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Appello dei genitori di Valentino: “ridateci le spoglie di nostro figlio”

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Ucciso la scorsa estate in circostanze misteriose in Spagna, sull’isola di Tenerife, il suo corpo non è più stato consegnato ai parenti. I genitori di Valentino Rollo, questo il nome del ragazzo di 29 anni assassinato, in preda alla disperazione si sono ora rivolti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al ministro degli esteri, Massimo D’Alema, per l’ottenimento del nulla-osta alla restituzione dei resti del loro figlio. Residenti a Vieste da alcuni anni, Umberto e Rosa Rollo, gli anziani genitori foggiani di Valentino, della cui tragica fine ci siamo più volte occupati, nel richiedere al Capo dello Stato e al responsabile della Farnesina il loro intervento presso le autorità spagnole, perché il corpo del figlio possa essere trasferito in Italia, non si spiegano come mai stia avvenendo tutto questo. Un alone di mistero sembra avvolgere tutta la vicenda. “Abbiamo ricevuto l’ultima telefonata di Valentino – scrivono Umberto e Rosa Rollo – il 15 agosto del 2006, dopo di ché un infinito silenzio di cui non riusciamo ancora a capacitarci. Ci siamo recati in Spagna il 23 ottobre dopo il ritrovamento di un cadavere in avanzato stato di decomposizione, che non c’è mai stato mostrato, e che solo dopo l’esame del Dna abbiamo avuto la certezza che apparteneva a nostro figlio”. I genitori di Valentino Rollo spiegano che il figlio, da indiscrezioni trapelate, sarebbe stato prima colpito con un corpo contundente e successivamente buttato da una scogliera. “Durante la nostra lunga permanenza in Spagna – scrivono – abbiamo più volte sollecitato la polizia affinché svolgesse delle indagini e soprattutto degli accurati esami per capire quando, come e chi avesse ucciso nostro figlio. Ma poi ci siamo dovuti rassegnare ed abbiamo compreso che la polizia di Tenerife non svolge di buon grado indagini in casi di omicidio in cui siano coinvolti turisti stranieri in quanto ciò costituisce cattiva e pericolosa pubblicità per l’economia locale. Non siamo a conoscenza se realmente – evidenziano ancora i coniugi Rollo – sia stata effettuata una autopsia in quanto non ne siamo stati informati e non siamo in possesso di nessun referto o qualsivoglia documentazione. Non ci è stato consentito di eseguire il riconoscimento del corpo, nonostante questo fosse conservato in una cella frigorifera ed alle nostre ferme richieste ci è stato riferito che non era possibile secondo il locale regolamento”. Riguardo, poi, la restituzione del corpo di Valentino, che a Tenerife lavorava come addetto alla sicurezza presso alcune discoteche, i coniugi Rollo evidenziano che “è stata presentata formale istanza alla Procura di Foggia perché con rogatoria internazionale arrivasse il nulla osta, ma tutto tremendamente tace da oltre quattro mesi”. Da qui la richiesta al Presidente della Repubblica. “Crediamo – scrivono  gli anziani genitori di Valentino – che sia un nostro diritto quello di poter pregare sulla tomba di nostro figlio, crediamo sia necessario che un genitore sappia chi gli ha sottratto l’affetto più prezioso. E’ inutile nasconderle che non viviamo più da quando tutta questa assurda disgrazia si è abbattuta sulla nostra famiglia. Siamo disperati e stremati dal dolore per il fatto di non avere ancora visti celebrati i funerali di nostro figlio”. Quindi l’appello al Capo dello Stato:”Siamo due genitori disperati – scrivono – che con grandi sacrifici ed anni di duro lavoro vivono dignitosamente gli ultimi anni delle loro esistenze. Ci appelliamo alla sua generosa benevolenza e al suo elevato spirito di solidarietà affinché il nostro Valentino finalmente torni a casa”.