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Isole Tremiti, un paradiso a rischio.

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Le Tremiti e il loro immenso patrimonio naturalistico sono in grave pericolo. L’incapacità del Parco del Gargano, l’ente cui compete la tutela delle riserve marine delle isole a largo dello “sperone d’Italia”, espone l’arcipelago al rischio di vedere danneggiato il proprio equilibrio ambientale.  A sostenerlo è Michele Bordo. Il deputato dei Democratici di Sinistra, ieri mattina, sulla questione ha interrogato il Governo. Sono 2 le interrogazioni che l’esponente ulivista ha presentato dall’inizio del mandato parlamentare per sollecitare l’esecutivo a manifestare maggiore attenzione nei confronti dell’arcipelago delle Isole Tremiti, «a conferma – sottolinea Bordo – dell’importanza, anche simbolica, dei legami tra questo paradiso marino, la Capitanata e la Puglia». Con la prima interrogazione, presentata lo scorso 3 ottobre al ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi,  Bordo ha chiesto che la competenza sul territorio dell’arcipelago torni alla Capitaneria di Porto di Manfredonia, segnalando  l’incongruità del trasferimento delle competenze all’omologa struttura di Termoli. «Il precedente Governo di centrodestra ha creato una sorta di mostro amministrativo: un Comune della Provincia di Foggia e della Regione Puglia dipende, per alcune fondamentali competenze, da un ente collegato alla Regione Molise. E’ una scelta che ha già creato concreti e oggettivi ostacoli alla programmazione e all’attuazione di strategie di tutela e sviluppo delle Tremiti – commenta Bordo – contro cui non mi pare si sia levata alcuna protesta da parte di quei consiglieri regionali del centrodestra oggi pronti a polemizzare con il governo regionale». La seconda interrogazione, depositata dal deputato ulivista ieri mattina direttamente nell’Aula di Montecitorio, sollecita il ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio a intervenire per «imprimere un radicale cambiamento nella gestione della riserva marina – afferma Michele Bordo – oggi affidata all’Ente Parco del Gargano, ritenuto inadeguato, dal sindaco delle Tremiti e non solo da lui, a mettere in atto misure di promozione dello sviluppo ecosostenibile nell’arcipelago. Una gestione, quella dell’Ente Parco, che si contraddistingue per l’eccessivo peso della burocrazia e la totale mancanza di sorveglianza e tutela delle coste e dei fondali tremitesi, gravemente danneggiati dalla pesca di frodo. Anche in questo caso – conclude Bordo – non mi pare di aver udito critiche provenienti da consiglieri ed ex assessori regionali di centrodestra che hanno promosso e avallato la nomina dell’attuale presidente dell’Ente Parco del Gargano. La realtà è che i problemi vissuti dalla popolazione e sollevati dal sindaco Calabrese meritano atteggiamenti diversi dalla strumentale polemica politica».


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