Il 29 Aprile 2019 alle ore 18 presso la Sala Consiliare di Vico del Gargano sarà inaugurata la mostra fotografica sul 1° Maggio, dedicata a Michele del Conte e Francesco Apruzzese, organizzata dal circolo PD di Vico del Gargano, alla presenza del Segretario provinciale Cgil di Foggia Maurizio Carmeno. Verranno esposte vecchie fotografie e filmati di manifestazioni passate che hanno segnato la storia del nostro paese. Saranno ricordati Michele del Conte e Francesco Apruzzese, protagonisti della scena sindacale Vichese, i quali, si sono battuti con tenacia per rendere le condizioni di lavoro più umane, più civili, più rispettose dei bisogni e della dignità di tutti.

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Una Settimana Santa intensa, com­movente, ricca di storia, partecipazio­ne e suggestioni: è questa la Settima­na Santa di Vico del Gargano. Il pro­gramma civile e religioso che vede in­sieme Amministrazione comunale, Parrocchie e Confraternite di Vico del Gargano. Oggi si celebrerà il Mercoledì Santo: dalle ore 20, nelle Chiese di San Nicola, San Giuseppe e del Carmine si celebrerà l'Ufficio delle Tenebre. Il Giovedì Santo, che quest'anno cade il 18 aprile, è forse la giornata che più delle altre distingue ed esprime le peculiari­tà della Settimana Santa víchese: alle ore 17, in tutte le chiese, si celebrerà la Santa Messa In Coena Domini; alle ore 21, nella Chiesa Madre, il momento di profondo raccoglimento per il "Pianto della Madonna"; dalle ore 21.30, l'Uffi­cio delle Tenebre cantato dalle voci delle Confraternite e lo "schopp" finale. A seguire, i "Sepolcri" nelle 11 chiese. Cos'è lo "schopp"? E' quanto accade al termine delle lodi, quando i fedeli bat­tono i piedi e agitano le "racanelle", raganella in italiano, uno strumento in le­gno che produce suoni brevi e secchi attraverso la rotazione di una lamina su una ruota dentellata. Le racanelle e il rumore dei piedi che battono a terra cercano di riprodurre il rombo del ter­remoto che accompagnò la morte di Gesù Cristo.

