«Non si fugge dalle responsabilità soprattutto quando di mezzo c’è la salute e l’incolumità pubblica. Il Comune ha l’obbligo di intervenire»

San Marco in Lamis non è una città animal friendly. Non lo è stata in passato, e non lo è tuttora. L’unica eccellenza rilevabile in tema di randagismo è l’opera di sterilizzazione messa in campo dalla ASL in collaborazione con i volontari del luogo. Per il resto tutto è lasciato al caso e alla buona volontà dell’Arca di Noè, l’associazione di protezione animali presieduta da Antonietta Torelli.

Iniziative volte a sensibilizzare al rispetto e al benessere degli animali sono pressoché inesistenti. Ed è altrettanto impensabile che un amministratore comunale decida, ad esempio, di rinunciare alla sua indennità di carica per finanziare un canile (è successo a San Michele di Serino in provincia di Avellino). O addirittura non far pagare la Tari (altra iniziativa intrapresa da diversi comuni) ai cittadini in desiderio di adottare un cane ospitato in un canile o in una struttura convenzionata con il Comune. Lo imporrebbe il senso di civiltà.

Eppure le varie norme nazionali e regionali, stabiliscono che il sindaco, al fine di tutelare la salute e l’incolumità pubblica, che potrebbero essere compromesse dalla presenza di cani randagi sul territorio, è tenuto a monitorare il randagismo e al contempo garantire il benessere degli animali presenti sul suo territorio.

A tal proposito il Comune di San Marco in Lamis – che non ha un canile proprio – ha stipulato da tempo una convenzione con l’associazione di protezione animali “Arca di Noè”, nei confronti della quale si è impegnato a versare mensilmente un contributo di 1.000 euro a titolo di rimborso spese. Una cifra irrisoria, se rapportata al numero di randagi che l’associazione sfama, cura e gestisce quotidianamente. Circa 100 gli esemplari presenti nel rifugio privato “Il Nido dell’Usignolo” (nel bosco di San Matteo) a cui si sommano quelli liberi sul territorio e nelle aree rurali, per un totale di 140 cani di proprietà del Comune di San Marco in Lamis.

Ma adesso qualcosa si è rotto. L’Amministrazione Merla ha sospeso dal mese di marzo ogni attività del settore randagismo compreso la compartecipazione sul rimborso spese. Difatti, in data 6 marzo 2019 ne è stata inoltrata debita richiesta, ma Palazzo Badiale quasi non vi ha dato  riscontro, come nessun riscontro vi è stato alla diffida dell’avv. Viviana Saponiere inviata a mezzo pec il 13 marzo dove appunto si richiedeva un intervento urgente per sbloccare la questione.

«Sì perché, seppur c’è stata una risposta, la stessa è arrivata ben oltre i termini intimati in diffida e per di più dal responsabile del settore Lavori Pubblici e Manutenzione che invece di dare delle spiegazioni, ha provveduto semplicemente ad evidenziare che la L 241/90, prevede tempi di risposta di 30 giorni».

«Ma chi mai ha chiesto l’accesso agli atti ai sensi della l 241/90», l’avvocato con la diffida chiedeva semplicemente un intervento del Sindaco.

«E non si spiega come abbiano potuto travisare una diffida ad adempiere in una richiesta di accesso agli atti». A detta del legale, tale modus operandi è volto ad eludere la normativa vigente in materia oltre a palesare una superficialità di giudizio.

Nella missiva, il dirigente fa inoltre sapere che la convenzione è scaduta il 5 novembre 2018, motivo per cui sono stati sospesi i pagamenti, e che l’ente (in tutta calma) sta predisponendo «gli atti finalizzati a garantire la continuità delle attività di prevenzione del randagismo».

Quindi, «il Comune di San Marco in Lamis – ribatte l’avv. Saponiere – ha continuato regolarmente ad erogare il contributo previsto in convenzione fino al mese di febbraio 2019 quando, senza alcun preavviso e/o comunicazione, ne ha sospeso l’erogazione all’associazione in questione  – e per il legale si tratterebbe di omissione di atti d’ufficio -, perché il Comune ha continuato a beneficiare del servizio dell’associazione, senza disciplinarne il relativo rapporto».

