The news is by your side.

L’11 settembre di Peschici

8

E’ l’undici settembre in pieno luglio. E’ la devastazione. E’ la morte di Peschici e del Gargano. E’ un attentato terroristico in piena regola, o almeno lo sarà quando sarà appurato il dolo.

Peschici era la perla del Gargano, il suo litorale non aveva nulla da invidiare alla Croazia, alla Grecia, al Salento… Adesso è un cumulo di cenere, nera e sporca, come chi ha appiccato quel maledetto fuoco, come chi ha fatto giungere un unico Canadair con cinque ore di ritardo. Nero come la morte. Non esiste più il San Nicola, uno dei campeggi più belli e più grandi d’Europa, niente più Zaiana, Grecale, i simboli del paese. I politici hanno fatto la loro gara d’interpellanze, interrogazioni, dichiarazioni, passerelle elettorali, sortite in elicottero… ma dov’era l’elicottero… quello dei soccorsi? Scendere nella baia di San Nicola o suicidarsi… cambia poco: tutto nero, vacche morte, cani che scappano terrorizzati…. solo gli ombrelloni colorati, ancora in spiaggia, ad infierire ancor di più, o forse a dare un segno di vita, di un paese che non morirà, che si risolleverà dalle ceneri come l’Araba Fenice. Ma c’è poco da risorgere… e per cosa? Per far morire ancora una volta la legalità? Per vedere ancora un incendio? Non vale la pena di risorgere, se c’è la possibilità di perire ancora tra fiamme innaturali, tra fuoco distruttore, tra gente che sa e non parla, tra bambini disperati che non trovano il loro papà, la loro mamma. Questa è Peschici oggi, una città in ginocchio, una città che forse non sa ancora cosa ha perso…una perla annerita e niente più.

 

Piero Russo

Direttore dell’agenzia stampa Il Grecale


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright