Sabato, 16 Febbraio 2019 10:50

IL LIBRO DELLA SETTIMANA/ Santi e Nobili di Nicola Parisi. Le vicende di S. Valentino a Santo Patrono di Vico del Gargano

Con solenne Festa Liturgica  il 14 febbraio prossimo, Vico del Gargano si appresta a chiudere la celebrazione giubilare dei 400 anni di san Valentino prete e martire.   Durante questo anno, attraverso le diverse espressioni della ricerca storica, dell’arte, del teatro, della musica e senza mai perdere di vista gli orizzonti della Fede,  abbiamo cercato di  scoprire e far conoscere all’uomo contemporaneo, le ragioni che hanno portato gli uomini dell’epoca a scegliere il prete e martire romano Valentino come Santo Protettore. 
Tra storia e leggenda sappiamo che Vico aveva originariamente eletto a suo patrono San Norberto la cui “protezione” sul bene della città fu però ritenuta inefficace.  La rivoluzione della coltura agrumaria, oramai largamente affermata, aveva altresì generato nuovo benessere per gli abitanti ancorché scontasse le difficoltà climatiche degli inverni rigidi che si susseguivano: la così detta piccola glaciazione che interessò l’Europa a partire dalla fine del ’500  e durata fino al XIX secolo. 
Le stesse necessità erano avvertite da tutti gli strati della popolazione, siano essi i proprietari ovvero coloro che vi lavorano come salariati. Gli stessi signori feudali della famiglia Spinelli, insediatisi di recente con il matrimonio fra don Troiano, principe dell’Oliveto e duca di Aquara, e Maria Caracciolo, marchesa di Vico, che portava in dote alla famiglia la nostra terra, avevano  interessi nell’economia del territorio. 
Ancora una volta leggenda e storia s’incrociano nel trasmetterci come si arrivò a scegliere il Santo che, assicurasse sicuro patrocinio alla comunità. Al di là della veridicità del viaggio a Roma dove scegliere un nuovo protettore e dell’incipit casuale nelle catacombe, resta chiara la volontà di un popolo, espressa negli atti del Consiglio Decurionale, accompagnata dalla decisione di don Troiano Spinelli di donare il busto reliquiario di San Valentino, originariamente custodito dalla famiglia nella cappella del castello. Il decreto dell’Arcivescovo Annibale Ginnasio del 10 febbraio 1618 e l’atto notarile rogato il 14 febbraio 1618 dal notaio Alessandro de Pascarellis nella Chiesa  Madre di Vico fra i rappresentanti del Capitolo e i rappresentanti dell’Università, suggellano tali volontà. 
Santi e Nobili  -San Valentino e i marchesi Spinelli  un legame divino con Vico del Gargano-   vuole essere un tributo di riconoscenza al Santo Patrono, per chiudere questo Anno Centenario e di far conoscere come gli abitanti di Vico del secolo XVII, interessati in quel preciso periodo storico da cambiamenti umani e della natura, affrontarono gli eventi volgendo il loro sguardo verso il trascendente e vedendo “con gli occhi della  Fede” come autentico punto di riferimento il Divino.  Scoprire questa testimonianza ha grande valore, sia per noi oggi, sia, in particolare, per i giovani ai quali appartiene e da cui dipende il futuro. 

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