«In pratica, l’associazione – ignara della scadenza – ha continuato a stento, con le marginali risorse a sua disposizione ad attuare quanto in convenzione previsto coadiuvando il Sindaco del Comune di San Marco in Lamis nella problematica randagismo poiché aveva inteso un tacito rinnovo della convenzione».

Il rischio, adesso, è che gli oltre 100 cani ospitati presso il rifugio potrebbero essere reimmessi sul territorio, considerato che «da oltre 30 giorni vivono nella carenza di cibo e medicinali e la loro aggressività potrebbe essere aumentata» a scapito dell’incolumità e salute pubblica, fa notare ancora il legale dall’Arca di Noè. Questo è il dato più preoccupante.

Ebbene, dal momento che «il Sindaco del Comune di San Marco in Lamis nonché il dirigente del settore preposto, con il loro modus operandi, non posso in alcun modo determinare disapplicazione di leggi, decreti, regolamenti e ordinanza dello Stato e/o delle Regioni», l’associazione Arca di Noè ha chiesto l’intervento urgente del Prefetto.  E un incontro che dovrebbe tenersi in settimana.

Intanto la storia si ripete anche su altri fronti. Difatti il prossimo 9 aprile l’ufficiale giudiziario potrebbe presentarsi davanti ai cancelli del “Nido dell’usignolo” per notificare l’ennesimo “sfratto” in virtù del provvedimento di reintegro in possesso a favore del proprietario del terreno su cui sorge il rifugio. E questo perché – scrive ancora l’avv. Saponiere in risposta al funzionario comunale – «il Sindaco pro tempore del Comune di San Marco in Lamis, ha sempre disatteso la DELIBERAZIONE DI GIUNTA COMUNALE N. 147 DEL 11.07.2014 avente ad oggetto “presa d’atto del verbale dell’ufficiale giudiziario e riconoscimento indennità per occupazione aree”».

Una vicenda che si trascina da oltre dieci anni, nell’attesa di un canile municipale, a tutt’oggi non ancora realizzato.

«Si decida il Sindaco ad intervenire in ciò che per legge gli compete», conclude l’associazione “Arca di Noè”.

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Il servizio, che rientra nel programma di prevenzione del tumore della mammella avviato dalla ASL Foggia, consente alle donne di effettuare, dietro formale invito ricevuto a domicilio, una mammografia gratuita senza bisogno dell’impegnativa del medico curante. A San Marco in Lamis le attività di screening sono effettuate, nel servizio di Radiologia, il martedì e il giovedì, a partire dalle ore 14,00, con la supervisione di Michele La Porta, Direttore della Struttura Complessa di Neuroradiologia dell’Ospedale di San Severo-Lucera. Inoltre nei pomeriggi di martedì e giovedì, è possibile effettuare la “Orto panoramica delle arcate dentali” previa prenotazione al CUP attraverso il numero verde 800 466222.

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 L’offerta sanitaria del Presidio Territoriale di Assistenza “Umberto I” di San Marco in Lamis si arricchisce di due nuovi importanti servizi. La RSA con modulo Alzheimer dotata di venti posti letto e l’Hospice dotato di otto posti letto. Questa mattina l’inaugurazione con il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e con il direttore generale della ASL Foggia, Vito Piazzolla.

 “Quando inauguro i servizi territoriali dei PTA sono particolarmente felice – ha detto Emiliano questa mattina – abbiamo trascorso molti mesi a spiegare alla gente che noi non avremmo chiuso nessun ospedale, bensì li avremmo convertiti. Bene, è esattamente quello che sta accadendo, e non solo a San Marco in Lamis, dove oggi stiamo inaugurando due servizi molto importanti per la nostra popolazione e i nostri cittadini, ma in tutti i territori della Puglia. Abbiamo lavorato sodo, abbiamo compiuto grandi sforzi ma oggi possiamo ben dire  che, negli ultimi tre anni, il sistema sanitario pugliese è quello che è migliorato di più in Italia. Naturalmente – ha continuato Emiliano – questo non vuol dire che siamo  diventati i primi o i più bravi, di strada ne dobbiamo fare ancora tanta, ma sono fiducioso che la percorreremo insieme per arrivare al traguardo finale, ad una sanità cioè a misura di tutti”.  