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La Messa Pazza, la simulazione del terremoto, l’intonazione potente del Miserere. L’impatto di canti e costumi delle Confraternite apprezzati in tutto il mondo Una Settimana Santa intensa, commovente, ricca di storia, partecipazione e suggestioni: è questa la Settimana Santa di Vico del Gargano. La Domenica delle Palme sarà il prologo di un programma civile e religioso che vede insieme Amministrazione comunale, Parrocchie e Confraternite di Vico del Gargano. Il 17 aprile si celebrerà il Mercoledì Santo: dalle ore 20, nelle Chiese di San Nicola, San Giuseppe e del Carmine si celebrerà l’Ufficio delle Tenebre. LA TRADIZIONE DELLO “SCHOPP”. Il Giovedì Santo, che quest’anno cade il 18 aprile, è forse la giornata che più delle altre distingue ed esprime le peculiarità della Settimana Santa vichese: alle ore 17, in tutte le chiese, si celebrerà la Santa Messa In Coena Domini; alle ore 21, nella Chiesa Madre, il momento di profondo raccoglimento per il “Pianto della Madonna”; dalle ore 21.30, l’Ufficio delle Tenebre cantato dalle voci delle Confraternite e lo “schopp” finale. A seguire, i “Sepolcri” nelle 11 chiese. Cos’è lo “schopp”? E’ quanto accade al termine delle lodi, quando i fedeli battono i piedi e agitano le “racanelle”, raganella in italiano, uno strumento in legno che produce suoni brevi e secchi attraverso la rotazione di una lamina su una ruota dentellata. Le racanelle e il rumore dei piedi che battono a terra cercano di riprodurre il rombo del terremoto che accompagnò la morte di Gesù Cristo. IL VENERDI’ SANTO E IL GRANDE CORTEO. Il 19 aprile sarà il giorno più lungo e intenso della Settimana Santa di Vico del Gargano. Comincerà con la “Processione della Madonna Addolorata”, la processione delle donne che accompagnano Maria. Alle ore 8, si svilupperanno le processioni penitenziali delle Confraternite che portano la Madonna a visitare Gesù nelle 11 chiese cantando il salmo 50° Miserere, per poi rientrare nelle proprie sedi intonando l’inno “Pange lingua gloriosi”. Alle ore 15 sarà di scena la celebrazione dell’Agonia nella Chiesa del Purgatorio che custodisce la Stauroteca, reliquia della croce di Gesù. Dalle 17 alle 18, si celebra nelle parrocchie la cosiddetta Messa Pazza, così chiamata perché nella celebrazione manca il momento della consacrazione eucaristica. Alle ore 19, uno dei momenti più solenni e spettacolari con l’uscita, in un unico grande corteo, di tutte le Confraternite e della popolazione per portare in processione il simulacro dell’Addolorata della Chiesa Matrice e il Cristo morto della Chiesa di San Giuseppe intonando a cori alterni il Miserere. Sabato 20 e domenica 21 aprile, con il Sabato Santo e la domenica di Pasqua, si concluderanno le celebrazioni della Settimana Santa di Vico del Gargano. IDENTITA’ E MERAVIGLIA. E’ durante la Settimana Santa che emergono in modo completo, caleidoscopico e antropologico l’identità e la meraviglia di Vico del Gargano, promosso dall’ANCI nel circuito de I Borghi più belli d’Italia, avamposto di fascino e mistero legato ai “due cieli”, uno di terra e uno di mare grazie al suo affaccio sulla costa con le frazioni balneari di San Menaio e Calenella. Un coinvolgimento esperienziale potente e intenso, che coinvolge tutti i sensi: la vista delle 11 antiche chiese, delle architetture del borgo; l’olfatto che percepisce l’incenso delle cerimonie religiose, il profumo delle tipicità enogastronomiche pasquali; la sensibilità tattile messa alla prova nel contatto con la terra; il gusto del patrimonio enogastronomico; l’udito sollecitato dal riconoscere l’unicità della tradizione etnomusicale garganica legata agli antichi canti.
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America e Russia non hanno mai visto di buon occhio l’Europa e la sua economia. La guerra dei dazi, dichiarata dal Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump contro l’Europa, rischia di sparare nel mucchio, senza distinzioni, per il solo gusto di colpire Bruxelles alla vigilia di una importante e decisiva tornata elettorale. Gli inglesi, cuginetti di Trump, si sono infilati in una caotica brexit che si sta rivelando come le mazzate di Tafazzi mentre si martella le palle.

Ora potremmo anche infischiarcene di queste americanate, se non fosse che nella lunga lista di prodotti sottoposti a dazio vi sono quelli provenienti dal Sud Italia. Vini, olio d’oliva, formaggio pecorino, agrumi, marmellate, acciaio, paste, salse di pomodoro ed altro. Si parte da questo, ma gli scenari possibili sono preoccupanti se non si pone rimedio ad una escalation che ci costerà in termini di occupazione e reddito. Se a questo aggiungiamo le previsioni del Documento di Programmazione Economica, approvato in mezz’ora dal Consiglio dei Ministri, ( l’avranno almeno letto? ) il quadro prossimo venturo è fosco.

Il rito e le consunte abitudini di ricorrere all’Europa solo quando fa comodo si sono ripetute anche in questa circostanza. Alcune associazioni di categoria del settore agricolo hanno invocato l’intervento delle Istituzioni Europee, come sempre. Il gioco è vecchio e non sempre nobile. Quando si parla d’Europa dovremmo alzarci in piedi; così, per Storia e per decoro.


Michele Angelicchio

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“A voi sia merto, ed a Maria corona,

far eco al suo dolor con flebil canto.

Se senso di Pietade in voi risuona,

che Maria fin che vive al pianto”1)

La Quaresima: “tempo di preparazione alla Pasqua di Resurrezione per ogni cristiano”, quaranta giorni ricchi di significato; fede, liturgia, sono aspetti che hanno influenzato nel corso dei secoli le manifestazioni della pietà popolare.

