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Scuola – E’ ufficiale: tornano gli esami di riparazione

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Il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha firmato un decreto che reintroduce gli esami di recupero a settembre solo però nelle scuole superiori. Erano stati sospesi 13 anni fa. Le scuole organizzeranno corsi e faranno verifiche durante tutto l’anno

Tornano gli esami di riparazione nelle scuole. Erano stati sospesi 13 anni fa. Una necessità, spiega il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, che oggi ha infatti firmato un decreto che reintroduce gli esami di recupero a settembre solo però nelle scuole superiori.
«Quarantadue studenti italiani su 100 – dice Fioroni – vengono ammessi con debito alla classe successiva, solo uno su 4 lo recupera, gli altri vanno avanti comunque. Sarebbe imperdonabile prendere atto di questa situazione, che è grave culturalmente e socialmente, e non fare nulla. Per questo ho deciso di stabilire una data, il 31 di agosto, e comunque prima che inizi il nuovo anno scolastico, per accertare di aver colmato le lacune. Le scuole organizzeranno corsi e faranno verifiche anche durante tutto l’anno, ma l’ultima chiamata dovrà essere fatta prima che ricominci l’anno: chi ha saldato andrà avanti, chi ha bisogno di più tempo si fermerà». Fioroni sottolinea anche che per far fronte alle nuove esigenze ci saranno appositi stanziamenti e intanto si comincia con 30 milioni di euro.
«Ignoro – dice il ministro della Pubblica istruzione – se pretendere serietà dalla scuola e responsabilità dai ragazzi sia progressista o passatista: so solo che era ora di farlo. Una scuola seria ed esigente garantisce tutti, ma soprattutto i più deboli: i ragazzi che non hanno alle spalle famiglie e condizioni sociali in grado di aiutarli a farcela comunque. Deve farlo la scuola».
Fioroni critica in maniera chiara la terminologia mutuata e trapiantata dal mondo dell’economia per il «sistema dei debiti» e osserva che in ogni caso «i debiti si saldano», mentre attualmente a scuola questo non accade più.
«Visto che ci affidiamo ai paragoni economici – dice – è giusto il caso di osservare che, in mancanza di una verifica seria sull'effettivo saldo dei debiti, la scuola rischia di diventare come quelle banche coinvolte nella vicenda dei mutui subprime, con centinaia di migliaia di debitori costretti all’insolvenza e con le compagnie che li avevano concessi ridotte in bancarotta. Con l’aggravante che qui parliamo di debiti formativi e far arrivare all’università o sul mercato del lavoro uno studente senza basi solide per andare avanti e un danno irreversibile prima di tutto per il debitore, cioè i ragazzi non avranno più l’opportunità di colmare lacune vecchie e stratificate. E questo è un conto che la vita, comunque, gli presenterà».


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