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TAGLI NEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI A RISCHIO OLTRE MILLE CATTEDRE

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Gli istituti professionali finiscono sotto la mannaia del governo di Roma. Il fine dichiarato è migliorare l'efficienza e l'efficacia dei percorsi formativi, quello malcelato è tagliare le spese, ridurre i docenti, limitare gli stipendi da pagare. Il documento che darà un nuovo volto agli istituti professionali prevede infatti una drastica riduzione degli orari di lezione: negli istituti professionali il tempo scuola dovrà scendere da 40 a 34 ore settimanali. Si farà meno Italiano, meno Matematica, meno Scienze, ma diminuiranno anche le ore di laboratorio, quelle che forniscono agli studenti le competenze tecnico-pratiche. Tagliare il tempo scuola serve, secondo i tecnici del Ministero per la Pubblica Istruzione, ad "alleggerire" il carico settimanale per gli studenti. Dovranno stare a scuola meno ore, con la speranza che ci vadano più volentieri, che limitino le assenze, che si scongiurino, almeno in parte, gli abbandoni. Provvedimenti che partiranno sin dal prossimo anno, sacrificando immediatamente centinaia di docenti. Come era già avvenuto con la riforma Moratti e con la riduzione del tempo scuola nelle elementari e nelle medie, gli studenti – e dunque i docenti – perderanno ore di lezione. Per tutti si prospettano orari più leggeri, ma anche preparazioni meno solide. Per ogni classe ci saranno 6 ore di lezione in meno ogni settimana: come dire che complessiva mente – a regime – saranno tagliate 20.394 ore di lezione. E visto che ogni docente di ore deve averne 18, il calcolo è presto fatto: di qui a qualche anno verranno a mancare 1.133 cattedre. Prendiamo gli Istituti Alberghieri che rappresentano una risorsa innegabile: sono altamente professionalizzanti e garantiscono agli studenti migliori sicuri sbocchi occupazionali, spesso prima ancora di completare l'iter scolastico. Ebbene, in questi istituti spariranno i laboratori di Sala-bar ed anche i laboratori di Ricevimento subiranno un bel taglio di almeno un'ora a settimana. Gli studenti saranno forse più contenti di restare a scuola per meno ore, ma ne usciranno meno preparati. Nelle discipline pratiche,ma anche in quelle teoriche: verranno sacrificate un'ora a settimana di Lettere, una di Scienze, una di Matematica, in tutti gli indirizzi delle scuole professionali. Sotto la scure del Governo anche le materie specifiche dei vari indirizzi. Impossibile, per ora, capire quante cattedre verranno sacrificate sin da subito: il decreto deve ancora essere sottoscritto dal ministro e gli organici sono stati conteggiati, per il momento, sulla base dell'organizzazione oraria attuale. Tra i docenti i primi a farne le spese, a settembre, saranno i precari che oggi lavorano sedendo in cattedra per le materie tecniche. Ma i docenti di Laboratorio sono già sul piede di guerra: è partita l'organizzazione per fronteggiare i tagli. AI momento si tratta di una raccolta di firme (il sito per aderire ed essere informati delle novità è www.coordinamentoitp.it), ma il coordinamento nazionale dei docenti di laboratorio è pronto a lanciare altre forme di mobilitazione.