrivi e 330.564 presenze). E l’estate che sta per con­cludersi cosa ha portato?

E’ dettagliata l'analisi di Mariella Nobiletti, l'albergatrice viestana presidente della sezione turismo di Confindustria Fog­gia. “Sicuramente abbiamo mantenuto i nostri standard”, afferma - . “Bisogna valutare i dati in generale, perché se si guarda ai casi specifici è chiaro che qualcuno che si lamenta lo si trova sempre a causa della concorrenza tra operatori tu­ristici. Al momento non esistono numeri ufficiali e definitivi, ma dalle stime che stiamo facendo a Vieste posso dire che stiamo mantenendo gli stessi numeri del 2018, che erano sta­ti più o meno quelli del 2017, forse solo un po’ più bassi”.

Lo scorso anno parecchi operatori avevano la­mentato il ritorno sul mercato di tante destinazioni estere, dunque una congiuntura internazionale non più favorevole al­la Puglia. “La concorrenza internazionale si è sentita, certo. Stanno tornando le destinazioni del Nord Africa, poi ci sono la Croazia e l’emergente Albania. Inoltre con ogni evidenza stanno cambiando le cose nella maniera di fare le vacanze: la permanenza media si accorcia sempre più. A Vieste oggi è di 4,9 giorni. Alla luce di questa situazione dobbiamo lavo­rare per attirare gente che ha pochi giorni a disposizione. Sia­mo sempre i primi della Puglia ma ci sono campanelli di allar­me da non ignorare - come appunto la ridotta permanenza media - e che ci fanno comprendere come dobbiamo di più”. Parlando con l’Attacco mesi fa l'assessore regionale al turi­smo Loredana Capone disse che proprio la difficile raggiungibilità di Vieste aveva un effetto positivo nella più alta per­manenza media rispetto ad altre destinazioni più facilmente raggiungibili. “Sono d'accordo con quello che ha detto l'as­sessore Capone, ma dobbiamo lavorare il più possibile per capire come riempire le strutture e offrire altro. In altri territo­ri pugliesi le strutture sono mediamente più piccole oltre che in numero nettamente inferiore. Nel Salento non ci sono tutti i grandi hotel che esistono a Vieste. Come albergatori dobbiamo mantenere la nostra funzione sociale, dobbiamo ga­rantire lavoro alla gente”.

Oltre alla ridotta permanenza media a Vieste (come altrove) registrano anche minore spesa da parte dei turisti italiani. “La quantità è sempre la stessa, del resto a Vieste non possiamo andare oltre i posti letto a disposizione. Ciò che cambia è che gli italiani hanno meno denaro da spendere per le vacanze. C’è prevalentemente una questione economica dietro la riduzione dei giorni di vacanza”, osserva Nobiletti. “Spero che il nuovo governo faccia qualcosa nel senso della riduzione della tassazione complessiva e in maniera partico­lare del costo del lavoro. Ormai il turismo è uno dei pochi com­parti che funzionano e crescono in Italia, noi operatori dob­biamo essere tenuti più in considerazione da parte del go­verno nazionale ed essere aiutati a partire dalla tassazione”. Quanto agli arrivi dall'estero la presidente di Confindustria Turismo spiega: “Stiamo notando che arrivano più francesi, inglesi e statunitensi. Per lo più gli statunitensi sono di origi­ne italiana, persone che vengono qui a ritrovare un po' le loro radici e origini. Sono turisti che tradizionalmente sceglievano mete come Taormina e la Costiera amalfitana, quelle erano le loro tappe classiche. Ora stanno scoprendo il Gargano. Ho incontrato alcuni statunitensi che mi hanno detto di esser stu­fi dei soliti posti e di voler conoscere luoghi nuovi dell’Italia”. Le politiche di Pugliapromozione e i collegamenti con Bari Pa­lese fanno parlare la Regione di un crescente arrivo di turisti russi, ma arrivano sul Gargano? “Non ne vedo dalle nostre parti, penso si fermino prevalentemente nel Barese”, com­menta Nobiletti. Il tema dirimente per il Gargano resta l'obiet­tivo della destagionalizzazione. “Giugno è stato un mese pes­simo ovunque per il maltempo, poi c'è stata una risalita. Ab­biamo recuperato con un buon mese di luglio e con agosto. Ora, in questa prima settimana di settembre, stiamo lavoran­do molto bene anche grazie alle politiche che il Comune di Vieste sta portando avanti con continue iniziative volte a destagionalizzare. In questi giorni si sta svolgendo Vieste in lo­ve e il centro è tuttora pieno di gente grazie agli eventi. Inoltre c'è una riscoperta del Gargano dal punto di vista artistico e culturale”. Il Polo culturale di Vieste è stata la novità di que­st'anno e offre un’alternativa al solito mare e alle escursioni in altre zone del Gargano. E’ possibile che gli operatori vie- stani scelgano di rinviare la chiusura stagionale delle proprie strutture? “Da metà settembre cominceranno a chiudere di­verse attività turistiche, a cominciare dai villaggi, mentre al­berghi e b&b lavoreranno fino a metà ottobre. Del resto a set­tembre arriva gente diversa, che preferisce sistemazioni in hotel e b&b. La differenza è che rispetto agli altri anni chi chiu­de a settembre non lo fa avendo la struttura vuota ma ospi­tando ancora diverse persone”.   *

Ha fatto discutere e provocato qualche reazione irata da par­te dei titolari di b&b quanto detto dal sindaco di Vieste Giu­seppe Nobiletti in merito alla nascita incontrollata, ovunque, dei bed and breakfast.

“Non c’è nessuna guerra ai b&b”, commenta la sorella Ma­riella, “nè voleva essere una polemica. Ciò che si voleva in­tendere è che quando fu fatta la legge sui b&b per noi biso­gnava dare la facoltà ad ogni Comune di individuare le zone - magari da riqualificare - dove farli nascere. Ciò non è avve­nuto e si è verificato uno sviluppo senza controllo e indiscri­minato, che ha portato ad un aumento sconsiderato dei posti letto a Vieste. Una concorrenza che diventa sleale quando, ad esempio, chi dovrebbe avere 5 camere per potersi chia­mare b&b ne ha in realtà 20 e danneggia gli alberghi, perché ha costi nettamente inferiori a partire da quelli per il persona­le. Ripeto: non voleva essere una polemica, ma solo il modo di dire che le cose vanno fatte secondo un criterio”.

C’è infine il tema dell'abusivismo, che a Vieste come nel re­sto della Puglia penalizza moltissimo gli operatori turistici in regola. “L’amministrazione comunale viestana ha avviato tempo fa i controlli per individuare gli abusivi, incrociando i da­ti presenti sui portali internet con le autorizzazioni concesse dal Comune. Già lo scorso anno furono scovati villaggi turi­stici del tutto sconosciuti al Comune. Ora l’attività di monito- raggio sta continuando e si sta ampliando coi controlli sugli evasori. Quanti sono gli irregolari? Ce ne sono ancora tanti, c'è un gran lavoro da fare. Ma siamo sulla buona strada per cercare di offrire un'immagine più pulita del comparto turisti­co viestano. Penso che questo sia l'unico Comune che sta portando avanti tale azione di contrasto”.

Lucia Piemontese

L’Attacco

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