Anche quest’anno si svolgerà nella diocesi il Rally della pace. Quella in fase organizzativa è la 43.ma edizione ed è sempre una giornata di immensa gioia. Quest’anno la manifestazione si svolgerà nella città dell’Arcangelo Michele. Monte Sant’Angelo sarà inondata di ragazzi e ragazze dell’Azione cattolica accolti dalle parrocchie locali, che si sono gemellate con le parrocchie delle altre città. Qualche settimana fa. Una delegazione di ragazzi e ragazze di Monte S.Angelo ha ricevuto il te­stimone dai ragazzi e ragazze dell’Acr di Peschici. Particolarmente interessante è il tema che ha condotto l’Acr in questi mesi: “A Tavola c’è più gusto: appa­recchiamo per tutti».

Intanto fervono i preparativi nelle parrocchie, L’organizzazione sta ap­prontando il programma: il 25 aprile dalle 8.30 alle 15.30 Monte S.Angelo sarà in festa. Alle 8.30 arrivi e accoglienza; alle ore 9.30 in piazza Giovanni Paolo II; saluto del sindaco Pierpaolo D’Arienzo; saluto della presidenza diocesana; lettura del messaggio di accoglienza da parte dell’Acr di Monte S.Angelo; alle ore 10 piazza Vischi celebrazione eucaristica pre­sieduta dall’arcivescovo Padre Franco Moscone; alle 11.30 mar­cia della pace; alle 14 a tavola c’è più gusto nei giochi di squadra; alle 15.30 sempre in piazza Giovanni Paolo n spettacolo finale e consegna ai gruppi parrocchiali di un dono da parte della co­munità di Monte S.Angelo.

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Nella Green Cave di FestambienteSud, martedì 9 aprile, alle 19, don Aniello Manganiello racconta i suoi 16 anni da parroco a Scampia. Con lui anche il poliziotto Pietro Paolo Mascione. Coordina Franco Salcuni. Ci sono due modi di intendere la missione apostolica in un territorio difficile come Scampia: uno è chinare la testa, non esporsi, parlare solo se interrogati; l’altro è quello del padre guanelliano don Aniello Manganiello. Consiste nel vivere fianco a fianco con gli abitanti del quartiere e condividerne i problemi, spostandosi sempre a piedi perché “in macchina non puoi verificare se il tuo passo è cadenzato su quello dei ragazzi”. Sin dal primo giorno, don Aniello presta aiuto ai malati di Aids e ai tossicodipendenti, conduce battaglie sociali a favore di famiglie troppo frettolosamente etichettate come malavitose, visita le case di camorristi veri e li ascolta, ne ottiene la fiducia e talvolta vede persino compiersi conversioni e ripensamenti radicali. Con questi metodi, però, diventa un personaggio scomodo: nel quartiere è oggetto di continue minacce, fuori si fa nemici nell’Amministrazione comunale e negli alti ranghi ecclesiastici, a suo giudizio non sufficientemente impegnati – nonostante i proclami – dalla parte dei più deboli. Nel 2010, dopo l’ennesimo scontro, la Congregazione dei padri guanelliani rompe gli indugi e decide di allontanare don Aniello dal “suo” rione, riportandolo a Roma, in una parrocchia del borghese quartiere Prati, dove aveva operato per anni. Gesù è più forte della camorra è il diario in prima linea dei sedici anni napoletani di don Aniello, ma è anche un richiamo forte a chi propone parole nobili – legalità, moralità, non violenza – eppure si tiene lontano dalla realtà del quartiere. Una testimonianza necessaria per capire cosa significa nascere, vivere e morire a Scampia.

