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Dimezzati i posti sui traghetti che da Termoli raggiungono le Tremiti, a causa delle norme post Covid, inevitabili le conseguenze per l'arcipelago dove il turismo è la risorsa principale.

Il sindaco Antonio Fentini ritiene insufficienti i trasporti marittimi e scrive un'accorata lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, chiedendone un potenziamento. "La stagione estiva dura poche settimane, non sappiamo quanto durerà il post Covid - dichiara Fentini - Se non ci fate lavorare ora, temiamo per il futuro.

Con le norme sul distanziamento sociale, le navi possono trasportare solo il 50% dei passeggeri e nel weekend molti turisti restano a terra.
    Altri, nell'incertezza, non partono proprio".

Da anni Fentini solleva il problema; da Termoli partono una motonave merci e passeggeri e due traghetti veloci. "Prefetto, Regione Puglia e ministero conoscono la questione. Purtroppo ancora in molti danno la colpa al sindaco, ma io non posso agire in autonomia. E anche un solo turista in meno sulle isole significa meno lavoro per tutti".

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Venerdì, 10 Luglio 2020 09:43

Tremiti/ Vogliamo lavorare, l’inverno è lungo!

«La stagione estiva dura poche settimane mentre non sappiamo quanto durerà il post covid, se non ci fate lavorare adesso, temiamo per il nostro futuro».
Il grido di dolore del sindaco di Isole Tremiti, Antonio Fentini, varca i confini delle Diomedee e si tinge di inchiostro.

«Ho scritto a tutti, commenta il sindaco, per far conoscere il problema dei trasporti marittimi. Con le norme sul distanziamento, le navi possono trasportare solo il 50% dei passeggeri previsti e durante il fine settimana, quando aumenta la richiesta, molti turisti restano a terra. Altri, nell’incertezza, non partono proprio e sono spesso bersaglio di notizie false, da parte di chi vuole male alle Tremiti».

Inesauribile, il sindaco continua nella sua battaglia: «Il Prefetto, la Regione Puglia e il Ministero, da anni sono a conoscenza della problematica, ricevono mie lettere in continuazione. Quest’anno ho scritto anche al Presidente Conte! Purtroppo sono ancora in molti a dare la colpa al sindaco, pensando che io possa agire in autonomia. Ma non è così».

Anche un solo turista in meno sulle isole, significa meno lavoro per tutti. Lo sa bene il sindaco e i suoi concittadini ed è per questo che la richiesta di corse supplementari per il trasporto dei passeggeri, appare una legittima e pacifica richiesta.

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La domanda nasce spontanea al sindaco del Comune di Isole Tremiti, Antonio Fentini e ai tanti fruitori del servizio.
«Sono preoccupato e a dir poco sorpreso, commenta il sindaco, per la lentezza e la superficialità dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, nell’affrontare e risolvere uno degli aspetti più importanti legati alla tutela dell’Area Marina Protetta e la necessità di dare regole agli operatori del turismo nautico, mettendo in sicurezza gli ormeggi».

Ricordiamo che il Comune di Isole Tremiti ed il Parco Nazionale del Gargano, nella sua qualità di ente gestore dell’Area Marina Protetta Isole Tremiti, hanno sottoscritto in data 01.06.2017 un protocollo d’intesa per l’affidamento della gestione dei campi ormeggio realizzati dall’AMP.
Il Comune di Isole Tremiti ha, conformemente a quanto sottoscritto, attivato per tempo l’organizzazione del campo boe.

Negli anni successivi, invece, è stato gestito direttamente dal Parco Nazionale del Gargano, purtroppo sempre con notevoli disagi.
Il Campo d’ormeggio è costituito da idonee strutture destinate all’ormeggio delle unità navali, gavitelli conici contraddistinti dal colore giallo, per la sosta all’interno dell’AMP e da sessantanove gavitelli conici destinati esclusivamente alle unità di supporto dei centri di immersione autorizzati dall’AMP durante lo svolgimento delle immersioni subacquee e delle visite guidate subacquee.