La devozione ai Sette Dolori di Maria, corrisponde ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo e nella pietà popolare ritroviamo anche le Litanie dell’Addolorata, ove la Vergine è implorata in tutte le necessità, riconoscendole tutti i titoli e meriti della sua personale sofferenza.

La tradizione popolare ha identificato la meditazione dei Sette Dolori, nella pia pratica della Via

Matris, che al pari della Via Crucis, ripercorre le tappe storiche delle sofferenze di Maria e

sempre più numerosi sorgono questi itinerari penitenziali, specie in prossimità di Santuari Mariani. rappresentati con sculture, ceramiche, gruppi lignei, affreschi.

Vico del Gargano è uno dei paesi dove si può cogliere il frutto della tradizione in special modo per quanto riguarda la pietà popolare nella preparazione alla Pasqua e nei riti della Settimana Santa.

Tappa indicativa del cammino di fede, in avvicinamento alla Pasqua, continua a rimanere il Settenario sui dolori della Beata Vergine Maria; comunemente conosciuto come La Settena.

La celebrazione dei Sette Dolori della Beata Vergine, già introdotta alla terza domenica di settembre nel 1692 da Papa Innocenzo XII, trovò nuovo impulso nel 1714 quando fu approvata l’ulteriore celebrazione in onore dell’Addolorata, da tenersi il venerdì antecedente la Domenica delle Palme. È importante rilevare come la diffusione della celebrazione dei Sette Dolori di Maria, iniziata a diffondersi ad opera dei Serviti nel XIII secolo, trovò nuovo impulso nei secoli successivi ad opera delle Confraternite.

Le espressioni artistiche

Il culto e la devozione verso la Vergine Addolorata, lungo i secoli, si sono manifestati attraverso le multiformi espressioni dell’arte, come la pittura, la scultura, la musica, la letteratura e la poesia; frutto dell’opera dei più grandi artisti, che secondo il proprio estro, hanno voluto esprimere in primo luogo la grande sofferenza di Maria

In virtù del culto così diffuso all’Addolorata, in ogni città o paese si trova una chiesa dedicata alla Madre dei Dolori. A Vico del Gargano troviamo la cappella a lei dedicata, nella chiesa del Purgatorio sotto il titolo di Santa Maria del Suffragio, ove ha sede la Confraternita dell’Orazione e Morte. I documenti dei primi decenni del XVIII secolo non forniscono notizie sul culto dell’Addolora nella chiesa del Purgatorio di Vico del Gargano dov’era già presente la Confraternita dell’Orazione e Morte dal 1678:

Sono gli accademici della Società degli Eccitati Viciensi ad accogliere universalmente, la Beata Vergine Maria dei Sette Dolori come protettrice del loro sodalizio, istituito nel 1759, e scelgono come sede delle loro adunanze, la chiesa del Purgatorio.

Gli Accademici nell’adunanza del “... 27 marzo 1760, giorno precedente alla commemorazione dei Dolori della stessa Madre di Dio” recitano una “Corona di Sonetti intessuta alla Regina del Cielo addolorata secondo l‘ordine degli avvenimenti dolorosi nella sua vita, dagli Accademici Eccitati Viciensi, che vivono sotto il validissimo di lei Patrocinio”: Sono 16 composizioni nei quali, la Fede e l’amore verso Maria si traspone in poesia.

La celebrazione della Settena ancora oggi ha luogo nella chiesa del Purgatorio a cura della Confraternita dell’Orazione e Morte; consiste in sette meditazioni tenute da un padre predicatore, accompagnati da canti liturgici e devozionali, intonati dal coro della confraternita e dai fedeli.

