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NON UCCIDERE ABELE, L’APPELLO DI “SFIDA”

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Nessuno può arrogarsi il diritto di decidere se una vita merita di essere vissuta oppure uccisa. Non avrei mai immaginato che nel terzo millennio si tornasse a dibattere sull’uccidere o no i nati disabili.

Mio figlio Giovanni fino all’età di 3 anni non reagiva, non parlava, non camminava non riusciva nemmeno a stare seduto. Oggi ha 14 anni e frequenta il I liceo scientifico. Va a scuola con la sedia a rotelle, utilizza il computer per scrivere e vive la vita con allegria. Giulio ha 7 anni e non ancora riesce a comunicare con il mondo che lo circonda, ma quando con il padre lo portiamo in macchina, lui ride ed è felice. Reverendo, queste vite non meritano di essere vissute? La vita di chi nasce disabile merita di essere vissuta?La vita di chi nasce sano e diventa disabile per malattia o incidente merita di essere vissuta? Platone proponeva di accettare solo i figli dei migliori e praticare l’infanticidio per gli altri. Aristotele proponeva una legge che proibisse di allevare i figli minorati. Cicerone proponeva di uccidere immediatamente i bambini deformi. Nietzsche affermava che i deboli e i malriusciti dovevano perire. Reverendo Lei afferma:“In alcuni casi può essere giusto evitare o sospendere il trattamento clinico, sapendo che questa scelta può portare forse, o probabilmente, o anche certamente alla morte.” <> (Luca 15,4-7) Quando un figlio si ammala, i genitori, così come il buon pastore, lasciano tutto, vanno in ospedale nella ricerca della guarigione. A volte il figlio guarisce, si ritorna a casa e si festeggia con gli amici e i parenti. A volte il figlio muore, si ritorna a casa e si piange con gli amici e i parenti. A volte il figlio resta disabile, si ritorna a casa dove parenti e amici non sanno cosa dire. I primi sono stati fortunati, i secondi sono stati sfortunati e i terzi? I terzi, nonostante tutto, hanno con loro il proprio figlio, la loro perla preziosa, che non è come l’avrebbero voluto ma sta con loro e questo è elemento di gioia. Può un genitore permettere che gli venga ucciso il proprio figlio perché disabile? Purtroppo ci sono anche genitori che abbandonano i figli ammalati o disabili, come pure ci sono genitori che fanno sesso con i propri figli e li violentano, ma questi sono “mostri”. L’aritmetica nazista proponeva esercizi di economia di questo tipo: <> (riteneva antieconomica la vita dei disabili) Reverendo Lei propone: <>. (Forse anche Lei ritiene antieconomica, per la collettività, la vita dei disabili?). Chi sarà il SUPERUOMO che deciderà il “sacrificio” e la morte di un bimbo disabile nato prematuro per salvare “altre” vite? Ogni soggetto umano, nessuno escluso (compreso i prematuri nati disabili), riceve la vita da Dio ed ogni vita “è così perché si manifestassero le opere di Dio” (Giovanni 9,3). La vita è Sacra fin dal suo inizio e nessuno può arrogarsi il diritto di decidere se una vita merita di essere vissuta o uccisa.

 Il Segretario Nazionale "SFIDA"

Andrea Ricciardi