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«Il Parco è e sarà sempre al fianco degli allevatori. Le modifiche e le integrazioni al regolamen­to per i danni da fauna selvatica, appro­vate all’unanimità in consiglio direttivo, rappresentano la prova lampante dell’ine­quivocabile volontà dell’Ente di prosegui­re in quella direzione»: parole e musica di Claudio Costanzucci, vicepresidente dell’ente Parco nazionale del Gargano, a margine della seduta dell’organismo (tut­ti presenti, da Costanzucci a Pasquale Coccia, Luigi Di Fiore, Michele Merla, Massimo Monteleone, Marco Lion, Fran­cesco Riga e Michele Sementino) convo­cato per licenziare i sei accapi presenti all’ordine del giorno. Di questi, due sono stati rinviati (riconoscimento debiti fuori bilancio, sentenza Tribunale di Foggia n. 682 del 6 marzo 2018 Cueim c/E Png e determinazioni su adozione piano della performance 2019/2021), mentre i restanti quattro (approvazione verbale seduta pre­cedente; modifiche ed integrazioni sul re­golamento danni da fauna selvatica; de­terminazioni su azioni di prevenzione e intitolazione della sede dell’ente Parco all’ex presidente Matteo Fusilli) licenziati con voto unanime. C’era attesa per la se­duta a causa delle modifiche al regola­mento relativo ai danni da fauna selvatica e alle azioni di prevenzione, divenuti ar­gomenti “caldi” in seguito alla recente protesta dei pastori e allevatori dello scor­so 8 marzo dinanzi alla sede dell’ente di via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’An­gelo. Le decisioni adottate dal direttivo del Parco sono: copertura delle spese per il certificato del medico veterinario e per lo smaltimento della carcassa e aumento del 20% per l’indennizzo dell’animale gravi­do. «Mi preme però sottolineare - è la precisazione del vicepresidente del Parco - che tali decisioni furono adottate dal Direttivo già nell’ottobre del 2017, a ri­prova di un’attenzione verso le proble­matiche del settore non dettata dalle re­centi azioni di protesta, bensì dalla ne­cessità di essere un interlocutore attento alle difficoltà del mondo agricolo e zoo­tecnico. Per rendere esecutiva la delibe­razione - è la disamina di Costanzucci - si è dovuto attendere il via libera del Mini­stero dell’Ambiente, avvenuta da qualche settimana, quando una comunicazione della Commissione Europea ha consen­tito al Ministero stesso di inviare una circolare che autorizza la deroga agli aiuti “de minimis” all’interno delle aree pro­tette. Da domani pertanto - l’as­sicurazione del vicepresidente - quelle modifiche saranno in vigore e gli allevatori potranno contare su indennizzi più congrui. È quindi falso sostenere che l’Ente Parco sull’argomento non abbia mai mosso un dito. Anzi! Sui danni da fauna selvatica l’Ente Parco spen­de annualmente risorse consisten­ti (nel 2017 168.000 euro, nel 2018 si supereranno i 200.000 euro). Non solo. Abbiamo anche deciso di im­plementare il capitolo di bilancio per le azioni di prevenzione (cani antilupo, recinzioni, ecc.) che, in­sieme al confronto costante con le categorie ’ produttive, potranno creare le condizioni per una convivenza pacifica fra fauna selvatica e uomo». Sull’argomento a breve sarà varata una apposita commissione - su proposta dell’assessore Coccia- composta da esperti del settore, quali Parco, Ispra, Università di Bari, e da rappresentanti di associa­zioni agricole e degli allevatori. «Mi au­guro - è l’auspicio del vicepresidente - che quanti hanno realmente a cuore la sorte del Parco e dell’intero Gargano diano il proprio contributo, perché lo sviluppo di un territorio passa solo dalla pacifica con­vivenza di quanti ci vivono, siano essi piante, animali o uomini. Attribuire al Parco le responsabilità del mancato sviluppo del Gargano, come qualcuno con­tinua in malafede a fare, è ingiusto e sba­gliato - l’Ente investe parte del proprio bilancio (oltre 100.000 euro) anche per il sostegno alle specie autoctone (mucca podolica), pietre miliari della zootecnia garganica - e mira solo ad individuare un capro espiatorio su cui scaricare tutta la rabbia accumulata in seguito alla difficile condizione economico-sociale che da anni viviamo, ma che arriva da lontano e ha radici molto profonde».

