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Capitanata: i sindacati suonano “5000 sveglie”

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Circa 5000, secondo gli organizzatori, i partecipanti alla manifestazione provinciale di ieri mattina indetta da Cgil, Cisl e Uil“Quando hai un profondo malessere che serpeggia nella popolazione non si può stare fermi ad aspettare che accada il peggio”. Così Salvatore Castrignano, segretario della Cgil, ha aperto il suo intervento sul palco di piazza XX settembre dove hanno confluito i manifestanti (5000 secondo gli organizzatori, 3000 secondo la prefettura) che hanno preso parte al corteo di ieri mattina a Foggia organizzato da Cgil, Cisl e Uil. Bersagli dei sindacati sono stati la classe dirigente locale che “pensa solo agli equilibri amministrativi ed al potere ed utilizza il mandato dei cittadini per costruire delle carriere e non per il bene comune”, il sistema delle imprese “che troppo spesso utilizza il lavoro nero, che fa irresponsabilmente razzia dei soldi della collettività e contrasta ripetutamente l’attività sindacale”, i vertici della sanità “più interessati al potere di gestione che a svolgere il proprio ruolo”. Proprio per difendere i più deboli, come i pensionati ed i giovani, da una “deriva corporativa illegale”, i sindacati oggi sono scesi in piazza con i loro uomini arrivati da ogni parte della Capitanata ed affiancati da varie associazioni. C’erano studenti e pensionati, accanto agli operai appartenenti alle varie categorie e proprio a loro è andato il pensiero dei segretari di Cgil, Cisl e Uil. “Portiamo la voce di quegli anziani abbandonati dai piani sociali che non soddisfano neppure i requisiti minimi di legge” ha dichiarato il segretario Cisl, Giulio Colecchia, seguito da Sante Ruggiero della Uil che ha ricordato gli scippi subiti dalla città di Foggia nel corso degli anni, scippi che “portano circa 15 mila giovani ogni anno ad abbandonare la nostra città”.
Ma Cgil, Cisl e Uil non si limitano a criticare aspramente la classe dirigente locale, rea di “aver perso tempo”. I sindacati indicano una via per uscire dallo stallo dello sviluppo, una via fatta di dialogo e concertazione, di investimenti e progetti, di voglia di rimboccarsi le maniche da parte di chi ha il mandato a governare. “Sono arrivati segnali positivi negli ultimi giorni – ammette Castrignano – sia dai sindaci di Capitanata che da Vendola e Stallone che ci ha convocati per il 3 luglio per discutere dell’accordo di programma quadro”, ma questo non basta a Colecchia che ribadisce con forza la funzione di “sveglia per la classe dirigente” che questa manifestazione di oggi ricopre agli occhi dei sindacati, “una sveglia che, se non verrà ascoltata, porterà ad una lotta ad oltranza che potrebbe sfociare in uno sciopero generale provinciale in autunno”.


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