Emiliano poi si è soffermato sulla umanizzazione delle cure che inevitabilmente passa anche attraverso il momento più difficile della vita di ciascuno di noi. “L’Hospice è una struttura delicatissima – ha detto il Presidente - perché deve consentire di gestire questa fase molto importante per la vita di ciascuno di noi. L’approccio ad un passaggio fondamentale si deve fare assieme ai propri parenti, in un luogo dignitoso che allevi il dolore, che consenta a ciascuno di parlare con i propri cari, avendo dalla propria comunità, naturalmente se lo ritiene, tutto quello che serve in un momento così importante, dall'approccio psicologico alla terapia del dolore. Questi sono ambienti molto belli e dignitosi – ha concluso Emiliano –  e per me è davvero una grande emozione vedere la cura con la quale tutte le stanze dell'Hospice sono state realizzate nel rispetto dei pazienti e delle loro famiglie”.

 RSA MODULO ALZHEIMER

La RSA Modulo Alzheimer del P.T.A. di San Marco in Lamis è attiva per un totale di venti posti letto riservati a persone affette da morbo di Alzheimer.

Si tratta di una struttura residenziale sanitaria non ospedaliera, che ospita per un periodo variabile persone non autosufficienti, che necessitano di specifiche cure mediche e non possono essere assistite in casa. Il servizio è organizzato in modo tale da prevedere la presenza di operatori altamente qualificati in grado di assicurare assistenza in modo continuativo, durante l’intero arco della giornata.

La presenza di una équipe multidisciplinare garantisce piani di assistenza personalizzati in base alle esigenze di ciascun ospite, orientati alla tutela e al miglioramento dei livelli di autonomia, al mantenimento degli interessi personali e alla promozione del benessere.

Obiettivi dell’intervento educativo del “Modulo Alzheimer” sono:

o   la riabilitazione;

o   il mantenimento;

o   la prevenzione del degrado fisico-funzionale- sensoriale diversificato per tipologie di pazienti secondo il grado di compromissione;

o   il contenimento dei disturbi comportamentali (l’agitazione, l’aggressività ed il vagabondaggio).

Il Modulo provvede.

  • alla valutazione clinica iniziale (attraverso la somministrazione di test diagnostici);
  • all’impostazione di programmi terapeutici;
  • alla riabilitazione cognitivo-motoria;
  • alla prevenzione e al trattamento delle complicanze;
  • al sostegno alle famiglie attraverso incontri di sensibilizzazione, sostegno e orientamento.

Hospice

L’Hospice del P.T.A. di San Marco in Lamis, dotato di otto posti letto complessivi, è una struttura sanitaria residenziale dedicata all’assistenza e alle cure di fine vita dei pazienti oncologici. Tali cure, definite “palliative” sono rivolte alla assistenza attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici.

Al suo interno vengono effettuati interventi terapeutici, diagnostici ed assistenziali rivolti non solo alla persona malata ma anche al suo nucleo familiare. Una attenzione particolare è data alla sfera psicologica, sociale e spirituale, in modo da migliorare la qualità di vita del paziente e dare supporto al nucleo familiare.

 COSA SONO I PTA

Il Presidio Territoriale di Assistenza (P.T.A.) rappresenta il nucleo della riorganizzazione dei servizi territoriali.

È stato introdotto nella Regione Puglia dal Regolamento Regionale approvato con D.G.R. del 6 maggio 2015, n. 930. “Delibera n. 427/2015. Criteri di riordino della rete ospedaliera 2015-2016 e definizione di modelli di riconversione dell’assistenza ospedaliera in applicazione dell’Intesa Stato-Regioni 10 luglio 2014 - Patto per la Salute 2014-2016. Adozione definitiva”.

L’art. 8 del precitato Regolamento Regionale, in particolare, definisce il P.T.A. come “la risposta alla riconversione delle strutture ospedaliere e contribuisce alla rifunzionalizzazione dei servizi distrettuali concentrando, il più possibile, tutte le attività che possono contribuire a realizzare la copertura assistenziale nell’arco delle 12 o 24 ore”.

Quale “porta di ingresso” del cittadino ai servizi assistenziali distrettuali, è la risposta integrata ai bisogni di salute della popolazione. Esso, infatti, aggrega e integra funzionalmente le diverse componenti dell’assistenza distrettuale e della prevenzione.

 

Attraverso il PTA è possibile avere:

Accesso unico alle cure;

Assistenza sanitaria di base, specialistica ambulatoriale e diagnostica;

Emergenza – Urgenza Territoriale;

Rete delle cure domiciliari, residenziali e semiresidenziali;

Altre forme di assistenza territoriale.