Francesco Trotta

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Concerto di Ilaria Pilar Patassini a Monte Sant'Angelo, accompagnata da Federico Ferrandina alle chitarre, alle ore 21 di sabato 6 aprile. Serata organizzata in collaborazione tra Green Cave di FestambienteSud e l'associazione GustiAmo la Musica.

Ilaria Pilar Patassini nasce a Roma da padre etrusco e madre nativa della foresta costaricense. Ha all’attivo tre album a suo nome “L’Amore è dove vivo” (Esordisco/Audioglobe 2015), “Sartoria Italiana Fuori Catalogo” (Esordisco/Egea 2011), “Femminile Singolare” (VCM/01, 2007) e svariati featuring discografici. Hanno scritto per lei e con lei Bungaro, Pacifico, Mauro Ermanno Giovanardi, Sandro LuporiniFranco Piana, Joe Barbieri, Tony Canto, lo scrittore Fabio Stassi

Di formazione randagia e accademica (diplomata in Conservatorio in Canto e Repertori Vocali da Camera) il suo percorso si intreccia da sempre con il jazz, la canzone d’autore e la parola. Ha collaborato tra gli altri con lo scrittore Fabio Stassi, Neri Marcoré, Gianluigi TrovesiJean-Louis Matinier, Dino e Franco Piana Jazz Orchestra, Tim Ries (Rolling Stones),

Dal 2014 collabora con il compositore e chitarrista Michael Occhipinti e al progetto italo- canadese Sicilian Jazz Project partecipando al disco “Muorica” che la vede ospite insieme al clarinettista Don Byron. Con l’ensemble ha svolto varie tournée fino ad arrivare a vedere il suo nome in cartellone alla Koerner Hall di Toronto. Negli ultimi quattro anni ha svolto tournée in Italia e Canada calcando palchi importanti e prestigiosi club fra gli altri Auditorium Parco della Musica di Roma, Blue Note di Milano, Piccolo Regio e Salone del Libro di Torino, Festival La Grande Invasione e Teatro Cimarosa di Ivrea, Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, Bravo Cafè di Bologna, Festival Leo Ferrè, Festival di Santa Fiora in Musica, ChamberFest (Ottawa), International Jazz Festival (Toronto), International Jazz Fest e The Cultch (Vancouver), Saskajazz e The Bassement (Saskatoon), Phi-Centre (Montreal) etc.. Dal 2005 al 2010 è stata vincitrice e finalista di molti concorsi nazionali e internazionali legati alla canzone d’autore e all’Intepretazione. In qualità di cantante-attrice è stata diretta da Giancarlo Nanni in “Le Trachinie”; Marco Mattolini in “Le sette chiavi delle Mille e una notte” e “Migrantes”; Luciano Melchionna in “Dignità Autonome di Prostituzione”; Laura de Strobel in “Canti di Terra, canti di Luna” e “Ero coi sensi ad ascoltare”; Giulio Costa per “Sartoria Italiana tour”; Aurelio Gatti in “Odisseo, delle donne e della tempesta”; Vinicio Marchioni per il videoclip “Cherchez la Femme”. Dal 2015 è docente d’Interpretazione presso Officina Pasolini a Roma. Ha collaborato in qualità di autrice, speaker radiofonica e cantante con la Radio Svizzera Italiana (RSI) scrivendo e conducendo le trasmissioni “Anime Salve”, “Se io fossi un Angelo”, “Canzoni e Contorni” e “ Nel 2015 è stata l’ospite musicale fissa della trasmissione Beati Voi condotta da Alessandro Sortino su TV2000.

Nel 2018 diventa mamma di Tancredi e si prende un anno di pausa. Ama il mese di settembre, le radici degli ulivi centenari, i fuochi d’artificio, le parole che la rincorrono, la prua delle barche a vela, il profumo dell’origano e i cieli del Mediterraneo. Nella prossima vita sarà un pirata ma assomiglierà moltissimo a Sophia Loren. Affiliata carbonara delle isole e del mare, vive tra Roma, Alghero e i gate degli aereoporti.