«Anche quest’anno, conclude Fentini, il Parco è in netto ritardo. L’emergenza sanitaria ha già messo a dura prova le attività imprenditoriali e turistiche che non possono tollerare ritardi dovuti alla negligenza della burocrazia e di chi ha il dovere di ottemperare agli impegni istituzionali. Mi batterò, dichiara il sindaco, perché si giunga a immediata soluzione. Non ci sono scuse, sia perché sono state impegnate somme consistenti e spese per montare e smontare i corpi morti ed effettuarne la manutenzione, sia perché sono mesi che ho sollecitato il Parco per attivarsi ed individuare il gestore dell’impianto. Ad oggi purtroppo ancora non ricevo risposte se non un «stiamo provvedendo». Ma l’estate è adesso, a Natale il campo boe servirà a poco».

Pubblicato in Turismo

Se Diomede sia stato veramente fortunato ad approdare nel para­diso delle Isole Tremiti, lo può di­re soltanto chi visita questo para­diso. Area marina protetta con il parco nazionale del Gargano, il piccolo arcipelago formato da San Domino, San Nicola e La Caprara (chiamata Capraia), vor­remmo restasse rispettato e bel­lo come ancora appare, a 90 mi­nuti di distanza dal mitico pro­montorio garganico.

La tomba di Diomede, re degli Etoli e vincito­re a Troia, è stata ricavata in un grande masso al centro della ne­cropoli presente sull’isola di San Nicola. La storia delle Tremiti, quindi, si perde nella notte dei tempi. San Nicola è indubbia­mente, delle tre isole, quella più ricca di reperti e di testimonian­ze del passato. Qui Carlo Magno avrebbe inviato in esilio Paolo Diacono, autore della Historia Longobardorum, e qui fu fonda­ta l’Abbazia di Santa Maria al Ma­re per opera di un eremita che, secondo la leggenda, fu guidato sull’isola dalle apparizioni della Vergine.

L’arrivo fu coronato dal ritrovamento di un tesoro con il quale l’eremita edificò un tem­pio. I benedettini di Monte Cassino poi edificarono l’Abbazia, tut­tora uno dei monumenti più enigmatici della Puglia medievale. Nel XV secolo furono rafforza­te le mura difensive che ancora oggi cingono San Nicola.

Dopo aver esteso la sua influenza an­che sulla terraferma, l’Abbazia di Santa Maria al Mare, vide ini­ziare il suo decadimento fino al­la sua soppressione e trasforma­zione, da parte di Ferdinando II, nel grande imponente peniten­ziario. Il francese Emile Bertaux nel suo L ’Italia sconosciuta (Viaggio nell’antico Regno di Napoli), arrivato a fine del XIX secolo nell’arcipelago trovò nell’isola di San Domino vigne «da cui i benedettini ricavavano un ottimo vino che serve ancora per la mes­sa del buon prete dell’isola accan­to e di cui posso, a ragion veduta, vantare il profumo e il bouquet».

Oggi vino non se ne produce alle Tremiti, se non piccolissime quantità per uso familiare. Vale quindi la pena organizzarsi per escursioni non “terragne” ma marine, anzi, sottomarine con la speranza anche di vedere un ra­ro esemplare di foca monaca da poco tornata in queste acque. Ci accompagna Giovanni Chimienti, giovane e valente biologo mari­no barese, National Geographic Explorer lo scorso anno e prota­gonista dello splendido docu­mentario Il tesoro nascosto delle Isole Tremiti.

Il tesoro è una foresta di coral­lo nero, unica nel Mediterraneo, difficile da osservare se non si è subacquei professionisti per la profondità da raggiungere (alme­no 60 metri). Il consiglio è di rivolgersi ai vari diving presenti alle Tremiti (come, ad esempio, Mar­lin Tremiti +39 336 829746 -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) per pro­grammare escursioni in sicurez­za.

E ce n’è per tutti i gusti e per tutte le capacità. Alle profondità da 1 a 10 metri nei fondali di San Domino si può visitare la Grotta delle Viole, semisommersa con pareti ricche di organismi marini come alghe rosse, margherite di mare, spugne e briozoi. Numero­si banchi di occhiate si aggirano all’ingresso, regalando un sugge­stivo saluto al visitatore.

La grot­ta è visitabile a bordo di imbarca­zioni idonee, in canoa o in snorkeling. A circa 14 metri di profondi­tà davanti all’isola di Capraia è possibile osservare la statua di Pa­dre Pio alta 3 metri, posizionata su un fondale sabbioso. Nelle vici­nanze, il fondale roccioso poco profondo, è visitabile in snorkeling e in canoa. In alcune giorna­te la statua può essere vista già dalla superficie.

