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Il Santuario

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Lungo la litoranea per Peschici, a 7 Km da Vieste, sorge su fertile e incantevole piana, si rimpetto al mare, il Santuario di Santa Maria di Merino, cuore pulsante della fede mariana dei Viestani.
Esso occupa la parte più importante del sito archeologico di Merino. Con la storia di questo sito si fonde l’origine del Santuario, rimasto da ormai dieci secoli a raccontare la memoria di quel piccolo villaggio agricolo.

Con il nome Merino si indica oggi quella realtà storica, nata sotto l’imperatore Augusto, I secolo di Cristo, come unità produttiva finalizzata alla coltivazione della terra, che va sotto il nome generico di villa romana.
Questa villa romana, di grandezza media, ha vissuto una storia ben oltre il destino di altre analoghe strutture disseminate nel territorio dauno, all’epoca. Mentre le ville romane sono scomparse, avendo esaurito il compito sociale per cui erano nate (III – IV sec. di C.), la villa romana di Merino ha prolungato la sua esistenza fino al secolo X.

Per diversi motivi, storici e ambientali, verso la fine di quel secolo, la gente del villaggio, stanca delle incursioni pirate dal mare, ha cercato un luogo più sicuro e protetto, abbandonando il sito che fu a loro molto caro, emigrando verso la fortificata Vieste.
Questo piccolo popolo, onesto e laborioso, ha conosciuto precocemente il cristianesimo, nei frequenti contatti con il vicino oriente, realizzando una devozione a Maria, la madre di Gesù, molto forte e attiva.
Al momento dell’abbandono hanno voluto costruire sul posto una piccola cappella votiva intitolata alla loro Madonna Annunziata, che perpetuasse la presenza e la memoria in quel luogo.

Di anno in anno sentirono il bisogno di ritornare alle sorgenti della loro memoria, pellegrinando da Vieste verso Merino, come per riviverne  il ricordo, dissetandosi alla sorgente della loro storia.
Ai Merinati si unirono ben presto i Viestani, che da allora, ininterrottamente, hanno continuato il loro pellegrinare a Merino, creando e sostenendo una tradizione che a tutt’oggi è immutata e solida.
Quella cappella votiva, nata per ricordare il passaggio di questo popolo lavoratore, è diventata il fulcro e il centro della devozione alla Beata Vergine Maria e il punto d’incontro tra la storia dei Merinati e il popolo dei Viestani, che, della devozione a Maria, se ne è fatto erede e custode geloso e solerte.

Il Santuario, nel tempo, si è ampliato e ha vissuto e vive con il popolo viestano la sua storia quotidiana. Dal 1989 è diventato parrocchia ponendosi al servizio dei residenti sul territorio, della devozione mariana dei viestani e dei turisti ospiti delle numerose strutture che sorgono nelle vicinanze.

La struttura del Santuario è architettonicamente molto semplice in sintonia con l’ambiente circostante, ma bella, e dispone di un’ampia area esterna attrezzata per le celebrazioni all’aperto nei momenti di grande concorso di popolo durante i pellegrinaggi e la festa della Madonna (9 maggio), nonché nel periodo estivo per le celebrazioni domenicali e festive.

Al Santuario risiede in modo stabile il parroco – rettore, disponibile ad accogliere pellegrini e visitatori in ogni momento. Nel periodo estivo in modo particolare il Santuario è in grado di offrire un servizio religioso continuativo per chiunque ne avesse bisogno.
Dal mese di maggio e fino alla fine di settembre nel Santuario si celebra la messa vespertina ogni giorno alle ore 19,30, compresi i giorni prefestivi e festivi. Nei periodi autunnale e invernale la messa si celebra nelle domeniche e nelle feste alle 17,30.

Attorno al Santuario ci sono i resti, in condizioni precarie, dell’antica villa romana. Essi sono visitabili. Nel periodo estivo ogni mercoledì alle 17 è prevista anche una visita guidata.
A qualche centinaia di metri dal Santuario è situata la necropoli di Merino, detta Salata. A differenza degli scavi, che sono malridotti, la necropoli è stata di recente restaurata e razionalizzata per la visita. Ora è in buono stato, anche se le ferite del tempo permangono inalienabili. É una necropoli paleocristiana imponente e maestosa, degna di una visita accurata, che nel periodo estivo è guidata tutti i giorni nel pomeriggio; negli altri, su richiesta fatta al parroco.


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