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Mounard: “Amo questa città e questa maglia”

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Il francese: «Sono sconcertato, io amo questa città e questa maglia». Una passeggiata che poteva anche trasformarsi in tragedia. «Non ricordo molto – spiega il giocatore -, mi hanno preso alle spalle». Frastornato, incredulo, non si rende ancora conto di quello che gli è accaduto. «Io sono in silenzio stampa come i miei compagni di squadra e intendo rispettarlo». E´ questa la prima preoccupazione dell´attaccante francese, di fronte alla domanda: ma cos´è successo? «Abbiamo festeggiato con i nostri dirigenti la vittoria della Coppa Italia. Poi io e qualche altro collega siamo andati a fare due passi in centro. Qualcuno ha insultato me e la mia ragazza, che tra l´altro non era con me. Lì sono stato ingenuo e ho risposto per le rime». Una passeggiata che poteva anche trasformarsi in tragedia…
«Non ricordo molto – spiega Mounard – sono stato preso alle spalle e trascinato a terra. Mi hanno colpito prima al volto e poi ho preso calci e pugni un pò dappertutto. Non ho avuto modo di difendermi, erano in troppi». Il setto nasale fratturato, lividi su tutto il corpo. I segni evidenti di una imboscata in piena regola. «Ho solo dei flash di quello che è successo – continua David – non ricordo i particolari. Quando sono stato dimesso dal pronto soccorso mi sono accorto che mi avevano portato via anche il portafoglio, la cintura ed il giubbotto».
Qual´è il tuo stato d´animo in questo momento? «Sconcertato. Io a Foggia sono sempre stato bene. Dopo tre anni mi sono affezionato alla città, ai tifosi, amo la mia maglia. Non capisco». Difficile strappargli altre parole. Mounard vuole assolutamente tenere fede all´impegno di non parlare di aspetti legati alla squadra e al suo scarso utilizzo durante il corso della stagione. Insomma, ci tiene a non tradire la linea assunta dai suoi compagni di squadra che da circa tre mesi a questa parte hanno deciso di non rilasciare interviste. Capisce il momento delicato. Con i playoff alle porte, questi non sono certo episodi che contribuiscono a dare serenità all´ambiente. «Se ci fossi stata io con lui – commenta Monica, la sua ragazza – forse sarei riuscita a calmarlo. Ora deve solo curarsi e cercare di essere pronto per i playoff». «Scusate – chiosa il francese – ora vado a riposare, ho un gran mal di testa». Ci vorrà qualche giorno prima che l´ematoma al naso comunci a ridursi. Se il fantasista dovesse essere chiamato a scendere in campo già domenica 27 contro la Cavese, potrebbe farlo solo con una maschera protettiva sul viso. Il resto si commenta da solo.

Gianni Cicolella – www.ilmeridiano.info


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