A maggiore pro­fondità (18-25 metri) nelle acque di Capraia, è possibile soffermar­si sul Pianoro delle cernie con fondale caratterizzato da grandi massi in cui è frequente incontra­re cernie brune, ma anche corvi­ne, dentici, saraghi e banchi di pesci che talvolta attirano barra­cuda, ricciole, e tonni. Il sito di immersione è visitabile con un brevetto di primo livello (nella parte superiore) o con uno di se­condo livello.

Nelle acque di un arcipelago non può mancare un relitto anti­co. Nel nostro caso, davanti al Cretaccio, a una profondità di cir­ca 33 metri, è possibile osservare il “Relitto delle piastre” risalen­te alla fine del XVIII secolo con di­versi reperti, sette grandi ancore e un carico composto da migliaia di piastre in lega di metallo la cui funzione è a oggi sconosciuta.

Nei dintorni, una secca ricca di anfratti dove è possibile osserva­re murene, gronghi e scorfani. Il sito di immersione è visitabile con un brevetto di secondo livel­lo. E infine, per i sub più preparati, davanti a San Domino, tra i 35 ed i 60 metri di profondità, si tro­va “Punto 55”. Una secca sugge­stiva e pullulante di vita marina, caratterizzata da un giardino di gorgonie e da colonie di falso co­rallo nero parassita delle gorgo­nie.

A circa 60 metri di profondi­tà, come abbiamo detto, sono pre­senti alcune delle 800 colonie di corallo nero. Il sito di immersio­ne è visitabile con un brevetto di secondo livello e, nella parte più profonda, con un brevetto tecni­co. Giovanni Chimienti, che ci ha guidati fin qui, non smette di ricordare come «proteggere que­sti ambienti vuol dire proteggere tutta la biodiversità associata, sia quella che conosciamo sia quella che ancora non conosciamo.

Tro­vo affascinanti i coralli neri an­che perché sono tra gli animali più longevi del pianeta: nel Mediterraneo è stata ritrovata una co­lonia di corallo di oltre 2.100 an­ni. I coralli neri hanno ritmi di crescita estremamente lenti che li rendono fragili.

È davvero im­portante la salvaguardia di que­sti habitat antichi e preziosissi­mi». Spiega anche che «il corallo nero è bianco sott’acqua. Il colo­re nero è dovuto allo scheletro del corallo: è nero per la proteina antipatina che, rendendolo duro e allo stesso tempo elastico, evita a queste strutture di spezzarsi».

Fabio Modesti

Chi è

Direttore del Parco Nazionale deli’Alta Murgia per oltre 10 anni, esperto di politiche perla conservazione della natura. Autore di numerose pubblicazioni di carattere scientifico

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Campi boa per l’ormeggio di imbar­cazioni alle Isole Tremiti: an­che quest'anno si prevedono tempi lunghi per la realiz­zazione delle due aree dove il parco nazionale del Gargano, che gestisce l’area protetta marina, dovrà impiantare i gavitelli, comprese tra le Isole di San Domino, Cretaccio e San Nicola.

Un ritardo destinato a ri­percuotersi sull'offerta nell'a­rea marina protetta, in una stagione estiva in cui gli ope­ratori turistici locali sono già costretti a fare i conti con gli effetti domino del lockdown per la pandemia da corona virus. E mentre fioccano le richieste per ormeggiare im­barcazioni, al momento tutte inevase, l'arcipelago arranca nel rimettere in moto strut­ture e offerta e, di sicuro, non uscirà bene da questo mo­mento particolare.

Ora, dun­que s'accende la vertenza «campo boe». Presso l’arcipe­lago delle Isole Tremiti sono posizionati dei gavitelli (boe) per l’ormeggio di imbarcazio­ni, distribuiti in due campi, appositamente segnalati da in­dicazioni marittime, nelle zo­ne di mare cosi delimitate: quella compresa tra l’isola di San Nicola e lo scoglio del Cretaccio; la seconda antistan­te Cala delle Arene di San Domino, l’unica spiaggia frui­bile delle Isole.

