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In un sms l’addio al balzello ma la Wind non è convinta

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“Dal 4 marzo Vodafone elimina i costi di ricarica: su tutte le ricariche ciò che spendi diventa traffico disponibile”. In 160 caratteri è decretata la vittoria del “popolo mobile”. La schiera degli ignavi che finora ha pagato di più solo per rimpinguare le casse delle compagnie telefoniche urla vendetta. È la fine di un’iniquità calata dall’alto che non aveva alcun motivo di esistere. Un balzello che non aveva nemmeno i requisiti per potersi definire “tassa”. Ma la 3 brucia tutti sul tempo: basta chiamare il servizio clienti al 133 per ricevere la buona novella. «A partire dal 2 marzo – conferma una voce guida – a seguito del decreto legge 7/2007, noto come decreto Bersani, 3 le ricarica esattamente l’importo speso da consumare senza limiti di tempo», e lo fa prima di tutte le altre compagnie. In pratica, spiega più avanti la voce automatica, quello che prima era credito aggiuntivo destinato a servizi e contenuti o da consumare in un certo lasso di tempo, come previsto ad esempio dal taglio Power, diventa credito standard, nel rispetto del provvedimento sulle liberalizzazioni. Il call center del “119”, dopo qualche esitazione, conferma: anche la Tim, a partire dal prossimo 4 marzo, non farà pagare i costi di ricarica. Tasto dolente la Wind, che fu la prima a non prevedere alcun balzello per poi adeguarsi in negativo. Il “155” risponde che la compagnia darà disposizioni in merito solo dal prossimo 4 marzo.


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