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Vaffa’-day, Beppe Grillo all’attacco

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– Il simbolo è una V rossa tracciata sopra il numero 8 come quella del film V per Vendetta tratto dal fumetto di Alan Moore e sceneggiato dai fratelli Wachowski: il V-day di Beppe Grillo, l’8 settembre, è ormai alle porte, la macchina organizzativa è decollata da un pezzo grazie alla Rete, la risposta popolare si vedrà invece nelle piazze italiane coinvolte, tantissime, da Nord a Sud. Tutto sembra pronto per la nuova sfida di Grillo che, come osserva lui stesso, ormai ha combattuto più battaglie del generale Patton durante la Seconda Guerra Mondiale.
L'8 settembre sarà certamente un giorno particolare: il comico genovese lo ha chiamato Vaffanculo Day (locuzione 'sdoganatà di recente dalla Cassazione) per protestare contro i politici condannati in via definitiva e che siedono sugli scranni del Parlamento, sostenere con una mega raccolta di firme la proposta di legge popolare per 'cacciarlì dal Palazzo e soprattutto esprimere un crescente disagio e una profonda stanchezza per una politica che, secondo Grillo, è sempre più autoreferenziale e lontana anni luce dai cittadini e dalle loro attese. E dalla Rete, in maniera didascalica, Grillo spiega agli internauti il senso della speciale giornata: l’obiettivo dell’otto settembre è la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare per un Parlamento Pulito; la legge prevede la non eleggibilità dei pregiudicati, un massimo di due legislature e l’elezione diretta del candidato; la proposta di legge popolare è stata presentata alla Cassazione in luglio.
«Perché ho scelto di non fare una sola manifestazione a Roma, ma in tutta Italia? Il V-Day – risponde – è un virus, deve arrivare dappertutto, non in una sola città». «L'8 settembre – spiega Grillo – sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi culturali. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare». Grillo l’8 sarà a Bologna, in Piazza Maggiore, per uno spettacolo-manifestazione che inizierà nel pomeriggio. Il comico va avanti come una ruspa su un percorso intrapreso molti anni fa e proseguito nei teatri di tutta la penisola con i suoi spettacoli sempre più graffianti e incisivi nel denunciare e mettere a nudo gli scandali italiani. Ma è stato il web a segnare la svolta strategica per le sue battaglie che ora saranno raccolte anche in un libro di prossima uscita: da Parlamento Pulito alla Val di Susa per proseguire con Unipol, la risorsa acqua, la Borsa, le Primarie dei cittadini, Fazio, l'indulto, la Telecom, il precariato (Schiavi moderni), gli Inceneritori, Via dall’Iraq.
«Combattere una battaglia è bello. Che si perda o che si vinca – dice Grillo da suo celebre blog – rimane il gusto di averci provato. Stare a guardare le porcherie della vita che ci scorrono accanto e non fare nulla, non dire nulla, è avvilente. Toglie linfa al nostro organismo. Diventiamo un pò più verdi, un po' più grigi, un po' più neri, assumiamo i colori di una televisione disturbata. E qualche volta saltiamo. Spariamo al vicino di casa. Facciamo a pezzi la famiglia. Buttiamo massi da un ponte autostradale. È l'autorepressione che ci lavora dentro. Giorno dopo giorno. Telegiornale dopo telegiornale. Le battaglie è meglio vincerle, certo, ma per farlo bisogna impegnarsi un secondo in più dell’avversario. Vivere per quel secondo in più è l’obiettivo del cittadino combattente. In questi tre anni – prosegue – ho combattuto più battaglie del generale Patton nella Seconda Guerra Mondiale. Per Patton era più facile, lui doveva solo affrontare i nazisti e avanzare verso est. In Italia è più complicato, i nemici sono inestricabili, così integrati con la realtà da confondersi con essa».


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