 

Gli obiettivi primari del P.T.A. sono.

Organizzare in modo appropriato, efficace ed efficiente i percorsi dei pazienti in relazione al bisogno di salute, rivolgendo particolare attenzione alle persone con patologie croniche;

Organizzare la transizione tra cure primarie e cure secondarie e terziarie, promuovendo percorsi assistenziali che coinvolgano in modo attivo tutti i professionisti impegnati nella filiera di cura e assistenza.

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Una persona accusata di aver partecipato alla strage di San Marco in Lamis in cui il 9 agosto 2017 furono uccide con colpi di kalashnikov quattro persone è stata arrestata dai carabinieri, su disposizione della magistratura barese. In manette anche un altro indagato accusato di altri reati.
    Nell'agguato morirono due contadini innocenti, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, di 47 e di 43 anni, colpevoli soltanto di aver assistito involontariamente all'uccisione del boss Mario Luciano Romito e di suo cognato, Matteo De Palma: per questo furono inseguiti e fucilati. La strage rientra nella cosiddetta faida del Gargano, che anche nella zona di San Marco in Lamis vede il clan Romito contrapposto ai Li Bergolis per il controllo dei traffici illeciti.

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Buone nuove per la grotta Montenero nel territorio di San Marco in Lamis, cavità carsica ubicata ai margini dell’omonimo monte, immersa nel bo­sco «Difesa» di San Matteo, alla som­mità della Valle di Piscina Cutinelli. Sono in arrivo 170mila euro di fondi dall’ente parco nazionale del Gar­gano per la messa in sicurezza. Stanziati con delibera di giunta esecutiva dello scorso settembre, firmata dal vicepresidente Clau­dio Costanzucci e dall’assessore Pasquale Coccia. Quei soldi ser­viranno a realizzare la illumi­nazione e la passerella interna, ed agevolare così la fruizione della grotta da maggio a settembre per scopi didattici e divulgativi. «E dunque permetteranno a scola­resche e visitatori di poter co­noscere questo mirabile luogo, espressione del patrimonio geo­logico e carsico del nostro territorio» rimarca il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla, nonché com­ponente del consiglio direttivo dell’en­te Parco: «ora spero che i lavori par­tano il prima possibile».

«La grotta di Montenero, previa mes­sa in sicurezza, rappresenta imo stru­mento efficace» aggiungono Costan­zucci e Coccia «per la divulgazione degli aspetti naturalistico-ambientali particolarmente rivolta agli alunni del­le scuole che aderiscono ai progetti di educazione ambientale che questo en­te, annualmente promuove». La grotta, ricca di stalattiti e stalagmiti, si apre con un breve tunnel a cielo aperto che immette in una vasta caverna di crollo e, attraverso grossi blocchi cementati da colate calcistiche, conduce a cu­nicoli e salette. E’ visitabile contat­tando il locale ed omonimo gruppo speleologico. Montenero è una delle grotte più note del Gargano. Ancora oggi la credenza popolare le attribuisce un’estensione ed una profondità di gran lunga superiori alla realtà. Come è noto il Gargano è caratterizzato da importanti fenomeni carsici derivanti dalla natura calcarea delle sue rocce, che si manifesta con la presenza di numerose grotte, anfratti, inghiottitoi, grave, doline carsiche. Tali formazioni carsiche, rivestono una notevole im­portanza naturalistica, quali rifugi na­turali e nursery per la chirottero-fauna presente negli ambienti circo­stanti, nonché rifugi per nume­rose altre specie di vertebrati ed invertebrati, oltre ad offrire un substrato utile anche allo svi­luppo di specie appartenenti al mondo vegetale che riescono a svolgere le loro funzioni fisio­logiche anche in presenza di poca luce. Peraltro tutto il territorio del Gargano è caratterizzato da que­sto fenomeno, e tra gli altri, si segnala appunto la grotta di Mon­tenero, la quale dotata di un ac­cesso pedonale posto a livello del terreno, dopo i lavori di messa in sicurezza finanziati dal parco del Gar­gano, sarà così fruibile ai visitatori e scolaresche, che compatibilmente con le esigenze biologiche delle specie ani­mali e vegetali esistenti, potranno ave­re la possibilità di scoprire como­damente uno straordinario mondo sot­terraneo.

