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I TEMI DEL «FORUM REGIONALE DEL TURISMO

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Si è svolto a Bari presso la Cittadella della Cultura nei giorni 24 e 25 novembre scorsi il «Forum Regionale del Turismo». Francesca Toto ha seguito i lavori effettuando diverse corrispondenze per Ondaradio. L’abbiamo sentita per avere un consuntivo del «Forum». 

Cosa è stato questo «Forum»?

«Il Forum è stato non solo un momento di incontro tra tutti quei soggetti pubblici e privati che operano nell’ambito turistico, ma anche e soprattutto un momento propositivo. Infatti, la mattinata del 24 novembre è stata dedicata alla presentazione dei risultati del sondaggio sui fabbisogni del turismo pugliese condotto da Claudio Cipollini, direttore generale di Retecamere (Unioncamere). A questo è seguito un dibattito al quale sono intervenuti diversi soggetti che orbitano intorno al turismo: Pina Marmo- vicepresidente città dell'Unesco, Giulio Sparascio, presidente «Turismo Verde», Gianluca Piotti amministratore «Yachting Club Porticciolo» ed altri… Ma direi che la parte più interessante ed operativa si è svolta nel pomeriggio quando ci siamo divisi in quattro gruppi di lavoro tematici (focus group) per elaborare una serie di proposte da presentare alla Regione Puglia che poi, il giorno successivo, sono state presentate pubblicamente al Governo Regionale».

Ritieni sia stato utile?

«Gli scambi di idee sono sempre utili… è per questo che mi è dispiaciuto molto costatare che il Gargano era completamente assente sia come amministratori che come operatori… Da Vieste eravamo solo in pochissimi: io, due rappresentanti del gruppo Manzionna, il preside Andrea Cariglia con alcuni insegnanti… mentre per quanto riguarda la partecipazione ai focus group sono stata praticamente l’unica rappresentante da Vieste su 754 partecipanti… poi non lamentiamoci che il Gargano a livello regionale viene un po’ snobbato, perché se questo è vero, è vero pure che noi non facciamo molto per farci sentire!!! Tornando alla domanda, ritengo che l’incontro sia stato importante, ora però bisognerà vedere quanto il Governo regionale prenderà in considerazione le proposte dei focus group e le trasformerà in azioni concrete».

Cosa sono esattamente questi focus group? Qual è la loro utilità?

«I «focus group» sono tavoli di lavoro, ognuno coordinato da un esperto, a ci si iscriveva al momento dell’invio del modulo di adesione al Forum, scegliendo quello più vicino alle proprie competenze o al proprio ambito lavorativo. Ce n’erano quattro: Promozione e commercializzazione (brand, strumenti, compiti del pubblico e del privato) – Qualità dell’offerta: ospitalità, infrastrutture e formazione – Governance per un nuovo turismo: gestione degli Enti locali, accoglienza, informazione e servizi – Destagionalizzare attraverso turismi diversiI: sociale, delle disabilità, congressuale, termale, culturale, scolastico, nautico ecc… Io ho partecipato al secondo. Aderendo al focus  group, sono entrata insieme agli altri partecipanti, a far parte di una squadra di lavoro della Regione. Ci riuniremo con cadenza più o meno bimestrale per un anno intero ed elaboreremo progetti. Lo scopo è fare in modo che i progetti che la Regione approverà non siano più progetti calati dall’alto e preparati da consulenti, che il più delle volte non conoscono né il territorio né le esigenze di chi ci opera, ma siano progetti elaborati da chi la Puglia la vive e non solo dal punto di vista turistico».

Questa partecipazione è importante, potrai renderti portavoce delle esigenze del territorio…

«Sì, se queste esigenze mi arrivano! Io sono a disposizione di chi ha delle idee e dei progetti da portare al Governo regionale. La prossima riunione è a gennaio, ora sta ai nostri amministratori ed ai nostri operatori sfruttare questa possibilità».

Cosa è emerso da questo «Forum?

«E’ emerso innanzitutto che bisogna riorganizzare il settore turistico cominciando a fare sistema e ad avere una cabina di regia regionale come coordinamento dei sottosistemi provinciali e locali. Questo prevede la realizzazione di un piano marketing regionale. I processi decisionali non saranno più calati dall’alto ma, condivisi con gli operatori attraverso questi focus group. Ciò che è emerso in modo molto forte è la scarsa preparazione delle figure dirigenziali e degli imprenditori, il più delle volte senza conoscenze di marketing, pianificazione, comunicazione e di strategie di mercato. E’ per questo che la formazione dei prossimi anni sarà mirata a qualificare meglio queste figure ed a cercare di elevare il livello culturale dei cittadini. Il turista ama sempre di più l’ambiente e comincia a snobbare i posti troppo cementificati e Vieste purtroppo è tra questi. Per fare un buon turismo poi, bisogna anche migliorare la vita dei residenti attraverso la realizzazione di infrastrutture. Sono stati diversi gli imprenditori che hanno manifestato più tutela da parte dello Stato in termini di sicurezza, il problema del «pizzo» pare essere molto diffuso in tutta la Regione. I prossimi anni si punterà all’internazionalizzazione del turismo  attraverso due mercati importanti: quello americano e quello russo e si cercherà anche di incentivare il turismo croceristico e da diporto. Anche il turismo congressuale potrebbe essere per la Puglia un mercato interessante…se ci fossero più strutture adeguate. L’Assessore al Mediterraneo Silvia Godelli ha detto che il prossimo anno la Puglia dovrebbe ospitare un convegno di 200 scienziati che tratteranno il tema della Pace. Si tratta di un evento di importanza mondiale, ma il problema è trovare la struttura adatta».

Il complesso del ex cinema Adriatico potrebbe…

«Sì, penso che potrebbe, infatti ho già informato il nostro Sindaco di questa cosa ed ha detto che l’Amministrazione cercherà di fare qualcosa. Sarebbe davvero un colpo grosso per Vieste. Me lo auguro davvero per tutti noi».

Sul mondo della scuola si è detto qualcosa?

«Sì, che è ancora troppo teorico e va integrato meglio con il mondo del lavoro attraverso progetti che prevedano scambi con le aziende. Questo è vero, io come «Sinergie» ho proposto alle scuole locali molti progetti finalizzati ad una maggiore conoscenza del nostro territorio e dei suoi meccanismi, ma la risposta, fatta eccezione del preside Andrea Cariglia, è stata davvero deludente. Si è poi, parlato di quanto poco valore si dia alle professionalità locali. Ma rimandiamo questo tema ad un altro articolo perché qui c’è davvero molto da dire».