Un posizionamento, quello delle boe, indispensabile per preservare le praterie di «po­sidonia oceanica» adagiate sui fondali della riserva marina, autentiche barriere naturali per la tutela delle coste contro il fenomeno dell’erosione.

La «posidonia oceanica» è una pianta acquatica endemica del Mar Mediterraneo. Caratteri­stiche molto simili alle piante terrestri, ha radici, un fusto e foglie lunghe anche un metro e unite in ciuffi. Fiorisce in autunno e in primavera per produrre frutti galleggianti chiamati anche olive di ma­re.

Le praterie di queste piante sono ecologicamente impor­tanti ma vengono spesso ro­vinate da ormeggi fuorilegge e che hanno più volte scatenato la reazione di ambientalisti e a addetti ai lavori.

Sono circa una settantina i gavitelli (o boe) normalmente impiantati dal parco nazionale del Gargano, ente gestore dell'area marina protetta. Considerate le avversità stagionali, sareb­be stato auspicabile anticipa­re o quantomeno ridurre i tempi di realizzazione dei due campi atteso che poi bisogne­rà avviare anche le procedure per la gestione. Un iter che è stato mal digerito dagli appassionati di nautica che, nel­le Isole Tremiti, hanno sem­pre individuato un approdo particolarmente ambito per un'estate in barca.

Questo ri­tardo provocherà disagi sia nei mancati arrivi che nella poco felice gestione che potrà essere attuata. Con richieste destinate a non essere accon­tentate. Si tratta ovviamente di un handicap in più per l’estate tremitese di cui non sui avvertiva proprio il bi­sogno.

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Sono state completate questa mattina le riparazioni, nel porto di Termoli, al traghetto della Tirrenia finito ieri sulla scogliera davanti al porticciolo dell'Isola di San Nicola, nell'arcipelago delle Tremiti.

L'imbarcazione, con sette passeggeri a bordo, era appena arrivata e impegnata in una manovra. Fortunatamente nessun ferito tra dipendenti e utenti. Il traghetto, sottoposto a riparazione subito dopo l'incidente nella banchina di San Nicola, era poi rientrato ieri nel tardo pomeriggio nello scalo molisano per essere sottoposto a verifiche e riparazioni a prua.
   

Oggi, completate le operazioni di sistemazione, l'imbarcazione alle 11.10 è salpata alla volta delle Tremiti, trasportando a San Nicola 27 passeggeri.

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Traghetto Tirrenia finisce sugli scogli nel porticciolo dell'Isola di San Nicola, alle Isole Tremiti. L'imbarcazione, con 7 passeggeri a bordo era appena arrivata dopo la traversata da Termoli quando è andata a cozzare contro una scogliera all'ingresso del piccolo porto.

A determinare l'incidente, problemi tecnici sembrerebbe alle "manette" del traghetto che non avrebbero permesso al natante di effettuare la manovra. Fortunatamente nessun ferito tra dipendenti e utenti. Il traghetto nelle ore successivo è stato condotto in banchina dove sono in corso le indagini tecniche.
   

"Ci auguriamo che non sia nulla di serio - dichiara Marco Napolitano, imprenditore turistico, titolare dell'hotel Gabbiano - e che per il prossimo fine settimana sia già operativo. Stiamo ricevendo le prime prenotazioni anche se c'è molta cautela a causa del Covid-19. Ci stiamo preparando ad accoglierli in sicurezza e l'imbarcazione è essenziale. Speriamo che non ci sia bisogno fi una nave sostitutiva, sarebbe tutto più complicato".

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Domenica, 17 Maggio 2020 09:55

Giornata storica per l’Arcipelago delle Tremiti

La Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo di "adeguamento del porto di attracco commerciale e transito passeggeri e realizzazione di riparo ed attracco per imbarcazioni turistiche sull'isola di San Domino".

«In sintesi, dichiara il sindaco Antonio Fentini, candidiamo a finanziamento, un lungimirante progetto di circa 9 milioni di euro, che cambierà la storia delle Tremiti. La ristrutturazione e l’ampliamento del Molo di Scirocco esistente che, con diversa conformazione planimetrica potrà essere utilizzato in modo duplice, come banchina commerciale-transito e come porto turistico, sarà una vera rivoluzione e cambierà radicalmente i futuri rapporti di lavoro, il commercio, tutto l’indotto turistico».