Appuntamento nella Green Cave di FestambienteSud, sabato 6 aprile, ore 21, in via Garibaldi 27 a Monte Sant'Angelo.

Legambiente FestambienteSud

Via Garibaldi 2771037 Monte Sant'angelo (FG)Tel: 379 117 5345Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.festambientesud.it

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L’ennesimo atto intimidatorio - incendio ai danni di tre porte del Palazzo di Città - consumatosi la notte scorsa a Monte Sant'Angelo è ancora più grave di quelli avutisi fino ad ora perché è stata “attaccata” la Casa Comunale, la Casa di tutti; è un attacco contro l’Istituzione democratica e contro l’intera comunità.

FORZA ITALIA esprime preoccupazione, perché non si può non essere preoccupati, ma al tempo spesso esprime indignazione per un atto la cui violenza, ripetiamo, è di gran lunga superiore agli altri, perché è una sfida lanciata alle Istituzioni.

FORZA ITALIA confida nelle Forze dell’Ordine, cui certamente non mancherà la collaborazione perché tutti dobbiamo sentirci offesi, e nella sicura attenzione che le altre Istituzioni daranno al grave fatto.

Forza Italia

Monte Sant’Angelo

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Con riferimento all’incendio delle porte del Comune di Monte Sant’Angelo, l’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione unitaria, Raffaele Piemontese, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Ieri sera ero insieme a migliaia di cittadini che, a Monte Sant’Angelo, hanno marciato per ribadire che la città è delle persone per bene. Dopo poche ore, i criminali hanno avuto la sfacciataggine di incendiare le porte della casa comunale, simbolicamente le porte della casa di ciascun cittadino.

È un’azione intollerabile che non può rimanere senza una dura risposta proporzionata da parte dello Stato.

Ho fatto e garantisco che continuerò a fare la mia parte, nelle funzioni istituzionali e politiche che ho la responsabilità di ricoprire. Chiedo che questa urgenza sia avvertita a ogni livello.

A Monte Sant’Angelo si sta combattendo una guerra per l'affermazione della legge e della civiltà. Dobbiamo fare ogni sforzo perché sia diffusa ovunque, in ogni contesto pubblico e privato, la consapevolezza dell'importanza della posta in palio.

Il Ministero dell'Interno valuti la possibilità di rendere maggiormente visibile e capillare la presenza delle forze dell'ordine nella città, aldilà dell'importantissimo dispiegamento dei corpi speciali dislocati nei mesi scorsi.

Se proprio non si riesce con la tempestività necessaria ad arrestare i criminali, io penso potrebbero essere utilizzate ed estese le misure di prevenzione previste nel Codice Antimafia, al fine di allontanare anche fisicamente persone abituate ad avere atteggiamenti intimidatori.

Dobbiamo cacciare i mafiosi da una città da secoli eletta a caposaldo delle religioni, custode di cultura e delle bellezze UNESCO, spazio per una comunità che, come ha dimostrato in massa ieri sera, pretende una convivenza serena e civile”.

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L’appello di Costanzucci: “lo sviluppo di un territorio passa solo dalla pacifica convivenza di quanti ci vivono, siano essi piante, animali o uomini