Il venerdì precedente la Domenica delle Palme, giorno in cui si onora l’Addolorata, tutto il popolo intona un accorato inno Ai Tuoi piedi o bella Madre composto dal padre Redentorista Barilli. Come da tradizione, antistante la chiesa, a seguire, si consuma un grande falò. Il culto dell’Addolorata è stato interiorizzato dal popolo facendone crescere la devozione, in periodi grami in cui solo la fede poteva dare forza di vivere; ogni persona bisognosa di misericordia attraverso le litanie, si affida alla comprensione della Vergine Maria e in Ella ripone le sue speranze.

Nicola Parisi

  • Dal sonetto coronale retrogarado, Corona di Sonetti intessuta alla Regina del Cielo.. 27 marzo 1760. In Accademia degli Eccitati Viciensi, F. Fiorentino, Edizioni del Rosone 2003 pag. 110

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fuoriporta.it

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Presente in questi giorni a Vico in TRAINING fino al 7 Aprile. La nazionale per i prossimi impegni Internazionali ha fatto dei test nel Centro storico con partenza e arrivo in Piazza San Domenico. Alle 19 in Sala Consiliare sono stati consegnati dal delegato Coni Nicolino Sciscio e dal Vice Sindaco Tiziana Casavecchia dei prodotti tipici del Gargano a tutti i 26 atleti della Nazionale Finlandese.

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Martedì, 19 Marzo 2019 10:11

Vico/ Questa sera la FESTA DI SAN GIUSEPPE

La sera del 19 marzo 2019, in occasione della festa di San Giuseppe che si celebrerà presso la chiesa omonima di Vico del Gargano, la Confraternita dei Cinturati di Sant’Agostino e Santa Monica organizza una manifestazione congiunta in collaborazione con la CNA , il Comune di Vico del Gargano, la Regione Puglia e la Camera di Commercio di Foggia .

La Confraternita curerà la cerimonia religiosa alle ore 19.00, sempre i confratelli provvederanno all’organizzazione della tradizionale Sagra di San Giuseppe in Via Terra dalle ore 20.00 alle 22.00 .

La Cna, in collaborazione con il Comune di Vico del Gargano, la Regione Puglia e la Camera di Commercio di Foggia , al termine della cerimonia religiosa alle 19.30 , consegnerà delle targhe ricordo a 5 imprese dell’artigianato e del commercio , aderenti alla CNA , che hanno tramandato l’attività da padre in figlio o che hanno svolto oltre trent’anni di attività .

Inoltre all’inizio della sagra , a cura della CNA , ci sarà l’estrazione dei tre biglietti vincenti dei premi di “ San Giuseppe “ rappresentati da tre cesti colmi di prodotti alimentari delle aziende artigiane di Vico del Gargano aderenti alla CNA, per i partecipanti alla cerimonia religiosa in onore di San Giuseppe .

Verrà proiettato il video “ il centro storico con i tuoi occhi “ con le foto del centro storico della mostra tenuta questa estate nella chiesa dell’Annunziata , con musiche del compositore vichese Gianni Angelicchio .    

Gli artigiani , i commercianti e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare .  

  

           Il Presidente                                                                 Il Segretario

   Antonio Del Conte                                                         Rag. Michele Pupillo    

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La ASL Foggia potenzia la rete dell’Elisoccorso in Capitanata, confermando grande attenzione soprattutto verso il Gargano.

È stata inaugurata a Vico del Gargano, in località Monte Tabor, una elisuperficie di nuova realizzazione. Sale così a otto il numero delle piattaforme presenti in Capitanata.

A tagliare il nastro, il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria foggiana Vito Piazzolla e il sindaco della cittadina garganica Michele Sementino.

L’ampliamento della rete dell’Elisoccorso – commenta il Direttore Piazzolla – è uno dei tasselli del più ampio processo di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria avviato da questa Direzione, impegnata da tempo a potenziare l’Area Emergenza-Urgenza e a favorirne l’integrazione con l’assistenza distrettuale e ospedaliera”.

L’Elisoccorso permette di assicurare il collegamento con gli Ospedali dotati di elisuperficie, in particolare nei comuni dei Monti Dauni e del Gargano che, per il complesso contesto geomorfologico, presentano distanze superiori a sessanta minuti dalle più vicine strutture sanitarie di riferimento.