Un progetto, parte del «Programma di Azione e Coesione – PAC - infrastrutture e reti 2014- 2020 – realizzazione di interventi di recupero waterfront nei territori delle Regioni di Campania-Puglia-Basilicata-Calabria e Sicilia», rappresenta una vera novità per una Riserva Naturale Marina, istituita allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio naturale che caratterizza i fondali tremitesi. Il progetto redatto dall'Ufficio Tecnico nella persona dell'arch. Francesco delli Muti, con il supporto specialistico dell'ing. Nicola di Pierno, è un vero modello di architettura marittima.

«L’idea progettuale dell’ampliamento del Molo di Scirocco esistente, dichiara l’arch. delli Muti, che con diversa conformazione planimetrica potrà essere utilizzato in modo duplice, come banchina commerciale-transito e come porto turistico, consiste nel prolungamento della banchina principale e nel taglio di parte del molo dell’esistente direzione con un completamento del bacino, con una chiusura, con un ulteriore braccio verso san Nicola e Cretaccio, con andamento prima perpendicolare all’attuale banchina e poi ad arco, fino a raggiungere l’attuale testa, portando a benefici su più fronti: la sistemazione del porto permetterà di riutilizzare parte dei materiali ricavati da quello esistente e inoltre si ricaveranno due zone di fruizione:

 Bacino da diporto: riservata alle imbarcazioni turistiche, che potranno usufruire dell’attracco a 4 banchine, per l’ormeggio di 100 imbarcazioni circa di varie dimensioni. Zona Nord: la cui funzione resta quella di attracco delle imbarcazioni riservate all’approvvigionamento ed al transito».

Una vera e propria rivoluzione dunque, come già annunciato dal Sindaco, che spera nel finanziamento da parte del Ministero dei Trasporti, sempre attento a promuovere sistemi di trasporto sostenibili. Oggi, le attuali aree non sono idonee per l'ormeggio delle motonavi di linea, che sono costrette ad attraccare in modo anomalo oppure a restare alla fonda, in rada, con i relativi disagi per i passeggeri, in seguito al trasbordo su motobarche.

«Il vento non sarà più un ostacolo, conclude il Sindaco Antonio Fentini, la realizzazione di una scogliera in parte sommersa con muro paraonde in sommità, permetterà di proteggere il molo dall’azione del moto ondoso causato dall’azione del Vento di Grecale, che è un vento che si insinua fra Capraia, San Nicola e Cretaccio nonché quello di Ostro e Scirocco seppure con fetch limitati».

Intanto è di poche ore fa la notizia, che anche le Isole Tremiti potranno far sventolare la prestigiosa «Bandiera Blu». Se da una parte si esulta per questo riconoscimento, dall’altra si è alle prese con importanti decisioni per fronteggiare la difficilissima stagione turistica alle porte.

“Siamo felicissimi di aver ottenuto questo importante riconoscimento, in un anno che non dimenticheremo - spiega il sindaco delle isole Antonio Fentini- anche se alle Isole Tremiti per fortuna il Coronavirus non è mai arrivato. Ad ottenere il marchio di qualità è stata la spiaggia "Cala delle Arene' di San Domino’. Un risultato importante che premia il duro lavoro fatto dall’Amministrazione comunale che oggi guarda all’estate 2020".

Il futuro alle Tremiti si tinge di "blu", in attesa dell’opera più importante mai realizzata nell’Arcipelago. Un cammino sempre più entusiasmante per un Amministrazione lungimirante, guidata dal sindaco Antonio Fentini, che disegna futuri scenari in grado di dare un futuro radioso all’arcipelago caro a Diomede.

Pubblicato in Turismo

Le Isole Tremiti stanno a subendo una lezione economica durissima dall’emergenza coronavirus. E’ tutto chiuso e gli isola­ni non possono spostarsi a terra per fare la spesa e non vogliono per non correre il rischio di por­tare il virus alle Diomedee. A por­la in rilievo è stata l’associazione Pari, che ha scritto a Regione Pug­lia, prefettura Foggia e comune diomedeo, nonché alla stampa pug­liese e termolese, per evidenziare gli effetti delle misure di conten­imento sull’arcipelago garganico.

