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A PROPOSITO DI MOLDAUNIA

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Interviene Salvatore Speranza, presidente di 'Liberamente'.

Ho stima del dott. Amodeo e ritengo che il suo “movimento per la Moldaunia” possa fornire un contributo costruttivo alla politica di Capitanata. Non mi convince però la sua proposta, che prevede l’uscita della Daunia dalla Puglia e la conseguente formazione di una nuova regione con il Molise, né da un punto di vista storico né da uno politico.Allo stesso modo non sono d’accordo neanche con un’altra idea, emersa negli ultimi mesi e targata Divella-Stallone, di un “grande Nord pugliese”, composto da Bari, Foggia e Bat, in risposta al “grande Salento”, formatosi nei fatti con la sempre maggiore vicinanza tra le province di Lecce, Taranto e Brindisi. La divisione geopolitica più realistica, che è emersa tra l’altro negli ultimi due secoli di storia, prevede invece una Puglia divisa in tre subregioni, la Capitanata, il Barese ed il Salento. Le istanze di queste tre aree si contrapposero anche durante l’Assemblea costituente del 1946. Quando si discusse di confini regionali emersero infatti due proposte alternative all’attuale Regione Puglia, ovvia espressione dell’egemonia barese: la Regione Salento (con Lecce, Brindisi e Taranto) e la Regione Daunia. Nonostante le due proposte non ebbero futuro, in quella occasione con forza emersero la dignità e l’orgoglio della popolazione dauna, che sfiancata dalla guerra e dal Fascismo, trovò la forza di rialzare la testa, con oltre il 90% dei comuni della Capitanata che appoggiarono la richiesta di Regione Daunia e con la guida di leader del calibro di Fioritto e Allegato, oltre che Di Vittorio e Grieco. E’ proprio questo il punto: senza una classe dirigente adeguata e propositiva la Capitanata è destinata a svolgere un ruolo di comparsa sia nel contesto auspicato da Amodeo che nel Nord pugliese. E’ fondamentale invece agire per costruire una nuova classe dirigente in Capitanata degna del suo passato affinché si riesca a ridare alla nostra terra un ruolo di protagonista nella Puglia e nel Mezzogiorno d’Italia.
Il Presidente di LiberaMente
Salvatore Speranza


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