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Mauro Clemente: si fa sistema con gli imprenditori

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In questi giorni è scoppiata una polemica tra la Comunità Montana del Gargano ed il Parco Nazionale del Gargano sulla promozione turistica del territorio, in occasione della presentazione presso la Comunità montana del primo Piano Strategico di Marketing Turistico del Gargano.

Il Piano é stato presentato il giorno precedente (30 gennaio) a Roma in una conferenza stampa presso la sede della Regione Puglia. L’obiettivo del Piano è quello di un superamento della monocoltura balneare o religiosa per il turismo garganico: la cultura, l’ambiente, l’enogastronomia possono essere i fattori attrattivi utili a destagionalizzare la presenza turistica e a riequilibrare il rapporto, oggi

gravemente sbilanciato, fra il ricco litorale e il Gargano interno. Ad aprire le “ostilità” è stato il viestano Carlo Nobile, intervenuto nella qualità di delegato del Parco Nazionale del Gargano ed ex-responsabile del Sistema Turistico Gargano, che all’inizio del suo intervento ha

attaccato duramente la Comunità Montana del Gargano e il suo presidente per aver realizzato un piano vecchio di trenta anni solo per mettersi in mostra. Non si è fatta attendere la replica di Nicola Pinto,

Presidente della Comunità Montana del Gargano, che ha difeso il piano, come strumento valido su cui ragionare, ed ha accusato il Parco Nazionale del Gargano di rifiutare il dialogo.Ma, ricostruiamo le vicissitudini del Sistema Turistico e della promozione turistica del Gargano.

La Regione Puglia ha recepito con la legge regionale del 2002, la legge di riforma della legislazione nazionale del turismo – emanata nel 2001 – che ha istituito i sistemi turistici locali (STL). La volontà del legislatore era quella di favorire un approccio sistemico al turismo,

promuovendo modelli aggregativi su scala locale accompagnati con l'inserimento di esperti formati a livello universitario.La facoltà di riconoscere i STL viene demandata alle Regioni, che

assumono la direzione della "cabina di regia" del turismo, al fine di favorire l'integrazione tra politiche del turismo e politiche di governo del territorio. Il legislatore nazionale ha previsto che gli enti locali e i privati promuovano i sistemi turistici concertandosi con gli enti funzionali, le associazioni di' categoria e tutti i soggetti pubblici e privati comunque interessati all'attività turistica. Gli obiettivi primari sono costituiti dall'innovazione tecnologica, dalla riqualificazione urbana e ambientale, dal marketing telematico dei prodotti tipici alla certificazione ecologica, dagli interventi

infrastrutturali e intersettoriali ai temi della qualità, intesa come norme di

sicurezza e standard dei servizi. Sulla scorta delle previsioni legislative generali, gli STL, nascono dal

basso, sono una costruzione politico-istituzionale che non ha vincoli predefiniti sul piano geografico o del diritto amministrativo, e agli enti locali é stato lasciato il compito di autoregolarsi. Il nuovo Governo Regionale ha siglato un protocollo d'intesa con soggetti pubblici e privati che operano nel settore turistico nel settembre 2005. Con esso l'Assessore Regionale al Turismo si é impegnato ad

avviare e definire il Regolamento dei Sistemi Turistici Locali (con la perimetrazione territoriale) ed a trasferire competenze agli Enti Locali, con riorganizzazione degli uffici periferici e con contestuale revisione della Legge istitutiva dell'ARET. In seguito alla legge regionale del 2002, la costituzione del Sistema Turistico é stato perseguito dalle amministrazioni comunali del Gargano, come Sistema partecipato dai soli Sindaci del Gargano, ed i relativi lavori – a causa della mancanza di regole che doveva dettare la Regione Puglia – sono stati sospesi sino al 2005. Solo agli inizi del 2006 il Sistema turistico Gargano “Stg” – a seguito di segnalazioni della “società civile” – ha deciso di allargare la partecipazione anche agli enti funzionali, le associazioni dì categoria e tutti i soggetti pubblici e privati comunque interessati all'attività turistica, con l’affissione di manifesti pubblici. Ma, non vi sono stati in seguito gli incontri annunciati. Per quanto riguarda la promozione turistica, i consorzi di operatori

turistici costituiti nel Gargano, non sono riusciti a realizzare un piano di promozione, nonostante la Regione Puglia ha indetto numerosi bandi con provvidenze regionali. In questi giorni assistiamo alla polemica sulla gestione della promozione turistica e dei sistemi turistici previsti dalla normativa regionale. Questa è l’immagine del “sistema” che si deve costruire? Nel marketing territoriale, il Comune svolge un ruolo strategico nel facilitare la partecipazione delle imprese già operanti sul territorio e nell'acquisire capitali esterni finalizzati alla realizzazione di accordi di collaborazione con le imprese locali. Queste regole possono essere previste con appositi bandi pubblici, anche sotto forma dì “concorso di idee”. L'STL è un distretto pubblico-privato che mette insieme le risorse turistiche, i beni culturali e ambientali, gli eventi etnici o artistici, i prodotti tipici della ristorazione localizzati in un ambito territoriale ristretto e omogeneo, facente capo a uno o più comuni, con l'eventuale partecipazione di altri enti territoriali, con le progettualità imprenditoriali

interessate. Una conseguenza è che l’STL è un soggetto a forte contenuto di regolazione, in cui le norme sono create dal basso e quindi richiedono un periodo, più o meno lungo in cui si stipulano accordi di collaborazione operativa, anche in funzione di eventuali finanziamenti pubblici. Gli operatori turistici del Gargano quando prenderanno coscienza di essere gli attori principali del Marketing territoriale, per far poi capire agli Enti di essere necessari alla costruzione del sistema, ma con un ruolo

di coordinamento, e che senza una spinta dal basso difficilmente si potrà creare un “sistema turistico”?

 

Mauro Clemente

Movimento Viestenuova


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