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Protocollo di Kyoto e Vico del Gargano

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Ho ritenuto interessante trattare un tema che ultimamente ho avuto occasione di approfondire e su cui c’è molta confusione: il Protocollo di Kyoto. Molti si chiederanno cosa possa abbia a che fare Kyoto con Vico del Gargano.

In realtà molto… Infatti, se oggi sentiamo così spesso parlare di automobili Euro 0,1,2,3 o 4 è a causa della simpatica metropoli giapponese; se i nostri politici si sforzano di sostenere l’utilità delle fonti energetiche alternative e rinnovabili è per tentare di rispettare i parametri di Kyoto; se le nostre bollette diventano sempre più care e nonostante ciò dobbiamo sentirci quotidianamente accusati dalla TV di essere degli “spreconi” energetici…. beh è sempre merito del Protocollo di Kyoto. Come si può notare sono argomenti che convolgono tutti noi ed influenzano tutte le nostre azioni quotidiane come accendere la luce o guidare la nostra automobile. Il Protocollo di Kyoto stabilisce che i Paesi maggiormente sviluppati riducano entro il 2012 le emissioni di CO2 del 5,2% rispetto al 1990. Ma perché proprio l’anidride carbonica ? Perché questo gas, prodotto in ogni processo di combustione naturale e non, è ritenuto il principale responsabile dell’effetto serra e quindi del riscaldamento del pianeta. Dalla ripartizione definita dall’Accordo discende  che l’Unione Europea deve abbattere l’anidride carbonica dell’8%,gli USA del 7% e così via. Tralasciando i valori percentuali e parlando in valori assoluti, gli Stati Uniti sono i più colpiti essendo i più grandi produttori di gas che influiscono sull’effetto serra. Tornando all’Italia, avremmo dovuto ridurre le emissioni del 6,5 %. Ma la percentuale è arrivata nel frattempo al 16 %. Ciò significa chiaramente che invece di ridurre le nostre emissioni, le abbiamo notevolmente aumentate e pertanto dovremmo compiere nei prossimi anni sforzi ancora maggiori ! In parole povere: saremo costretti ad acquistare automobili Euro 5,6 etc. e pagheremo bollette sempre più salate senza per altro ottenere miglioramenti ambientali tangibili. L’Unione Europea ha ratificato nel 2002 la propria adesione al Protocollo di Kyoto. Non hanno aderito, invece, gli USA. Sembrerebbe facile fare l’abusata considerazione che noi europei siamo sempre dalla parte dei buoni e che invece, gli americani sono sempre i soliti cattivacci interessati solo ai propri profitti. In realtà, non è proprio così. Cercherò di spiegare di seguito le ragioni degli USA. I paesi in via di sviluppo sono esclusi dall’obbligo di rispettare i parametri e non sono tenuti a ridurre le loro emissioni. Ciò è considerato ingiusto dagli USA, anche perché tra i paesi in via di sviluppo vengono inclusi anche Cina ed India ! In pratica, questi due nuovi colossi mondiali possono continuare ad inquinare indisturbatamente e possono continuare ad usare in quantità le centrali elettriche a carbone (le più inquinanti ed ormai quasi scomparse da decenni nel resto del mondo). Pertanto, gli USA non hanno condiviso le conclusioni del Protocollo di Kyoto perché giudicato poco efficace (il 5,2% è troppo poco)  e, allo stesso tempo troppo penalizzante per gli sviluppi delle economie dei Paesi. In realtà, alla luce delle risorse e delle tecnologie attuali, è altamente improbabile che l’Italia riesca a centrare i propri obiettivi entro il 2012. Infatti, dovremmo introdurre nuovamente le centrali nucleari oppure utilizzare l’idrogeno. La prima soluzione è stata definitivamente abolita del famoso referendum di qualche decennio fa e poi causerebbe il problema dello smaltimento delle scorie nucleari che, senz’altro, sarebbe risolto “all’italiana”… L’idrogeno, invece, non sarà utilizzato prima di una ventina d’anni… Anche le tanto famose fonti alternative ed inesauribili come l’energia eolica o solare non sono applicabili se non a costo di ulteriori grandi sacrifici di noi cittadini.  Infatti queste due ultime tecnologie sono molto costose ed irrisoriamente influenti nel bilancio energetico complessivo. Tradotto in parole povere, dovremmo ricoprire intere colline di pale eoliche o pannelli solari per ottenere un irrisorio 10% di produzione di energia elettrica globale con un costo molto alto che si rifletterebbe sulle bollette.

Cosa dire in conclusione ? Speriamo avvenga presto un miracolo!

                                                                                                                   

Luigi Bellarosa


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