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Gargano turistico…..i prezzi peggio del fuoco!

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Vogliamo dare la colpa all’incendio? E sia; ma l’antifona era questa già a partire da giugno, anzi ad essere precisi è una solfa di qualche anno a questa parte. La ricezione turistica a Vieste fa acqua già da un po' di tempo: il livello di di­sponibilità economica, e non solo, del turista è piuttosto basso.

Nell'aria è un echeggiare forbito di dialetti limitrofi e l'esigenza di appro­viggionamento alimentare è di ordine casereccio, nel senso che prima di ar­rivare sulla piazza ci si fa la scorta a casa propria. Gli abitué del posto sono tanti e questi ultimi non fanno circolare la moneta; i tedeschi sono parsimoniosi e i turisti dell'Est soffrono una situazione economica peggiore della nostra. La gente si sofferma presso i menù affissi sugli esterni e sistematicamente scappa via; argomento di conversazione è inevitabilmente il regime dei prezzi. E intanto in televisione passa spesso la notizia sulla crescente affluenza nel Sa­lento, dove i costi pare siano più ac­cessibili con relative manifestazioni cul­turali. I turisti da noi, lamentano la carenza di attrattive un tempo piuttosto prestigiose, ma sembra che non ci siano più fondi per perpetrarle. Vogliamo dare la colpa di tutto questo alla crisi, visto che tutto è in discesa? Che passi pure questa. Ma… i prezzi a Vieste, quando calano? Qui vige da sempre una mentalità iso­lana a causa dell'impervia collocazione geografica, per cui tutto deve costare di più, anche se i1 turista arriva da dietro l'angolo! Il numero delle strutture ri­cettive sale di anno in anno ma il nu­mero delle presenze – che è inversamente proporzionabile – si sta riducendo all'os­so; di qui anche l'esigenza di tenere i prezzi alti per coprire i costi di ge­stione. Non c'è scusa che tenga: il fuoco, la crisi, i collegamenti… Bisogna abbas­sare i prezzi. La riprova che questi giochino un ruolo non indifferente, sta nel fatto che, su Vieste, il turista «un po'» più facoltoso già da anni è latitante perché chi deve spendere esige un rap­porto di qualità-prezzo ben equilibrato. Non se né può più di lamentele su questo turismo a conduzione familiare ma dai prezzi elevati, di un turismo d'arrem­baggio del «si prenda più che si può». Ma i viestani sanno che le compagnie aeree, per quattro soldi e con il tutto compreso, ti spediscono dall'altra parte del globo? Qui, con le stesse cifre, riesci a malapena a pernottare; di pacchetti promozionali poi, nemmeno a parlar­ne!

Così quando la piazza sarà ridotta alle inesorabili briciole, a nulla serviranno le lacrime di coccodrillo.

Antonietta Caratù Manfredonia (Foggia)


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