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AGGIUDICATI I PRIMI DUE «PEZZI» DEL NUOVO «ADRIATICO»

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Esiguo il numero delle offerte pervenute per partecipare all’asta per l’aggiudicazione delle dodici unità immobiliari

Si è svolta martedì mattina 5 giugno l'asta pubblica per l'alienazione attraverso pubblico incanto, al miglior offerente, di tredici unità immobiliari, facenti parte del complesso «Adriatico».

Così come previsto nel bando di gara l'alienazione è stata effettuata per singoli locali, distinti e separati, con il metodo ad offerte segrete almeno pari o in aumento rispetto al prezzo base indicato per ciascun locale, con esclusione delle offerte inferiori rispetto alla base d'asta. Per espletare la procedura prevista si è così riunita in Municipio l'apposita Commissione interna composta da funzionari e dirigenti comunali: Giuseppe La Tosa, Nicodema De Luca, Gelsomina Scattino e Michele Fusillo, con presidente Angelo Vescera. Per prima cosa si è presa visione delle offerte pervenute. Nei termini previsti, le ore 12,00 del 1° giugno scorso, sono arrivati in Municipio sei plichi: quattro di un medesimo offerente, Giovanni De Maria, per quattro diverse unità immobiliari; uno per un'unità immobiliare da parte di Maria Di Vieste ed uno unico, presentato dalla Sieco srl (la società che ha in appalto dal Comune i servizi connessi alla raccolta dei rifiuti solidi urbani, con otto offerte per altrettante unità immobiliari. Il secondo passo è stato verificare se per tutte quelle offerte erano state rispettate le modalità di presentazione previste dal bando di gara. Per le offerte delle due persone fisiche, De Maria e Di Vieste, le modalità sono state ritenute corrette. Per quella della Sieco srl si è invece riscontrato che non era stata seguito l'iter previsto in quanto un unico plico conteneva più offerte mentre il bando indicava che «gli interessati a più locali dovranno far pervenire tante offerte, in distinti plichi […] quanti sono i locali per i quali intendono partecipare all'asta». Per tale motivo le offerte della Sieco srl, poste in un unico plico, sono state escluse dall'asta. Come previsto dal bando su ogni plico era indicato il locale per cui si presentava l'offerta. Così si poteva desumere subito che Giovanni De Maria aveva presentato offerte per le unità immobiliari nn.1, 2, 3, 4, tutti punti vendita al piano terra con deposito al sottostrada seminterrato al lungomare Colombo con superficie totale rispettivamente di 83 mq., 139 mq., 135 mq. e 133 mq. Maria Di Vieste, invece, per la sola unità immobiliare n.1. La Sieco srl per le stesse quattro di De Maria ma anche per le nn.6, 7, 8, 9, queste ultime riferite ad uffici su viale Marinai d'Italia rispettivamente di 61 mq., 65 mq., 43 mq. e 68 mq. Per le offerte ammesse si è poi passati ad aprire i singoli plichi e verificare se all'interno era presente e corretta la documentazione prevista, ovvero l'istanza di partecipazione all'asta ed il deposito cauzionale, e in un'altra busta sigillata l'offerta economica. Le offerte di De Maria e Di Vieste sono state valutate corrette per cui si è passati prendere visione dell'offerta economica. Per l'unità n.1, con base d'asta di 138.253,50 euro, De Maria aveva offerto 140.100,00 euro ed altrettanto aveva fatto Di Vieste. Per il resto De Maria aveva offerto: per l'unità n.2, con base d'asta di 248.856,30 euro, un'offerta di 279.100,00 euro; per l'unità n.3, con base d'asta di 250.904,50, un'offerta di 282.100,00 euro; per l'unità n.4, infine, con base d'asta di 247.784,00, un'offerta di 278.100,00. In base alle indicazioni del bando, che chiariva che «ciascun concorrente potrà presentare offerta per tutti i locali, ma potrà aggiudicarsene uno solo» e che «nel caso in cui un concorrente risulti miglior offerente su più locali, gli verrà aggiudicato quello per il quale l’Amministrazione comunale trae il maggior vantaggio economico» la Commissione aggiudicava a Giovanni De Maria l'unità immobiliare n.3 (135 mq. di cui 59 mq. al piano terra e 76 mq. al sottostrada) per 282.100,00 euro ed a Maria Di Vieste l'unità n1. (83 mq. di cui 28 mq. al piano terra e 55 mq. al sottostrada). Se alla pubblicazione del bando di gara in tanti si dicevano interessati all'acquisto, in realtà il numero delle offerte pervenute è stata davvero ben poca cosa. Perché quegli immobili non destano interesse? Se l'attenzione economica per quel complesso è così scarsa come farà il Comune a racimolare quelle risorse necessarie che servono fra l'altro a completare con gli arredi la parte desinata a cinema-teatro?