La nuova elisuperficie di Vico del Gargano, realizzata su un sito concesso in comodato d’uso dall’amministrazione comunale e facilmente raggiungibile, dista circa un chilometro dalla postazione 118.

La piattaforma è predisposta anche per l’utilizzo nelle ore notturne attraverso un sistema di radiocontrollo, faro di avvistamento e impianto di illuminazione.

Sempre a Vico del Gargano, la ASL sta completando i lavori di potenziamento del Presidio Territoriale di Assistenza, porta di ingresso dell’utenza ai servizi assistenziali distrettuali.

Il P.T.A., quale risposta integrata ai bisogni di salute della popolazione, aggrega le diverse componenti dell’assistenza distrettuale e della prevenzione: Ospedale di Comunità, Porta Unica di accesso, Consultorio Familiare, Continuità Assistenziale, Cure Domiciliari, Day Service, Ambulatori polifunzionali, ufficio vaccinazioni, Ufficio Invalidi civili, Postazione 118, Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta. La struttura sarà in grado di ospitare, inoltre, associazioni di volontariato e rappresentanze dei cittadini.

I lavori sono finanziati con Fondi FESR per un importo complessivo di 2.500.000,00 euro.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Sementino che ha ringraziato la ASL per la qualità dell’assistenza sanitaria assicurata nella cittadina garganica nonostante il particolare periodi di razionalizzazione delle risorse.

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Cari concittadini di Vico del Gargano,

con grande gioia vi comunichiamo che il 16 marzo 2019, con una delegazione di 15 confratelli, avremo, come comunità vichese tutta, l’onore e l’onere di rappresentare la Settimana Santa in Puglia a Valladolid in Spagna, nazione ricca di riti religiosi collegati alla Settimana Santa famosi in tutto il mondo.

Nella splendida Chiesa del Convento de los Agustinos Filipinos saranno proposti alcuni canti della nostra amata Settimana Santa.

Vico del Gargano ospiterà, in estate, la mostra fotografica che racconta i riti sia
pugliesi che spagnoli, che sarà allestita anche a Valladolid, Lecce, Molfetta e Bitonto.

Questo viaggio di fede rientra nel progetto dal titolo “Plenilunio di Primavera, Gli eventi pasquali della Settimana Santa tra Puglia e Spagna”, promosso dalla cooperativa FeArT e dall’associazione Puglia Autentica, di Molfetta, in collaborazione con la Regione Puglia e Pugliapromozione, oltre al sostegno di alcuni prestigiosi partner istituzionali.

Il Comune di Vico del Gargano in maniera attiva è tra gli Enti promotori e patrocinatori del progetto e fa parte, fin dalla loro istituzione, delle reti dei Comuni de “La Settimana Santa in Puglia” e de “I Patroni di Puglia”, promosse, instancabilmente, dal presidente Gaetano Armenio.

Il nostro commosso ricordo e la nostra gratitudine vanno ai cari confratelli che, nei secoli, ci hanno trasmesso e perciò ci permettono di rivivere e far rivivere le emozioni dei nostri riti e dei coinvolgenti canti e di avere la possibilità di sperimentare queste nuove esperienze.

Ai nostri 15 confratelli (accompagnati dai 5 priori) che, responsabilmente, in meno di due soli giorni, si recheranno in terra spagnola, affideremo le nostre preghiere e le nostre speranze, affinché possano sentire e trasmettere la vicinanza di una comunità che vuole ancora identificarsi nei valori cristiani di solidarietà, di fratellanza, di unione e   rafforzare i legami con un passato da tramandare, pur   con molte difficoltà, ai posteri.

Sempre grati a chi ha voluto affidare questo ruolo importante alle nostre confraternite, sperando di ripagare questa fiducia, auspicando che possano esserci altri appuntamenti per far conoscere e apprezzare sempre più i nostri riti religiosi, la nostra cultura, il nostro territorio e le nostre tradizioni.

