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L’Assessore Regionale Ostillio : “Peschici nessun abbandono”

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L’assessore Ostillio propone un piano in cinque punti per rilanciare il Gargano. “Servono risorse straordinarie. Ma il chiedere non si sposa sempre con la capacità di fare”.

L'assessore regionale al Tu­rismo, Massimo Ostillio, non è uomo dai facili proclami. «Tra una settimana indirò un tavolo tecnico», dice con il suo piglio da ex ufficiale di Ma­rinai.

Assessore, tranquillizzi, se può, gli imprenditori tu­ristici di Peschici.

Dopo aver letto la «Gazzetta del Mezzogiorno», mi impegno solennemente a trovare tutte le strade per ve­nire incontro alle istanze degli imprenditori del Gargano.

Grazie.

Aggiungo che, probabilmente, abbiamo dimenticato una emergenza che non era più tra i temi delle prima pagina dei quotidiani o tra le prime no­tizie dei telegiornali. Il fatto che il problema di Peschici sia riproposto con forza, ci dà l'esatta misura dei problemi che oggi vivono gli operatori turistici. Devo anche aggiun­gere, però, che nessuna istanza mi è mai stata rappresentata formalmente, né dagli opera­tori né dalle associazioni di ca­tegoria.

Dunque, cosa ha in men­te?

Di attivare un tavolo tecnico, sin dalla prossima settimana, convocando tutte le parti in campo, operatori, Regioni ed Enti locali per stilare una pro­posta operativa riassunta in cinque essenziali punti.

Ha già qualche idea?

In realtà ho avuto idee e agito concretamente già nelle ore successive all'incendio. Penso alle iniziative che abbiamo messo in campo, investendo no­tevoli somme, per sostenere 1 'offerta turistica in piena esta­te. Oggi possiamo pensare, con la collaborazione dei colleghi assessori al Bilancio e alle In­frastrutture, di reperire nuove risorse straordinarie per ri­spondere alle nuove richieste degli operatori.

Questo subito. A medio termine?

Possiamo coinvolgere il siste­ma bancario, dobbiamo coin­volgere il governo nazionale. È possibile realizzare un conven­zionamento con le banche e in­dividuare un capitale di rischio che possa essere utilizzato a garanzia dei fidi assegnati agli operatori. Ma non basta.

Perché?

Perché non bisogna solo pen­sare a gestire interventi a fa­vore di un singolo operatore, ma anche a fornire un supporto concreto alle attività dell'indot­to che ha subito danni colla­terali dall'incendio del 24 luglio scorso. La mia formazione po­litica mi obbliga ad affrontare queste situazioni e a risolverle, quand'è nelle mie possibilità.

Si può pensare all'utilizzo di altre risorse finanzia­rie?

Stiamo verificando con l'asses­sore al Bilancio se è possibile erogare ai soggetti imprendi­toriali più colpiti una quota del mezzo milione di euro stanzia­te dal governo regionale nel lu­glio scorso. Possiamo pensare a utilizzare i fondi europei per rifare le strade, l'illuminazio­ne, per ripiantumare gli alberi. Potremmo utilizzare una quota dei dieci milioni di euro erogati dal governo nazionale alle im­prese turistiche per dirigerla alle aree gravate da calamità. Possiamo, infine, stimolare an­che altre branche dell'ammi­nistrazione pubblica. Senza di­menticare, ovviamente, la con­notazione imprenditoriale del Gargano.

Piccole e medie imprese.

Più piccole che medie. Imprese che devono essere aiutate e sup­portate dalle associazioni di ca­tegoria. Poi gli imprenditori devono rimboccarsi le mani­che.

Lo fanno. Senza soldi, pe­rò.

Apparteniamo tutti al Sud, che ha grandi capacità ma anche Una grande indolenza. Un Sud diffidente verso i governi na­zionali o regionali e molto pro­penso a imbastire le litanie del chiedere, vizio che non sempre si sposa con la capacità di fare.


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