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Da oggi una scuola più seria, non più severa

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Il primo ministro Prodi e il ministro dell'istruzione Fioroni hanno illustrato i provvedimenti assunti con il decreto legge per l'anno scolastico: ripristino del tempo pieno, tempi più veloci per le sanzioni disciplinari ai professori inadempienti, ritorno del giudizio di ammissione all’esame di terza media, definizione dei tempi e delle modalità con i quali i privatisti potranno sostenere l’esame di maturità.

Gli auguri agli scolari e agli studenti, ma soprattutto ai professori, agli insegnanti e ai maestri, che svolgono «una delle professioni più difficili e complicati che ci siano: la loro fatica non solo è da noi compresa, ma è ritenuta condizione essenziale per un futuro prospero e civile» del Paese. Il premier Romano Prodi riconosce con queste parole il ruolo decisivo degli insegnanti nella società.
Nella conferenza stampa con il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, al termine del Cdm che ha approvato il decreto legge per l’avvio del'anno scolastico, Prodi rivolge i suoi auguri «agli studenti e agli scolari, ai professori, agli insegnanti e ai maestri che iniziano questa grande avventura che è l’anno scolastico». Poche parole, perché «non voglio aggiungere retorica ad un fatto ovvio: è con il modo in cui organizziamo la scuola che si costruisce l’Italia di domani. Un’idea semplice e chiare, visti i chiari collegamenti tra il sistema scolastico e lo sviluppo economico di un Paese, ma anche con il livello di civiltà di un Paese, pur se più difficile da misurare».
Per questo Prodi rivolge i suoi auguri agli insegnanti, «uno dei mestieri più difficili e complicati che ci siano: richiede non solo la conoscenza della materia, ma anche una comprensione e una disponibilità che non si trovano in nessun altro mestiere». Gli auguri vengono fatti dunque «con particolare intensità soprattutto in un periodo come questo contrassegnato da un difficile rapporto con i giovani e in particolare in relazione all’autorità».
FIORONI ILLUSTRA NUOVE NORME, ORA SCUOLA PIU' SERIA
«Ora la scuola sarà più seria, non più severa». Lo ha detto il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, dopo aver illustrato in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il provvedimento approvato dal Cdm per l’avvio dell’anno scolastico 2007-2008.
«La missione è chiara – ha aggiunto il Ministro – io non voglio né archiviare né non archiviare: internet e inglese sono cose importati ma vivaddio sono solo cose aggiuntive. Non possiamo pensare siano sostitutive di italiano, matematica, sintassi, grammatica, storia e geografia». Insomma, ha concluso Fioroni con una battuta: «I ragazzi non possono pensare che Pistoia stia in America e non sapere dove sta Sidney».
Il decreto sulla scuola appena varato dal Consiglio dei ministri «può far partire l’anno scolastico con molte certezze e molte sicurezze in più, all’interno di una missione per cui si educano, mentre si istruiscono, i nostri ragazzi e rappresenta anche un buon inizio per il processo di certezze che stiamo dando ai docenti precari che sono stati stabilizzati».
Tra le novità introdotte: l ripristino del tempo pieno (40 ore settimanali), tempi più veloci per l’irrogazione delle sanzioni disciplinari ai professori inadempienti (120 giorni al massimo), il ritorno del giudizio di ammissione all’esame di terza media, la definizione dei tempi e delle modalità con i quali i privatisti potranno sostenere l’esame di maturità.


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