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Mons. D’Ambrosio: “Regalateci Kalena”

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L’appello lanciato ai Martucci nel giorno della festa di Santa Maria di Kàlena
 
L’8 settembre a Peschici significa festa di Santa Maria di Kàlena. Una festa in disuso e tornata in auge dopo la  battaglia che ha visto la comunità di Peschici, guidata dal Centro Studi Martella e da Italia Nostra, rivendicare l’esproprio dell’antica abbazia, oggi aperta alla pubblica fruizione soltanto per un giorno, quello della festa della Madonna delle Grazie.     
Nel giorno della festa, come nei due anni precedenti, c’è stata  una fiaccolata cui erano presenti monsignor Domenico D’Ambrosio, le autorità civili e religiose con la banda cittadina.
Dopo aver recitato un rosario con i numerosi fedeli confluiti a Kàlena, D’Ambrosio ha lanciato un messaggio di pacificazione, rivolto in particolare alla famiglia proprietaria della badia:  «Questa sera, queste pietre stanno parlando, perché noi stiamo insieme per pregare, per onorare la Vergine Maria. Io sono un inguaribile ottimista, sapete qual è il mio sogno, non l’ho fatto, ma ve lo dico: che la buona volontà degli uomini, e mi appello agli eredi Martucci, ci farà un regalo. Poniamo fine a tutta questa diatriba: regalateci le chiese, mettetele a disposizione della Comunità, il Signore che è Provvidenza vi restituirà il centuplo. Ecco io sto sognando questo, al di là di tutti i problemi che da anni si trascinano. Desideriamo che in questo luogo, così bello, così caro così ricco di secoli di preghiera e di lavoro in qualche modo, almeno le chiese possano tornare ad essere luogo di preghiera dove venerare questa stupenda statua della Madonna di santa Maria di Kàlena. Ecco, questa  è l’intenzione del Rosario che abbiamo recitato questa sera,  questa è l’intenzione dell’Ave Maria che concluderà  questa nostra preghiera e poi ci farà venerare brevemente la statua della Madonna e ritornare alle nostre case».
L’ingegner Vincenzo Martucci, presente a Kàlena in rappresentanza della famiglia,  ha assicurato che riferirà al fratello e alle sorelle le parole dell’arcivescovo, e la sua personale disponibilità per la riapertura di un dialogo proficuo per le sorti dell’abbazia.
Sarà la volta buona?
Tutti gli amanti delle sgarrupate “pietre” di  Kàlena se lo augurano davvero.


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