“Il Parco è e sarà sempre al fianco degli allevatori. Le modifiche e le integrazioni al “Regolamento per i danni da fauna selvatica”, approvate all’unanimità in Consiglio Direttivo lo scorso 26 marzo, rappresentano la prova lampante dell’inequivocabile volontà dell’Ente di proseguire in quella direzione. La copertura delle spese per il certificato del medico veterinario e per lo smaltimento della carcassa, oltre all’aumento del 20% per l’indennizzo dell’animale gravido, sono decisioni che l’Ente ha varato proprio per ridurre il danno economico patito dagli allevatori in caso di perdita di capi causati da fauna selvatica, consapevoli però che l’insofferenza della categoria ha ben altre radici (basti pensare a quello che è successo recentemente in Sardegna). Mi preme però sottolineare – ribadisce Costanzucci- che tali decisioni furono adottate dal Direttivo già nell’ottobre del 2017, a riprova di un’attenzione verso le problematiche del settore non dettata dalle recenti azioni di protesta, bensì dalla necessità di essere un interlocutore attento alle difficoltà del mondo agricolo e zootecnico. Per rendere esecutiva quella deliberazione, però, si è dovuto attendere il via libera del Ministero dell’Ambiente, cosa avvenuta da qualche settimana, quando una comunicazione della Commissione Europea ha consentito al Ministero stesso di inviare una circolare che autorizza la deroga agli aiuti de minimis all’interno delle aree protette. Da domani pertanto quelle modifiche saranno in vigore e gli allevatori potranno contare su indennizzi più congrui. È quindi falso sostenere che l’Ente Parco sull’argomento non abbia mai mosso un dito. Anzi! Sui danni da fauna selvatica l’Ente Parco spende annualmente risorse consistenti (nel 2017 168.000 euro, nel 2018 si supereranno i 200.000 euro) per alleviare i disagi legati alla convivenza tra fauna selvatica ed economia agro-silvo-pastorale, oltre ad aver implementato il capitolo di bilancio per le azioni di prevenzione (cani antilupo, recinzioni, ecc.) che, insieme al confronto costante con le categorie produttive, potranno creare le condizioni per una convivenza pacifica fra fauna selvatica e uomo. Oltre a questi interventi, annualmente l’Ente investe parte del proprio bilancio (oltre 100.000 euro) per il sostegno alle specie autoctone (mucca podolica), pietre miliari della zootecnia garganica e sostiene iniziative di valorizzazione dei prodotti tipici locali (carne e caciocavallo podolico, presidi Slow-food), per assicurare un futuro a queste produzioni di nicchia. Negli ultimi anni non sono mancate altre iniziative a sostegno della categoria, come i 70.000 euro erogati nel luglio del 2017 agli allevatori in area parco per il tramite dei Comuni e finalizzati alla distribuzione di scorte d’acqua alle aziende zootecniche colpite dalla terribile siccità di quell’estate; oppure il sostegno economico alla kermesse nazionale sulla mucca podolica organizzata dall’ARA Puglia a San Giovanni Rotondo nel giugno del 2018. Questo solo per ribadire l’attenzione che l’Ente ha sempre avuto nei confronti della zootecnia garganica, nella consapevolezza che se prevale il confronto e il dialogo, uomo e ambiente possono convivere in armonia anche nelle aree protette. Mi auguro – è l’auspicio del vicepresidente dell’area protetta- che quanti hanno realmente a cuore la sorte del Parco e dell’intero Gargano diano il proprio contributo, perché lo sviluppo di un territorio passa solo dalla pacifica convivenza di quanti ci vivono, siano essi piante, animali o uomini. Attribuire al Parco le responsabilità del mancato sviluppo del Gargano, come qualcuno continua in malafede a fare, è ingiusto e sbagliato e mira solo ad individuare un capro espiatorio su cui scaricare tutta la rabbia accumulata in seguito alla difficile condizione economico-sociale che da anni viviamo, ma che arriva da lontano e ha radici molto profonde. Ecco perché, anziché additare o peggio aizzare, cosa facile soprattutto sui social, è indispensabile essere propositivi e collaborativi, consapevoli che ognuno di noi ha gradi differenti di responsabilità e che solo attraverso il confronto democratico fra i vari attori sociali ed istituzionali si può costruire un futuro migliore.”

