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Vieste. Ancora polemiche per il corso d’acqua deviato

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Non pare esaurirsi la polemica intorno alla questione della grotta e della sorgente deviata alla fine del lungomare E. Mattei di Vieste. Dopo la denuncia di scempio ambientale fatta qualche settimana fa da un concittadino, ora è la volta delle precisazioni di colui che si è sentito chiamare in causa che a sua volta rimbalza le accuse al proprietario del ristorante attiguo al suo stabilimento.

<<Il corso d'acqua che si assume deviato è da sempre fonte di abusivi attingenti idrici da parte del proprietario del locale che ha posizionato una pompa a motore all'interno di una piccola grotta lì presente per alimentare il ristorante. Per decenni il corso d'acqua è stato utilizzato per lavare quaotidianamente autovetture e quant'altro>>. Queste le parole del titolare dello stabilimento balneare che tuona: <<La situazione venutasi a creare negli ultimi due anni è stata causata da…che ha posizionato su un argine del torrente grossi massi che hanno ristretto il precedente argine e innalzato la portata del corso d'acqua si da modificare il regime delle acque stesse e da provocare lo sguinzagliamento del corso d'acqua sull' arenile. Riguardo alla grotta l'accesso è stato inibito per ragioni di incolumità pubblica. Gli alberi piantati, invece, sono necessari alla tutela dell'arenile in concessione>>.
Questa una delle due campane. Di sicuro, comunque, c'è solo la necessità che i fatti dichiarati dai due "contendenti" vengano sottoposti ad un'indagine chiarificatrice da parte delle autorità competenti.


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