Francesco Trotta

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Iniziativa serale all’insegna del buon cibo e della conoscenza della storia del paesaggio

Sabato 25 agosto si terrà la Festa della Calcara, un'occasione speciale, organizzata in una delle più belle masserie del Gargano, quella di Calderoso (San Marco in Lamis), accompagnata da piacevoli momenti di relax e conoscenza del paesaggio circostante, della sua natura e degli aspetti legati alle attività pastorali tradizionali del Gargano.

Infine una cena spettacolo a Masseria Calderoso permetterà di degustare le eccellenze enogastronomiche del territorio.

Il programma nel dettaglio prevede una passeggiata con degli esperti che racconteranno la storia di Valle della Monaca, uno dei valloni più suggestivi del Gargano, a poca distanza da Masseria Calderoso. Importanti saranno anche i momenti dedicati alla conoscenza del lupo e dei suoi comportamenti con Andrea Gallizia e Federica Bava.

Il momento saliente della festa sarà la visita a un’antica calcara, struttura usata per "cuocere le pietre" e ricavarne la calce “viva” utilizzata per imbiancare i borghi del Promontorio.

La festa proseguirà con la cena spettacolo a ritmo di tarantella, con le Mulieres Garganiche, presso l'agriturismo Masseria Calderoso con prelibatezze culinarie del territorio.

Un’iniziativa, dunque, che permette di vivere a tutto tondo un Gargano autentico fatto di antiche tradizioni agro-pastorali, natura e gastronomia.

Per partecipare è necessario contattare i numeri 3398185387 o 3294687668.

La festa è organizzata in collaborazione con Masseria Calderoso, Gym - Music – Sport, Project Wolf Ethology, e Engea - Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali.

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C'è l'abbiamo fatta. Il cavalcavia che collega la Statale 89 con la Provinciale 26 da Foggia a San Marco in Lamis sarà riaperto a settembre.

Me lo ha comunicato l'ANAS che ha messo nero su bianco il cronoprogramna dei lavori che consentiranno la riapertura del cavalcavia, danneggiato dall'impatto di un mezzo pesante fuori sagoma.

Il tratto di strada chiuso da diversi mesi, aumentava il rischio d'incidenti, visto che molti automobilisti, come avevo denunciato e ripreso dalla stessa ANAS, accorciavano i tempi di percorrenza tagliando la statale 89 per immettersi sulla provinciale.

Adesso saremo vigili nel verificare il rispetto dei tempi e la riapertura del cavalcavia.

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Nonostante i numerosi solleciti e seguitando le mancate risposte ufficiali dell’Anas e delle autorità preposte alla sicurezza stradale, ho inviato una lettera al Prefetto di Foggia per chiedere il Suo autorevole intervento in merito alla sicurezza stradale sulla Statale 89, in particolare nel tratto che riguarda lo svincolo per la Provinciale 26 che collega Foggia a San Marco in Lamis.

Nella lettera ho segnalato la pericolosità del tratto stradale, compreso tra il km 196 e km 197, in prossimità dello svincolo per la Provinciale 26, che collega Foggia a San Marco in Lamis. Lo svincolo è da tempo chiuso alla circolazione per lavori, appaltati dall’Anas, di consolidamento al cavalcavia che mette in collegamento le due arterie stradali.

Ho portato all’attenzione del Prefetto di Foggia una situazione grave e non più sostenibile, ma che non trova la giusta considerazione da parte dell’Anas e delle autorità preposte. Tutto questo mentre continuano gli incidenti che solo per fortuna non sono ancora finiti in tragedia.

Nei miei precedenti interventi avevo evidenziato come la chiusura dello svincolo, motivata dalla precarietà statica del ponte che scavalca la Ss89, sta causando, oltre al disagio per l'allungamento dei tempi di percorrenza per raggiungere San Marco in Lamis, anche incidenti che si registrano in prossimità dello svincolo. Tutto questo perché gli automobilisti, indisciplinati, mettano a rischio la propria incolumità e quella degli altri, compiendo gravi infrazioni al codice della strada: ovvero l’attraversamento della doppia striscia, che separa la carreggiata, percorrendo poi un tratto di strada contromano e senza rispetto del divieto di accesso.