“Le isole sono un posto bellissi­mo per viverci e noi lo facciamo, per nascita o per scelta, entrambi i casi sapevamo di dover rinunci­are a qualche comodità ed a molti servizi di quelli che si danno per scontati in “continente” (come noi isolani chiamiamo la terra fer­ma), ma abbiamo deciso ugualmente di rimanere qui per non ab­bandonare e per preservare ques­to avamposto d’Italia.

La maggior parte di chi ha conosciuto le nos­tre isole lo ha fatto nel periodo es­tivo quando il sole splende alto, il mare è calmo e, soprattutto, le at­tività commerciali sono tutte ap­erte: un paradiso! Quello che però molti non immaginano neppure è che vivere qui nel resto dell’an­no, al netto di mareggiate e tem­porali, è molto difficile, già in condizioni normali.

Nella contin­genza che stiamo affrontando in questi giorni legata al Covid-19, lo è molto di più! Qualcuno di cer­to obietterà: “in questo momento è difficile per tutti”. Allora provi­amo a spiegarci meglio limitan­doci a quelle che sono le esigen­ze primarie e tralasciando il res­to: qui non abbiamo un supermercato (c’è solo un piccolo spac­cio), né una macelleria, né un por­to per il ricovero delle nostre pic­cole imbarcazioni, né una pesch­eria, né un forno, né un negozio di surgelati, ecc.; su San Nicola non c’è neppure un bar aperto e su San Domino neppure un tabac­caio per comprare le sigarette.

In più l’unica nave che ci collega con Termoli spesso, per le condizioni marine avverse, non effettua viag­gi anche per giorni. Questa è già la “normalità” dei mesi invernali cui siamo abituati, la rigorosa ap­plicazione di alcune misure legate all’emergenza coronavirus, fran­camente poco comprensibile per le particolari condizioni nostro contesto privo di casi di positivi­tà al virus, l’ha resa difficilmente oltremodo sopportabile.

Un esem­pio per tutti e per quanto ci com­pete come associazione: la pes­ca. Quella che nel resto della nazi­one è infatti un’attività ludica del­la quale, in un momento dramma­tico come questo, si può fare certa­mente a meno, per noi, soprattutto adesso, diventa una necessità non avendo, ormai da molte settimane, altro modo di procurarci quanto da mettere sulle nostre tavole per i nostri figli.

Peraltro, consentire ad una sola persona per imbarca­zione di praticare la pesca sporti­va nei limiti di legge (l’equivalente chi vive in città di andare al supermercato a comprare il pesce!), non comprometterebbe alcun modo il necessario distanziamento so­ciale, al contrario! Ciò premes­so Si richiede per i motivi espres­si, in motivata e ponderata dero­ga alle misure imposte per l’emer­genza Covid-19, che venga consentita ai residenti la pesca sportiva con le modalità e nei limiti legge, a mezzo di una singola persona per imbarcazione nel rigoroso rispetto delle precauzioni di distanziamento sociale”.

Una istanza sottoscritta da Antonio e Salvatore Greco, nonché da Emilio Cafiero, consigliere, segretario e presidente, rispettivamente, dell’associazione Pari (Pescatori amatoriali residenti isolani).

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"Ma che ci facciamo con la nave Diciotti? Non abbiamo bisogno mica di soccorso in mare, ma di gasolio per la centrale elettrica, container per i rifiuti, non abbiamo urgenze di genere alimentare". Il sindaco delle Tremiti Antonio Fentini è perplesso per 'l'offerta' della Guardia Costiera di mandare la nave 'salvamigranti' famosa per il caso Salvini. Da giorni le isole sono non raggiungibili via mare per il maltempo. "Serve una nave che porta camion con necessità.
   

Alla solitudine siamo abituati, ma io quella nave non l'ho chiesta. E' una nave per emergenze umanitarie, ma se c'è una urgenza ci sono gli elicotteri da Foggia. Insomma, 5/6 giorni reggiamo, mica moriamo di fame". L'invio della Diciotti è presto spiegata dal comandante della Capitaneria di Pescara, Donato De Carolis: "Certo. La Diciotti non può portare gasolio o rifiuti via dalle Tremiti. Ma viene se ci fosse bisogno di una urgenza umanitaria: le Tremiti non saranno mai abbandonati dalle istituzioni".

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