Le confraternite di Vico del Gargano ringraziano il nostro vescovo S.E. Mons. Franco Moscone, i parroci e i frati cappuccini di Vico del Gargano, quanti hanno aderito sostenendo questa iniziativa e ai cittadini tutti per il continuo e immancabile sostegno alle varie attività confraternali.

                                                                              Le Confraternite di Vico del Gargano

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Le donne di questo paese sanno leggere negli occhi.

Le donne di questo paese non abbandonano nessuno al dolore.

È questo quello che penso, quando le vedo radunarsi una a una ai piedi della Madonna vestita a lutto, nella Chiesa Matrice di Vico al mattino del Venerdì Santo.

Le donne di Vico non lasciano da sola una Madre, che in questo giorno di presagio oscuro e di dolore pare chiedere ad ognuno: avete visto mio Figlio? Ditemi dov’è?

È così le donne di Vico sin dal primo mattino - e da tempi lontani - si muovono con Lei, quasi inseguendola, mentre questo nido chiaro d’altura spalanca le finestre su uno dei suoi giorni più importati e solenni.

“Va alla casa di Pilato, lì lo troverà incatenato”, proclama un antica cantilena che sento recitare in dialetto, mentre la processione delle donne scende giù dalla piccola via che dalla Chiesa Matrice fiancheggia il Castello.

Il vicolo stretto e vuoto che dalla Chiesa di San Nicola arriva a quella di san Giuseppe, tutt’a un tratto si riempie di preghiere e di mani aggrappate una sull’altra, del rumore leggero dei passi lenti trascinati sulle pietre scolpite.

Ci sono delle donne che attendono l’arrivo della Madonna Addolorata sul balcone di casa, come quando impazienti si aspetta un figlio; al suo passaggio si protraggono in avanti con un bacio adagiato tra l’indice e il pollice delle loro mani, in cui è racchiusa tutta la speranza che c’è: che le cose vadano meglio, che i figli stiano bene, che ci sia lavoro, che piova per le campagne.

Così, per le vie del paese antico e oltre, prende forma la prima processione del Venerdì Santo vichese, uno dei più imponenti del Meridione.

Le donne di Vico accompagnano il cammino doloroso della Madre di ogni madre tra i “Sepolcri” di alcune chiese; ai piedi del mantello ricamato da mani preziose, che scende dal fercolo condotto a spalla dai portatori, ci sono le donne più anziane seguite da altre donne, fino ad arrivare a quelle più giovani. È come leggere un passaggio generazionale, che non vuole più fermarsi, al contrario, tramandarsi, da nonna a madre, da madre a figlia, da zia a nipote.

Il mantello della Madonna sembra voler coprire tutte le donne, mentre un leggero vento lo agita e lo gonfia; la luce del sole fa brillare la sua corona, le sue mani sorreggono un lungo fazzoletto bianco e ricamato, e sono protese in avanti: pare così venirti incontro, come se fosse lì ad aspettarti da tempo.

È bellissima nella sua semplice e curata imponenza, e vista con i miei occhi è una madre tra le madri, una madre che, impaziente, scappa alla ricerca di suo figlio, guidata da quel presentimento che solo una mamma può avere.

Le donne di Vico mi commuovono con le loro preghiere; nella loro voce sento l’eco antico delle loro madri, nel loro cammino vedo la volontà di non fermarsi, di esserci e di provare con la fede a cambiare le cose brutte del mondo.

Dì lì a poco la processione delle donne farà rientro nella Chiesa Matrice, in tutto il paese dominerà il canto del Miserere, che i confratelli delle cinque confraternite intoneranno a squarciagola, mentre ognuna di queste si diramerà per le strade di Vico, ognuna con un suo Cristo, ognuna con una sua Addolorata, in una lunga giornata, tra le più importanti del paese.

Giunti in chiesa, le donne guidate dal parroco continuano a pregare e la Madonna viene adagiata dai portatori sull’altare maggiore; nel tardo pomeriggio sarà ripresa sulle spalle e portata ancora in processione fino all’incontro con suo Figlio. In chiesa c’è una carezza di luce pallida, che si diffonde e ci avvolge, come fosse un abbraccio.

Francesco A. P. Saggese

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