Vista la situazione, ho chiesto al Prefetto di Foggia Pertanto, se ritenga opportuno assumere informazioni in merito ai tempi e modalità d'intervento previsti dall'Anas per ripristinare la normale circolazione da e per San Marco in Lamis. Se l’Anas ha in cantiere interventi di segnaletica e disciplina del traffico, finalizzati al miglioramento della circolazione stradale, così da evitare i pericoli per la circolazione stradale nel tratto indicato. E soprattutto, sapere come l’Anas intenda procedere nel cercare soluzioni e interventi in favore della sicurezza stradale sulla Ss89.

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All’Arma dei Carabinieri già schierato su tutto il promontorio garganico si è unita una squadriglia di Carabinieri a cavallo, Scuderizzati a San Marco in Lamis. I militari del Reggimento a Cavallo di Roma sono stati richiesti dalla Prefettura. I cavalieri dell’Arma sono in contatto con le Centrali Operative dei Comandi presenti nella zona e con le altre unità dispiegate sul territorio, in primis con i Carabinieri “Cacciatori”, avranno quindi un impiego di natura esclusivamente operativa, volto alla prevenzione e alla repressione dei reati, all’identificazione delle persone trovate lungo i tratti oggetto di perlustrazione, ma anche di soccorso, compito particolarmente impegnativo nel periodo di massima presenza turistica.

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Tre percorsi tematici, cinque ettari di estensione, duecento tavolette incise a fuoco con versi in italiano, in vernacolo e in lingua straniera, sospese agli alberi, disseminate nel cuore del Parco Nazionale del Gargano. È il «Sentiero dell’Anima - Parco di Tempi diVersi» un parco artistico-ambientale, un unicum nel territorio di Capitanata nato dalla volontà dell’artista e poeta di San Marco in Lamis, Filippo Pirro. Nel 2001, infatti, Pirro volle fortemente realizzare questo progetto artistico e culturale che si snoda tra le rocce scavate dall’acqua, tra grave e inghiottitoi, a pochi passi dalla Dolina Pozzatina (dolina carsica lunga oltre 650 metri e larga 400 metri, è la seconda dolina più grande d’Europa, ndr), con la spettacolare vista delle Isole Tremiti all’orizzonte. Catapultati in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio, i visitatori del sentiero hanno la possibilità di vivere un’esperienza a contatto con la natura e con la poesia che rinfresca lo spirito. «Il cammino è come un grande libro aperto - fanno sapere i quattro figli di Filippo Pirro che portano avanti il progetto - ci si imbatte in frasi, parole e storie tra rami, pietre, foglie e fiori. Mimetizzati e integrati lungo il percorso, inoltre, sorprendono i trompe d’oeil, gli affreschi, i murales, le meridiane solari e i gruppi monumentali. I rifiuti, gli scarti, il vecchio ha trovato qui, tra le mani dell’artista, nuova essenza, nuova forma, per mutarsi in oggetto, statua, opera. Le installazioni artistiche completano il messaggio e offrono ulteriori punti di partenza per altrettanti viaggi: omaggio alla civiltà contadina, richiamo ai grandi artisti, siano questi poeti, scrittori, pittori e musicisti, spaccati del Gargano, nel suo ambiente e nella sua storia». Il cuore pulsante del Parco si intitola proprio Libro Aperto, la prima parte del fondo agricolo; segue La Divina Commedia, articolata in un viaggio didattico ed emozionale nelle tre cantiche, con installazioni di land art ed infine gli orologi solari, tra meridiani e scioteri artistici per la misurazione tempo. Il Sentiero dell’Anima rappresenta la volontà di tutelare il territorio e la cultura che però necessita anche di aiuto e sostegno. Per questo da alcuni anni, è operativa l’omonima associazione che porta avanti una serie di iniziai per sensibilizzare la promozione della poesia: «Siamo convinti che la cultura sia patrimonio comune da condividere, scambiare e curare, intrecciando sguardi e mondi diversi» concludono.- Tra le attività promosse, segnalare il premio di poesia Il Sentiero dell’Anima che è gli appuntamenti più importanti dell’anno, organizzato dalle Edizioni del Rosone, Centro Culturale Il Sentiero dell’Anima, dal Fai Fondo ambiente Italiano, delegazioni di Foggia, con il patrocinio della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e la FondazionePa squale e Angelo Soccio. info: www.ilsentierodellanima.org

Enza Moscartirolo

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