Francesco Trotta

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Anche quest’anno a Pasqua ci sarà una bellissima ma­nifestazione culturale, orga­nizzata dall’Associazione - “Insieme per”, riguardante l’accensione e distruzione della Quarantène in corso Vittorio Emanue­le. Questa tradizio­ne era scompar­sa nella cittadina garganica e per il quindice­simo anno conse­cutivo grazie a questa associazione viene ripresa, al fine di ri­cordare e trasmettere alle nuove generazioni la memoria del passato». Nel giorno delle ceneri, nei vicoli ed in qualche strada principale del paese si vede penzolare la “quarantene”. Una pupa vestita di nero avente al posto dei piedi una patata intorno alla quale so­no infisse sette penne di cui se ne toglie una la settimana, in modo che l’ultima si strap­pi il Sabato Santo, allorquan­do finita la quaresima si spa­ra la magera. Tutto questo è tratto dal libro “Folklore garganico” di Giovanni Tancre­di.

 

P.Tro.

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La minaccia alle specie acquatiche viene dal cielo. Lo spauracchio dei pesci sono i cor­morani. Sono in aumento esponenziale e fanno man bassa di pesci ovunque si trovino. Li fagocitano direttamente nell’esofago. Nella la­guna di Varano, uno dei pezzi pregiati del Parco del Gargano, hanno fatto danni enormi alla fauna ittica, agli allevamenti di pesci. Pe­scatori e acquacoltori sono in allarme. La fau­na ittica è fortemente decimata dagli assalti di questi predatori giganti: oltre un metro di lunghezza per oltre uno e mezzo di apertura d’ali. «Non solo i lupi e i cinghiali ma anche i cormorani a rompere l’equilibrio dell’ecosi­stema garganico con gravi ripercussioni eco­nomiche su allevatori, agricoltori, imprendi­tori che vedono compromesse le proprie at­tività lavorative visto che non passa giorno che debbono fare la conta dei danni subiti ora ad opera dei lupi, ora dai cinghiali, ora dai cor­morani», denuncia il presidente provinciale dell’associazione “Caccia pesca e ambiente” Matteo Trotta che esprime tutta la preoccu­pazione degli operatori economici del Gargano per «una situazione che espone il Parco del Gargano a progressivi e decisi passi indie­tro». La disamina che tratteggia supportata da oggettivi dati di fatto riscontrabili nelle vi­cende che attraversano l’ente Parco, è strin­gente e inquietante. «Quando si pensò al Parco del Gargano - riflette Trotta - si disse che era l’unico strumento per focalizzare l’attenzione di tutte le nostre risorse agro-silvo-pastorali, al fine di valorizzarle e usarle correttamente con adeguati metodi di gestione e restauro am­bientale con l’integrazione fra uomo e am­biente. Guardando lo stato attuale si può dire che si sognava qualcosa di diverso dalla realtà di oggi. Esempio emblematico è l’Oasi Lago Salso. Un Parco che creasse nuove opportunità per i nostri giovani; un turismo diverso più incisivo per tutto l’anno; l’incremento della fauna selvatica quella “nobile”. Si è invece assistito al depauperamento del patrimonio della fauna selvatica con la scomparsa della gallina prataiola, della lepre italica, della star­na garganica e a rischio è il capriolo garganico preda dei lupi. Una miriade di problematiche irrisolte, fino ad arrivare alla questione della richiesta di revisione dei confini dell’area del Parco». Tale richiesta viene dagli imprenditori dan­neggiati dai continui assalti predatori dei cor­morani che hanno prodotto danni per oltre mezzo milione di euro. «Se l’Ente Parco non è in grado di preservare il nostro lavoro - è la osservazione avanzata - è preferibile uscire dall’area protetta e difenderci da soli». Dalla Regione Puglia arrivano incondizionati “niet” a qualsiasi intervento come ad esempio la pos­sibilità di una caccia selezionata come in altre regioni. «Purtroppo - rileva Trotta - sono ar­rivati solo dinieghi e divieti di ogni genere».

