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Demanio pronto a convertire 88 fari in hotel, ristoranti e musei.

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Per i fari costieri aria di rinnovamento. E tra quelli destinati a cambiare mestiere c'è anche il faro di Sant' Eufemia a Vieste.

L'Agenzia del Demanio ha intenzione di avviare un progetto di valorizzazione e sviluppo del sistema dei fari costieri che, in uso alla Marina, non abbiano più alcun interesse militare.

<Il progetto è allo studio, aspettiamo soprattutto il vaglio degli enti locali>, dicono dall'Agenzia che ha individuato 88 fari divisi in cinque categorie e destinati a diventare centri del benessere, autogrill del mare, piccoli alberghi, ma anche luoghi di ricerca e musei.

I fari prescelti hanno una superficie utile coperta compresa tra i 150 e i 600 metri quadri.

Le strutture non saranno vendute ma date in concessione con introiti per lo Stato pari a qualche milione l'anno per lo sfruttamento economico dei siti.

Degli 88 selezionati 9 fari si trovano al Nord, 13 al Centro e 66 al Sud. In Puglia ce ne sono sette: tre nel Salento e quattro nel Gargano (quello di Vieste, il faro di S. Domino e quello di Capraia, e la Lanterna di Mattinata)

Le Soprintendenze in alcuni casi si sono mosse per porre dei vincoli architettonici come per il faro abbandonato dell'isola di S.Domino, alle Tremiti.

Tra i fari del gusto c'è quello di Mattinata mantre fra quelli proposti come "fari del viaggiare" c'è proprio quello di Sant'Eufemia. Insomma, da ispirazione per naviganti e sognatori a autogrill del mare. Chi l'avrebbe detto che il passo sarebbe stato così breve?! 

Speriamo solo che l'Amministrazione comunale a tempo debito faccia valere il suo diritto di prelazione sulla struttura per destinarla, al massimo, a museo o a centro di lettura.