Michele Apollonio

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Torna a riunirsi il consiglio direttivo dell’ente Parco nazionale del Gargano. Il vicepresidente Claudio Costanzucci ha convocato gli otto componenti che ne fanno parte (vale a dire Pasquale Coccia, Luigi Di Fiore, Michele Merla, Massimo Monteleone, Marco Lion, Francesco Riga e Michele Sementino) per le ore 16,00 di martedì 26 marzo 2019 presso la sede dell’ente di via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo. Presenti all’ordine del giorno ben sei accapi. Ovvero: 1) approvazione verbale seduta precedente; 2) riconoscimento debiti fuori bilancio, sentenza Tribunale di Foggia n. 682 del 6 marzo 2018 (Cueim c/EPng); 3) modifiche ed integrazioni sul regolamento danni da fauna selvatica; 4) determinazioni su azioni di prevenzione; 5) determinazioni su adozione piano della performance 2019/2021 e 6) intitolazione della sede dell’ente Parco all’ex presidente Matteo Fusilli. Quest’ultimo accapo farà di certo discutere. Intanto va ricordato che al Parco del Gargano continuano purtroppo a mancare le due figure apicali – presidente e direttore- nonostante il tempo già trascorso, che non è poco. La casella del presidente – come è ben noto- è vuota infatti dal lontano 28 aprile 2017, mentre quella del direttore addirittura da prima. Attualmente – va ricordato- la carica di direttore è svolta (ormai da più di un triennio) da una facente funzioni, dipendente della tecnostruttura dell’ente. Intanto proprio sul direttore va oggi rilevata una importante novità: il nuovo avviso pubblico -varato lo scorso 5 febbraio 2019 dal consiglio direttivo in seguito alla bocciatura del 18 gennaio 2019 del bando precedente (trattasi – tra l’altro- del secondo bando bocciato, ma per motivi diametralmente opposti) - ha superato lo scoglio dell’attività di vigilanza ministeriale, come si evince dalla nota dello scorso 8 marzo – “non vi sono osservazioni da formulare” - a firma del dirigente Antonio Maturani. A breve quindi andrà in porto la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ma per le aree protette in Italia oggi non spira un “vento favorevole”. Non lo nasconde nemmeno il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri: “Ad oggi tredici parchi nazionali su ventiquattro – ha evidenziato - sono privi di presidente: Dolomiti Bellunesi, Cinque Terre, Foreste Casentinesi, Monti Sibillini, Maiella, Gargano, Alta Murgia, Aspromonte, Asinara e di Abruzzo Lazio e Molise (appena scaduto). Sono commissariati – ha aggiunto - i parchi dell’Appennino Lucano e della Sila, mentre è privo di rappresentanza legale il Parco Nazionale del Circeo. Inoltre sono privi di direttori legittimamente nominati e si affidano a dipendenti che ne svolgono le funzioni ben nove enti: Dolomiti Bellunesi, Foreste Casentinesi, Maiella, Abruzzo-Lazio-Molise, Gargano, Appennino Lucano, Sila, La Maddalena e Pantelleria. Per questo motivo – ha aggiunto- Federparchi, insieme Club Alpino Italiano, Wwf, Italia nostra, Mountain Wildernes Italia, Enpa, Pronatura, Legambiente, Lipu, Fai, Touring club e Mare vivo, si è rivolta al ministro Costa illustrando tale situazione e sollecitando un intervento urgente per dare una governance completa a quei parchi che da troppo tempo ne sono privi e che rischiano, nonostante l’impegno profuso, di vanificare i loro sforzi per la difesa e la valorizzazione degli habitat naturali. Sappiamo che alcuni parchi sono in questa situazione da anni ed hanno visto succedersi anche quattro ministri, ma sino ad oggi nulla è accaduto. Siamo sorpresi – è la preoccupante esternazione di Sammuri- che non ci sia stato nessun riscontro da parte del Ministro all’accorato appello firmato dalla Federparchi e dalle 11 più rappresentative associazioni ambientaliste italiane. Sappiamo che le nomine non dipendono solo dal Ministro dell’ambiente perché è necessaria l’intesa con i presidenti delle regioni, ma possibile – è il suo angosciato interrogativo finale - che non si riesca a trovarla con nessuno dei 13 coinvolti?”

Francesco Trotta

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